Invito e consigli

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Invito e consigli

Messaggioda danti73 » domenica 5 dicembre 2004, 23:26

Gentili signori,
da poco ho scoperto questo sito e rimasto incantato dall'esperienza di molti signori ho subito pensato di registrarmi.
E' proprio alla vostra esperienza e sapienza che mi rivolgo.
Sto tentando di scrivere un libro con le memorie della mia famig, ho ricostruito l'albero genealogico che mi riporta ad inizio 1500.
Nella mia ricerca sono incappato in alcune notizie sulla nobiltà della mia famiglia, ma le fonti sono così scarse nella mia bibliografia araldica e genealogica da tentare altre strade e altri confronti con persone competenti e esperte come voi.
Le uniche notizie che sono riuscito a reperire sono prese dal Blasonario Generale della Terra di Bari di Edgardo Noya di Bitetto che attesta che nel 1535 circa la famiglia D’Antino ebbe la Signoria feudale di Capurso in provincia di Bari. La cosa è confermata nell’Enciclopedia Araldica Italiana di Angelo M. Scorza. Inoltre da un elenco di baroni e feudatari del Regno di Napoli redatto nel 1670 i D’Antino sono presenti nella provincia di Abruzzo Citra. Forse in qualche fonte a livello locale si riesce a sapere di più.
Sono venuto a conoscenza anche di due stemmi, uno differente dall'altro, uno sempre tratto dall’Enciclopedia Araldica Italiana di Angelo M. Scorza ed è “di rosso, a tre leoni posti due ed uno d’oro”, l'altro mi è stato fornito da un conoscente che dice di averlo trovato nelleCollezioni Araldiche del Pasinati(?), conservate tra i manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, lo stemma dei risulta descritto così: “d’azzurro, alla testa di leone coronata e accompagnata in capo da due gigli, il tutto d’oro”.
Essendo a Torino non ho potuto confermare la seconda fonte, qualcuno ne sa qualcosa? In queste collezioni è specificato la provenienza della famiglia? Giusto per capire se si tratta della stessa famiglia o di un'omonima.
Ho bisogno del vostro valido aiuto e consiglio ed invito tutti colotro che sanno qualcosa a delucidarmi, in fondo solo un appassionato in materia
come me può capirmi e in questo sito ho la gioia di appurare che di appassionati ce ne sono tanti e con un livello di cultura genealogica e araldica davvero molto alto.
Grazie a tutti.
Non facit nobilem atrium plenum fumosis imaginibus
danti73
 
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Messaggioda Messanensis » lunedì 6 dicembre 2004, 9:52

Gentile signore,
Lei afferma di aver ricostruito il suo albero genealogico fino all'inizio del sec. XVI e di aver trovato notizie sulla nobiltà della sua famiglia.
A quanto ho capito in un paio di testi Lei ha trovato notizie sui nobili D'Antino (con stemma, ecc.). Ma è sicuro che si tratti proprio della sua famiglia? Visto che con l'albero genealogico, a quanto dice, è arrivato così indietro nel tempo avrà consultato atti parrocchiali e notarili: lì ha trovato qualcosa che le conferma che i D'Antino di cui ha trovato notizie araldiche e nobiliari sui libri appartengano proprio alla sua famiglia e non siano soltanto degli omonimi?
A quanto ho capito il dubbio di omonimia Lei se lo è posto soltanto per il secondo stemma dei D'Antino, mentre per il primo no. Cos'è che le dà questa certezza?
Nel suo messaggio non ha dato molti elementi per cercare di aiutarla (per esempio la provenienza geografica della sua famiglia, informazioni sugli ascendenti più antichi ai quali è riuscito a risalire, ecc.).
Cordiali saluti,
Rosario
Rosario Basile

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Messaggioda Grimaldi » lunedì 6 dicembre 2004, 14:49

Egr. sign.i,
condivido in pieno le domande ed i dubbi posti dal sempre attento e sagace sign. Rosario.
Ci tengo però a specificare, sperando di cogliere anche le idee del sign. Rosario in merito, che le nostre posizioni non sono basate su congetture di "incredulità" a priori di ogni affermazione, ma basate sulla irremovibile convinzione che tutto quello che si afferma in una scienza (come è la genealogia) va appurato, documentato, provato, controllato ecc. ecc. per capire davvero dove si trova la verità e non farsi fuorviare nell'errore.
Insomma in questo campo si procede con i piedi di piombo!
Se il sign. D'Antino sarà così cortese da approfondire le sue affermazioni sarò lieto di contribuire al suo lavoro con i miei modesti pareri.
A presto
Grimaldi
 

Messaggioda danti73 » lunedì 6 dicembre 2004, 15:21

Gentile signori,
il capostipite del mio albero, nei documenti è detto "nobile Angelo d'Antino della terra di Ripabottoni", i suoi figli nasceranno tutti a S. Elia a Pianisi e così tutta la sua discendenza per oltre cento anni, poi passeranno a Lucera.
Avete perfettamente ragione quando dite che non ho la prova che si tratti di famiglie omonime, anche se la scarsa diffusione del cognome darebbe a crederlo, nei documenti il mio avo è chiamato nobile ma non ho altri elementi per capire nobile di che cosa, per questo sto cercando di capirne di più.
Grazie per le vostre risposte.
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 6 dicembre 2004, 16:03

Egr. sign. D'Antino,
non ho ancora ben capito se il suo problema sia trovare la sua genealogia prima del sec. XVI o provare la nobiltà della sua famiglia (le due cose sembrano le stesse, ma la prevalenza dell'una sull'altra distingue il genealogista dal vanaglorioso; anche se certamente lei non rientra in questa seconda e odiosa categoria!).
Ma tale considerazione è importante anche per l'orientamento metodologico della ricerca.
Le dirò cmq, come hanno scritto ben altri studiosi della materia, che una delle questioni più dibattute è proprio quella sulla nobiltà minore, di città regie o feudali, civica o patriziale, ovvero con seggio chiuso o aperto.
Io stesso, come accennai altrove, sto scrivendo un piccolo saggio in merito (giusto per cercare anche io di capire di che si tratta!).
Nel suo caso se il suo avo era effettivamente nobile bisogna da lui trovare gli atti (notarili o statali) che ne provano lo status e ne documentano l'ulteriore genealogia. E magari l'allaccio a quei D'Antino nobili che lei cita.
Molte persone comunque un tempo stilavano vari atti notarili (capitoli matrimoniali, testamenti ecc.) e i nobili apparivano in vari atti statali (i nobili infatti pagavano l'adoha, il passaggio di feudo, ecc. ecc.....).
Forse il suo avo vissuto nel sec. XVI avrà lasciato qualche traccia che lei dovrebbe adesso trovare.
Inoltre dovrebbe fare lo stesso tipo di approfondimento per i discendenti di questo avo fino a se stesso, per trovare atti, documenti, cappelle, ecc. ecc.. che potrebbero provare in qualche modo l'effettivo status della sua famiglia.
Il bello (o il brutto?) della genealogia è che, in pratica, la ricerca non finisce mai.....
Ci faccia sapere.
Grimaldi
 

Messaggioda Messanensis » lunedì 6 dicembre 2004, 16:48

Innanzitutto ringrazio l'amico Giovanni per aver chiarito il motivo delle mie domande.
Gentile Sig. d'Antino, il suo albero genealogico parte dal "nobile Angelo d'Antino della terra di Ripabottoni" e dò per scontato che giunga fino a Lei con documenti che dimostrano la discendenza da padre in figlio.
Ha provato a girare per i paesi dove abitarono i suoi antenati? I suoi avi potrebbero aver fatto effigiare il proprio stemma in qualche chiesa oppure su qualche palazzo o, in epoca più recente, anche nei cimiteri. Inoltre, in archivi pubblici oppure in possesso di privati, possono esistere dei blasonari locali inediti (dovrebbe informarsi sul posto, chiedendo a qualche storico o appassionato di araldica locale). Per esempio se trova un manoscritto in cui sono descritti o disegnati gli stemmi delle famiglie nobili di Lucera e nel quale compare anche il blasone dei D'Antino, sapendo che a Lucera esisteva soltanto una famiglia D'Antino nobile, potrebbe scoprire qual era lo stemma in effetti usato dai suoi avi.
Mi faccia sapere se posso esserle di aiuto in qualche modo.
Cordiali saluti,
Rosario
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Messaggioda danti73 » lunedì 6 dicembre 2004, 19:20

Gentili signori,
naturalmente l'albero è completo generazione per generazione fino al sottoscritto. Purtroppo per molto tempo non potrò andare nei paesi citati, io abito a Torino, per questo motivo, esaurite le mie fonti ho provato a chiedere l'aiuto di altri appassionati con altre fonti.
A parte Angelo e qualche altra generazone dopo di lui la famiglia già nel '700 non viene più nominata in quanto nobile, specie a Lucera non vi è la minima traccia.
Per il mio libro cercavo informazioni relative alle due famiglie d'Antino (ammesso che siano due o due rami della stessa) che possedevano gli stemmi trovati, avrei raccolto materiale utile per un capitolo del mio libro su di loro, chiaramente senza prove non avrei mai preteso di dichiarare come nostri i loro stemmi o i loro titoli, fino a prove certe avrei solo parlato di famiglie omonime nobili e col tempo avrei poi cercato di risolvere la questione del "nobile Angelo", le supposizioni si possono fare ma anche io amo la certezza documentata.
Inoltre, rimane aperta la questione delle raccolte araldiche del Pasinati...ne avete mai sentito parlare? Io purtroppo no. Sapete qualcosa in merito? Se si, nominano anche i titoli delle famiglie titolari dello stemma o solo il cognome? Se non altro si capirebbe se si tratta dello stemma di un ramo dei d'Antino di Capurso o meno.
Grazie ancora.
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Messaggioda danti73 » sabato 11 dicembre 2004, 23:12

Gentili signori,
dopo i vostri consigli ho chiesto ad un prozio lucerino la fotocopia di uno stemma che risale al 1800, riprodotto in un ex libris di alcuni vecchi libri della sua biblioteca appartenuti ad un nostro antenato membro della Camera Notariale di Lucera. Lo stemma apparteneva ad un nostro antenato e coincide perfettamente con quello dei d'Antino signori di Capurso.
Tuttavia io nella mia ricerca sono sicuro di non aver trovato nessuna prova o indizio di nobiltà a Lucera, si trattava si di possidenti e proprietari benestanti ma niente prove o titoli sui documenti rintracciati.
Rimane quindi in dubbio, il fatto è che anche il notaio Agostino d'Antino avrebbe potuto trovare lo stemma in qualche raccolta e adottarlo quindi non credo sia una prova sufficente.
Devo approfondire la storia di questi d'Antino di Capurso ma fin'ora nessun appassionato del luogo ha saputo dirmi qualcosa. Forse con qualche notizia in più si riuscirebbe a venirne a capo.
Speriamo in bene.
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