da T.G.Cravarezza » sabato 10 maggio 2003, 23:34
Gentile Sig. Nino,
il Suo è un discorso apprezzabile e che si può condividere, ma che risulta, scusi se forse sono "brusco", un po' populista. Come tante sono le persone che affermano la nobiltà del cuore e dell'animo e non quella del titolo. Tutte belle parole che non si possono non condividere. Chi può affermare che una persona che aiuta il prossimo, che è leale, onesta, religiosa,... non è un "cavaliere", anche se non appartiene ad un ordine? Chi può affermare che una persona con un grande cuore, aperta al prossimo, sincera, onesta, di grandi virtù,...non è una persona "nobile" anche se non ha nessun titolo? E' logico che quelle persone saranno "cavalieri" e "nobili" anche senza nessun titolo e senza appartenere a ordini cavallereschi. Però è inutile volerlo affermare come se si stesse scoprendo l'acqua calda o una verità assoluta.
Una persona può essere uno stratega dalle doti superlative e non aver mai studiato nessun libro di strategia militare o non aver mai combattuto. Una persona può comporre poesie, scrivere libri di un sentimento e perfezione dantesca, avendo fatto solo la prima elementare. Tutto ciò però non deve inficiare l'operato di quanti hanno studiato strategia o hanno studiato sino alla laurea.
Le porto un semplice esempio. 1994, mio padre comandava il 2° Reggimento degli Alpini a Cuneo. Esplode l'alluvione, è il primo a partire con i suoi uomini. Lei ha mai sentito menzionare nei telegiornali gli alpini? NO! Sempre e solo la protezione civile, i volontari che, Le assicuro e senza disprezzare nessuno, hanno solamente intralciato il lavoro di chi voleva frenare l'allulvione e salvare le persone coinvolte. Però, come sempre, i volontari vennero elogiati, i militari nemmeno ricordati e se vi furono disguidi la colpa era solo dei militari. Tutto questo perchè i militari facevano il loro "lavoro", mentre i volontari, essendo appunto "volontari", andavano ringraziati ugualmente, anche se causavano solo problemi. Lo stesso per i cavalieri e i nobili. Essere o almeno tenedere alla perfezione morale, civile, religiosa è il loro compito, pertanto se non ci riescono devono essere portati al pubblico ludibrio. Mentre le persone che senza titoli fanno qualcosa di buono (che dovrebbe essere la normalità), sono portate in trionfo con l'affermazione: "questa è la vera nobiltà". Vi sono cavalieri e nobili che hanno compiuto tali gesta da divenire imperituro ricordo per le generazioni a venire, ma così non è, perchè qualcuno vuole solamente ricordare gli sbagli. Come motli, riferendosi agli Ordini Cavallereschi, non menzionano ciò che fanno di bene per l'umanità, per il prossimo, ma solamente quei cavalieri che "rubano", che vivono "da malvagi"...
Io voglio solamente ricordare che tutte le persone devono vivere da cavalieri, da nobili, anche se non lo sono. A maggior ragione è richiesta tale vita morale, sociale, religiosa e politica a quelle persone che sono nobili e cavalieri. In egual misura quindi, se una persona non vive cavallerescamente e nobilmente, ma è senza titolo, non avrà il mio biasimo o per lo meno sarà minore il mio disprezzo. Maggiormente invece, un nobile e/o un cavaliere che non vivono secondo i canoni nobili e cavallereschi, riceveranno un disprezzo pari a 100 persone che vivono non nobilmente e non cavallerescamente.
Poi bisogna sempre contare che vi sono volontari, come affermava il caro Alfonso, che compiono "gesta nobili e cavalleresche" proprio per potersi pavoneggiare. Vi sono anche tanti, tantissimi appartenenti agli Ordini Cavallereschi che non affermano mai di far parte di ordini e fanno tanto tanto bene al prossimo.
Mi scuso se forse sono risultato un po "eccessivo", "brusco", ma questo genere di affermazioni (non mi riferisco a Lei, ma in generale), mi rendono un po' indisponente, in quanto ho sempre il timore che vengano fatte dal punto di vista populista e mi piace poco.
Cordialmente e ancora scusandomi se posso essere risultato in qualche modo offensivo.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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"Vince te ipsum"