Piglio il prologo, tanto per cominciare.
"Raimondo Montecuccoli fu uno dei maggiori capitani dei tempi moderni e insieme un grande scrittore militare: grande per l'esposizione tecnica dei principii dell'arte della guerra, grande per lo stile vigoroso, conciso, efficace ed italianamente puro. Dalla somma armonia che era in lui tra le facoltà teoriche e quelle pratiche, conseguiva che la teoria, fornendogli i principii generali di guida nella molteplicità dei casi, mai gl'irrigidiva la mente con formule e schemi troppo determinati, come spesso accade ai mediocri, a coloro cioè nei quali la facoltà teorica prevale sul senso pratico....(ai tempi di Montecuccoli) la durata e l'intensità dello sforzo (bellico) dovevano condurre al reciproco logoramento e all'esaurimento di uno dei due avversari, epperciò a risultati straordinariamente decisivi...incappati da tanti ostacoli, il Grand Condè, Turenna, Montecuccoli dovettero tutto al loro genio. Essi non furono propriamente capiscuola o riformatori (...) ma certo seppero impiegare alla perfezione gli strumenti tanto poco perfetti che avevano tra le mani. In ciò furono meravigliosi, e riuscirono sommi capitani...alle belle qualità militari e morali del Turenna, cui rassomigliò molto per temperamento di ingegno e carattere, s'aggiunse in lui un amore ardentissimo dell'arte guerresca, uno studio attento e profondo di tutti i singoli mezzi di guerra del nemico, un criterio politico, economico, filosofico sempre retto e sempre consapevole di sè stesso, una facilità somma nello esporre e sviluppare i concetti della sua mente...scrupoloso e cultore dell'ordine"
E per leggerla direttamente dalla penna di Raimondo Montecuccoli, che cito testualmente:
"Misera Istoria che costoro disfacciatamente profanare non si vergognano, mentre che lo scriverla non s'appartiene ai ciarlatani, nè a persone volgari!"...non ve lo dicevo che è meraviglioso, Raimondo
Ehm...non è che vi sto annoiando, vero





