Stratigò

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Messaggioda sebpasq » martedì 25 maggio 2004, 10:25

Dal Dizionario dei cognomi italiani del De Felice ho trovato il cognome Straticò, cognome calabrese esteso alla Campania, formato dal toponimo Straticò (RC comuni di Ardeto e di Ardore) o dal nome di grado e di ufficio straticò o stratigò con cui, nel siciliano e nel calabrese antico, si denominavano vari magistrati municipali.
Sarebbe interessante sapere di che periodo sono i documenti citati da Fra Eusanio per poter meglio valutare nel contesto specifico il significato del termine riportato dal De Felice o quello che sostiene Messanensis.
Comunque spero sia d'aiuto.

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 25 maggio 2004, 15:46

Caro Sebastiano,
il suo contributo è certamente di aiuto, ci mancherebbe altro...

La domanda mi era sorta a fronte di alcune testimonianze non datate, ma pertinenti di sicuro al XVII secolo in quanto legate a famiglie che, proprio in quel periodo, lasciarono traccia araldica di sé nella zona dell'attuale provincia di Messina.

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Messaggioda sebpasq » martedì 25 maggio 2004, 18:58

A questo punto non resta che sapere se secondo lei lo stratigò in questione ricoprisse un ruolo burocratico (e quindi era un magistrato municipale) oppure come sostiene Messanensis era un funzionario militare.

Saluti.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 25 maggio 2004, 19:01

Beh, avevo aperto il post proprio perché non sapevo nulla dello stratigò... :(

...e mi sembra che le parole del gentilissimo collega
GFM ha scritto:Lo Stratigò era una figura importantissima che sotto il dominio spagnolo era considerata appena sotto i vicerè di Napoli e di Sicilia; aveva potere giudiziario sulle terre in cui la città aveva giurisdizione; la carica era biennale! Se non erro, era una figura che esisteva già sotto il dominio arabo e che venne riconfermata sotto il governo di re Ruggero II.

cordialmente

GFM


siano eloquenti ed esaustive al riguardo.

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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » lunedì 21 giugno 2004, 13:59

Ultimo contributo, il mio, alla definizione del termine Stratigò. Molto è già stato detto e nei passi che ho trovato in giro nel web vi sono ulteriori conferme.

Spero sia cosa a voi gradita:

876: Basilio I Imperatore d'Oriente designa Bari capitale dell'Apulia e vi pone a capo un luogotenente detto Stratigò, per il governo e la difesa della città. Gli Stratigò di Bari furono: Basilio (876); Teofilatto (884); Trapezzi (886); Costantino (888); Simpaticio (891); Giorgio (892); Teodoro (894); Barascio (894); Melisiano (900); Niccolò detto Piccingli (915); Urseolo (921); Epifanio (935); Imogalapto (940); Mariano (955); Niceforo (966); Eugenio (969); Abdila (969); Zaccaria (975); Porfirio (979); Calochiro o Calodustri detto Delfina (982); Romano e suo figlio (9859); Sergio (987); Giovanni detto Ammirapolo (989); Tubali (990); Teodoro (997).

De Mauro, dizionario della lingua italiana
straticò stra|ti|cò
s.m.inv.
OB in epoca bizantina e nel Medioevo, stratego
Varianti: stradicò, straticoto, stradicoto

Club Garzanti linguistica
Lemma: straticò
Sillabazione/Fonetica:
[stra-ti-cò]
Etimologia:
Dal gr. stratìgós, nella pronuncia bizantina
Definizione: o stradicò, stradicoto, straticoto, s. m. nel medioevo, stratego (come magistrato bizantino o normanno).

Il sovrano Carlo II inizia a governare nel 1665 ed il suo regno fu caratterizzato dal terremoto che l'undici gennaio del 1693 danneggiò notevolmente la Val di Noto e dalla rivoluzione messinese del 1674-1678.
Messina godeva di innumerevoli privilegi, a partire dal governo autonomo, dal fatto che il viceré era obbligato a soggiornarvi per una parte dell'anno e dal fatto che il suo supremo magistrato municipale - lo stratigoto - era nominato direttamente dal re.
Gli spagnoli, resosi conto dei privilegi concessi alla città e che essi destavano il malcontento delle altre, incominciarono a frenare le concessioni.

Nel 407, durante l'assedio di Tessalonica (Salonicco), i siciliani di Messina al comando di Metrodoto, che era lo stratigoto della citta' (magistrato locale con compiti di governo), si diressero verso la citta' assediata e li' giunti liberarono l'imperatore Arcadio.
A riconoscimento per il valore dell'azione Messina ha il privilegio di poter utilizzare lo stemma imperiale (la croce giallo-oro sullo scudo rosso), che da quel momento e' il simbolo della Città.
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » lunedì 21 giugno 2004, 14:04

Infine, lo prometto, aggiungo anche questa pagina web tutta da leggere dove è contenuto questo riferimento: "a Messina ed a Palermo erano capitani d'armi lo stratigoto ed il pretore".

I.S.S.P.E.
ISTITUTO SICILIANO DI STUDI POLITICI ED ECONOMICI
90141 Palermo, Via Messina 3

CANNONI E FONDITORI IN SICILIA
NEL XV E XVI SECOLO
di
Antonino Palazzolo

http://www.isspe.it/Dic2003/palazzolo.htm

A presto
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » lunedì 21 giugno 2004, 14:09

:oops: Lo so mi sono fatto prendere la mano, ma questo è l'ultimo riferimento che invio.

Da Il Taurikano, risultato degli studi, che glottologi, storici, antropologi ed archeologi di tutta Italia (con la partecipazione di studiosi americani e francesi) conducevano in quell'area geografica incentrata sulle rive del fiume Metauro-Marro (Petrace).
http://www.iltaurikano.it/Taurikano/San ... roiani.htm
dove si dice: "... dove i Duchi si chiamavano con nomi astrusi neogreci, e per dimostrare la loro cultura Magister Militum...(6)che significava Capo Militare o Stratigoto, Capitano, come c’erano in Messina e Oppido, se superiore Catepan..Epano e se poi era nomina totale: Patrizio, e si ricordava di appartenere ai Majores; "
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 21 giugno 2004, 15:29

G.Grifeo di Partanna ha scritto::oops: Lo so mi sono fatto prendere la mano, ma questo è l'ultimo riferimento che invio...(omissis)...


... :P ha fatto benissimo, egregio collega, e ben ne vengano ancora, di mani così... :wink: !

La ringrazio molto dell'interessamento, e dei numerosi e colti riferimenti trovati sul tema.

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