da G.Grifeo di Partanna » lunedì 21 giugno 2004, 13:59
Ultimo contributo, il mio, alla definizione del termine Stratigò. Molto è già stato detto e nei passi che ho trovato in giro nel web vi sono ulteriori conferme.
Spero sia cosa a voi gradita:
876: Basilio I Imperatore d'Oriente designa Bari capitale dell'Apulia e vi pone a capo un luogotenente detto Stratigò, per il governo e la difesa della città. Gli Stratigò di Bari furono: Basilio (876); Teofilatto (884); Trapezzi (886); Costantino (888); Simpaticio (891); Giorgio (892); Teodoro (894); Barascio (894); Melisiano (900); Niccolò detto Piccingli (915); Urseolo (921); Epifanio (935); Imogalapto (940); Mariano (955); Niceforo (966); Eugenio (969); Abdila (969); Zaccaria (975); Porfirio (979); Calochiro o Calodustri detto Delfina (982); Romano e suo figlio (9859); Sergio (987); Giovanni detto Ammirapolo (989); Tubali (990); Teodoro (997).
De Mauro, dizionario della lingua italiana
straticò stra|ti|cò
s.m.inv.
OB in epoca bizantina e nel Medioevo, stratego
Varianti: stradicò, straticoto, stradicoto
Club Garzanti linguistica
Lemma: straticò
Sillabazione/Fonetica:
[stra-ti-cò]
Etimologia:
Dal gr. stratìgós, nella pronuncia bizantina
Definizione: o stradicò, stradicoto, straticoto, s. m. nel medioevo, stratego (come magistrato bizantino o normanno).
Il sovrano Carlo II inizia a governare nel 1665 ed il suo regno fu caratterizzato dal terremoto che l'undici gennaio del 1693 danneggiò notevolmente la Val di Noto e dalla rivoluzione messinese del 1674-1678.
Messina godeva di innumerevoli privilegi, a partire dal governo autonomo, dal fatto che il viceré era obbligato a soggiornarvi per una parte dell'anno e dal fatto che il suo supremo magistrato municipale - lo stratigoto - era nominato direttamente dal re.
Gli spagnoli, resosi conto dei privilegi concessi alla città e che essi destavano il malcontento delle altre, incominciarono a frenare le concessioni.
Nel 407, durante l'assedio di Tessalonica (Salonicco), i siciliani di Messina al comando di Metrodoto, che era lo stratigoto della citta' (magistrato locale con compiti di governo), si diressero verso la citta' assediata e li' giunti liberarono l'imperatore Arcadio.
A riconoscimento per il valore dell'azione Messina ha il privilegio di poter utilizzare lo stemma imperiale (la croce giallo-oro sullo scudo rosso), che da quel momento e' il simbolo della Città.