Decorazioni sui mantelli

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Decorazioni sui mantelli

Messaggioda maddi34 » lunedì 18 giugno 2007, 15:31

E invalso l'uso nell'O.S.S.G-di fregiare il bianco mantello di medaglie e altri fregi metallici dell'Ordine estesso.Questo mi sembra improprio poichè nello Statuto dell'Ordine è detto sì che si porteranno al lato sinistro del petto ma non sul mantello.Quale è il Vs. parere?
Inoltre,vengono portate al collo le decorazioni di cavaliere e di commendatore Le placche di Grand'Uff e di Gr.Croce dove le disporreste?
Escluderei sull'abito civile applicando la riproduzione in stoffa sul mantello. Come la vedete?

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Messaggioda dinelli » lunedì 18 giugno 2007, 17:49

Concordo con il poco elegante modo di portare le insegne sul mantello, parlo da Cavaliere dell'Ordine. Venendo alla domanda: i Cav. Gr. Cr e i Gr. Uff. portano, sempre sul mantello, la placca del loro grado, alcune volte in stoffa.
Comunque, a titolo di esempio, segnalo la confusione in materia, nonostante se ne scriva in continuazione, durante una recente cerimonia ho visto su un mantello dell'OESSG la grande insegna dell'Ordine al Merito della Republica Italiana !!!!!!!!!!!!!!!
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Messaggioda marcoluca » martedì 19 giugno 2007, 9:10

Le decorazioni dovrebbero, a mio modesto parere, decorare la persona e non addobbare una Croce sul mantello, come facevano gli universitari al tempo della goliardia ci loro berretti e feluche! Pertanto trovo fuori luogo apporre placche e decorazioni simili sul mantello sul quale dovrebbe unicamente risaltare il Segno di Cristo Signore. D' altra parte, va considerato che il mantello è un abito liturgico e non dovrebbe essere riempito di ulteriori simboli decorativi.

Come cavaliere del S.Sepolcro, l'unica decorazione che apporrei sul mantello è la Conchiglia del Pellegrino, appuntata nel cuore della croce, oltre alle eventuali decorazioni da collo.
Quanto alla decorazione in stoffa.... sorvolo categoricamente, la considero solo una "pezza a colori"!
Cordialmente!
Nessuno dice la verità su di sé, perciò ciò che conta davvero è quello che le persone mostrano con le proprie azioni. (Sherry Argov)
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Messaggioda maddi34 » martedì 19 giugno 2007, 10:26

Concordo con Marcoluca sulla Conchiglia del Pellegrino e sullesclusione
di ogni altra applicazione inerente l'Ordine sul mantello.
Legittime le decorazioni al collo,ma la Gran Croce non ha decorazione da collo.Resterebbe quindi questo grado senza distinzione?
<il giorno del conferimento della Gran Croce,il Dignitario preposto, pone la nera fascia al collo dell'insignito.Sarebbe legittimo continuare ad indossarla in cotal guisa?

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Messaggioda Antesterione » martedì 19 giugno 2007, 10:35

Il mantello è formalmente un "sobrabito", non vi si appongono insegne, salvo la medaglia giubilare concepita per questo e la conchiglia del pellegrino (anch'essa esplicitamente concepita per il mantello).

Non vanno indossate neanche le insegne da collo...

Se si usa come "uniforme" è coerente pur nel pessimo gusto, apporci anche le decorazioni di altri Ordini... anzi ciò dovrebbe denotare l'impossibilità di tale uso, soprattutto per coloro che sono insigniti di più ordini equestri.

Impossibile imitare lo smom con decorazioni da collo su abito da chiesa. Sul mantello non possiamo certo mettere la fascia di gran croce! O trattiamo il mantello come tale o coerentemente insieme alle placche dovremmo metterci anche la fascia di gran Croce. Evidentemente contravvenendo ad ogni buon gusto.

Difatti ci sono precise regole che vanno rispettate ed a cui non si può contravvenire per ignoranza (come anche sottolineato dal Pontefice all'approvazione degli stessi), neanche se si trattasse di un Luogotenente. Io fino ad oggi non ho avuto difficoltà alcuna a spiegare che al collo non appongo nulla su tenue de ville, né su mantello.

Rispetto gli statuti. Con decorazioni su abito da cerimonia, mantello e tocco (O su uniforme dell'Ordine, con mantello e feluca).

Senza decorazioni, su abito scuro e cravatta (tenue de ville) con mantello e tocco (praticamente l'uso più comune).

Questo è quanto, il resto è abuso chiamato consuetudine. Tuttavia le consuetudini devono anche rifarsi al bon ton che ormai assolutamente perso nella vita di tutti i giorni, ha ancora un qualche valore per la tradizione degli Ordini Equestri.

Se si vogliono sfoggiare a tutti i costi la placca o la fascia o le medaglie, si faccia uso di quanto abbiamo a disposizione.

Abito da cerimonia (frac, oggi tollerato lo smoking) e/o uniforme (nelle occasioni più solenni ed importanti e su previo accordo con preside/luogotenente).

Tuttavia, basterebbe accennare alla propria volontà di apporre in modo "conforme agli statuti" le decorazioni prima delle cerimonie nelle riunioni organizzative della sezione/delegazione di appartenenza. Si potrà appurare come molti seguono la consuetudine per ignoranza.

Nessuno fino ad oggi mi ha costretto a portare decorazioni da collo su cravatta o su mantello (anche se la consuetudine delle decorazioni su mantello è ovviamente presente anche nella mia sezione). Porto al massimo una cravatta adeguata con una piccola croce dell'Ordine ricamata che ci è stata data in "dotazione" dalla Sezione.

Grazie al cielo con gli statuti non si sbaglia mai e non avrebbe senso essere ammoniti per la loro applicazione.

Infine, ritengo sia fondamentale e doveroso che vengano inseriti per ogni sezione dei corsi basici che riguardino questi temi e gli statuti.
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Messaggioda Morello » martedì 19 giugno 2007, 11:38

Gentili forumisti,
sono stato investito da poco Cavaliere del Santo Sepolcro, ma esprimo la mia opinione a riguardo.
E' invalsa la consuetudine, nella mia Sezione/Luogotenenza, di indossare le insegne sul mantello. Questo non è previsto dallo Statuto, ma è anche vero che indossare il frac oggigiorno (io non posseggo lo smoking!) non è usuale. Quindi credo che questa consuetudine se osservata con buon gusto, senza esagerare nell'appesantire il mantello, possa essere accettata.
Si potrebbe indossare il mantello col tocco senza insegne, su abito scuro da città, magari con la rosetta, la cravatta dell'Ordine ed un paio di gemelli con la Croce di Gerusalemme, e ripristinare l'Uniforme (con la feluca) su cui indossare le insegne. Ma permettetemi la battuta: costa più un frac o l'uniforme?
Un fraterno saluto ai Confratelli e cordialità.

Nicola Serafini
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Messaggioda Antesterione » martedì 19 giugno 2007, 11:56

So che potrei sembrare impopolare, e so bene che è proprio il costo dell'uniforme ad averla resa "non obbligatoria", oltre che l'affermarsi di costumi meno appariscenti per l'abbigliamento maschile.

Tuttavia a mio avviso, abbiamo diversi formati di decorazione ed è giusto che ognuno anche per una questione estetica, sia apposto lì dove fin dalla sua concezione è stato previsto che stesse.

Se un Cavaliere vuole fregiarsi di fascia di gran Croce, non lo fa certo per la sola esigenza del riconoscimento della sua classe di appartenenza. Per tale scopo vi è il tocco e qualsiasi altro formato di decorazione.

Tuttavia se proprio vuol fregiarsi del formato regolamentare a mio avviso dovrebbe considerare l'investimento in un abito da cerimonia o uniforme. Altrimenti svilirà il segno ponendolo a casaccio, magari come una fascia da sindaco...

Questo discorso è meno evidente quando si è Cavalieri e Commendatori perché le insegne da collo si adeguano più discretamente al mantello o ad una tenue de ville, ma è sempre improprio. Se voglio fregiarmi del formato regolamentare potrei avere anche piacere di fregiarmi di altri Ordini di cui sono insignito (in linea di massima), a quel punto i problemi derivanti dall'"invenzione" sarebbero evidenti.

Io credo che in assenza di una riforma necessaria del protocollo e di una riconfigurazione degli abiti / formati che diventa sempre più necessaria. Si faccia meglio ad optare per la tenue de ville con rosetta, rispettando il bon ton magari nel colore dello stesso e della camicia (dopo le 18:00 o in cerimonia che potrebbe terminare dopo tale orario, preferibilmente bianca).

Una tenue de ville elegante ed essenziale con cravatta e camicia adeguata ed una rosetta, magari con mantello e tocco nelle celebrazioni è ben più elegante dell'"albero di natale".

Oppure per le decorazioni regolamentari si potrebbe considerare che al valore ed alla foggia della decorazione debba associarsi il valore e la foggia dell'abbigliamento, ed allora considererei l'idea di acquistare un abito da cerimonia e/o un'uniforme. Io stesso sto procurandomi una uniforme e avendone parlato con il preside di sezione ho trovato ottima disponibilità (ovviamente in occasioni molto solenni), nonché altri cavalieri disposti eventualmente a fare altrettanto.
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Messaggioda g.iaia » martedì 19 giugno 2007, 12:13

Concordo assolutamente con Antesterione, specie quando afferma la necessità di una "riforma necessaria del protocollo e di una riconfigurazione degli abiti".

Credo che la Cavalleria personale si debba contraddistinguere anzitutto per il "buon gusto", di cui oggi tanti difettano.

In occasione di una recente cerimonia di investitura dell'OESSG abbiamo - io ed altri - assistito sbigottiti non solo alla grottesca sfilata di signori in improponibili "mises" (personalmente ebbi a sussurrare ad un amico che mi sembrava di essere in un film di Buñuel), ma anche all'assalto (quasi "alla baionetta") del pranzo a buffet...

Forse il problema non sta solo nel "porto" delle decorazioni, ma soprattutto nella formazione che taluni dovrebbero ricevere, e che i già cavalieri dovrebbero sentire come necessità!

Cavalieri non si nasce, si diventa!!!!!

Con vera cordialità

d. G.Iaia
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(Evelyn Beatrice Hall)
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Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 19 giugno 2007, 12:50

Forse c'entra poco, ma il ricordo fa sempre affiorare un sorriso sulle mie labbra e forse può fare lo stesso per i vari lettori del forum.

Molti anni addietro mi recai ad un convegno presso un Istituto di cultura di lingua germanica (ospiti anche numerosi italiani), essendo il più giovane e scattante del folto uditorio uscì per primo dalla sala del convegno ed arrivai primo in quella del buffet.
Notato questo mio singolare primo posto in quella che non doveva certo essere una gara podisitica decisi di attendere l'arrivo degli altri invitati, per fare ciò con una cera disinvoltura decisi di passeggiare attraverso il salone fino ad una vetrata sita sul fondo dello stesso, per ammirare per alcuni istanti il panorama prima di tornare tranquillamente veros il buffet e giungere così un poco dopo gli altri.
Fu una decisione molto interessante...

... ma forse poco saggia, quella sera infatti digiunai, in quanto una folla feroce ed affamata (almeno a giudicare dall'assalto condotto con caparbia risolutezza al buffet) spazzolò via tutto prima di abbandonare il bordo della tavola imbandita, per fortuna riuscì almeno a conquistare un bicchiere di prosecco.

Comunque il vedere mantelli simili ad alberi di Natale, gran croci e collari su abiti da passeggio, abiti fantasia con camcie gialla alle cerimonie ed altre tristezze simili fa pensare dolorosamente alla necessità di istruire a dovere i cavalieri (vecchi e nuovi) dei vari Ordini. Spesso le combinazioni più atroci sono appannaggio di Ordini sedicenti, dove l'ostentazione è di rigore, ma purtroppo se ne vedono fin troppe anche in Ordini autentici.
Cordiali saluti,

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Messaggioda Lord Acton » martedì 19 giugno 2007, 19:39

marcoluca ha scritto:Quanto alla decorazione in stoffa... sorvolo categoricamente, la considero solo una "pezza a colori"!

Anticamente le insegne "brodée" erano molto in uso per coloro che erano tenuti, per incarico, a dover utilizzare ogni giorno le insegne degli ordini di cui erano insigniti, esempio i Gentiluomini d'Onore con esercizio, e quindi non sono affatto una pezza a colore.

Io ritengo che l'uso delle placche sui mantelli non sia affatto proponibile, non è la loro destinazione naturale e rischiano di orpellare pesantemente senza scopo.

Non parliamo poi di coloro che mettono sul mantello placche, o peggio decorazioni da cavaliere e da commendatore, di altri ordini, anche se pontifici o barrette di miniature... una cosa orribile...

Sul mantello, e sulla mozzetta (dato che vedo che è intervenuto anche il carissimo don Gaetano Iaia :D ), dell'OESSG vanno poste solo due decorazioni:
- La conghiglia del pellegrino di Terrasanta
- L'insegna del Grande Giubileo del 2000
tutte le altre sarebbero davvero da evitare, purtroppo ho visto in più di una cerimonia che proprio alti gradi dell'OESSG si fregiano sul mantello di tantissime onorificenze... e giustamente... se lo fanno i superiori anche gli inferiori si sentono autorizzati.

Anche sulla "tenue de ville" non mi sembra proprio il caso di sfoggiare placche e collari, vanno riservate esclusivamente al frac e alle uniformi.

Un'ultima cosa... spesso ho visto durante cerimonie dell'OESSG che qualche cavaliere si toglie la cravatta per indossare la decorazione... altra cosa disdicevole.

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decorazioni sui mantelli

Messaggioda maddi34 » martedì 19 giugno 2007, 22:52

Carissimi,prese in considerazione le molte personali esposizioni dalle quali certamente può essere estrapolata la giusta soluzione di buon gusto,devo mio malgrado ricordare che:
S.E.R.il Cardinale Carlo Furno, Gran Maestro dell'OESSG,a pg.67
dell'annuario dell'Ordine 2004.sfoggia la Sua brava placca metallica
sulla nera mozzetta;
Il Gran Maestro dell'OSSML fà mostra del Suo grado,come tutti i confratelli,mediante un piccolo tondo "a colore" di stoffa sul petto, lato sn della cocolla.

Sono lieto se la discussione continuerà, poichè era mio intento innescare
un qualcosa che facesse pronunciare chi di dovere ponendo fine ai pareri discordanti che creano l' indegno bailamme del fai da te.


Vs. Maddi
Ultima modifica di maddi34 il mercoledì 20 giugno 2007, 9:34, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Antesterione » mercoledì 20 giugno 2007, 1:13

Vorrei sottolineare che il Cardinale Gran Maestro ed i prelati sono assolutamente autorizzati al porto di decorazioni su mozzetta. ;) Trattasi della loro "uniforme". Talare, mozzetta nera e l'opzione tra mozzetta dell'Ordine o mantello dell'Ordine (sì, è contemplata anche questa opzione anche se non ne ho visto mai fare uso).
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Messaggioda Lord Acton » mercoledì 20 giugno 2007, 8:02

Io intendevo, naturalmente, parlare di insegne, tipo placche o distintivi, che si applichino sulla mozzetta, non certo del nastro-collare della decorazione da cavaliere o commendatore che è giusto e legittimo usare.

Inoltre, la maggior parte di prelati decorati di placca sono vescovi, arcivescovi e cardinali per cui possono giustamente mettere la placca sulla mozzetta dell'abito corale o sulla pellegrina dell'abito piano proprio.
Che io sappia solo pochissimi sacerdoti sono Grand'Ufficiale e nessuno Gran Croce.

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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 20 giugno 2007, 9:14

Gentili Signori,
ritengo che andrebbe rivisto il cerimoniale, ma in senso più stretto. Andrebbero cioè rispolverate le "divise" civili (tight e frac) e le divise militari proprie dei vari ordini. Alle cerimonie ufficiali, in particolare alle investiture, penso che sotto il mantello non ci sia nulla di più adatto della divisa propria dell'ordine. In alternativa, il frac.
Sui mantelli, inoltre, non indosserei alcuna decorazione, salvo le due prescritte per OESSG: conchiglia da pellegrino e medaglia del Giubileo 2000.
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Mantello Santo Sepolcro

Messaggioda Fabio Cassani Pironti » giovedì 21 giugno 2007, 22:12

Cari amici,

a mio parere non è stata formulata la domanda principale di questo interessante argomento, e cioè: su quali abiti e in quale formato si portano le insegne degli ordini equestri posseduti?

Il formato e le caratteristiche delle insegne che contraddistinguono gli ordini equestri sono mutati nel tempo, per motivi diversi di tipo religioso, visivo, pratico, di costume ecc., adattandosi in ogni epoca alla foggia dell’abbigliamento in voga. D’altra parte, l’evoluzione dell’abito è anch’essa il risultato di uno specifico momento storico e le decorazioni si sono sempre adeguate alle caratteristiche - semplicità o ricercatezza - degli indumenti portati nel tempo.
Nel XII secolo, i primi cavalieri usavano un semplice saio e portavano la “croce” sul lato sinistro, sopra il cuore; essa era di stoffa e di dimensioni notevoli, poiché doveva servire a identificarne immediatamente il portatore. Quest’abitudine si mantenne per lungo tempo fino a quando i cavalieri, sempre più secolarizzati, ne smisero l’uso quotidiano e cominciarono ad usare le insegne ricamate sugli abiti. Con l’evolversi dei costumi e l’utilizzo di tessuti pregiati, la “croce” si ridusse ed incominciò ad essere ricamata sulla giubba. Dopo il rinascimento, il gusto ancora più ricercato degli abiti fece diventare l’insegna un gioiello, realizzato con metalli preziosi. Verso la fine del XV secolo, apparvero le decorazioni metalliche pendenti da catene o cordoni e alla fine del 600 prese piede l’abitudine di portare le insegne all’occhiello della marsina, appese ad un nastro con i colori identificativi dell’ordine. Nei secoli XVII e XVIII, quando l’abbigliamento raggiunse l’apice della ricercatezza e della raffinatezza, le decorazioni presero forma di elaborati collari d’oro e smalti, di grandi croci appese a vistose fasce portate a tracolla sulle preziose marsine di seta ricamate e di grandi placche luccicanti su tessuti dai colori sfavillanti. Alcune insegne furono realizzate con pietre preziose.
Dopo il radicale mutamento della società seguito alla Rivoluzione francese, anche l’abbigliamento mutò in modo sostanziale e di conseguenza le insegne si dovettero adattare alla nuova realtà, questa volta non più di sfarzo ma di discrezione. Il frac, l’abito maschile del XIX secolo, di colore scuro, ovviamente più sobrio delle lussuose marsine del passato, richiedeva un sistema innovativo di decorazioni. Furono create le “miniature”, vere e proprie riduzioni delle insegne e dei nastri, identiche a quelle di grande formato tranne nelle dimensioni. La fascia della gran croce fu indossata sotto la marsina in modo che fuoriuscisse soltanto la parte finale con il fiocco e l’insegna. Tutto più discreto, in consonanza con il nuovo abito.
Con l’ulteriore radicale trasformazione del nostro abbigliamento nel XX secolo, siamo arrivati alla minima espressione delle insegne, vale a dire, la rosetta sull’abito di città.
Mai prima d’ora, si era appuntata una decorazione su di un mantello che non è, almeno in origine, né un saio, né tanto meno un abito da chiesa.
In effetti, le norme codificate nel tempo prevedono che non si devono mai portare decorazioni, di nessun genere e formato, sui cappotti, soprabiti, impermeabili, pellicce, mantelli “laici” ecc. Due sono le ragioni principali che danno origine a questa consuetudine: i capi d’abbigliamento suddetti servono a coprire la persona, non fanno parte integrante dell’abito indossato e, secondo, i soprabiti generalmente si consegnano nel guardaroba del luogo dove ci si reca e, quindi, sarebbe di poco riguardo lasciare la decorazione, che deve essere sempre portata sulla persona del decorato, in mano ad estranei.
Nel caso del Santo Sepolcro assistiamo ad una “sostituzione” dell’uniforme con il mantello dell’Ordine, applicando a quest’ultimo le regole del primo.
Innovazione? Sbaglio?
Aspetto ulteriori vostre opinioni.

Cordiali saluti,

Fabio Cassani Pironti
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