Nel contacognome sono solo 14.113 Rizzo
RIZZO:
Rizza ha un nucleo importante in Sicilia, soprattutto nella parte meridionale, un ceppo nel catanzarese e crotonese ed uno nel Lazio, molto diffuso al nord, con un ceppo nella Puglia e Basilicata ed uno nel Lazio Rizzi mentre Rizzo è assolutamente panitaliano, derivano da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, i capelli ricci.
Varianti: RIZZA , RIZZI
Riccio o Rizzo. – Si vuole che sia originaria di Napoli, godette nobiltà in Messina dal secolo XII al XVII, in Trapani , ecc. Possedette la contea del Piano; le baronie dell’Ancoraggio di Messina, Sant’Anna, Arcodaci, Cugno del Bosco, Glimesi o Fontana del piano, Milici nella pianura di Milazzo, Miri, Montagna di Marzo, la gabella della statera di Messina, la gabella della pescaria di Trapani, ecc. ecc. Un Giovanni fu castellano del real palazzo di Messina nel 1398, possedette metà di Comiso o Fontana Fredda e forse egli stesso fu capitano di giustizia in Trapani nel 1435-36 e senatore in detta città nel 1439-40; un notar Michele fu capitano di giustizia in Calatafimi nel 1403; un Emanuele fu cavaliere dell’ordine di Malta nel 1434; un Isso fu senatore in Trapani nel 1473-74 e capitano di giustizia in detta città nel 1474-75; un Andrea, regio cavaliere, fu senatore in Trapani negli anni 1503-4, 1521-22; un Antonino fu secreto di Messina, deputato del regno nel 1522; un Giacomo fu capitano di giustizia in Trapani negli anni 1527-28, 1531-32, 1540-41, 1545-46; un Girolamo fu capitano di giustizia in Caltagirone nell’anno 1535-36 e forse egli stesso fu quel Girolamo che, con privilegio dato a 13 aprile esecutoriato a 21 settembre 1540, ottenne la concessione del titolo di regio cavaliere e la conferma e l’accrescimento delle armi gentilizie; un Bernardo fu capitano in Caltagirone nell’anno 1541-42; un Giovan Antonio fu capitano di giustizia in Trapani negli anni 1547-48, 1559-60, 1565-66 e senatore nella stessa città nel 1553-54; un Giovan Andrea fu capitano di giustizia in Trapani negli anni 1554-55, 1564-65 e tale carica tenne in detta città un Francesco nel 1557-58; un Visconte fu senatore in Messina negli anni 1587-88, 1592-93 ed egli stesso è annotato nella mastra nobile del Mollica; un messer Girolamo è annotato nella stessa mastra; un Girolamo del fu Nicolò fu senatore in Trapani negli anni 1615-16, 1617-18, 1624-25, 1627-28; un Pietro Giuseppe fu senatore in Trapani nel 1660-61; un Placido, barone di Sant’Anna, fu capitano di giustizia in Trapani negli anni 1670-71, 1671-72; un Alberto, barone di Sant’Anna, tenne la stessa carica in detta città nell’anno 1702-3; un Nicolò Gaspare, con privilegio del 27 aprile 1709, ottenne concessione del titolo di barone di San Gioacchino; un Girolamo fu capitano di giustizia in Trapani nel 1712-13; un Placido , barone di S. Gioacchino, tenne la stessa carica in detta città nell’anno 1736-37; e tale carica tennero un Giuseppe Riccio e Caro nel 1743-44; un Giacomo nel 1748-49 e un Alberto Ambrogio Riccio e Di Vincenzo nell’anno 1753-54; un Giovanni Antonio nel 1759 faceva parte della nobiltà di Marsala; un Placido Riccio e Calamarà, barone di San Gioacchino, fu capitano di giustizia in Trapani nell’anno 1801-2 ed egli stesso, a 10 settembre 1816, ottenne parere favorevole del Protonotaro del Regno per ammissione ai reali baciamani. Con Regie Lettere Patenti del 17 settembre 1900 il signor Bartolomeo Riccio di Placido, ottenne riconoscimento del titolo di barone della Salina di Reda e con decreto ministeriale del 6 dicembre 1900 dei titoli di conte del Piano, barone di San Gioacchino, signore della salina di Reda e signore della gabella della pescaria di Trapani.
Arma: troncato d’argento al riccio (porcospino) al naturale; e d’argento a tre fascie di nero contro innestate.
Alias: contro vaiato d’oro e d’azzurro; al capo d’oro, carico di un’istrice (riccio) al naturale, il capo abbassato sotto un capo cucito d’oro, caricato da un’aquila di nero, coronata, armata e membrata del campo.