Registri dello Stato Civile

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Guido10 » lunedì 21 maggio 2007, 15:12

Vorrei provare a fare una sintesi delle posizioni emerse sinora in merito al quesito originale:

Sulla differenza tra "Proprietario" e "Possidente", Pedio, nella sua “Storia della Basilicata”, si è espresso esattamente come la signora M.L. Alasia. D’altronde, è innegabile che in quel periodo non sempre si usassero i termini più appropriati, per cui pur esistendo una concreta differenza di significato, non è affatto detto che le due qualifiche non venissero usate in maniera interscambiabile tra loro.

Circa la differenza tra classi sociali nei piccoli centri, anche qui bisogna tener conto dell’estrema variabilità delle situazioni possibili. Infatti, non sono rari i casi di paesi in cui, le poche famiglie che detenevano vaste proprietà terriere, “indirizzavano” i propri figli a sposarsi con esponenti di famiglie di uguale ceto, tanto proprio allo scopo di non frammentare le proprietà, che continuavano, generazione dopo generazione a rimanere nelle mani delle stesse famiglie.

Un saluto

Guido
"Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mc 2,17)

Siamo solo maglie nell'eterna catena della parentela. (H.H.)
Guido10
 
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Messaggioda fguar » lunedì 21 maggio 2007, 17:22

grazie a tutti.
per concludere, il CIVILE poteva essere sia Proprietario che Possidente?
Fabio
fguar
 
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » lunedì 21 maggio 2007, 20:36

XLI. 2. DE ACQUIRENDA VEL AMITT. POSSESSIONE.
D A POssessio * late significat nudam detentionem, non suo; sed alieno nomine, ex. gr. propter usum, custodiam, etc. ita possident Servi peculia, et Filii profectitia, 1. §. 1. 24. 49. Depositarii, 17. §. 1. deposit. 3. §. 20. h. 9. de R. V. §. 5. I. de Interd. Commodatarii, 8. iunct. 9. commod. 3. §. 20. h. Coloni et Inquilini. §. 5. de interdict. 1. §. 9. 10. de vi et vi arm. 31. §. 3. de usurp. et usucap. Ex primo decreto in possess. missi, 10. §. 1. 3. §. f. h. 3. §. 8. nti possid. qui precario in fundo commorantur; 10. §. 1. (secus est, si precario rem detineant. 4. §. 1. de precar.) Procuratores, Tutores, etc. qui alienas res alieno nomine detinent; 9. 18. pr. h. v. 9. de R. V. 10. §. 1. Haec possessio in lata significatione etiam dicitur naturalis. 7. §. 11. comm. div. 2. §. 1. pro hered. 38. §. 7. de V. O. 24. h.
Amen Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » martedì 22 maggio 2007, 18:36

fguar ha scritto:Per concludere era discrezione di chi formava l'atto...


Certamente,
la mia esperienza porta a queste conclusioni.
Chi redigeva l'atto, a volte, pur conoscendo il dichiarante, se gli era "simpatico" o rientrava tra i suoi preferiti andava a scrivere Signor Dottor Don........"Proprietario, "possidente" et similia , insomma abbondava nei titoli ridondanti.
Se gli era "antipatico", non rientrava tra le sue amicizie, era un antagonista in qualsivoglia cosa andava a scrivere contadino ad un "possidente" magari!!!! Faccio delle ipotesi, ma è riscontrabile sui documenti!!!!!!!!

Le professioni variavano..........
Poi non ne parliamo negli atti di morte.
I figli dei contadini deceduti alla tenera età di giorni tre avevano già Professione Contadino oppure Contadina

Erano, a volte, anche sfizi degli ufficiali dello stato civile o scivani o cancellieri comunali.

Ne più nè meno come i vari, numerosi oggi, ma numerosissimi in passato, cognomi ingiuriosi ante 1957 tipo TROI. , ZOCCO.. non gli riporto per esteso per non scrivere termini poco consoni al forum IAGI, ma basta scorrere gli elenchi telefonici o le pagine bianche, si dice oggi, che sono on line.

Legga attentamente i documenti di Stato Civile e faccia gli opportuni raffronti tra persone e persone che hanno redatto l'atto Sindaci e Cancellieri Comunali se nel corso degli anni erano gli stessi , ma non credo, si darà una parziale risposta, se ci sono differenze di professioni altrettanto.............Buon Lavoro
Saluti
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
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Messaggioda fguar » giovedì 24 maggio 2007, 15:59

Giovannimaria Ammassari ha scritto:
fguar ha scritto:Per concludere era discrezione di chi formava l'atto...


Certamente,
la mia esperienza porta a queste conclusioni.
Chi redigeva l'atto, a volte, pur conoscendo il dichiarante, se gli era "simpatico" o rientrava tra i suoi preferiti andava a scrivere Signor Dottor Don........"Proprietario, "possidente" et similia , insomma abbondava nei titoli ridondanti.
Se gli era "antipatico", non rientrava tra le sue amicizie, era un antagonista in qualsivoglia cosa andava a scrivere contadino ad un "possidente" magari!!!! Faccio delle ipotesi, ma è riscontrabile sui documenti!!!!!!!!

Le professioni variavano..........
Poi non ne parliamo negli atti di morte.
I figli dei contadini deceduti alla tenera età di giorni tre avevano già Professione Contadino oppure Contadina

Erano, a volte, anche sfizi degli ufficiali dello stato civile o scivani o cancellieri comunali.

Ne più nè meno come i vari, numerosi oggi, ma numerosissimi in passato, cognomi ingiuriosi ante 1957 tipo TROI. , ZOCCO.. non gli riporto per esteso per non scrivere termini poco consoni al forum IAGI, ma basta scorrere gli elenchi telefonici o le pagine bianche, si dice oggi, che sono on line.

Legga attentamente i documenti di Stato Civile e faccia gli opportuni raffronti tra persone e persone che hanno redatto l'atto Sindaci e Cancellieri Comunali se nel corso degli anni erano gli stessi , ma non credo, si darà una parziale risposta, se ci sono differenze di professioni altrettanto.............Buon Lavoro
Saluti


Grazie la risposta.
Trovo assai strano che un Possidente fosse definito contadino e viceversa.
credo che i più (possidenti/proprietari) sapessero leggere e scrivere.
buon lavoro a tutti
F.
fguar
 
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 24 maggio 2007, 16:03

fguar ha scritto:Grazie la risposta.
Trovo assai strano che un Possidente fosse definito contadino e viceversa.
credo che i più (possidenti/proprietari) sapessero leggere e scrivere.
buon lavoro a tutti
F.


Ma se nemmeno i sindaci spesso sapevano firmare? :roll:

E ho detto solo firmare, non leggere o scrivere...
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Messaggioda mct » giovedì 24 maggio 2007, 16:20

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
fguar ha scritto:Grazie la risposta.
Trovo assai strano che un Possidente fosse definito contadino e viceversa.
credo che i più (possidenti/proprietari) sapessero leggere e scrivere.
buon lavoro a tutti
F.


Ma se nemmeno i sindaci spesso sapevano firmare? :roll:

E ho detto solo firmare, non leggere o scrivere...


:wink:
Dipende tutto dalla dimensione della Città, e dal tipo di popolazione..
Sicuramente nei paesini sperduti, dove il 95% della popolazione era composta da Braccianti, è possibile che il sindaco non sapesse firmare.
In effetti, mi sembra un po "difficile" (non impossibile) che l'uff.d.S.C. scrivesse Contadino ad un Possidente...
Chissa! Io per il momento non sono mai incappato in simili Anomalie, ma la ricerca continua!!
M. :wink:
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Messaggioda L.de Bellis » giovedì 24 maggio 2007, 17:45

Carissimi,

confermo dal punto di vista esperienziale quanto già detto dal dr. Ammassari, il mio quadrisavolo don Lorenzo de Bellis fu Pietropaolo, possidente, proprietà di 1000 ettari, non sapeva firmare,... ma mai fu definito contadino.

Chi governa il suo cavallo non è detto mozzo di stalla.

Lorenzo
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 24 maggio 2007, 17:58

L.de Bellis ha scritto:Carissimi,

confermo dal punto di vista esperienziale quanto già detto dal dr. Ammassari, il mio quadrisavolo don Lorenzo de Bellis fu Pietropaolo, possidente, proprietà di 1000 ettari, non sapeva firmare,... ma mai fu definito contadino.

Chi governa il suo cavallo non è detto mozzo di stalla.

Lorenzo


Inutile citare situazioni personalistiche e circostanziate.

Lo studio approfondito dei libri di diversi città e paesi ci dimostra, una volta in piu, se ve ne fosse ancora bisogno, che la questione "attività lavorativa" era del tutto soggettiva :roll:
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Messaggioda fguar » venerdì 25 maggio 2007, 17:01

Grazi per le risposte.
fguar
 
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Messaggioda fguar » sabato 26 maggio 2007, 15:33

A questo punto vi chiedo, le famiglie Patrize di questa o quella città (senza titolo di Conte o simili), come apparivano sugli atti dello stato civile?
Grazie!
Fabio
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » sabato 26 maggio 2007, 16:27

Gentili,
a pagina 14 si legge durante l'occupazione francese, come tutti usavano il termine Cittadino, era vietato altro.

http://books.google.com/books?id=kXMKAA ... 1#PPA14,M1
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Messaggioda Giovanni Stefanelli » sabato 26 maggio 2007, 17:08

fguar ha scritto:A questo punto vi chiedo, le famiglie Patrize di questa o quella città (senza titolo di Conte o simili), come apparivano sugli atti dello stato civile?
Grazie!
Fabio


Gentile amico,

per quel che riguarda la mia esperienza personale, nel comune di Mondragone(CE), a gli esponenti della nobiltà locale di sesso maschile veniva dato del "Signor Don " ecc mentre alle signore il titolo di "Gentildonna" , o di "Civildonna" se apparteneva alla classe borghese.

Cordiali saluti
Giovanni S. Roma
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