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roberto lecce ha scritto:Confermo quanto riportato dal gentile Dott. Shamà.
Ricostruire l'estesa compagine delle ramificazioni dei Capece è veramente cosa molto ardua.
Io da tempo sto analizzando il ramo salentino della famiglia, ma mi mancano un paio di generazioni nel '300.
Per quanto riguarda i Capece napoletani, posso indicare le recenti pubblicazioni dei documenti dei monasteri di S. Gregorio Armeno, SS. Severino e Sossio e S. Patrizia, che aiutano a comprendere l'estensione di questa casata, dalla quale effettivamente si diramarono moltre altre famiglie nobili napoletane, per via maschile o per successione femminile.
Certamente erano discesi dai Capece i Capecelatro, come attestato da documenti del 1217 (S. Gregorio Armeno) e dal Codice Diplomatico di Aversa.
Erano Capece anche i Del Doce, dei quali si ricorda oltre al famoso Marino Capece de Duce (m. 1325) anche un altro Marino, ricordato in un documento del 1244.
Ma le testimonianze sono veramente tantissime...
Io vorrei cogliere l'occasione per congratularmi con il Dott. Shamà per il suo meraviglioso sito, improntato su una seria ricerca documentale.
Disponibile per eventuali discussioni sull'argomento, rinnovo la mia richiesta di aiuto per qualsiasi informazione riguardante i Capece di Terra d'Otranto e sul loro ingresso nel seggio napoletano di Nido.
Distinti saluti
R.S.


San Marco ha scritto:Non " esperto " di genealogia, ma appassionato di Araldica, mi permetto di riportare che:
La nobile famiglia Capece presente nel " Libro d' Oro della Nobiltà Italiana " del 1912-13, volume II. si divide in: Capece -Capece Galeota- Capece Minutolo- Capece Latro- Capece Zurlo- Capece Bozzuto- Capece Piscicelli.
Arma: Inquartato; nel 1° e nel 4° d' argento a 3 fascie ondate d' azzurro con un lambello di 3 pendenti di rosso attraversante in campo; nel 2° e nel 3° di nero al leone coronato d' oro, lingualo di rosso.
Nel volume VII della " Enciclopedia Araldica Italiana " di Angelo G.M.Scorza, a pag 96, in riferimento al blasone della Nobile famiglia Capece di Napoli, oriundi da Sorrento, detti anche " Cacapece ", esso è inserito, a seconda dei rami, con tale descrizione:
Arma:(antica) Di nero al leone coronato d' oro.
(moderna) D' argento al leone fasciato d' oro e di nero, coronato d' oro, alla bordura dentata di rosso.
Capece Galeota
Inquartato nel 1° e nel 4° d' argento a tre fascie ondate d' azzurro al lambello in capo sul tutto di rosso; nel 2° e nel 3° di nero al leone coronato d' oro.
Capece Sconditi : D' oro al leone di nero armato e lampassato di rosso. Capece Minutolo: Di rosso al leone di Vajo, con la testa, coda e zampe d' oro.
Capece Zurlo: Di rosso alla banda d' oro caricata di un anelletto d' azzurro.
Capece Piscicelli: Di rosso alla banda d'oro, caricata di un anelletto d' azzurro; accostata in capo da in lambello d' oro.
Capece Tomacelli: Di rosso alla banda scaccata di tre file d' argento e d' azzurro.
Interessante anche l' Arma di sostituzione, dei Capece-Minutolo. Principi di Collereale (m.pr.), (s.s), Baroni di Callari e Baccarati (m.pr) riconosciuta con diploma del Re d' Armi di Castiglia e Leon e Certificazione firmata dal Ministro di Giustizia spagnolo nel 1995, come riportato dal Guelfi Camajani, così blasonata : " Partito: nel 1° di rosso al lòeone coronato di vajo armato d' oro, con la testa dello stesso; nel 2° d' oro, al bufalo di rosso, fermo sulla campagna di verde; col capo tagliato d' azzurro e d' oro; l' azzurro carico di due crescenti montanti d' argento, posti in fascia ".
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