circa alcune famiglie sicule

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Messaggioda pierfe » sabato 7 febbraio 2004, 15:25

GFM ha scritto:In uno degli altari della cappella sono sepolti, il mio bisnono, il Cav. Giovanni Battista Principato dei baroni di Bitonto, e sua moglie, Maria Pistorio dei principi Papardo del Parco!
L'ultimo della mia famiglia ad essere confrate dell'arciconfraternita fu mio nonno, perchè una delle regole dello statuto è l'aver vissuto a Messina per almeno un quinquennio e, sfortunatamente, questo non è stato più possibile.

Aspetto e La ringrazio :D

cordialmente

Gabriele Principato


Vedo che attribuisce ai suoi nonni titolature nobiliari che non ho trovato negli Elenchi Ufficiali della Nobiltà Italiana e neppure nell'Elenco Storico della Nobiltà Italiana, riferiti alle persone che lei cita.
Non sono a conoscenza dell'importanza storica delle famiglie che Lei indica e non entro in merito neppure ad un possibile diritto nobiliare, ma voglio ricordare (a Lei ed ad altri che scrivono) per il futuro che in questo forum non si permette l'uso di titoli nobiliari riferiti a persone che non ottennero il riconoscimento secondo le leggi del Regno d'Italia e questo uso deve essere limitato ai soli personaggi che all'epoca lo richiesero e lo ottennero.
Grazie per la collaborazione
Pier Felice degli Uberti
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Messaggioda GFM » sabato 7 febbraio 2004, 16:23

Gentile sig. Pier Felice degli Uberti,

Lei ha perfettamente ragione e mi scuso dell' equivoco :oops: ; non intendevo attribure titoli, ma semplicemente citare quelli riportati sulla lapide tombale dei miei bisnonni, nella cappella dei Nobili della Arciconfraternita di S. Basilio degli Azzurri nel cimitero monumentale di Messina!

Il "dei baroni di Bitonto" si riferisce alla discendenza da Pietro Principato, uno dei baroni di Bitonto chiamati alla III crociata sotto re Guglielmo II; i provvedimenti per il riconoscimento del titolo alla consulta araldica furono
iniziati, ma mai portati a termine negli anni '40.

Maria Pistorio è figlia di Matilde De Luca e del cav. Francesco Pistorio, (questa famiglia fu annoverata alla nobiltà messinese nel 1810), a sua volta figlio di Maria Longo-Corlando dei Baroni della Corte di Mineo e del cav. Gaetano Pistorio, a sua volta figlio del Cav. Francesco Pistorio e Giuseppa Papardo dei Principi del Parco, figlia del principe Giovanni (M.N. del 1807); il dei principi del Parco si riferisce a questa discendenza ma non saprei con quale riconoscimento è portato.

cordialmente

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Messaggioda pierfe » sabato 7 febbraio 2004, 16:40

GFM ha scritto:Gentile sig. Pier Felice degli Uberti,

Lei ha perfettamente ragione e mi scuso dell' equivoco :oops: ; non intendevo attribure titoli, ma semplicemente citare quelli riportati sulla lapide tombale dei miei bisnonni, nella cappella dei Nobili della Arciconfraternita di S. Basilio degli Azzurri nel cimitero monumentale di Messina!

Il "dei baroni di Bitonto" si riferisce alla discendenza da Pietro Principato, uno dei baroni di Bitonto chiamati alla III crociata sotto re Guglielmo II; i provvedimenti per il riconoscimento del titolo alla consulta araldica furono
iniziati, ma mai portati a termine negli anni '40.

Maria Pistorio è figlia di Matilde De Luca e del cav. Francesco Pistorio, (questa famiglia fu annoverata alla nobiltà messinese nel 1810), a sua volta figlio di Maria Longo-Corlando dei Baroni della Corte di Mineo e del cav. Gaetano Pistorio, a sua volta figlio del Cav. Francesco Pistorio e Giuseppa Papardo dei Principi del Parco, figlia del principe Giovanni (M.N. del 1807); il dei principi del Parco si riferisce a questa discendenza ma non saprei con quale riconoscimento è portato.

cordialmente

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Non discuto circa la sua buona fede, ma qui trattandosi di un forum al passo con i tempi e mosso dall'obiettivo di essere il più possibile serio e scientifico (anche se i miei parametri sono molto più rigorosi e limitativi di quelli che ho assegnato) ci siamo dovuti imporre dei paletti che vogliamo seguire.
In merito a quanto è scritto sulle tombe ricordo che in passato come nel presente ci si poteva scrivere di tutto tanto che, pensi, in Olanda a Delf esiste la tomba di Naundorff e nonostante le certe smentite del DNA continua a leggersi sopra il nome di Luigi XVII.
cordialmente
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Messaggioda GFM » sabato 7 febbraio 2004, 17:08

I titoli che ho citato non sono riconosciuti ufficialmente, ma sicuramente non sono usurpati o immaginari! Non so però dare ulteriori spiegazioni, in quanto, non sono in possesso dei documenti presentati alla consulta araldica dal mio avo!
In futuro eviterò di fare citazioni di cui non posso difendere la fondatezza!

cordialmente

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Messaggioda pierfe » sabato 7 febbraio 2004, 19:51

GFM ha scritto:I titoli che ho citato non sono riconosciuti ufficialmente, ma sicuramente non sono usurpati o immaginari! Non so però dare ulteriori spiegazioni, in quanto, non sono in possesso dei documenti presentati alla consulta araldica dal mio avo!
In futuro eviterò di fare citazioni di cui non posso difendere la fondatezza!

cordialmente

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Intendo precisare che non ho mai avuto intenzione di rivolgermi direttamente a te ma ho preso spunto per far ritornare nel giusto binario le discussioni sull'argomento portandole a livello di serietà scientifica e documentale.
In Italia durante il Regno e quindi in vigenza della Consulta Araldica solo coloro che avevano ottenuto personalmente il riconoscimento del titolo potevano farne legalmente uso, gli altri anche se membri della stessa famiglia senza riconoscimento non potevano usarlo.
Come vedete tutti questo riconoscimento era una "licenza d'uso" come può essere considerata oggi una licenza di caccia, di pesca o il bollo dell'auto e niente di più.
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Messaggioda GFM » lunedì 9 febbraio 2004, 23:37

La ringrazio della precisazione, comunque trattandosi questa sezione riguardante la storia di famiglia, questa non si limita al breve periodo del Regno d'Italia, e non vedo come la citazione di titoli nobiliari pre unitari, non riconosciuti dall'ultimo regno possa in qualche modo sminuire la serietà e la scientificità di questo forum!

cordialmente :)

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Messaggioda pierfe » lunedì 9 febbraio 2004, 23:58

GFM ha scritto:La ringrazio della precisazione, comunque trattandosi questa sezione riguardante la storia di famiglia, questa non si limita al breve periodo del Regno d'Italia, e non vedo come la citazione di titoli nobiliari pre unitari, non riconosciuti dall'ultimo regno possa in qualche modo sminuire la serietà e la scientificità di questo forum!

cordialmente :)

Gabriele Principato


Sono d'accordo con lei che non ci si deve limitare al breve periodo del Regno d'Italia ed io sono proprio fra coloro che criticano aspramente il lavoro della Consulta Araldica durante il Regno d'Italia, ma la materia preunitaria è di difficile interpretazione e per questo motivo noi usiamo dei paletti riferendoci solo ai riconoscimenti emessi durante il Regno d'Italia.
Uno dei nostri scopi è proprio quello di studiare seriamente la storia di famiglia ed arrivare a seri risultati.
cordiali saluti
Pier Felice degli Uberti
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Messaggioda GFM » martedì 10 febbraio 2004, 0:20

Pierfe ha scritto:

Sono d'accordo con lei che non ci si deve limitare al breve periodo del Regno d'Italia ed io sono proprio fra coloro che criticano aspramente il lavoro della Consulta Araldica durante il Regno d'Italia, ma la materia preunitaria è di difficile interpretazione e per questo motivo noi usiamo dei paletti riferendoci solo ai riconoscimenti emessi durante il Regno d'Italia.


Concordo a pieno con ciò che afferma, anche se credo che riferimenti a titoli precedenti siano in certi casi indispensabili!

Uno dei nostri scopi è proprio quello di studiare seriamente la storia di famiglia ed arrivare a seri risultati.
cordiali saluti
Pier Felice degli Uberti


Questo è lo spirito e l'intenzione che spinge anche me a studiare queste materie!

Credo dunque che si possa chiudere qui questa parentesi e tornare all'argomento iniziale del topic che riguardava appunto una ricerca storica.

Un saluto

Gabriele Principato
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