L'ambizione al titolo

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L'ambizione al titolo

Messaggioda contegufo » lunedì 24 febbraio 2025, 18:57

La domanda che faccio questa:

l'attuale pretendente al Trono delle Due Sicilie è Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, cui fanno seguito le due figlie Principesse Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Calabria e di Palermo e Principessa Maria Chiara di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Noto e di Capri nate dal matrimonio con Sua Altezza Reale la Principessa Camilla di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Castro.
La domanda che faccio è questa, visto che ai fatti i Borboni se ne sono andati via da Napoli quindi sconfitti e senza territorio, non vedo quale tipo di Fons honorum posa esplicare.
Medesima cosa riguarda i Borbone Parma e vista la tendenza anche i Savoia Carignano dovrebbero essere privi di codesta facoltà concludendo coi Savoia Aosta.
Mi sembra di capire che elargiscano titoli solo ai membri delle proprie famiglie ma evitano di replicare i famigerati " Titoli Umbertini", considerati come una promessa, qualora.......
In sostanza chi oggi con tutti i crismi del caso ed una congrua elemosina si presenta alla loro porta, cosa può rimediare ? Solo una Onorificenza?

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Re: L'ambizione al titolo

Messaggioda Guardia Nobile Pontificia » lunedì 24 febbraio 2025, 21:00

.....per chi ritiene Don Carlo l'attuale pretendente...vi è tutt'ora la disputa con Don Pedro....come da precedenti discussioni su questo autorevole forum!!!
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Re: L'ambizione al titolo

Messaggioda Matt » lunedì 24 febbraio 2025, 23:42

I "pretendenti ai troni", come è stato infinite volte scritto sul forum, non hanno nessuna, ma proprio nessuna possibilità di rilasciare titoli validi. Solo lo Stato che ammette nel suo ordinamento il concetto di nobiltà mediante solitamente il Capo dello Stato, o un organo dello Stato da esso delegato, può creare e rilasciare titoli nobiliari. Nemmeno un monarca privato del trono mediante un regolare atto di abdicazione (nella partica anche senza) potrebbe rilasciare titoli genuini, figuriamoci i nipoti e pro nipoti di dinastie reali deposte [nono.gif] .
In Italia i discendenti di famiglie reali preunitarie e straniere qualora siano stati riconosciuti nella loro legittima fons honorum posso essere abilitati a concedere i loro ordini dinastici a cittadini italiani che a loro volta per poter portare in pubblico legalmente gli ordini conferiti devono fare specifica richiesta presso gli organi competenti. Il fatto che la Repubblica italiana autorizzi al porto determinati ordini cavallereschi, anche con prerogative nobiliari, non è da considerarsi un riconoscimento indiretto della nobiltà, poiché agli occhi dello stato non ci sono differenze tra cittadini insigniti di ordini cavallereschi nobilitanti/nobiliari e non.
Tuttavia internamente all'ordine in questione, il quale secondo me andrebbe gestito in base agli ultimi statuti emanati quando la dinastia era effettivamente regnante/ oppure, in caso di ordine religioso, agli ultimi statuti vistati dalla Santa Sede, si è considerati appartenenti allo status riservato alla propria classe (classe nobiliare = status nobiliare, ma attenzione questo non implica il riconoscimento di titoli).
I pretendenti di Case già sovrane, di quelle dinastie abilitate a conferire ordini cavallereschi, possono semplicemente conferire i loro ordini dinastici in base agli statuti degli ordini stessi.
Non hanno la facoltà di creare nuovi titoli. Per loro vale lo stesso di ciò che vale per tutti gli altri, ovvero che i loro pezzi di carta (alias "lettere patenti") valgono quanto i compiti per casa dei bambini delle elementari. Questo sia all'interno che all'esterno delle loro famiglie.
Detto questo per un sostenitore di una dinastia già sovrana il conferimento di una qualsiasi forma di "lettera patente" non può avere altro valore che quello di un privato atto di stima.
Personalmente mi fa sorridere il bisogno di molti membri di Case già sovrane di farsi conoscere con un titolo fasullo quando il loro reale cognome è già abbastanza roboante in sé [bangin.gif]
Matt
 
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Re: L'ambizione al titolo

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 8 aprile 2025, 21:47

contegufo ha scritto:La domanda che faccio questa:

l'attuale pretendente al Trono delle Due Sicilie è Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, cui fanno seguito le due figlie Principesse Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Calabria e di Palermo e Principessa Maria Chiara di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Noto e di Capri nate dal matrimonio con Sua Altezza Reale la Principessa Camilla di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Castro.
La domanda che faccio è questa, visto che ai fatti i Borboni se ne sono andati via da Napoli quindi sconfitti e senza territorio, non vedo quale tipo di Fons honorum posa esplicare.
Medesima cosa riguarda i Borbone Parma e vista la tendenza anche i Savoia Carignano dovrebbero essere privi di codesta facoltà concludendo coi Savoia Aosta.
Mi sembra di capire che elargiscano titoli solo ai membri delle proprie famiglie ma evitano di replicare i famigerati " Titoli Umbertini", considerati come una promessa, qualora.......
In sostanza chi oggi con tutti i crismi del caso ed una congrua elemosina si presenta alla loro porta, cosa può rimediare ? Solo una Onorificenza?

Saluti


Partiamo da un punto fermo: oggi nessun pretendente al trono deposto, in assenza di uno Stato sovrano che lo riconosca, può vantare una fons honorum giuridicamente efficace nell’ordinamento italiano.
Questo vale sia per i Borbone delle Due Sicilie (nelle due linee in contesa, Francia e Spagna), che per i Borbone Parma e per i Savoia.

Come è stato giustamente ricordato anche da Matt, la concessione di titoli nobiliari validi è prerogativa esclusiva di uno Stato sovrano.
L’Italia repubblicana non riconosce titoli nobiliari, se non come parte di un cognome in uso precedente al 1948.
I cosiddetti “titoli umbertini” sono ormai relegati a una dimensione affettiva o simbolica.

Detto ciò, esiste però una sottile distinzione tra titoli nobiliari e ordini cavallereschi.
Alcune ex Case sovrane sono considerate da parte della dottrina, e in certi casi anche da alcuni Stati, come legittime detentrici della fons honorum (sebbene affievolita) relativa ai loro antichi ordini dinastici.

Ma anche qui bisogna fare attenzione: il conferimento di un’onorificenza cavalleresca dinastica è, nel migliore dei casi, un atto di cortesia privata, che può avere un valore sociale o simbolico all’interno di certi ambienti, ma non ha alcun effetto giuridico pubblico.
In Italia, per portare pubblicamente determinate decorazioni dinastiche, serve il nulla osta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma questo non equivale a un riconoscimento di legittimità nobiliare.

In risposta alla domanda finale: chi si presenta oggi con “congrua elemosina” (come l'ha definita Contegufo) alla porta di una ex Casa sovrana potrebbe, forse, ricevere un’onorificenza cavalleresca o una nomina simbolica all’interno della casa (ambasciatori, delegati, ecc.). Ma non un titolo nobiliare giuridicamente valido.
Semmai, un “titolo” d’uso privato all’interno di un sistema autoreferenziale, la cui validità si limita all’accettazione da parte di chi vi crede o vi partecipa.

Infine, sul piano storico e araldico, può anche avere un senso mantenere in vita queste strutture dinastiche per studio, tradizione o passione genealogica.
Ma attribuire loro poteri legittimanti in ambito nobiliare è un’illusione senza fondamento giuridico.
Cerchiamo di comprenderlo!
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Alessio Bruno Bedini
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