contegufo ha scritto:La domanda che faccio questa:
l'attuale pretendente al Trono delle Due Sicilie è Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, cui fanno seguito le due figlie Principesse Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Calabria e di Palermo e Principessa Maria Chiara di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Noto e di Capri nate dal matrimonio con Sua Altezza Reale la Principessa Camilla di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Castro.
La domanda che faccio è questa, visto che ai fatti i Borboni se ne sono andati via da Napoli quindi sconfitti e senza territorio, non vedo quale tipo di Fons honorum posa esplicare.
Medesima cosa riguarda i Borbone Parma e vista la tendenza anche i Savoia Carignano dovrebbero essere privi di codesta facoltà concludendo coi Savoia Aosta.
Mi sembra di capire che elargiscano titoli solo ai membri delle proprie famiglie ma evitano di replicare i famigerati " Titoli Umbertini", considerati come una promessa, qualora.......
In sostanza chi oggi con tutti i crismi del caso ed una congrua elemosina si presenta alla loro porta, cosa può rimediare ? Solo una Onorificenza?
Saluti
Partiamo da un punto fermo: oggi nessun pretendente al trono deposto, in assenza di uno Stato sovrano che lo riconosca, può vantare una fons honorum giuridicamente efficace nell’ordinamento italiano.
Questo vale sia per i Borbone delle Due Sicilie (nelle due linee in contesa, Francia e Spagna), che per i Borbone Parma e per i Savoia.
Come è stato giustamente ricordato anche da Matt, la concessione di titoli nobiliari validi è prerogativa esclusiva di uno Stato sovrano.
L’Italia repubblicana non riconosce titoli nobiliari, se non come parte di un cognome in uso precedente al 1948.
I cosiddetti “titoli umbertini” sono ormai relegati a una dimensione affettiva o simbolica.
Detto ciò, esiste però una sottile distinzione tra titoli nobiliari e ordini cavallereschi.
Alcune ex Case sovrane sono considerate da parte della dottrina, e in certi casi anche da alcuni Stati, come legittime detentrici della fons honorum (sebbene affievolita) relativa ai loro antichi ordini dinastici.
Ma anche qui bisogna fare attenzione: il conferimento di un’onorificenza cavalleresca dinastica è, nel migliore dei casi, un atto di cortesia privata, che può avere un valore sociale o simbolico all’interno di certi ambienti, ma non ha alcun effetto giuridico pubblico.
In Italia, per portare pubblicamente determinate decorazioni dinastiche, serve il nulla osta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma questo non equivale a un riconoscimento di legittimità nobiliare.
In risposta alla domanda finale: chi si presenta oggi con “congrua elemosina” (come l'ha definita Contegufo) alla porta di una ex Casa sovrana potrebbe, forse, ricevere un’onorificenza cavalleresca o una nomina simbolica all’interno della casa (ambasciatori, delegati, ecc.).
Ma non un titolo nobiliare giuridicamente valido. Semmai, un “titolo” d’uso
privato all’interno di un sistema autoreferenziale, la cui validità si limita all’accettazione da parte di chi vi crede o vi partecipa.
Infine, sul piano storico e araldico, può anche avere un senso mantenere in vita queste strutture dinastiche per studio, tradizione o passione genealogica.
Ma attribuire loro poteri legittimanti in ambito nobiliare è un’illusione senza fondamento giuridico.
Cerchiamo di comprenderlo!