Storia ed araldica della famiglia Mari in Toscana

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 23 novembre 2005, 16:49

StefanoM ha scritto:...(omissis)...Nel 1301 i confini tra Barili e Stiffe erano propriamente in un terreno del monastero di S. Spirito D'ocre nel territorio di quei due castelli sotto la via del palazzo dei molini. 8)

Sì, si tratta dello splendido ex monastero femminile (oggi ridotto al suo ancor meraviglioso guscio), uno dei tre ospitati nel corso della storia dal minuscolo comune eponimo del vecchio frate.

Guarda un po quanto è minuscolo il mondo :wink:


La storia tutto vincola ed affratella, caro Stefano.

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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 1:28

Gentile fra Eusanio

Invio lo stemma Cantini e lo stemma Mari

Se e' vero quanto riportato dal Crollalanza i Cantini discendono dai Cavalcanti
Lo scudo dei Cantini e' molto diverso da quello dei Cavalcanti

Non conosco niente dei Cantini ma sono detti Cantini di Pistoia

Se prendono il nome da Cantino Cavalcanti vuol dire che sono cognominati cosi gia' prima degli inizi del 1400



Dei Mari io so quanto detto dal Fiumi e da me riportato precedentemente

Ora stante l'evidente utilizzo di elementi simili ( e abbastanza particolari : torre delfini ) sullo scudo , si puo' secondo Lei evidenziare qualcosa ?

Oppure questa combinazione torre delfini e' molto comune ? e quindi da non dover essere presa in considerazione



Aggiungo il nome Adimari era spesso usato dai Cavalcanti


pierluigi
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Messaggioda StefanoM » venerdì 25 novembre 2005, 10:58

Per Pierluigi, Fra Eusanio ecc..

Commercianti- Banchieri Fiorentini ed Aquila

Una delle più fiorenti società commerciali di spezie nelle fiere di Lanciano, tanto da fare reperire dallo studioso Marciani, all’ Archivio di stato di Venezia, un pacchetto di 47 lettere di cambio per il valore di 46.000 ducati circa; non mancavano i Toscani con Ludovico Tonaglia, Francesco Lautati, Scipione Bardi, Lorenzo Raugi, Alessandro Adimari, Carlo Luca Tornaquinci, notissimo a Firenze come un grande esportatore di zafferano. Siamo nel XVI secolo. Nei Regesti Marciani compaiono molte figure di mercanti-banchieri. Vi figurano i fiorentini Adimari, Banditi, Bardi, Biffali, Salutati, Spinelli, Strozzi, Tornaquinci, Veceligetti. In una lettera del 28 Dicembre del 1379 inviata da Perugia dalla Compagnia di Iacopo Soldanieri a quella di Ludovico degli Adimari di Pisa si parla infatti di una richiesta di zafferano per almeno 600 libbre da reperire tra Spoleto, Norcia ed Aquila. Lo zafferano Aquilano poteva allora essere acquistato anche sul mercato di Foligno, che accorciava le distanze dalla Toscana. La scarsa sicurezza del tracciato viario che allora congiungeva Aquila alla Toscana, almeno per il tratto Aquila- Perugia rappresentasse per i Toscani ancora un’elemento decisivo della scelta del mercato di approvvigionamento del prodotto. Nella campagna commerciale del 1582-83 compare quale esportatore di zafferano la Compagnia dei Rangi-Adimari che opererà sino al 1597 acquistando complessivamente 598,5 balle di zafferano, corrispondenti a circa 11,970 libbre, con una media annuale di circa 323, un quantitativo notevole ma non superiore a quello acquistato dai Toscani nel secolo precedente. Una fase di ripresa dello zafferano Aquilano da parte dei Fiorentini si ebbe nel primo decennio del XVII secolo. I nomi che si presentano con maggior frequenza sono quelli dei Tornaquinci degli Spinelli dei Crispo e dei Bellirotti. I Tornaquinci operarono in società con gli Spinelli dal 1594 al 1598, acquistando complessivamente 118 balle di zafferano, successivamente continueranno ad esportare notevoli quantità sino al 1617. Vorrei ricordare che lo zafferano veniva usato anche per la tintura dei panni e che è intorno alla fine del XVI secolo che una famiglia Mari (Adimari?) si trasferì da Firenze in Aquila con quel Mastro Mari Fiorentino tintore. Ho trovato anche un Zanobio Carnesecche vissuto nel XVI secolo, pare o Veneziano o in affari a Venezia, che ebbe a che fare con il commercio dei cristalli, vetrerie. Devo inviartelo? Dimenticavo, Ho scoperto che in Carmigniano già nel XIV secolo era fiorente un’industria di tessuti. Casualità?

C'è una famiglia di Pisa che oltre ai Cancellieri (di quale ramo?) adottò uno spaccato d'azzurro e d'argento; i Sardi, famosissimi nella mia città. Adesso il loro cognome, quasi certamente non era Sardi. Tale cognome venne assunto, con tutta probabilità dopo la conquista dell'isola da parte dei Pisani.
Per Pierluigi
Vorrei sottolineare che Pisa fu una delle prime rep.marinare, e già dal XI secolo godette di un certo prestigio, inoltre Pisa fu la protagonista indiscussa delle prime crociate. Se non sbaglio lo stemma dei Cavalcanti è uno stemma Crociato in tutto e per tutto. Hai mai trovato Adimari crociati?
La storia si fa sempre più interessante!! :D

Ciao a tutti e a presto
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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 13:38

Immagine
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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 13:47

non mi e' riuscito di inviare l'immagine che ho collocato sul mio sito

e' un raffronto dello stemma dei Cantini con quello dei Mari

Lo potete comunque vedere qui :


http://digilander.libero.it/gasparo/Lancio.htm


pierluigi
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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 13:59

Caro stefano

Sin dal primo momento ho pensato che la tua ricerca fosse una ricerca interessante

Pero' quando riporti dei dati devi sempre citare la fonte
Infatti ci sono fonti attendibili e fonti meno attendibili
Devi sempre inquadrare con quanta piu' precisione possibile il periodo ( gli anni degli avvenimenti )


Io personalmente credo poco nell'equivalenza Adimari= Mari anche se non sono in grado di escluderla ( Pero' tutto ci puo' stare . Niente puo' essere escluso . Ci vuole pazienza . Tanta )


Il cognome e' uno strumento d'inviduazione

Il cambiamento di un cognome prestigioso come quello degli Adimari o dei Cavalcanti deve poi sortire degli effetti positivi
Allora questo cambiamento ha senso laddove problemi politici ( vedi ordinamenti di giustizia 1293 ,lotte tra Bianchi e Neri , esili e bandi ,…..) consiglino di farlo. Questa fase dura approssimativamente per un secolo dalla fine del 1200 agli inizi del 1400


Io vorrei esplorare invece questo discorso dei Cantini : i Cavalcanti forse per via di antica parentela usavano il nome Adimari , questa somiglianza degli scudi ……………vorrei chiarire la cosa prima di abbandonarla ?




Mandami le notizie che hai su Zanobi Carnesecchi ( le parole precise del testo .l'autore , il periodo , ecc… anche il cognome con precisione Carnesecchi o Carnesecche con una c o con due c finali)

Secondo me lo stemma dei Duranti e' sbagliato : stelle mal ordinate

Pierluigi


Per fra Eusanio

Puo' dopo aver visto l'immagine darmi una risposta al quesito che le ho posto precedentemente


Grazie infinite
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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 17:10

Immagine




saluti pierluigi
e mille grazie al sig Cravarezza
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 25 novembre 2005, 17:33

pierluigic ha scritto:Gentile fra Eusanio, Invio lo stemma Cantini e lo stemma Mari...(omissis)...stante l'evidente utilizzo di elementi simili ( e abbastanza particolari : torre delfini ) sullo scudo , si puo' secondo Lei evidenziare qualcosa ? Oppure questa combinazione torre delfini e' molto comune ? e quindi da non dover essere presa in considerazione


La combinazione fra tali figure è effettivamente rara.

Però, la semplice similitudine formale può implicare mille premesse diverse fra loro, che vanno dimostrate con altri dati di fatto.

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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 17:49

Stefano
facciamo un passo indietro
hai scritto


Fra questi i Mari che'ab immemorabili' facevano parte a Carmignano
dell'oligarchia delle dodici famiglie dette 'di Parentado'alle quali spettò
fino al 1774 la prevalenza nelle cariche pubbliche (vedi "Inventario
dell'Archivio Preunitario di Carmignano" a cura di E.Insabato e S.Pieri,
edizioni All'Insegna del Giglio, Firenze 1983; e Antonio Ricci "Memorie
Storiche del Castello e Comune di Carmignano" ristampa a cura della Pro Loco di Carmignano, Forni editore 1977).


Chiariscimi e chiarisci meglio a tutti cosa e' detto in questi libri : le parole precise che sono scritte e chi le ha scritte


cosa vuol dire come data : Ab immemorabili ?


.
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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 18:02

.

avevi fatto riferimento a questo stemma in carmignano ai primi del seicento

Uno stemma dei Mari di Carmignano con un solo delfino;
Immagine
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Messaggioda StefanoM » venerdì 25 novembre 2005, 18:35

Salve a tutti
Chiariscimi e chiarisci meglio a tutti cosa e' detto in questi libri : le parole precise che sono scritte e chi le ha scritte
cosa vuol dire come data : Ab immemorabili ?

Questi libri io non li posseggo. Mi spiace. Per cause a me ignote la persona che mi ha fornito questi dati non mi ha più risposto e credo fermamente di non avergli fatto alcun torto ne di esser stato troppo invadente. Proverò a chiedere informazioni.
Effettivamente gli stemmi sono molto simili ed è singolare il fatto che appartengano entrambi a due casate Pistoiesi. In araldica vige il detto chi più ha meno ha. Questi stemmi per faggia e per alcune immagini databili al XVIII secolo, concorda con me fra Eusanio? Lo stemma dei Mari, invece, con un delfino e datebile al XVII secolo. Come avrete notato le stelle non ci sono ancora. Non sono ancora presenti negli stemmi pre settecenteschi.
Rispondendo a Pierluigi vorrei dire che l'istituzione Comunale vera e propria in Carmignano avviene durante il suo passaggio definitivo sotto Firenze nel XIV secolo,non ricordo la data precisa.
In più il signor Giaffreda ancora mi risponde, mentre, probabilmente una biblioteca m'invierà dei dati. Attendiamo. Vorrei farvi notare che molte terre intorno a Poggio a Caiano nonchè lo stesso poggio furono di proprietà della famiglia pistoiese dei Cancellieri, fino al 1420, data in cui tali possedimenti passarono ai Medici, che a detta di questa persona, contribuirono alle fortune dei Mari. Già in epoca medievale era stato costruito, dai Cancellieri, sul colle di fronte l'attuale villa medicea, un fortilizzio,una torre cinta? Importantissimo ricordare anche che poggio era un'importantissimo scalo fluviale dell'Arno navigabile che collegava il porto di Pisa all'entroterra. Ipotesi: Non è che quella torre era feudo, vassallo, dei primevi Mari di Carmignano?
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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 18:48

-
scrivevi


Uno stemma che compare nel sito di Terenzano è quello dei Mari di Livorno e Pisa, (vedi Archivio Ceramelli-Papiani, fascicolo
3003, Archivio di Stato di Firenze).
I Mari di Montevarchi, Fucecchio e Firenze estinti avevano lo stesso blasone ma con i delfini addossati, anzichè affrontati (vedi c.s.).
Esistono poi antichi stemmi dei Mari di Carmignano con i delfini addossati o affrontati, ma senza le tre stelle ordinate in capo. (Stelle ad otto punte).
Infine una famiglia Mari-Petracchi, cui appartenne un Antonio segretario del cardinale Leopoldo de' Medici, aveva uno stemma partito con il 1° di cielo alla torre fondata sul mare ondoso nel quale nuotano tre delfini, 2.1 - Il 2° Petracchi (vedi Archivio Ceramelli-Papiani fascicolo 3708 ASF). Questo stemma è scolpito in pietra sotto l'altare della chiesa di San Lorenzo a Montalbiolo (Carmignano), 1670.




nei fascicoli del Ceramelli Papiani ( Archivio di Stato Firenze ) dovrebbero esserci delle note genealogiche

devi trovare chi possa visionarle per te



-
Ultima modifica di pierluigic il venerdì 25 novembre 2005, 18:51, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 25 novembre 2005, 18:50

Concordo.

Bene :D vale
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Messaggioda StefanoM » venerdì 25 novembre 2005, 19:00

Quindi questo sarebbe il punto della situazione.
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Messaggioda pierluigic » venerdì 25 novembre 2005, 19:08

avevi scritto



il nocciolo della questione è il rapporto tra Firenze e il Contado, e la
politica sviluppata a questo riguardo dai Medici.
La Repubblica fiorentina, guidata dal popolo grasso, trattò
il contado da città dominante. Per naturale reazione, i Medici, che avevano
proprio fra le grandi famiglie cittadine i loro oppositori, si appoggiarono
al contado.

!?!?!?!?


Cosimo I diffidava delle famiglie dell'oligarchia ,
Le famiglie oligarchiche nei primi periodi del granducato facevano ancora fatica ad accettare che una famiglia fino allora "prima inter pares" ora li dominasse signorilmente
Per cui Cosimo demando compiti di responsabilita' a gente nuova che gli fosse sicuramente fedele


siamo pero' gia alla meta' del cinquecento



avevi scritto :

Ciò valse in modo particolare per il comune di Carmignano, nel cui territorio si trovava non a caso la residenza medicea di Poggio a Caiano. E quando i Medici ebbero bisogno di elementi sicuri per creare i quadri della loro amministrazione, ovviamente andarono a cercarli fra i notabili di località come Carmignano, che già orbitavano intorno alla loro corte. Fra questi i Mari che'ab immemorabili' facevano parte a Carmignano
dell'oligarchia delle dodici famiglie dette 'di Parentado'alle quali spettò
fino al 1774 la prevalenza nelle cariche pubbliche (vedi "Inventario
dell'Archivio Preunitario di Carmignano" a cura di E.Insabato e S.Pieri,
edizioni All'Insegna del Giglio, Firenze 1983; e Antonio Ricci "Memorie
Storiche del Castello e Comune di Carmignano" ristampa a cura della Pro Loco di Carmignano, Forni editore 1977).
Da qui, dividendosi in vari rami, i Mari si trasferirono nel corso del 6-700
in Montevarchi, Fucecchio, Livorno, Pisa e Firenze dove vi erano proprietà
del Granduca da amministrare. Nel 1710 furono ascritti alla Cittadinanza di
Livorno e nel 1727 alla Cittadinanza di Pisa. Infine, nel 1770 ottennero
l'iscrizione alla Nobiltà di Pisa e nel 1802 l'iscrizione alla Nobiltà di
Firenze.


questo quindi ha senso dalla meta' del cinquecento in avanti

e quindi questo comincia a chiarire la storia dei Mari toscani dalla meta' del cinquecento in poi


.[/u]
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