Per Pierluigi, Fra Eusanio ecc..
Commercianti- Banchieri Fiorentini ed Aquila
Una delle più fiorenti società commerciali di spezie nelle fiere di Lanciano, tanto da fare reperire dallo studioso Marciani, all’ Archivio di stato di Venezia, un pacchetto di 47 lettere di cambio per il valore di 46.000 ducati circa; non mancavano i Toscani con Ludovico Tonaglia, Francesco Lautati, Scipione Bardi, Lorenzo Raugi, Alessandro Adimari, Carlo Luca Tornaquinci, notissimo a Firenze come un grande esportatore di zafferano. Siamo nel XVI secolo. Nei Regesti Marciani compaiono molte figure di mercanti-banchieri. Vi figurano i fiorentini Adimari, Banditi, Bardi, Biffali, Salutati, Spinelli, Strozzi, Tornaquinci, Veceligetti. In una lettera del 28 Dicembre del 1379 inviata da Perugia dalla Compagnia di Iacopo Soldanieri a quella di Ludovico degli Adimari di Pisa si parla infatti di una richiesta di zafferano per almeno 600 libbre da reperire tra Spoleto, Norcia ed Aquila. Lo zafferano Aquilano poteva allora essere acquistato anche sul mercato di Foligno, che accorciava le distanze dalla Toscana. La scarsa sicurezza del tracciato viario che allora congiungeva Aquila alla Toscana, almeno per il tratto Aquila- Perugia rappresentasse per i Toscani ancora un’elemento decisivo della scelta del mercato di approvvigionamento del prodotto. Nella campagna commerciale del 1582-83 compare quale esportatore di zafferano la Compagnia dei Rangi-Adimari che opererà sino al 1597 acquistando complessivamente 598,5 balle di zafferano, corrispondenti a circa 11,970 libbre, con una media annuale di circa 323, un quantitativo notevole ma non superiore a quello acquistato dai Toscani nel secolo precedente. Una fase di ripresa dello zafferano Aquilano da parte dei Fiorentini si ebbe nel primo decennio del XVII secolo. I nomi che si presentano con maggior frequenza sono quelli dei Tornaquinci degli Spinelli dei Crispo e dei Bellirotti. I Tornaquinci operarono in società con gli Spinelli dal 1594 al 1598, acquistando complessivamente 118 balle di zafferano, successivamente continueranno ad esportare notevoli quantità sino al 1617. Vorrei ricordare che lo zafferano veniva usato anche per la tintura dei panni e che è intorno alla fine del XVI secolo che una famiglia Mari (Adimari?) si trasferì da Firenze in Aquila con quel Mastro Mari Fiorentino tintore. Ho trovato anche un Zanobio Carnesecche vissuto nel XVI secolo, pare o Veneziano o in affari a Venezia, che ebbe a che fare con il commercio dei cristalli, vetrerie. Devo inviartelo? Dimenticavo, Ho scoperto che in Carmigniano già nel XIV secolo era fiorente un’industria di tessuti. Casualità?
C'è una famiglia di Pisa che oltre ai Cancellieri (di quale ramo?) adottò uno spaccato d'azzurro e d'argento; i Sardi, famosissimi nella mia città. Adesso il loro cognome, quasi certamente non era Sardi. Tale cognome venne assunto, con tutta probabilità dopo la conquista dell'isola da parte dei Pisani.
Per Pierluigi
Vorrei sottolineare che Pisa fu una delle prime rep.marinare, e già dal XI secolo godette di un certo prestigio, inoltre Pisa fu la protagonista indiscussa delle prime crociate. Se non sbaglio lo stemma dei Cavalcanti è uno stemma Crociato in tutto e per tutto. Hai mai trovato Adimari crociati?
La storia si fa sempre più interessante!!
Ciao a tutti e a presto