da Elmar Lang » mercoledì 29 aprile 2015, 11:55
Giusta osservazione: la prima foto si presenta capovolta (peccato veniale); è anche vero che il centro non sia "centrato", ma questo succede o può succedere con il trascorrere del tempo, specie in decorazioni il cui medaglione centrale, oltre che con la classica ceralacca, non sia stato fermato con dei perni radiali.
Circa la forma della raggiera, essa può variare a seconda di chi sia stato il fabbricante dell'insegna stessa.
Data la mia passione per le decorazioni austriache, possedetti in passato una bella placca del S. Sepolcro appartenuta al Card. Giuseppe Taliani, fabbricata da Vinc. Mayer's Söhne, Vienna, nei primissimi anni del XX Sec. e la raggiera era della tipica fattura austriaca. Dispiaciuto d'essermi dovuto separare da quel pezzo, qualche anno fa ne ho acquistata un'altra, di piccole dimensioni e fabbricata da Rothe & Neffe, Vienna, tra il 1850 ed il 1867; pur essa, di tipica foggia austriaca.
Volendo esagerare, alla fine dello scorso anno, non ho resistito di fronte ad un'altra placca del S. Sepolcro; questa, fabbricata da Garrard & Co., Londra, alla fine del XIX o inizi del XX Sec. Quest'ultima, dalla raggiera assai "robusta" e dal non trascurabile peso di 103,6 g. ancorché alleggerita dalle tipiche traforature.
Sarebbe interessante poter vedere un'immagine della placca conferita al B.to Bartolo Longo.
Circa la placca oggetto di questa discussione, ribadisco il mio parere secondo il quale si tratta di un assemblaggio, nemmeno ben riuscito, eseguito in epoca non definibile, ma secondo me assai recente. Sostengo l'ipotesi d'un assemblaggio anche per l'illogica applicazione della marca di Cravanzola-Gardino che, benché acquistasse i suoi oggetti dai più vari produttori, non avrebbe mai "firmato" una placca del Santo Sepolcro così difforme.
E, ancora parere personale, fossi stato io il venditore di quella placca, per pudore mi sarei astenuto dal definirla "magnifique".
A presto,
E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)