Stella al merito del lavoro

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Delehaye » lunedì 30 marzo 2015, 15:13

la parola "manuale" (ossia d'ordine) scompare dalla normativa del 1952 in poi...

inoltre, a leggere i lavori parlamentari si notano altre "chicche":

"Il disegno di legge (n.d.r.: quello che verrà licenziato nel 1952) ora al nostro esame riordina tutta la amteria. Toglie alcune limitazioni, estendendo l'applicazione dai soli settori dell'industria, commercio e agricoltura, a quello più generico della dipendenza da "imprese private", consentendo di decorare non soltanto i lavoratori manuali ma tutti i lavoratori in genere compresi, quindi, gli impiegati e le altre categorie."
Relazione del Relatore On. Bruno Fassina (DC), nella seduta della 11° Commissione il 22.10.1952
FONTE: http://legislature.camera.it/_dati/leg0 ... rafico.pdf

da leggere lo scambio di battute per l'inserimento in maniera palese dei lavoratori/soci delle cooperative nel testo da licenziare in aula. nel testo posto in discussione i cooperanti erano "implicitamente" inseriti... alla fine furono "graficamente" inseriti...
una frase per tutte riporto:
"La dizione del disegno di legge (n.d.r.: quello che verrà licenziato nel 1952) è tale da lasciare, per lo meno, molti dubbi. La figura del dipendente da cooperativa, nelle diverse leggi, è variamente considerata. Una figura rigida come si desume da questo articolo, penso possa portare ad escludere piuttosto che ad includere."
Intervento del Sottosegretario di Stato per il Lavoro e la Previdenza Sociale On. Giovanni Bersani (DC), nella seduta della 11° Commissione il 22.10.1952
FONTE: http://legislature.camera.it/_dati/leg0 ... rafico.pdf

"Se andiamo ad esaminare il provvedimento (n.d.r.: quello che verrà licenziato nel 1965 che modifica quello del 1952) che oggi ci viene sottoposto, notiamo che in questo sono poste due innovazioni. Infatti si estende tale decorazione ai lavoratori subordinati di ambi i sessi dipendenti da enti pubblici che svolgano attività analoghe a quelle d'impresa private purchè abbiano rapporti di lavoro regolati da contratti di impiego privato. Questa condizione è richiesta perchè il rapporto di pubblico impiego ha carattere di continuità, per cui non ha merito particolare chi esplica la propria attività lavorativa per un periodo di 25 anni (n.d.r.: ossia l'ente pubblico nazionale/locale... non può "fallire" e quindi i propri lavoratori... fuori!... SIC! SOB!)."
Relazione del Relatore On. Maria Eletta Martini (DC), nella seduta della 13° Commissione il 07.05.1965
FONTE: http://legislature.camera.it/_dati/leg0 ... rafico.pdf

"Il terzo infine, riguarda le sanzioni penali che il Ministero del lavoro vorrebbe inserire nel provvedimento nei confronti di quei faccendieri che offrono, spesso dietro compensi notevoli, vari tipi di stelle (di cartone (n.d.r.: SIC! SOB!), di metallo, ecc.) avendo preventivamente preso conoscenza dei nominativi degli aventi diritto."
Intervento del Sottosegretario di Stato per il Lavoro e la Previdenza Sociale On. Anselmo Martoni (PSDI), nella seduta della 13° Commissione il 07.05.1965
FONTE: http://legislature.camera.it/_dati/leg0 ... rafico.pdf

"Per le 500 "stelle" che si davano in passato, nel capitolo 1911 dello stato di previsione della spesa del Ministero del lavoro è iscritta una spesa di un milione e mezzo di lire. Praticamente, ogni "stella" viene a costare 2.500 lire.
Per quanto riguarda lo stanziamento, previsto dal progetto di disegno di legge annunciato dal Sottosegretario, di 50 milioni in aumento, esso non si riferisce soltanto alle 300 "stelle" in più previste dal progetto stesso, ma anche ad una certa forma di assistenza che verrebbe data a questi decorati. Ciò spiega
(n.d.r.: SIC! SOB!) la differenza da un milione e mezzo a 50 milioni."
Relazione del Relatore On. Maria Eletta Martini (DC), nella seduta della 13° Commissione il 13.05.1965
FONTE: http://legislature.camera.it/_dati/leg0 ... rafico.pdf

"D'altra parte ho già detto che bisogna considerare quella certa azione psicologica che indubbiamente esercita l'attribuzione della Stella al merito del lavoro. Considerata soggettivamente tale attribuzione riesce, nell'animo dei singoli, a chiudere una vita, a darle un senso.
Pensiamo ad esempio ad un individuo che ha fatto 40 anni di lavoro, che non può essere chiamato nè ragioniere nè con altro titolo, ma che partecipando ad una qualsiasi cerimonia alla quale sia presente il Governo può avere questa decorazione.
"
Intervento del Presentatore del ddl On. Vincenzo Gagliardi (DC), nella seduta della 13° Commissione il 13.05.1965
FONTE: http://legislature.camera.it/_dati/leg0 ... rafico.pdf

ovviamente i grassetti e le n.d.r. sono miei.
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 30 marzo 2015, 18:47

Delehaye ha scritto:"Se andiamo ad esaminare il provvedimento (n.d.r.: quello che verrà licenziato nel 1965 che modifica quello del 1952) che oggi ci viene sottoposto, notiamo che in questo sono poste due innovazioni. Infatti si estende tale decorazione ai lavoratori subordinati di ambi i sessi dipendenti da enti pubblici che svolgano attività analoghe a quelle d'impresa private purchè abbiano rapporti di lavoro regolati da contratti di impiego privato. Questa condizione è richiesta perchè il rapporto di pubblico impiego ha carattere di continuità, per cui non ha merito particolare chi esplica la propria attività lavorativa per un periodo di 25 anni (n.d.r.: ossia l'ente pubblico nazionale/locale... non può "fallire" e quindi i propri lavoratori... fuori!... SIC! SOB!)."


Questa è davvero speciale. La si può intendere come hai fatto tu, ma anche che nello Stato i dipendenti sono inamovibili, capaci e non capaci, nel privato mantengono il loro posto solo i capaci e quindi meritevoli della stella dopo 25 anni di impiego [sweatdrop.gif]
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 30 marzo 2015, 18:53

nicolad72 ha scritto:Mario, non vedo perché non crederti, ma la cosa mi stranisce, mentre per un impiegato d'ordine l'esecuzione dei punti da a) a d) della legge del 1992 costituiscono meriti eccezionali che esulano dagli ordinari doveri, per dei quadri direttivi o dei dirigenti costituiscono un dovere inerente la funzione... da lì il mio assunto è riservato ai dipendenti "d'ordine".


Effettivamente per quanto la legge non lo specifichi in modo esplicito, i punti summenzionati fanno propendere per una tale interpretazione: sembrano infatti caratteristiche più specifiche degli impiegati d'ordine che non dei dirigenti. Rimane però il problema che non essendo specificato in modo chiaro, la norma, su questo punto, lascia dei dubbi.
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Delehaye » lunedì 30 marzo 2015, 19:10

Delehaye ha scritto:"Il disegno di legge (n.d.r.: quello che verrà licenziato nel 1952) ora al nostro esame riordina tutta la amteria. Toglie alcune limitazioni, estendendo l'applicazione dai soli settori dell'industria, commercio e agricoltura, a quello più generico della dipendenza da "imprese private", consentendo di decorare non soltanto i lavoratori manuali ma tutti i lavoratori in genere compresi, quindi, gli impiegati e le altre categorie."
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... dubbi? [hmm.gif]

proprio su questo dubbi non ce ne dovrebbero essere... se leggi anche gli altri punti aoltre a) e b)... ce ne sono anche di quelli prettamente "intellettuali"... ergo???
leggendo quelli i "d'ordine" sarebbero scartati? ;)

e poi dal 1952 non solo il "lavoro manuale" non è più menzionato (non capisaco perche se non c'è scritto una volta varrebbe e un'altra volta no... eheheheh) ma è chiarissimamente descritta la cosa nei lavori parlamentari e le intenzioni dei legislatori sono più che chiare!
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Re: Stella al merito del lavoro conferibile ai dip. pubblici

Messaggioda gnr56 » mercoledì 1 aprile 2015, 16:35

nicolad72 ha scritto:
Delehaye ha scritto:ma un lavoratore dipendente di ente "pubblico" (mettiamo locale) che non sottostà a nessuna decorazione di merito "settoriale"... come potrebbe essere decorato? [hmm.gif]

Con l'OMRI...


il Re Vittorio Emanuele II diceva: "un mezzo sigaro toscano e una croce di cavaliere non si negano a nessuno". Questa asserzione, probabilmente, aveva un suo significato in quel momento storico.

Nei miei oltre trent'anni di carriera nella P.A. - nel piccolo orticello dell'A.O.U. dove lavoro (6.000 dipendenti, tra universitari e ospedalieri, un certo numero di co.co.co, co.co.pro. e l.p.) - non ho mai avuto notizia che i Direttori Generali susseguitisi (almeno cinque) abbiano segnalato un dipendente per aver espletato con diligenza ed onore il proprio lavoro in "lunghi e segnalati servizi".

Mentre mi è capitato di conoscere alcune persone, non nel mio ambiente di lavoro, che Cavalieri lo sono divenuti sì ma non per quei "lunghi e segnalati servizi" come si legge sul sito governo.it bensì, per loro stessa ammissione, per solide frequentazioni politiche o perché amici di tal Questore o di tal Prefetto o per altre "appartenenze" (chi vuol capire, capisca).

Per cui, con tutta franchezza, attribuire la stella al merito del lavoro ai soli dipendenti privati mi sembra "na s......ta".

Come se il lavoro nel privato fosse più meritorio del lavoro nel pubblico: mio zio per 35 anni si è occupato di bilanci per l'Olivetti ed è Maestro del Lavoro (l' Olivetti di Adriano e poi anche di De Benedetti per quanto impresa privata molto si avvicinava ad un ministero), un collega (ora in pensione) si è occupato per 42 anni di bilanci nell'ASl, poi nell'AOU e non è Maestro del Lavoro.

Dove è la differenza? Un lavoro è meritorio, l'altro no? [ops.gif]
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Delehaye » mercoledì 1 aprile 2015, 17:28

uno aveva un contratto di lavoro di diritto privato... l'altro pubblico... a quanto pare...
questo (almeno per l'ASL...) è l'unico discriminante... da dire che gli apicali dell'ASL (direttori generali, sanitari, amministratori et similia, invece, hanno un contratto "privatistico", e, quindi, potrebbero essere perfino decorati! [glasses3.gif] )

Delehaye ha scritto:art. 1 della Legge n° 1427 del 20 dicembre 1965 pubblicata nella G.U.R.I. n° 1 del 3 gennaio 1966 (VIGENTE)
"Modifica alla legge 18 dicembre 1952, n. 2389, recante norme relative alla decorazione della "Stella al merito del lavoro"":

2. Di esse possono beneficiare anche i lavoratori subordinati di ambo i sessi dipendenti da Enti pubblici che svolgano attività analoga a quella di imprese privato purchè abbiano rapporti di lavoro regolati da contratti di impiego privato.
fonte: http://www.normattiva.it/atto/caricaDet ... e=065U1427

art. 1 della Legge n° 143 del 5 febbraio 1992 pubblicata nella G.U.R.I. n° 43 del 21 febbraio 1992 (VIGENTE)
"Nuove norme per la concessione della "Stella al merito del lavoro"":

1. La decorazione della «Stella al merito del lavoro», istituita con il regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3167, è concessa ai lavoratori ed alle lavoratrici dipendenti da imprese pubbliche e private, anche se soci di imprese cooperative, da aziende o stabilimenti dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e degli enti pubblici, nonché ai lavoratori ed alle lavoratrici dipendenti da organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro e dalle associazioni legalmente riconosciute a livello nazionale, che abbiano almeno uno dei seguenti titoli:
a) si siano particolarmente distinti per singoli meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale;
b) abbiano con invenzioni o innovazioni nel campo tecnico e produttivo migliorato l’efficienza degli strumenti, delle macchine e dei metodi di lavorazione;
c) abbiano contribuito in modo originale al perfezionamento delle misure di sicurezza del lavoro;
d) si siano prodigati per istruire e preparare le nuove generazioni nell’attività professionale.
2. La decorazione comporta il titolo di «Maestro del lavoro».
fonte: http://www.normattiva.it/atto/caricaDet ... e=092G0154
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 1 aprile 2015, 20:35

Poi il dipendente pubblico rispetto a quello privato ha mooooooolte più garanzie!

Ed in passato ancor di più!!!!

Quindi ai privati una stellina si può anche concedere... a compensazione del differente trattamento lavorativo.
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 1 aprile 2015, 21:22

T.G.Cravarezza ha scritto:
Delehaye ha scritto:"Se andiamo ad esaminare il provvedimento (n.d.r.: quello che verrà licenziato nel 1965 che modifica quello del 1952) che oggi ci viene sottoposto, notiamo che in questo sono poste due innovazioni. Infatti si estende tale decorazione ai lavoratori subordinati di ambi i sessi dipendenti da enti pubblici che svolgano attività analoghe a quelle d'impresa private purchè abbiano rapporti di lavoro regolati da contratti di impiego privato. Questa condizione è richiesta perchè il rapporto di pubblico impiego ha carattere di continuità, per cui non ha merito particolare chi esplica la propria attività lavorativa per un periodo di 25 anni (n.d.r.: ossia l'ente pubblico nazionale/locale... non può "fallire" e quindi i propri lavoratori... fuori!... SIC! SOB!)."


Questa è davvero speciale. La si può intendere come hai fatto tu, ma anche che nello Stato i dipendenti sono inamovibili, capaci e non capaci, nel privato mantengono il loro posto solo i capaci e quindi meritevoli della stella dopo 25 anni di impiego [sweatdrop.gif]


Era quello che aveva essenzialmente commentato durante i lavori di preparazione della legge del 1966 :)
Però però....al di là delle facili battute tra impiego privato e pubblico e sicuramente condividendo quanto ha scritto Nicola (sicuramente i pubblici dipendenti arrivano tutti e senza difficoltà ai 25 anni di servizio, mentre non è così scontato per i dipendenti privati permanere per il medesimo tempo nella medesima ditta), la stella al merito del lavoro non è una medaglia di semplice servizio, ma dovrebbe servire a premiare "i dipendenti che si siano particolarmente distinti per singolari meriti di perizia, di laboriosità e di buona condotta morale" unita ovviamente alla durata dell'impiego. Pertanto, non sono così peregrine le rimostranze di gnr: cosa differenza un dipendente privato dal quello pubblico (a parte le garanzie sul licenziamento) che svolgono magari un lavoro similare (addetto contabile, manutentore...) ed entrambi magari lo hanno svolto in modo particolarmente degno di nota?
Per i ranghi più bassi un cavalierato OMRI è impensabile (anche giustamente visto quanto critichiamo l'eccessiva elargizione dell'OMRI e quanto abbiamo esultato per un restringimento delle maglie e dei numeri) e quindi i pubblici dipendenti sono fuori da qualsiasi benemerenza pubblica.
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Pantheon » mercoledì 1 aprile 2015, 21:34

Ormai siamo al ribasso. Si vuole premiare ad ogni costo l'ordinario, l'adempimento regolare dei propri doveri: questo vale per il pubblico quanto per il privato.
"Populisticamente" (così i detrattori son soddisfatti, si limitano a leggere "l'etichetta" e non attribuirla) mi sento di ribadire che il merito ed il valore dovrebbero "viaggiare" sul ben altri piani !
Saluti
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 1 aprile 2015, 21:58

Quindi la stella al merito del lavoro, al di là della bagarre pubblico/privato, sarebbe da eliminare o semplicemente da riformare mettendo paletti più alti per il suo ottenimento?
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Tilius » mercoledì 1 aprile 2015, 22:30

T.G.Cravarezza ha scritto:Quindi la stella al merito del lavoro, al di là della bagarre pubblico/privato, sarebbe da eliminare o semplicemente da riformare mettendo paletti più alti per il suo ottenimento?


Marco 12, 41-44 ha scritto: E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


Caro Tomaso, devi capire che la "bagarre pubblico privato" non é una fastidiosa quisquiglia da scacciare con un affettato gesto della mano, ma il motivo fondante dell'istituzione di questo segno d'onore: premiare i piccoli che col loro lavoro, privato e quindi traballante e insicuro (oggi più che mai), contribuiscono a produrre beni e quindi a incrementare la ricchezza di questa nazione (incremento di ricchezza nazionale che nemmeno uno fra i dipendenti della pubblica amministrazione, sia esso un generale di corpo d'armata o un ministro della repubblica, si può dire che faccia nemmeno per la misura di anche solo un miserabile centesimo ;) ).
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 2 aprile 2015, 7:21

Tilius ha scritto:(incremento di ricchezza nazionale che nemmeno uno fra i dipendenti della pubblica amministrazione, sia esso un generale di corpo d'armata o un ministro della repubblica, si può dire che faccia nemmeno per la misura di anche solo un miserabile centesimo ;) ).


Grazie tante (detto da un dipendente della pubblica amministrazione), vediamo però di non generalizzare troppo... [confused.gif]
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda gnr56 » giovedì 2 aprile 2015, 7:22

Tilius ha scritto:Caro Tomaso, devi capire che la "bagarre pubblico privato" non é una fastidiosa quisquiglia da scacciare con un affettato gesto della mano, ma il motivo fondante dell'istituzione di questo segno d'onore: premiare i piccoli che col loro lavoro, privato e quindi traballante e insicuro (oggi più che mai), contribuiscono a produrre beni e quindi a incrementare la ricchezza di questa nazione (incremento di ricchezza nazionale che nemmeno uno fra i dipendenti della pubblica amministrazione, sia esso un generale di corpo d'armata o un ministro della repubblica, si può dire che faccia nemmeno per la misura di anche solo un miserabile centesimo ;) ).


Quindi, secondo l'illuminata visione del signor Tillius, coloro che lavorano nel sistema educativo pubblico o nel sistema sanitario pubblico - tanto per citare due esempi - non producono ricchezza nel nostro Paese?

Poter accedere ad un grado di istruzione elevato, in uno dei sistemi educativi meglio strutturati del mondo occidentale, a costi tutto sommato contenuti se raffrontati con altre Nazioni (USA, GB, etc) non produce ricchezza?

Avere uno dei Sistemi Sanitari Pubblici - molto meno costoso del iCare obamiano che riguarda una fetta ristretta della popolazione americana - che ha creato una elevata qualità di vita e l'allungamento della stessa a milioni di italiani non crea ricchezza?

Certe affermazioni, signor Tillius, andrebbero pesate prima di essere scritte e non sparate con "inutile" cattiveria.
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda nicolad72 » giovedì 2 aprile 2015, 12:34

Il nostro sistema educativo era mirabile circa 20/25 anni addietro (magari qualcosina in più)... da allora l'italia scivola anno dopo anno sempre più in basso nei vari ranking sull'istruzione (in generale) e su quella universitaria in particolare.
Quei pochi studenti bravi e meritevoli se vogliono lavorare e ricercare devono fuggire da questo paese per poter avere speranza in un futuro... perchè in italia se non hai il merito di conoscere qualcuno puoi anche essere un premio nobel in pectore... ma una cattedra universitaria non la prendi... e manco ad un corso di dottorato ti fanno entrare...

Ergo... piantiamola con panegirici che non hanno riscontro alcuno nella realtà...
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 2 aprile 2015, 13:44

Mario Volpe ha scritto:
Tilius ha scritto:(incremento di ricchezza nazionale che nemmeno uno fra i dipendenti della pubblica amministrazione, sia esso un generale di corpo d'armata o un ministro della repubblica, si può dire che faccia nemmeno per la misura di anche solo un miserabile centesimo ;) ).


Grazie tante (detto da un dipendente della pubblica amministrazione), vediamo però di non generalizzare troppo... [confused.gif]

Concordo con Mario, cerchiamo di non generalizzare troppo. Il mondo pubblico è molto vasto e sicuramente ci sono mele marce come in ogni ambiente, ma ci sono anche tantissimi dipendenti pubblici che svolgono in modo encomiabile il proprio lavoro che va a beneficio della collettività, pur non producendo ricchezza in termini economici e immediati, garantisce servizi fondamentali. Pertanto eviterei di trasformare la discussione in un incontro privato vs pubblico perché, oltre a non essere il tema della discussione, non avrebbe né capo né coda essendo due tipologie di lavoro entrambe fondamentali e utili al Paese.

Ritorniamo invece alla questione della stella al merito. Uno dei motivi per cui si giustificava la sua assegnazione ai dipendenti privati era dato dal fatto che i dipendenti statali hanno già specifiche benemerenze proprie. Però, come è stato fatto notare, a parte l'ambito militare e quello dell'istruzione che sono dotati di una serie di distinzioni onorifiche che possono coprire molte esigenze, tutti gli altri ambiti del lavoro pubblico non hanno delle onorificenze proprie e l'OMRI sicuramente può essere concesso solo per meriti così elevati da non poter riconoscere le professionalità e i meriti minori, soprattutto degli impiegati d'ordine o di quadro medio/basso. Per carità, il servire lo Stato potrebbe essere sufficiente ricompensa morale [dev.gif] , ma anche dal lato privato sapere che con il proprio lavoro si creano beni e servizi per la società potrebbe essere sufficiente come ricompensa morale. Qui stiamo discutendo invece del riconoscimento da parte dello Stato e quindi della società, di quelle persone che hanno svolto per decenni, meritoriamente e oltre l'ordinario, il proprio lavoro a favore della propria impresa, ma anche di tutti i cittadini.
A questo punto diventa meno giustificabile l'esclusione dei dipendenti pubblici (magari si potrebbero escludere solamente i militari e i dipendenti della pubblica istruzione che hanno già delle benemerenze proprie: anzi, dando uno sguardo alle onorificenze dedicate alla pubblica istruzione, devo ammettere che sono molte e coprono davvero un po' tutti i settori, quasi al pari del mondo militare), ma tutti gli altri...
Ovviamente la stella non dovrebbe trasformarsi in una medaglia di lungo servizio (che, di conseguenza, nella pubblica amministrazione equivarrebbe a consegnarla a tutti i dipendenti vista la quasi impossibilità di licenziamento), ma dovrebbe essere una benemerenza atta a riconoscere i meriti, le professionalità oltre l'ordinario ed il "minimo sindacale" dei dipendenti. Quindi, oltre al mero dato di periodo di servizio, il destinatario deve essere un esempio per tutti i colleghi e non un lavoratore ordinario che compie solamente il suo normale dovere d'ufficio. Con questi criteri non vedrei negativo il fatto di conferirla anche ai dipendenti pubblici, viste anche le premesse precedentemente menzionate.
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