Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini


Coinvolta nella lotta tra guelfi e ghibellini, partecipò alla "Lega delle terre amiche delle Marche".
Si succedettero guerre, assalti a città, saccheggi, lotte interne alla stessa comunità, fino a quando verso il 1320 il libero comune di Ostra cadde sotto la signoria dei Paganelli, una famiglia di origine romagnola, che giunta nelle Marche si era distribuita in vari luoghi, ma il ramo principale fu quello di Ostra.
Per tutto il '300 Ostra fu signoreggiata dalla famiglia Paganelli, che trovò diversi potenti protettori esterni.
Tra il 1350 e il 1355, sotto la guida dei Paganelli, si sottomise a Francesco II degli Ordelaffi di Forlì, il quale la dominò fino all'arrivo del cardinale Albornoz che vi ristabilì l'autorità dei Consigli comunali mediante l'approvazione di un nuovo statuto (1366).
Fu proprio a Montalboddo, poi, che l'Albornoz, concentrò le sue truppe per marciare verso la distruzione del castello di Buscareto, che sorgeva nel comune di Montenovo (oggi Ostra Vetere).
Partito l'Albornoz, i Paganelli, protetti dai conti di Montefeltro,divennero nuovamente padroni di Ostra, anche se, nel 1380, dovettero firmare un atto di sottomissione alla città di Ancona.
Registrata tra le città "mediocres", Ostra nel Trecento contava 600 fumanti, ossia circa tremila abitanti, ma, come tutti i castelli di quel tempo, non poteva che assistere passivamente alle lotte di espansione dei signori più potenti o dei condottieri più audaci: così tra la fine del trecento e la prima metà del '400 si avvicendarono in Ostra numerose signorie.
Gli assedi cominciarono nell'agosto del 1399, quando il ventiduenne Galeotto Belfiore dei Malatesti di Rimini prese ad assediare Ostra, provocando diverse rovine, soprattutto a causa del fuoco, fino a che gli abitanti scesero a patti e gli aprirono le porte del castello.
I Paganelli, la cui signoria, sia pure con vicende alterne, si era protratta per tutto il '300, furono cacciati.
Nell'agosto del 1400 Galeotto Belfiore, tornato ad Ostra, vi morì a soli ventitré anni e la signoria passò al fratello Pandolfo dei Malatesti, signore di Brescia e di Fano.
Il 12 luglio 1416 i Malatesti furono sconfitti dalle truppe mercenarie di Braccio da Montone, così che il vincitore entrò in Montalboddo nell'agosto successivo e, nell'allontanarsi, vi lasciò un presidio di soldati al comando del capitano Michele Attendolo Sforza.
Nel 1420, poi, Braccio da Montone donò la signoria di Ostra al capitano Ruggero Cane della famiglia Rainieri di Perugia.
Sconfitto e ferito a morte Braccio da Montone il 2 giugno 1424, gli abitanti di Ostra subito si ribellarono e costrinsero alla fuga i rappresentanti di Ruggero Cane e, mediante un capitolato, si affidarono alla protezione del conte Guidantonio di Montefeltro, sotto il cui governo la città si riprese ed accrebbe le sue fortificazioni.
Morto Guidantonio nel 1443, la signoria passò al figlio Oddantonio, che donò il castello di Ostra al capitano Roberto Paganelli, detto Roberto da Montalboddo, che così poté‚ riportare la sua famiglia nel castello d'origine.
Intanto il condottiero Francesco Sforza, che cercava di procurarsi uno stato nelle Marche, non più alleato dei Montefeltro, presto prese d'assedio Ostra e il 21 novembre 1443 gli Ostrensi, per evitare il peggio, aprirono le porte al condottiero, dopo aver pattuito la loro incolumità.
Entrati nel castello, tuttavia, i mercenari si lasciarono andare a saccheggi e a violenze.
Il dominio di Francesco Sforza durò pochi mesi, perché‚ Roberto da Montalboddo, ritornato in patria, guidò la ribellione e gli Sforzeschi furono ben presto scacciati.
Morto Roberto da Montalboddo, la signoria di Ostra passò al figlio Onofrio e ad altri Paganelli, che però chiesero la protezione dei fratelli Sigismondo Pandolfo e Malatesta Novello dei Malatesti, mediante la sottoscrizione di un capitoletto.
Presto i nuovi signori non stettero ai patti e gli abitanti di Ostra cacciarono sia i Paganelli, sia gli stessi ufficiali dei Malatesti, per porsi, con un capitolato sotto l'amministrazione diretta della chiesa (1454).
Gli abitanti, in quella circostanza, decisero di abbattere la loro rocca, che era stato "il nido di tanti tiranni", affinché‚ non venisse più in mente a qualche signore di impadronirsene nuovamente.


si arriva in cielo


Davide Shamà ha scritto:Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ho trovato lo stemma dei Paganelli on line (anche se un po piccolo):
è questo?
Crollalanza dixit: d'argento, al crescente d'azzurro, accostato in capo da un lambello di rosso (Paganelli di Firenze)
si arriva in cielo



si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Beh, a parte il fatto che parlare di discendenza diretta di un Papa è semprerischioso...
...anche se si parla di un Papa vissuto in un'epocatorbida come Eugenio III...

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