Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Messaggioda gnr56 » mercoledì 9 luglio 2014, 8:37

Una curiosità, se soddisfabile.

Nella tradizione sabauda ottocentesca, il Re italiano alla rinuncia al trono andava in esilio. Era una prassi dei soli Savoia? Un costume dell'epoca? Oggi è una pratica non più in uso? Vedo che nel caso della rinuncia al trono di Re Juan Carlos I ciò non accade come di altri exmonarchi europei.
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Re: Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 9 luglio 2014, 21:28

A parte il fatto che il tema della discussione non è proprio inerente alla domanda, ma ritengo che sia necessario analizzare la questione "abdicazione" in base al periodo storico. Fino al '900 il sovrano, chi più chi meno, aveva un potere ancora notevole e, pertanto, ci poteva stare che un sovrano abdicatario si allontanasse dal proprio stato per evitare di adombrare il nuovo re, contrasti, eventuali sollevazioni di cortigiani...
Oggi come oggi, invece, tutti questi problemi non esistono essendo la figura del sovrano meramente di rappresentanza e senza particolari poteri di governo. Di conseguenza il re abdicatario non crea disturbo al suo successore né lo adombra. Senza contare, inoltre, che con gli attuali mezzi di informazione e comunicazione, l'esilio non fermerebbe i mass media (basta pensare che riescono a raggiungere anche il Papa emerito, figuriamoci un sovrano in una tenuta privata).
Anzi, il sovrano abdicatario, oggi, è utile come rappresentanza in questioni non propriamente ufficiali e di stato dove, comunque, svolge un giusto ed utile servigio alla corona.
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Re: Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Messaggioda Elmar Lang » sabato 19 luglio 2014, 11:40

Peraltro, ed in circostanze davvero drammatiche stante la situazione europea, l'Imperatore Ferdinando I d'Austria, con il passaggio di poteri (in effetti, non si trattò di abdicazione vera e propria) che portò al trono il nipote Francesco Giuseppe, non andò in esilio, ritirandosi invece in un castello della Moravia o soggiornando nella fortezza di Praga, città ove spirò nel 1875, mantenendo sino alla morte i titoli imperiali e reali.

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Re: Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Messaggioda La Tibalda » sabato 19 luglio 2014, 13:28

gnr56 ha scritto:Una curiosità, se soddisfabile.

Nella tradizione sabauda ottocentesca, il Re italiano alla rinuncia al trono andava in esilio. Era una prassi dei soli Savoia? Un costume dell'epoca? Oggi è una pratica non più in uso? Vedo che nel caso della rinuncia al trono di Re Juan Carlos I ciò non accade come di altri exmonarchi europei.


Nell'Ottocento UN (UNO) re di Casa Savoia abdicò (Carlo Alberto).
Sempre nell'Ottocento, UN (UNO) re d Casa Savoia prese la via dell'esilio (sempre lui, Carlo Alberto).
Sempre nell'Ottocento, UN (UNO) re di Casa Savoia prese la via dell'esilio, previa abidicazione (anzi, a rigore l'ordine dei due eventi fu l'inverso, che il re dovette firmare atto di formale rinunzia al trono di fronte a un notatio spagnolo, qua già era sulla via del Portogallo, quindi) per circaostanze assolutamente eccezionali: la Prima Guerra d'Indipendenza era appena stata (sonoramente) persa, tanto l'abdicazione in favore del figlio Vittorio Emanuele quanto il levarsi fisicamente dalla scena politica furono entrambi atti eccezionali volti al mitigrae il furore (notevole, considerato che la guerra l'avav formalmente inziiata il Piemonte) degli Austriaci vincitori.

Ergo, stante quanto sopra, il parlare di "tradizione" (SIC!), "prassi" (SIC!!), o "costume" (SIC!!!) non é solo sbagliato e destituito non solo d'ogni fondamento storico o logico.
É un delirio proprio.

PS: spero si abbia la decenza di non considerare "esilio" quella di Carlo Emanuele IV, visto che a tutti gli effetti si trattava di un profugo, essendo i suoi stati, al momento dell'"abdicazione" erano occupati prima dagli austro-russi e poi, definitivamente, dai francesi.

PPS: per tacere poi misericordiosamente del fatto che NESSUN "Re Italiano" prese la via dell'esilio nell'Ottocento.
Carlo Alberto era "Re sardo", tuttalpiù.
E Vittorio Emanuele III (seguito da Unberto II) per l'esilio apsetteranno ad andarci a '900 abbondantemente inoltrato.
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Re: Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Messaggioda Montenotte » sabato 19 luglio 2014, 13:53

Non sarei così perentorio, per tacere del carattere maiuscolo e neretto (!) …

Vittorio Emanuele I abdicò nel 1821.
In questo caso non si può parlare di esilio, dato che visse a Nizza prima e rientrò a Moncalieri nel 1824 (dopo vari soggiorni in altre città, quali Lucca e Modena).
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Re: Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Messaggioda Elmar Lang » sabato 19 luglio 2014, 15:33

In effetti, la perentorietà ed i neretti in maiuscolo, con il caldo opprimente di questi giorni, disturbano un pochino (ieri, in autostrada tra Ferrara e Modena c'erano -esterni- 37°C, cosa che non metteva certo di buon umore i miei due bimbi, per non parlare di mia moglie e me, specie durante una sosta in un Autogrill -verso Mantova- il cui squallore era pari alla vetustà ed alla pulizia dei locali...) ; concordo con l'ottimo Montenotte, quindi.

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Re: Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Messaggioda La Tibalda » sabato 19 luglio 2014, 18:24

Montenotte ha scritto:Vittorio Emanuele I abdicò nel 1821.
In questo caso non si può parlare di esilio, dato che visse a Nizza prima e rientrò a Moncalieri nel 1824 (dopo vari soggiorni in altre città, quali Lucca e Modena).


PPPS: sper(av)o si abbia la decenza di non menzionare Vittorio Emanuele I, visto che NON andò in esilio, continuando tranquillamente a risiedere nei propri (ex) stati.
No perentorio e no neretto e no maiusolo (e magari se si mirasse la luna invece che il dito, la foresta invece che l'albero... chissà... ;) )
Ma no, ma fomentiamola pure la leggenda urbana dei Savoia ottocenteschi abdicatari e autoesiliatisi a frotte... [yes.gif] ... per tradizione familiare. Nessuno di loro andò in esilio a Mantova o dintorni?
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Re: Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 21 luglio 2014, 14:29

Infatti, se avrà la bontà di leggere con attenzione lo scritto di Montenotte che Lei riporta in citazione, vedrà che lui ricorda appunto che VE I non andò in esilio.

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