Alcune opere del periodo maltese di Caravaggio.
Ritratto del Gram Maestro Wignacourt (Parigi, Louvre). Opera controversa, densa di contraddizioni: la resa legnosa, quasi da manichino, del personaggio, effigiato oltretutto in una vecchia armatura che non é la sua: infatti è stato dimostrato che la lussuosa, nuovissima armatura ordinata a Milano dal Gran Maestro - e che comparirà in un altro ritratto di mano caravaggesca, opera forse di Lionello Spada, tuttora conservato a La Valletta, così come le due armature - era già arrivata a Malta all'epoca del soggiorno del Merisi. Forse è uno dei due ritratti citato dal Bellori nelle
Vite de' Pittori (Roma, 1672).
San Gerolamo scrivente (Malta, museo della Co-Cattedrale di San Giovanni) commissionato (vedasi lo stemma) da fra Ippolito Malaspina, marchese di Fosdinovo e e priore di Napoli. Probabilmente quello indicato come sopraporta dal Bellori, insieme a una
Maddalena oggi perduta. Il Bellori scriveva di un altro
San Girolamo, a tutt'oggi non identificato nemmeno attraverso copie.
Decollazione del Battista (Malta, Co-Cattedrale di San Giovanni, Oratorio di San Giovanni Decollato) firmato (unicum) dall'artista col fiotto di sague che fuorisce dal collo mozzato del santo.
Amorino dormiente (Firenze, Palazzo Pitti), probabilmente commissionato dal cavaliere fiorentino, fra Francesco dell'Antella.
Ritratto di Cavaliere di Malta (Firenze, Pitti), che la critica recente identifica col fiorentino fra Antonio Martelli, priore di Messina (ma che la critica meno aggiornata - e personalmente anche il sottoscritto

- riteneva essere il vero ritratto del Wignacourt...).
