piero59 ha scritto:Sono d'accordo sui nastrini dei corsi, di specialità, etc. che sono troppi, ma non ammetto un discorso tipo quello riportato da Tomaso sulla necessità che per avere una ricompensa bisogna per forza fare guerre, vedasi USA. Questo mi sembra un discorso riduttivo, e che purtroppo è un vecchio retaggio italico che non concepisce che un militare può avere delle ricompense in tempo di pace. Mi dispiace ma questo è solo un modo per rendere i militari cittadini di serie B.
Non ho mai scritto che i nastrini autorizzabili dovrebbero riferirsi unicamente alla partecipazione a delle guerre, ci mancherebbe. Ho solo scritto che se vedo un petto pieno di nastrini, mi aspetto di avere davanti a me un militare che ha fatto chissà cosa e se poi mi spiega che i nastrini si riferiscono a brevetti e qualifiche, beh, sinceramente mi delude un po' e soprattutto mi squalifica poi tutti gli altri e l'istituzione che permette ciò.
Riguardo la partecipazione a missioni, non voglio ridurle ad un unico nastrino, ma anche avere 3 o 4 nastrini che indicano la medesima missione perché rilasciati da enti differenti, mi sembra esasperare il concetto di medaglia commemorativa. Quindi per singola missione o per singola tipologia di missione, basterebbe un unico nastrino (es. croce per operazioni di ordine pubblico che rappresenta più interventi e missioni: Vespri Siciliani, Riace...).
Per i corsi, ci mancherebbe, non è mia intenzione sminuirli. Semplicemente, ripeto, si può essere fieri di aver partecipato ad un o più corsi di aggiornamento/specializzazione senza dover per questo indossarne un segno distintivo sull'uniforme. L'esempio è esasperato, ma è come se esistesse una rosetta da indossare sull'abito civile indicante che si è diplomati, si ha un master o una laurea: sarebbe ridicolo.
Poi ripeto, cui prodest? Cioè, la Forza Armata dovrebbe far sì che chi ha compiuto qualcosa di meritevole, di extra l'ordinario, sia giustamente ammirato e preso ad esempio. Avere tutti i militari con tutti questi nastrini che al grande pubblico non sono di immediata comprensione, fa sì che non si riesca a distinguere lo straordinario dall'ordinario. Per la Forza Armata quindi, dovrebbe essere utile far sì che la popolazione capisca, anche da quella selva di nastri colorati, chi è fuori dall'ordinario da chi, pur operando meritevolmente, ha compiuto il suo ordinario dovere. Per questo dovrebbe essere dato risalto ai nastrini davvero importanti.
Poi, per carità, la vanità porterebbe anche il sottoscritto ad essere felice di poter indossare un nastrino in più sull'uniforme, ma poi ci penso e mi domando "cui prodest"? Il mio dovere l'ho fatto, i miei superiori hanno sotto mano il mio stato di servizio e ciò che ho fatto lo possono vedere da lì, i corsi che ho frequentato. Il collega che incontro non ha interesse a sapere che ho frequentato il corso NBC piuttosto che sono istruttore di scuola guida; il militare a cui insegno a sciare non ha necessità di vedere il nastrino di istruttore di sci per sapere che sono un suo superiore ed ho l'incarico di insegnargli a sciare. Mentre sicuramente porta lustro alla Forza Armata che spicchi, sulla massa, il militare che è decorato OMI, lungo comando, croce al merito, mauriziana, ...


