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Il y a donc autour du Saint-Sépulcre, une importante vie liturgique où se côtoient clercs et laïcs. Cependant les chanoines ne sont pas les chevaliers ; jamais ils n'ont troqué l'aumusse pour la cote de maille et l'épée comme on l'a trop souvent écrit. Lorsqu'il a fallu quitter Jérusalem, ils sont partis sans se battre.
Les chanoines du Saint-Sépulcre se retirent de Terre sainte, avec les troupes ou ce qu'il en reste. Après la prise de Saint-Jean d'Acre par les mamelouks du sultan Al-Malik-al-Ashraf Khalil, en 1291, ils prennent pied en Ombrie, pays de saint Francois et s'installent dans une de leur propriété, le couvent Saint-Luc de Pérouse. Le supérieur de cette communauté se désigne comme Prieur de l'Ordre du Saint-Sépulcre.

T.G.Cravarezza ha scritto: Comunque, tornando al quesito iniziale di questa discussione sul perché il Gran Maestro SMOM usasse tale titolo e sul perché ancora oggi, dopo la costituzione dell’OESSG nel 1847, venga utilizzato in ambito SMOM, penso che la risposta possa essere la seguente.
Il Gran Maestro SMOM utilizza il titolo di “Gran Maestro dell’Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro di Gerusalemme”, ordine religioso accorpato allo SMOM nel 1489. Questo titolo non contrasta con l’OESSG in quanto il Gran Maestro OESSG è appunto il “Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme”, ordine differente rispetto a quello religioso dei canonici del Santo Sepolcro accorpato allo SMOM.
Sul termine militare, bhe, le ipotesi sono le più varie, per il momento.


Alla fine del XIII sec. e più precisamente nel 1291, dopo la caduta del Regno Latino di Gerusalemme per mano degli eserciti musulmani, ebbe inizio il lento declino degli Ordini militari di Terrasanta. I Cavalieri superstiti rientrarono nei loro Priorati in Europa dove l'Ordine si sviluppò ulteriormente e benché la sua missione istituzionale fosse terminata, aveva assunto altrettanti doveri caritatevoli e di propagazione della Fede, restando sempre fedele alla Chiesa: tali impegni dell'Ordine furono oggetto nei secoli successivi di ripetuti e prestigiosi riconoscimenti di Pontefici e Sovrani (Nota di T.G.Cravarezza: il sito fa riferimento, come ordine, a quello dei Canonici, seppur dà valenza anche militare e cavalleresca).
L'Ordine godeva del privilegio reale di battere moneta con il proprio stemma e nel 1341, Alfonso I, re di Aragona e Navarra, affidò un terzo del regno di Spagna all'Ordine che ne assunse così la sovranità. I Cavalieri avevano il diritto di grazia per i condannati a morte, ed erano esonerati dal pagamento di ogni tassa e tributo, sia al Re, che alla Chiesa, e nelle cerimonie avevano la precedenza su tutti gli altri Ordini cavallereschi, prerogative solitamente riservate alle famiglie regnanti ed ai grandi feudatari.
Il potere decisionale della Chiesa sulle questioni dell'Ordine acquista un particolare peso sul finire del XV secolo, quando addirittura Innocenzo VIII lo unifica con quello di Rodi, cioè con gli Ospitalieri, ed Alessandro VI lo separa nuovamente, assumendone il titolo di gran maestro, trasferibile ai suoi successori. In tale circostanza, tuttavia, il papa delega al “guardiano” del Monte Sion, francescano, il diritto di armare nuovi cavalieri “sulla pietra del Sepolcro”, secondo una tradizione legata alla più pura simbologia cavalleresca.
L'assunzione della gran maestranza da parte del pontefice non trovò concordi tutti i sovrani d'Europa, per cui l'Ordine continuò a sopravvivere in maniera autonoma.
Pur con un’alternanza di vicende, tra persecuzioni e periodi di tolleranza, furono i Francescani a essere gli unici rappresentanti della Chiesa Latina in Terra Santa che si occuparono della Custodia di Terra Santa dopo la caduta di Acri.
Proprio in virtù della regola, che in assenza del Re di Gerusalemme spettava alla massima autorità ecclesiastica della Chiesa Latina (allora Patriarcato Latino) il compito di creare Cavalieri dell’Ordine, questo privilegio si trasferì di fatto al Padre Guardiano dei Francescani di Terra Santa, massima autorità della Chiesa Latina presente nei Luoghi Santi. Questo privilegio fu poi formalmente confermato nelle Bolle Papali di Leone X (1516) di Clemente VI (1525) e poi ancora di Pio IV (1561).
Fu Padre Paolo da Lodi, Custode di Terra Santa che nel 1633 diede disposizioni di ricopiare in un unico registro (come riportato a pag.3 dal compilatore del Registrum Equi- tum) le indicazioni relative alle Investiture avvenute nel passato.
Purtroppo come ancora annotato dal compilatore del Registrum Equitum a pag. 15, tutti i registri antecedenti al 1561, andarono perduti perché bruciati dai Turchi durante la guerra di Cipro, così come non furono riportate le Investiture avvenute tra il 1590 e il 1597 a causa delle persecuzioni Turche subite dai Francescani.
A beneficio di coloro che non hanno ancora il privilegio di possedere o di leggere la pubbli- cazione del Registrum Equitum, voglio ricordare sinteticamente alcune delle testi- monianze indicate da Padre Piccirillo sulle Investiture avvenute al Santo Sepolcro prima del 1561 che attestano l’esistenza e la conti- nuità della vita dell’Ordine e delle Investiture dai tempi delle Crociate in poi.
1847, 23 luglio
PIO PP. IX
IL SANTO PONTEFICE RIPRISTINA IL PATRIARCATO LATINO IN GERUSALEMME
A PERPETUA MEMORIA
Nessuna città fu più celebre per religioso culto di Gerusalemme, nessuna regione fu dai Cristiani frequentata con più illustri manifestazioni di devozione della Palestina.
Poiché, contenendo dovunque quella città illustri monumenti delle gesta di nostro Signore Gesù Cristo e nel suo stesso aspetto rispecchiando in certo modo i santissimi esempi di virtù con i quali il Divino Redentore del genere umano nobilitò in modo speciale quella città, non poté non avvenire che, fin dagli esordi della Chiesa, la città medesima fosse sempre tenuta in grande onore dai Cristiani.
Ma ciò che costituisce propriamente e principalmente la eccellenza di Gerusalemme é il ritrovarsi in essa quel glorioso sepolcro nel quale il Nostro Salvatore rimase tre giorni racchiuso dopo la Sua morte e dal quale il terzo giorno, trionfando, con mirabile prodigio, della Sua morte, risuscitò per Sua virtù e confermò la divinità della Religione da Lui istituita...
Ciò spinse in ogni epoca il popolo cristiano a venerare e curare quei luoghi e una cosi grande devozione dei Cristiani verso la Palestina e specialmente verso il sepolcro del Signore li commosse talmente che, allorquando quei luoghi caddero in potere dei barbari, dai Principi europei furono fatte per lungo tempo e rinnovate delle guerre allo scopo di recuperare i medesimi luoghi e di liberare i fedeli dalle gravissime calamità e dalla ingiusta, durissima schiavitù in cui erano ivi tenuti...
Dopo matura e diuturna deliberazione Nostra abbiamo approvato il disegno della medesima Congregazione (di Propaganda Fide), ed abbiamo deciso di condurlo senza indugio alla desiderata attuazione.
Pertanto, per autorità di Dio Onnipotente e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, ripristiniamo in Gerusalemme l’esercizio della giurisdizione del Patriarca Latino e dichiariamo che, d’ora in poi, il medesimo è tenuto all’obbligo della residenza, come un tempo...
Comandiamo inoltre che dalla medesima Congregazione sia mandata, confermandola con Nostra autorità, una accurata istruzione, la quale contenga la norma che il Guardiano di Terra Santa e gli altri Padri dell’Ordine Serafico colà residenti e tutti gli altri Ecclesiastici soggetti al Patriarca Latino di Gerusalemme debbano seguire ed osservare.
Queste sono le cose che, per l’onore della Religione, per l’incremento della Fede Cattolica in quelle regioni, e per la maggiore utilità della Chiesa presso quei popoli, abbiamo deciso di stabilire e che speriamo voglia Iddio favorire con la Sua benevolenza e con la Sua benedizione...
Dato a Roma, presso Santa Maria Maggiore sotto l’anello del Pescatore, il giorno 23 del mese di luglio 1847, anno secondo del Nostro Pontificato.
Per il Signor Cardinale Lambruschini
A. Picchioni, Sostituto
1847, 10 dicembre
PIO PP. IX
DESTINAZIONE ALLA TERRA SANTA DELLE OFFERTE DEI CAVALIERI DEL S. SEPOLCRO
ISTRUZIONE DELLA SACRA CONGREGAZIONE DI PROPAGANDA FIDE
Il Santissimo Signor Nostro Pio per Divina Provvidenza Papa IX, quando decretò che l’esercizio dell’autorità patriarcale fosse ripristinato in Gerusalemme, si propose l’onore della religione, l’incremento della fede cattolica in quelle regioni, e infine una maggiore utilità della Chiesa presso quelle genti.
E invero, affinché, come da desiderio, ciò si avverasse, ordinò, per mezzo delle stesse Lettere Apostoliche in forma di Breve "Nulla celebrior", datate sotto il giorno 23 luglio di questo anno, alla Sacra Congregazione che fosse redatta un’accurata istruzione, la quale apportasse una norma adattata a questo nuovo ordine di cose.
Avendo pertanto la Sacra Congregazione deliberato più volte e ponderatamente circa tale questione, e, tutto ben considerato, avendo preso una decisione, ed essendosi aggiunta anche l’approvazione della stessa Santità Sua, si propongono, perché siano osservati, i capitoli che seguono:...
VIII.
Rimanendo parimenti in vigore quelle disposizioni circa i Cavalieri del Santo Sepolcro che furono altre volte sancite, e che diligentissimamente si dovranno osservare, vien decretato che la collazione di tali gradi spetti esclusivamente al patriarca.
Questi invero usi di quella potestà soltanto in favore di coloro che si siano distinti per integrità di vita, siano stati assai benemeriti della religione, e mostrino gli altri requisiti atti ad ottenere tale onore.
Tuttavia i sussidi che dai cavalieri vengono pagati siano versati nella cassa delle elemosine, secondo l’uso, a favore dei debiti della Terra Santa...
Dato dalla Sede della Sacra Congregazione, il giorno 10 dicembre dell’anno 1847.
Giacomo Filippo Card. Franzoni, Prefetto
Alessandro Barnabò, Pro Segretario
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