gnr56 ha scritto:Caro FD,
La Confraternita di San Galgano ovvero, secondo la denominazione canonica ufficiale, l' Inclita ed Insigne Confraternita di Gesù Cristo, Maria Santissima e San Galgano, richiamandosi alla figura del Santo, non ha però sede nell'abbazia e neppure nel vicino eremo di Montesiepi.
La sua sede è a Chiusdino e l'oratorio della Compagnia ha sede nel complesso della Chieda di San Michele.
Esatta la prima parte dell’intervento, parzialmente la seconda: l’Oratorio della Compagnia di San Galgano –
Oratorio di San Sebastiano – confina con la chiesa parrocchiale di San Michele Arc.lo ed è ad essa collegato da un corridoio che mette in comunicazione i due edifici, ma è improprio ed inesatto dire che “
ha sede nel complesso della chiesa di San Michele”.
gnr56 ha scritto:Caro FD,
I resti dell'Abbazia di san Galgano sono un luogo pubblico, come si desume dalle info sul sito della Confraternita, aperto gratuitamente h.24 con illuminazione notturna sino alle 23,00.
Non è una parrocchia: esiste una parrocchia di San Galgano, ma è a Cicciano frazione di Chiusdino, posto ben lontano dai resti dell'Abbazia.
Quando si parla di “
San Galgano” si tende a far confusione: il toponimo indica il luogo ove si trovano
due emergenze artistiche fra le più belle della Toscana: un
eremo romanico ed i ruderi di una
abbazia gotica.
L’eremo è costituito da una serie di edifici intorno ad una chiesa cilindrica (per gli abitanti del luogo: la “
Cappella”, per i turisti: la “
Rotonda”), la quale
è di proprietà ecclesiastica e
sede della Parrocchia di San Galgano, come si evince con chiarezza dal sito dell’Archidiocesi di Siena (
http://www.arcidiocesi.siena.it/index.p ... eturnid=82).
In tal chiesa si celebrano regolarmente la Santa Messa – la domenica mattina alle ore 11 – e gli altri sacramenti e si conserva il Santissimo Sacramento.
Fino a pochi anni fa vi risiedeva stabilmente un parroco; il parroco attuale – che è anche
Prevosto di Chiusdino e
Pievano di Ciciano (con un “c” sola) – si tratta di
tre distinte parrocchie gestite da un unico parroco – preferisce non risiedere nella casa canonica di San Galgano ma in quella della Pieve di Ciciano (con una “c” sola), per il semplice motivo che questa Pieve fu quella della sua prima nomina in terra senese, ma è presente nell’eremo tutti i giorni.
In occasione del Grande Giubileo del 2000 la chiesa parrocchiale di San Galgano fu eretta a
santuario giubilare con decreto di Sua Ecc.za Mons. Arcivescovo.
Ergo, non è esatto dire che la "
parrocchia di San Galgano è a Ciciano" perchè non è così.
L’abbazia di San Galgano, meglio sarebbe dire “l’ex abbazia” di San Galgano, che sorge invece ai piedi dell’Eremo, non è di proprietà ecclesiastica ma
statale; lo stato la gestisce attraverso
l’Agenzia del Demanio; recentemente, attraverso un apposito accordo, la gestione è affidata anche al
Comune di Chiusdino.
Dalla sua sconsacrazione – avvenuta nel 1789, una data infausta anche per questo evento – nei suoi locali si sono succedute
abitazioni coloniche e, nel XX secolo, una comunità di
Canonici Regolari Agostiniani, una comunità di
Monache Benedettine Olivetane, la
Comunità Incontro per il Recupero dei Tossicodipendenti …
Sia l’Agenzia del Demanio che il Comune di Chiusdino hanno concesso e concedono l’uso dei locali dell’ex abbazia a chi ne ha fatto richiesta ed è sembrato ai suddetti Enti adempiere i requisiti necessari per utilizzarla, cosìcchè è stata ed è utilizzata
- come sede di concerti ed opere liriche, per es. dall’
Accademia Musicale Chigiana di Siena (
http://www.chigiana.it), dall’
Associazione Culturale Multipromo di Firenze per il suo annuale programma operistico (
http://www.festivalopera.it);
- per spettacoli teatrali, per es. dal
Centro Studi Danza di Siena (
http://fotoalbum.sienadanza.com);
- per convegni culturali, per es. dal
Centro di Studi e Documentazione sulla Storia Religiosa della Toscana Memoria Ecclesiae di Firenze, istituito dall’Arcidiocesi di Firenze e dalla Università degli Studi di Firenze e compartecipato dalle altre Diocesi della Regione e dalla altre Università della Regione (
http://www.memoria-ecclesiae.it/sangalgano.asp) …
- Ed è vero anche dalla Massoneria.
Tutto questo non significa che il luogo non abbia conservato la sua altissima valenza simbolica spirituale.
Come cattolico – innanzitutto – come docente di Religione Cattolica, ma anche come chiusdinese (Sono nato da quelle parti, cinquant'anni fa), come Priore Generale dell’Inclita ed Insigne Compagnia di San Galgano, come Cavaliere costantiniano ed infine, ed in tutta modestia, come studioso della figura di questo Santo, dei luoghi e delle memorie di lui (
http://www.sugarcoedizioni.it; http://www.askaedizioni.it/news.asp?s=5&p=1&id=95; http://www.mandragora.it/it/la-spada-ne ... iepi.html; viewtopic.php?f=6&t=2962), se da una parte non posso che rammaricarmi per la concessione di questo luogo per usi che certamente non corrispondono ai miei desideri, né a quelli di tanti cattolici e di tanti chiusdinesi – lo confesso Signori: preferirei che nell’antica abbazia fosse reintrodotta una comunità monastica, preferirei sentirvi intonare il
Pange Lingua o il
Victimae Paschali piuttosto che
Libiam tra i lieti calici o
E lucean le stelle – allo stesso tempo non mi scandalizza la scelta del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, la scelta cioè dell’
eremo di San Galgano - cioè della
chiesa parrocchiale di San Galgano - come luogo di annuale pellegrinaggio,
per celebrarvi la Santa Messa, e la scelta, peraltro concretizzata una o due volte solamente, dei
ruderi dell’abbazia per svolgervi una cerimonia di accoglienza dei nuovi cavalieri, cerimonia che è stata presieduta da un sacerdote cattolico, don Rodolfo Rossi, del clero di Lucca.
Nell'aprile del 1977, in occasione della restituzione della Sacra Testa di San Galgano alla Parrocchia di Chiusdino, fu coincelebrato dalle LL. Ecc.ze Mons. Mario Ismaele Castellano, Arcivescovo di Siena, Mons. Roberto Carniello, Vescovo di Volterra, Padre Angelo Sabatini, Abate Generale di Monte Oliveto Maggiore, assistiti da una cinquantina di sacerdoti un solennissimo pontificale
proprio negli imponenti ruderi della chiesa abbaziale, (il sottoscritto, allora quindicenne, fu coinvolto con altri coetanei come chierichetto).
Le Parrocchie del Vicariato della Val di Merse, con i rispettivi Rev.di Parroci e talvolta con la presenza di Sua Ecc. Mons. Arcivescovo di Siena, annualmente vi celebrano, in uno dei venerdì di Quaresima, una
Via Crucis che dai ruderi dell’antica chiesa abbaziale sale all’eremo.
Ed a ben guardare, l’Ordine Costantiniano, fra tutte le istituzioni sopra ricordate, coll'ovvia eccezione delle istituzioni ecclesiastiche, è l’unica che abbia utilizzato quei ruderi per il fine più prossimo a quello per il quale essi furono edificati.
E d’altra parte, mi sembra che i Cavalieri costantiniani con questa celebrazione non abbiano fatto altro che adempiere allo scopo per cui essi sono istituiti, “la
glorificazione della santa croce, la propaganda della Fede e la difesa della Santa Romana Chiesa” (Statuti, cap. I).
Per quel che mi riguarda sono grato ai Cavalieri costantiniani della Toscana e a don Rossi che li ha accompagnati ed ha presieduto quel rito, poiché, unici fra quanti si professano del nome cristiano, in quei cinque, dieci minuti di preghiera, in un certo senso han riaffermato con coraggio la matrice cristiana e cattolica di quegli edifici.
Il
Cenacolo di Gerusalemme, il luogo ove Nostro Signore Gesù Cristo ha celebrato l’Ultima Cena, dove ha istituito l’Eucaristia ed il Sacerdozio cattolico, come si sa, è una moschea: fino alla metà del XX secolo ai cristiani ne era interdetto perfino l’accesso; ancora oggi la celebrazione della Santa Messa vi è rigorosamente proibita!
Eppure il Servo di Dio, il grande Pontefice Paolo VI non ebbe timore di inginocchiarsi al centro di quella sala e di pregarvi. (
http://www.30giorni.it/upload/articoli_ ... 474298.jpg )
Io Gli sono grato.
Andrea Conti