).In seconda questione, sottoscrivo quanto scritto da Nicola: si premia il merito, non l'ordinario.
Riguardo la situazione fisica di molti militari, posso concordare con lei, ma questo non significa che dobbiamo istituire una medaglia per chi fa il suo dovere (perché per un militare dovrebbe essere un dovere) di mantenere una decente forma fisica (e sottolineo decente, perché le prove del DSA, per quanto non siano prove banali, non sono neanche prove da Rambo). Ritornando alla battuta del brevetto per chi sa leggere e fare di conto, le assicuro che quando sento dei discorsi in cerimonie ufficiali di alcuni alti ufficiali delle nostre Forze Armate, ma anche di politici, magistrati e alti dirigenti, mi stupisco di come abbiano fato a laurearsi. Ma questo non giustificherebbe l'istituzione di un brevetto per una capacità che dovrebbe far parte del bagaglio minimo di un militare!
Concordo con lei che il DSA fornisca uno stimolo a mantenersi in forma, ma non possiamo ridurre il tutto, parlando di persone adulte che hanno scelto una missione quale quella del militare, al "se ti tieni in forma ti do la caramella", perché è davvero svilente. Quindi, ben vengano le prove fisiche, ma senza brevetto, medaglie, nastrini e trascrizioni a matricola. Al massimo mi sta bene una sorta di documento che attesti quali prove sono state superate e quando, in modo da segnare, come per il curriculum di lancio dei paracadutisti, le attività svolte.
In definitiva, vorrei davvero essere presente ad una cena in cui il civile di turno, vedendo il petto del militare pieno di sgargianti nastrini, domandandogli a quali eroiche missioni o capacità si riferiscano, si sentisse rispondere: "medaglia di bronzo al merito dell'Esercito, lungo comando, missione in Iraq... brevetto sportivo", al che la domanda: "Ah, ma ha partecipato a qualche gara atletica, ha vinto delle medaglie?" e la risposta: "No, questo nastrino attesta che riesco a nuotare una vasca di 25 metri in 40 secondi". A questo punto, faccia basita dell'ospite civile che pensa che anche lui riesce a nuotare una vasca da 25 metri in 40 secondi e che sua moglie che va più spesso di lui in piscina, lo batte regolarmente.
A parte queste battute, ripeto, ho il massimo rispetto per chi si è sottoposto alle prove del DSA. Prove non semplici che richiedono un buon allenamento, ma non posso accettare che dal superamento di tali prove derivi una variazione matricolare o addirittura una medaglia (se non qualcosa di puramente simbolico da tenere in un cassetto, dato agli adolescenti per spingerli a fare attività fisica e mantenersi in forma).

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