TOTO' e lo SMOM

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 10 ottobre 2012, 9:49

... mha! Continuo a nutrire le mie perplessità...
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Lupo » mercoledì 10 ottobre 2012, 10:51

Un cavaliere, per quanto possibile (le difficoltà sono legate, come giustamente anticipato dall'amico Pantheon, alla natura dell'essere umano), deve rimanere sempre se stesso. Questo, però, non è incompatibile con l'essere attore. Si tratta semplicemente di un tipo particolare di lavoro. Faccio un esempio pratico. Anche un egente delle FF.PP., per motivi legati al suo lavoro, spesso di deve "infiltrare" in determinati ambienti criminali e, di conseguenza, fingere di essere quello che in realtà non è. Ebbene, questo non gli impedisce di essere un membro del SMOM. L'attore, in sostanza, sta solo fingendo quando interpreta un determinato ruolo. Cavalieri lo si deve essere nell'intimo. Non metto in dubbio che Carlettino abbia udito ciò che ha scritto, da un Cavaliere professo. Credo, però, che quanto evidenziato sia riconducibile al parere personale di detto Cavaliere che non coincide con l'orientamento del SMOM. I requisiti di ammissione del SMOM sono espressamente indicati dal codice. L'essere attore non rappresenta un'espressa condizione ostativa.
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 10 ottobre 2012, 10:55

Lupo ha scritto:L'essere attore non rappresenta un'espressa condizione ostativa.


Oggi... ma si sta parlando di un caso assai remoto nel tempo e allora le condizioni erano differenti...

All'epoca era inimmaginabile che un maresciallo (per fare un esempio) ottenesse una nomina nello SMOM o nell'OESSG... né gli uni osavano proporsi né gli altri intendevano ammetterli...

Oggi le cose sono evidentemente cambiate...
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Lupo » mercoledì 10 ottobre 2012, 11:05

nicolad72 ha scritto:Oggi... ma si sta parlando di un caso assai remoto nel tempo e allora le condizioni erano differenti...
nicolad72 ha scritto: Oggi le cose sono evidentemente cambiate...


Concordo. Era necessario allora una precisazione nel senso perchè pare che il Cavaliere Professo in parola si riferisca anche alle ammissioni attuali.
Ultima modifica di Lupo il mercoledì 10 ottobre 2012, 14:12, modificato 1 volta in totale.
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 10 ottobre 2012, 11:07

Lupo... si parla di Totò
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Lupo » mercoledì 10 ottobre 2012, 11:09

Carlettino ha scritto:La ragione per la quale un attore non può entrare nel SMOM è questa:
si tratta di un'attività nella quale il soggetto non è sempre sé stesso, in quanto assume, volta per volta, la personalità del personaggio che rappresenta, e ciò è logicamente incompatibile con la figura del Cavaliere, che deve rimanere sempre sé stesso.


Lo so che si parla di Totò. La frase sopra riportata può generare confusione.
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 10 ottobre 2012, 11:11

Sempre a totò era riferita... oggi nello SMOM di attori ve ne sono diversi... per non parlare di quelli che lo fanno a livello amatoriale...
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Lupo » mercoledì 10 ottobre 2012, 11:28

Bene.
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Tilius » mercoledì 10 ottobre 2012, 11:31

Sessant'anni fa il concetto di "professione ignobile" era alquanto più sentito di oggi.
Se a questo aggiungiamo che il nostro oltre che attore era specificamente comico.
Se a questo aggiungiamo che il nostro oltre che comico aveva ottenuto un titolo legalmente "riconosciuto" finché vogliamo ma considerato in ben altro modo da chiunque ne capisse non dico di diritto nobiliare ma di semplice "buon senso", vediamo come il rifiuto dell'accesso ai ranghi nobiliare poteva essere l'unica risposta possibile.
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Pantheon » mercoledì 10 ottobre 2012, 12:31

Vogliamo la prova del nove ?
Totò sarebbe cooptato nel SMOM oggi nel grado a cui aspirava allora... ;) ...Oggi la potrebbe spuntare, forse....
Tuttavia, secondo me, rileva una questione che sgombra il campo da qualsiasi obiezione che è data alla sua affiliazione alla massoneria.
Il che, come noto, stride con la militanza in qualsiasi ordine religioso, vieppiù nel SMOM.
Personalmete stimo molto Totò. E stato un grande attore ed un grande comico, un "principe" se non un "re" del palcoscenico ma, bisogna distinguere gli ambiti ora come allora.
Non basta il nome, non basta la notorietà; se così fosse bisognerebbe parlare di clubs più o meno esclusivi e non di ordini cavallereschi, anche se oggi tira una brutta aria è quanto mai doveroso "....navigar di bolina....".
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Morello » mercoledì 10 ottobre 2012, 13:31

Buongiorno.
Totò, probabilmente, era palesemente massone. Voglio dire che si era a conoscenza della sua affiliazione ad una Loggia Massonica. Ma ci sono stati degli esempi famosi di confratelli dell'OESSG ad esempio che sono stati massoni, anche se si è saputo dopo l'ammissione o investitura, o addirittura dopo la loro scomparsa. Ho fatto l'esempio di questo Ordine Cavallleresco solo perchè ricerco notizie storiche su di esso. Tenendo conto che l'affiliazione massonica, credo, non sia pubblica nè si tenda a pubblicizzarla, è anche possibile che tra i confratelli di vari Ordini, anche attualmente, ci siano Massoni.

Cordialmente.


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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Tilius » mercoledì 10 ottobre 2012, 14:42

Prsonalmente ritengo che l'affiliazione massonica, anche se pubblica, sia stata solo una concausa (e non la più pesante) dell'esclusione.
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Tilius » mercoledì 10 ottobre 2012, 14:45

Pantheon ha scritto:Totò sarebbe cooptato nel SMOM oggi nel grado a cui aspirava allora... ;) ...Oggi la potrebbe spuntare, forse...

Personalmente, non credo.
O almeno, voglio sperare che no.
Non perché io sia un classista ancien regime.
Solo perché sono dell'opinione che o le cose si fanno bene, o é meglio non farle del tutto.
Spero quindi che i ranghi nobiliari dello SMOM, giacché esistono, siano gestiti col dovuto criterio.
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda Pantheon » mercoledì 10 ottobre 2012, 14:46

Invito cortesemente i membri SMOM a pronunciarsi in merito tenendo conto di quanto recita a riguardo la pubblicazione "REGOLAMENTI e COMMENTI"..... :roll:
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Re: TOTO' e lo SMOM

Messaggioda aristarco » giovedì 11 ottobre 2012, 11:11

tralasciando i dettagli (anche i più minuti) della vicenda, pare che il balì Taccone marchese di Sitizzano, patrizio di Tropea, membro del Sovrano Consiglio e genealogista del Gran Magistero, abbia ricevuto Antonio de Curtis, insieme al suo avvocato, una scelta già di per sè del tutto infelice.
Molte circostanze concorrevano nel descrivere Antonio de Curtis come persona inadatta al rango equestre e, nel caso specifico, ad essere ammesso nel SMOM:
1) l'assenza di meriti precipui ed indubbi verso il Sovrano Ordine;
2) la sua preclara militanza massonica;
3) l'esercizio di un'attività che rientra tra le arti meccaniche, vili, abiette ed interdette, ossia l'attore di varietà, considerato erede dei buffoni e giullari;
4) l'essere figlio adottivo di un nobile, il che non garantiva affatto il passaggio in capo all'aspirante cavaliere di onore e devozione i titoli posseduti dal padre adottivo;
mi permetto di aggiungere
5) l'aver tentato di intimidire il Sovrano Ordine paventando iniziative legali, quasi a forzare un'ammmissione che non era minimamente desiderata dai vertici della Religione Giovannita nè sarebbe stata accolta con favore dalla stragrande maggioranza del corpo dei suoi potenziali confratelli.

Ho sempre provato grande disprezzo, e questo fatto mi consente di ribadire il mio opinabile punto di vista, verso chi pretende di essere riconosciuto nobile a colpi di carte bollate, sollecitando tribunali e corti repubblicane a pronunciarsi su titoli e prerogative che non sono più materia di legge (tranne sporadiche eccezioni).

Condivido la perplessità di Nicola circa l'interpretazione della consuetudine di ritenere incompatibili col rango equestre e con la nobiltà stessa persone dedite ad arti meccaniche, vili, interdette ed abiette: è una convizione radicata nei secoli (non dimentichiamoci che la Chiesa negava sepoltura religiosa agli attori) e trovo pittosto inefficace la teoria secondo cui l'attore impersonerebbe vari ruoli, in contrasto con l'etica cavalleresca che imporrebbe piena aderenza al proprio essere... bah, mi chiedo quale cavaliere professo (leggo, peraltro, già curatore dell'istruzione di processi di ammissione al Sovrano Ordine) possa avere fornito un'interpretazione di questo genere, probabilmente desumendola da qualche fonte (potrei pensare al Rogadeo, dove peraltro non ho letto nulla di simile, a meno che non difetti di memoria).
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