Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » domenica 11 marzo 2012, 20:11

vincenzo carta ha scritto:Salve
Aggiungo:il Don Pietro Giuseppe Marcello,rettore di Baunei dal 1771 al 1794,che dono' i bronzetti a Carlo Felice è ii figlio di Don Salvatore Marcello di Seui,quindi cognato di Don Emanuele e Don Gabriele Tolo,di Don Luigi Lucifero Satta,di Pietro Antonio Dearca di Tonara figlio di Michele e Grazia Musiu,che in data del 13-5-1742 sposa Donna Rosa Marcello.Purtroppo,come ho scritto nel post prece4dente,non conosco il cognome della madre,probabilmente era una Carta.Le notizie postate le ho desunte da "Dati relativi alla storia dei paesi della Diocesi D'Ogliastra" di Flavio Cocco.
Saluti Vincenzo


per Vincenzo Carta. Sei stato preziosissimo. Mi completi in men che non si dica una genealogia che era a dir poco frammentaria!
Dal matrimonio celebrato a Seui nel 1712 si desume che don Salvator Angelo Marcello oriundo di Fonni era figlio di don Gioacchino e di Domenica Serra e che la moglie era una donna Anna Carta di Francesco.
Grazie ancora
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TOLO di SEUI

Messaggioda leone passante » domenica 11 marzo 2012, 20:27

Ho messo a fuoco l'unico possibile legame di parentela tra i Locci Capece e i Tolo, ovvero tra vittime della grassazione e supposti autori. A meno che non ve ne sia un altro più stretto tramite i Muntoni.

don Francesco Locci Cardia che sposa a Esterzili donna Francesca Capece Muntoni è figlio di donna Vittoria Cardia Pisano di Tortolì (nata 1789), figlia a sua volta di Marianna Pisano Tolo di Ilbono (nata 1767), figlia a sua volta di donna Giuseppa Tolo Marcello di Seui (nata 1738).

Si tratta ora di capire come si ricollegano quei Salvatore Tolu e Giulio Tolu a Giuseppa Tolu
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » domenica 11 marzo 2012, 21:33

Comunque allora in base a tale teoria occorrerebbe ipotizzare anche che per esempio le attuali famiglie sarde che hanno le più antiche ascendenze iberiche avrebbero origine certamente iberica ma diversa da quella degli altri rami omonimi documentati nel 400, o mettiamo anche a fine 200. Anche perché in Spagna sono documentati rami titolati più antichi del titolo che fu poi concesso ad alcuni rappresentanti di quelle famiglie residenti nell'isola. E dico alcuni perché per esempio a Cagliari a inizi 500 non esisteva certo un solo nucleo familiare con alcuni di tali cognomi (discendenti di mercanti, alcuni dei quali distintisi in episodi bellici, altri mercanti più modesti, altri credo argentieri). Invece io credo che non solo erano tutti imparentati quelli documentati nell'isola, ma anche tutti i rami che esistevano (anzi esistono) nella penisola iberica.
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Ancora sui Marcello

Messaggioda Salvennor » domenica 11 marzo 2012, 23:18

Dimenticavo di precisare un fatto. Anche nella fantascientifica, o meglio fantagenealogica, ipotesi che vorrebbe per esempio a inizi 400 vari capostipiti Marcello tutti Non imparentati tra loro, per esempio 20 o 30 individui appellati con cognome Marcello in modo indipendente, in un modo o nell'altro si ricade nell'osservazione che i Marcello che sono esistiti in periodi successivi al 400, e in particolare in tempi abbastanza recenti (dall'800 a oggi)discendono tutti da un ristretto gruppo di quei capostipiti, e anzi diciamo proprio da uno solo di quelli, dato che tale cognome non sembrerebbe antichissimo e non sono tantissimi oggi. In pratica la stragrande maggioranza di quei ipotetici capostipiti Marcello si è estinta più o meno velocemente, e solo uno di quelli per contro è riuscito a dare discendenza fiorente fino a tempi recenti, e anche abbastanza cospicua (ma nulla vietava che i discendenti potessero essere meno numerosi o più numerosi di quelli realmente generati). La statistica è una scienza che pur basandosi su grandezze aleatorie nello stesso tempo usa metodi matematici precisi, e se a partire da metà 500 osserviamo i registri e documenti vari ci accorgiamo che quello che ho scritto sopra è vero con altissima approssimazione.
Comunque ciò che conta in genealogia è che ogni linea deve essere studiata in modo preciso tramite opportuni documenti che abbiano continuità nel tempo (in genere appunto fino al 500, a volte anche fino al 400). Dunque chiaramente solo a volte si riesce a far convergere tutte le linee omonime verso una unica antica linea originaria.
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Famiglie Marcello

Messaggioda Destavara » domenica 11 marzo 2012, 23:40

Buonasera a tutti,
intanto mi complimento con Vincenzo per i suoi interventi sempre illuminanti;
poi volevo domandarvi sui Marcello:
- Sbaglio o sembrano tutti originari del centro dell'isola?
- Le famiglie così come divise da leone passante sono le stesse della vecchia edizione del Floris, solo che nel testo i Marcello di Nuoro e di Suelli sarebbero della stessa famiglia e dunque i ceppi distinti sono quattro anzichè cinque: non so se dietro questo fatto ci sia un errore, nè so la suddivisione presente nella nuova edizione.
Ad ogni modo: sapete di studi genealogici già fatti su queste famiglie? Infatti tutti i cinque (o quattro?) ceppi sono secenteschi o successivi: con un'indagine mirata fino a periodi anche non molto precedenti al 1650 si potrebbe capire se ci sia parentela... Come dice Salvennor, vista la particolarità (in ambito isolano) e la poca diffusione, una comune origine può essere probabile.

Saluto tutti, D.

Aggiunta successiva: sapete se sono documentati casi in cui il cognome Marcello viene scritto anche nella forma Marceddu e il viceversa? I Marceddu sono tanti, e se ci fossero interferenze tra le denominazioni allora si aprirebbe la strada di svariate famiglie solo omonime, dunque anche quelle nobili forse...
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » lunedì 12 marzo 2012, 0:10

Per Destavara: Si, purtroppo a volte nello stesso ramo o addirittura per lo stesso individuo il cognome aveva le varianti Marcello e Marceddu, e in parte sono diffusi nelle stesse zone, anche se certe forme hanno delle zone d'elezione.
Tra l'altro chi ci crede che i rami Serra documentati nell'isola prima del 400 non avevano antichi legami comuni? Io no. Legami trasmessi anche per via materna comunque. Comunque periodi troppo remoti per analisi precise.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » lunedì 12 marzo 2012, 0:28

[hmm.gif] Allora le cose si complicano un bel pò: vi sono dei momenti in cui davvero vorrei dimenticare i disastri onomastici dei registri sardi [stretcher.gif] ! !
Sarebbe dunque lo stesso fenomeno che riguarda Cadello-Cadeddu, Madello-Madeddu, Cubello-Cubeddu? Mamma mia, ragazzi!

Per leone passante: sei legato anche ai Puliga di Tortolì?
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MARCELLO

Messaggioda leone passante » lunedì 12 marzo 2012, 0:28

Qualche replica alle osservazioni di Salvennor e Destavara


1) E' vero che è un cognome tipico delle regioni centrali dell'isola ma questo prova solo che l'immigrazione avvenuta tra la fine del medioevo e l'inizio dell'età moderna si localizzò in quelle regioni.

2) Non credo alla tesi dell'unicità di stirpe con riferimento a cognomi un tempo molto diffusi.In ogni caso dal punto di vista giuridico-nobiliare l'avere antenati comuni vissuti anteriormente alla nobilitazione è irrilevante.
Quanto all'esempio dei cognomi spagnoli cui fate riferimento, non è affatto calzante. Ad es. i cognomi Amat o Canyelles in Spagna sono portati da famiglie delle più svariate condizioni.

3) Marcello e Marceddu sono forme utilizzate spesso indistintamente nelle fonti per indicare uno stesso soggetto.


4) Il notaio Giuseppe Marcello Tronci di Suelli che ottenne il cavalierato nel 1746 era nativo di Fonni.


5) sì ho un'ascendente diretta Puliga di Tortolì: donna Vittoria Puliga, sposata nel 1749 al nobile don Giuseppe Cardia Quigino
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SERRA

Messaggioda leone passante » lunedì 12 marzo 2012, 1:05

Non vorrei urtare la vostra suscettibilità e nel contempo attirarmi il rimprovero di sconfinare da parte dei moderatori ma si rende necessaria una precisazione.
Quella che io definisco la tesi "dell'accorpamento di stirpi " e che combatto con fermezza è sostenuta in genere da chi ha scarse conoscenze in fatto di onomastica.
Avete fatto l'esempio dei Serra. Non so quanti sappiano che nelle fonti dell'inizio dell'età moderna si trovano spesso occorrenze che a seconda della variante linguistica impiegata oscillano da "de sa Serra" a " de la Serra" fino al sassarese-gallurese "di la Sarra". Il cognome fa parte di un cospicuo gruppo di forme cognominali caratterizzate dalla preposizione articolata indicante provenienza che sono tipicamente corsi ed estranei alla Sardegna (de su Frassu/ de lo Frasso, de su Poiu/de lo Poyo, de sa Rughe/di la Cruci, de su Mansu/ di lu Mansu, de su Maistru/di lu Maistru). Con il tempo la preposizione cade e il cognome si semplifica in Serra. Mentre in Sardegna vi è un solo centro abitato (Serra Manna) che può avere generato il cognome invece in Corsica si registrano numerosi villaggi Serra, molti dei quali anche estinti.Ebbene numerose famiglie Serra del Capo di Sopra apparentemente sarde sono provenienti dall'isola gemella. Conclusione: massima cautela nell'ipotizzare che chi porta lo stesso cognome ha ascendenze comuni.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » lunedì 12 marzo 2012, 1:09

Ma io non mi riferivo a condizioni economiche e a regime giuridico nobiliare per il concetto di antica convergenza delle linee. Anche perché il regime giuridico nobiliare ormai non esiste più. Mi riferivo solo a considerazioni genealogiche.

Per Destavara: Nel cimitero antico di Cagliari c'é tanta gente con il cognome Cadello, solo alcuni titolati. E persino alcuni Cadellu. Quanto a Cubello, sono citati vari di essi anche in documenti aragonesi del 400, anche dopo la scomparsa dei più noti Cubello del ramo dinastico arborense (che poi erano Serra). Mi riferisco al confine tra nuorese e Goceano.

Per tornare a commentare alcuni post di sopra:
L'onomastica non ha legami con la genealogia. Anzi secondo me, e non solo, è pericolosa perché basata su estrapolazioni di analisi dei termini, in pratica basata su poche basi scientifiche. Al limite si può ipotizzare quale può essere l'etimologia di un cognome. Se vedo un documento tipo Carta D'Identità che mi fa capire che un Serra veniva dalla Corsica ci posso anche credere, anche se rimane il dubbio che fosse un ramo sardo trapiantato nell'isola gemella.
Comunque conosco gente che la Crociata la farebbe per esempio anche contro quelli che ipotizzano origini ebraiche o dai fenici per tantissimi cognomi sardi. Tali studiosi ancora peggio, si basano sul nulla e su pochi reperti e su assonanze apparenti. E purtroppo alcuni insegnano anche in scuole superiori o Università. Solo poche volte hanno ragione.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » lunedì 12 marzo 2012, 1:24

Per leone passante:
è chiaro cosa intendi, e in parte convengo; un solo appunto mi permetto: il fatto che in Corsica esistano toponimi urbani Serra non esclude certo che la maggior parte delle famiglie Serra delle Sardegna siano assolutamente autoctone; infatti nell'isola i toponimi rurali Serra e Sa Serra sono tantissimi... Considerando la realtà agropastorale isolana, trovo molto più probabile che i Serra sardi, o comunque la gran parte di essi siano legati all'abitare, o curare qualche precisa zona della campagna sarda, non per forza dunque dovremmo ostinarci a tirare in ballo la Corsica... Stesso dicasi per il cognome De Sena: ogni angolo dell'isola credo abbia un toponimo S'Ena...
Quindi sono probabili, se non certe, in questo senso famiglie omonime senza legame alcuno: spero di aver chiarito la mia opinione...
Le considerazioni di salvennor a me sono sembrate solo un legittimissimo ragionamento statistico, legato all'isolamento e alla penuria di abitanti, tanto maggiore quanto si va indietro nel tempo: per accorpare famiglie omonime E SOPRATTUTTO NON OMONIME, credo che basti il mercato delle pergamenine, non il nostro pensiero...
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CADELLO

Messaggioda leone passante » lunedì 12 marzo 2012, 1:39

Salvennor ha scritto:Ma io non mi riferivo a condizioni economiche e a regime giuridico nobiliare per il concetto di antica convergenza delle linee. Anche perché il regime giuridico nobiliare ormai non esiste più. Mi riferivo solo a considerazioni genealogiche.

Per Destavara: Nel cimitero antico di Cagliari c'é tanta gente con il cognome Cadello, solo alcuni titolati. E persino alcuni Cadellu. Quanto a Cubello, sono citati vari di essi anche in documenti aragonesi del 400, anche dopo la scomparsa dei più noti Cubello del ramo dinastico arborense (che poi erano Serra). Mi riferisco al confine tra nuorese e Goceano.

Per tornare a commentare alcuni post di sopra:
L'onomastica non ha legami con la genealogia. Anzi secondo me, e non solo, è pericolosa perché basata su estrapolazioni di analisi dei termini, in pratica basata su poche basi scientifiche. Al limite si può ipotizzare quale può essere l'etimologia di un cognome. Se vedo un documento tipo Carta D'Identità che mi fa capire che un Serra veniva dalla Corsica ci posso anche credere, anche se rimane il dubbio che fosse un ramo sardo trapiantato nell'isola gemella.
Comunque conosco gente che la Crociata la farebbe per esempio anche contro quelli che ipotizzano origini ebraiche o dai fenici per tantissimi cognomi sardi. Tali studiosi ancora peggio, si basano sul nulla e su pochi reperti e su assonanze apparenti. E purtroppo alcuni insegnano anche in scuole superiori o Università. Solo poche volte hanno ragione.


Se è vero che i Cadello di San Sperate non erano altro che dei Cadellu/Cadeddu perché l'origine catalana (da cadell= cagnolino) è una panzana, questo non significa mica che tutti i Cadeddu/Cadellu sardi siano parenti. Allora dovrebbero esserlo anche di tutti i Cadoni, Cadinu, Caddargiu, Cadanu ecc. (derivati tutti dal toponimo Cata).
L'onomastica coadiuva la genealogia perché le consente proprio di evitare di prendere sonore cantonate.
Perché un sardo trapiantato nell'isola gemella ? In Corsica era ed è presente il cognome Serra.
Nessuno studioso serio sostiene origine ebraiche o fenicie: si tratta di semplici dilettanti.
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SERRA e PINNA

Messaggioda leone passante » lunedì 12 marzo 2012, 2:03

Destavara ha scritto:Per leone passante:
è chiaro cosa intendi, e in parte convengo; un solo appunto mi permetto: il fatto che in Corsica esistano toponimi urbani Serra non esclude certo che la maggior parte delle famiglie Serra delle Sardegna siano assolutamente autoctone; infatti nell'isola i toponimi rurali Serra e Sa Serra sono tantissimi... Considerando la realtà agropastorale isolana, trovo molto più probabile che i Serra sardi, o comunque la gran parte di essi siano legati all'abitare, o curare qualche precisa zona della campagna sarda, non per forza dunque dovremmo ostinarci a tirare in ballo la Corsica... Stesso dicasi per il cognome De Sena: ogni angolo dell'isola credo abbia un toponimo S'Ena...
Quindi sono probabili, se non certe, in questo senso famiglie omonime senza legame alcuno: spero di aver chiarito la mia opinione...
Le considerazioni di salvennor a me sono sembrate solo un legittimissimo ragionamento statistico, legato all'isolamento e alla penuria di abitanti, tanto maggiore quanto si va indietro nel tempo: per accorpare famiglie omonime E SOPRATTUTTO NON OMONIME, credo che basti il mercato delle pergamenine, non il nostro pensiero...


Non è questione di tirare a tutti i costi in ballo la Corsica ma è questione che sono i documenti a tirarla in ballo. Se tu conoscessi i QL di Sassari, Sorso, Castelsardo, Tempio non faresti queste affermazioni. Ti si apre davanti un mondo incredibilmente estraneo alla Sardegna in cui ci si chiama Gugliermaccio della Serra o Artemisia della Pigna. Dopo un secolo i discendenti sono dei banalissimi e sardissimi Serra e Pinna. L'immigrazione corsa è stata talmente massiccia da avere spodestato il sardo radicato da secoli in territori vastissimi: tanto basta. Si tratterebbe sennò di affermare - ma sarebbe pura follia- che migliaia di famiglie si siano totalmente estinte, subendo la stessa sorte delle poche decine di famiglie greche di Montresta nel '700. Sennonché l'ascesa alla dignità equestre e nobiliare delle famiglie sassaresi dei Vico, Casaggia, Casalabriva, Calcinaggio, Ornano de Bastelica,de li Peri, Petretto, Tavera, ecc. provano l'esatto contrario.
Altro grave errore: i cognomi derivati da toponimi sono sempre legati a luoghi che avevano un minimo di antropizzazione. In Sardegna i toponimi Serra cui alludi sono sempre riferiti a zone montuose prive di abitazioni stabili. L'unico centro sardo possibile generatore è Serramanna.
Comunque non devo e non voglio convincere nessuno. Chi ha il terrore che la sua sardità sia intaccata da queste verità tutte rigorosamente documentate resti del suo parere.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » lunedì 12 marzo 2012, 2:42

La genealogia ci permette di analizzare le linee fino al 500, e quando si è fortunati anche fino al 500. Dunque solo in rare situazioni l'onomastica può essere d'ausilio alla genealogia. Al limite può essere intesa come disciplina a parte. Comunque già sapevo da anni che nel nord Sardegna esistono situazioni simili a quelle descritte, tipo Da Serra, De Pigna e altre. Ma riguardano un flusso recente dalla Corsica. Non prima del 600, al limite in parte nel 400. In vari posti della Sardegna centrale esistevano toponimi Serra dove in epoche remote, anche periodo bizantino, erano ubicati posti fortificati, anche se non erano centri abitati veri e propri. Per quanto riguarda i Cadello e Cadeddu non saprei se avevano remoti legami comuni, ma per esempio se si scopre che dal 400 o 500 venivano tutti da una stessa zona dell'isola, allora è probabile. Sempre in senso genealogico, senza alcun riferimento a concetti giuridici nobiliari.
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Prime concessioni di feudi

Messaggioda leone passante » lunedì 12 marzo 2012, 13:25

Salvennor ha scritto:La genealogia ci permette di analizzare le linee fino al 500, e quando si è fortunati anche fino al 500. Dunque solo in rare situazioni l'onomastica può essere d'ausilio alla genealogia. Al limite può essere intesa come disciplina a parte. Comunque già sapevo da anni che nel nord Sardegna esistono situazioni simili a quelle descritte, tipo Da Serra, De Pigna e altre. Ma riguardano un flusso recente dalla Corsica. Non prima del 600, al limite in parte nel 400. In vari posti della Sardegna centrale esistevano toponimi Serra dove in epoche remote, anche periodo bizantino, erano ubicati posti fortificati, anche se non erano centri abitati veri e propri. Per quanto riguarda i Cadello e Cadeddu non saprei se avevano remoti legami comuni, ma per esempio se si scopre che dal 400 o 500 venivano tutti da una stessa zona dell'isola, allora è probabile. Sempre in senso genealogico, senza alcun riferimento a concetti giuridici nobiliari.


Trascuri di considerare il pesantissimo calo demografico subito dalla popolazione indigena della Sardegna nel corso del '300, sia per pestilenze che per la situazione di continua belligeranza: è questa causa, unitamente al favore della Corona aragonese, a incentivare l'immigrazione corsa in Sardegna. Tale massiccia immigrazione che sconvolgerà l'onomastica e la genealogia di gran parte dei sardi ha interessato la seconda metà del '300, il '400 ed il primo '500. Nel primo '600 le immigrazioni divengono rarissime persino in Gallura. Senza queste conoscenze interdisciplinari (demografia, storia sociale e politica, geografia, onomastica) non si va da nessuna parte.
Non ti dicono nulla le prime concessioni feudali fatte dai re d'Aragona: Godisello de l'Oliva, Obertino de lo Loro, Alberto de lo Taulaccio, Bonristor de lo Poyo? Ti paiono nomi e cognomi sardi?
Ultima modifica di leone passante il lunedì 12 marzo 2012, 21:27, modificato 3 volte in totale.
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