Famiglia Satta

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 11 febbraio 2012, 19:04

Grazie Destavara. Prendo atto della marcia indietro di Floris che non conoscevo.
Devo ammettere che non possiedo la nuova edizione del Floris che ho deciso di non acquistare dopo avere sfogliato le pagine relative ai più importanti casati galluresi e avere constatato che si porta appresso ancora parecchi errori, da me facilmente individuabili per avere setacciato per anni i QL di Tempio.
Inoltre rilevo che non opera chiaramente la distinzione tra nessi genealogici documentati e nessi soltanto ipotizzati.
Ultima modifica di leone passante il mercoledì 29 febbraio 2012, 12:13, modificato 1 volta in totale.
leone passante
 
Messaggi: 299
Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19

CARROZ minori

Messaggioda leone passante » domenica 12 febbraio 2012, 14:05

Salvennor ha scritto:Per leone passante: Grazie per la risposta al mio quesito.
Penso anche io che difficilmente un'appartenente al ramo feudale dei Carroz possa aver esercitato una carica simile.
Più probabilmente era di un'altro ramo Carroz, che magari pur se residente per un periodo nell'isola non ha messo radici. Comunque è un dato da verificare appena posso visionare tale documento.
Si, ero al corrente di un secondo ramo Carroz che veniva se non erro da Milano (di origine iberica ovviamente), e che si stabili in Cagliari e credo anche in Alghero.
E stando a certe notizie, non escludo che nel 600 sia arrivato a Cagliari anche un'ulteriore ramo Carroz, in anno diverso dall'anno di arrivo del già citato secondo ramo.
Infatti conosco una ragazza che discende per via paterna anche da alcuni Carroz presenti a Cagliari almeno dagli ultimissimi anni del 600, e erano citati almeno a volte con l'appellativo di Don davanti al nome.
Io comunque non ho visionato tali documenti, ma mi ha detto che ancora deve iniziare un nuovo periodo di ricerche, in parte già svolte da un suo parente già nei primi decenni del 900, e in parte da lei stessa.
Molto interessante dunque anche questa vicenda del terzo ramo Carroz, anche se non mi sorprendo dato che ne esistevano vari, anche se in generale non è possibile collegarli genealogicamente.


l'ultima attestazione di Carroz nell'isola dovrebbe essere quella contenuta nell'Elenco Prefettizio del 1822 relativa ad una donna Battistina Carroz moglie dell'Avv. don Pietro Cossu Conte di Sant'Elena
Ultima modifica di leone passante il martedì 28 febbraio 2012, 13:34, modificato 1 volta in totale.
leone passante
 
Messaggi: 299
Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19

SATTA del Monteacuto

Messaggioda leone passante » lunedì 13 febbraio 2012, 18:17

Riprendo il discorso sui Satta, ragionando sulle fonti e prescindendo dalle proposte di Floris.
Orbene, quel don Angelo Satta che negli ultimi anni del '400 sposò Angelesa de Tola figlia del celebre Leonardo (cfr.testamento) con tutta verosimiglianza è lo stesso Angelo Satta che nel 1502 reggeva la podestaria di Coghinas. Questa carica che risaliva alla signoria doriana era riferita ad un territorio (odierna S. Maria Coghinas) che dal 1421 fu inglobato nel feudo di Anglona che insieme al Monteacuto e ad altri territori faceva parte del complesso feudale dei Centelles, conti di Oliva.
E' quindi verosimile che il Satta, al servizio dei Centelles, si fosse trasferito dal Monteacuto all'Anglona, regioni appartenenti allo stesso complesso feudale (c.d. Stati di Oliva). Avvalora la tesi il fatto che il di lui cognato Salvatore Tola, alcayde di Porto Torres, sposerà Maria de Centelles.
In buona sostanza, detto Angelo potrebbe fondatamente ritenersi il capostipite dei Satta di Ozieri e del Monteacuto (Buddusò e Pattada).
Se detto Angelo Satta, genero di Leonardo de Tola, era effettivamente generoso come si pretenderebbe da parte di qualcuno, potrebbe ritenersi che sia un suo diretto discendente quel Giovanni Satta del Monteacuto ammesso di diritto alle Cortes Bayona nel 1626 nonché quel Francesco Satta del Mestre di Ozieri ammesso alle Cortes Avellano del 1643 che non risulta parimenti sia stato beneficiario di privilegi, ciò che lascia presumere che sia stato ammesso di diritto.
Meno probabile che sia un suo discendente quello Stefano Satta Aquenza che viene creato cavaliere nel 1640 e nobile nel 1644 e pare un "homo novus", iniziatore di una nuova stirpe nobiliare. Costui porta peraltro un secondo cognome compatibile dal punto di vista onomastico sia con Ozieri che con Tempio, sennonché nei QL libri di Tempio non vi è traccia di lui neppure come padrino.
leone passante
 
Messaggi: 299
Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19

Re: SATTA del Monteacuto

Messaggioda Destavara » martedì 14 febbraio 2012, 2:24

leone passante ha scritto:Riprendo il discorso sui Satta, ragionando sulle fonti e prescindendo dalle proposte di Floris.
Orbene, quel don Angelo Satta che negli ultimi anni del '400 sposò Angelesa de Tola figlia del celebre Leonardo (cfr.testamento) con tutta verosimiglianza è lo stesso Angelo Satta che nel 1502 reggeva la podestaria di Coghinas. Questa carica che risaliva alla signoria doriana era riferita ad un territorio (odierna S. Maria Coghinas) che dal 1421 fu inglobato nel feudo di Anglona che insieme al Monteacuto e ad altri territori faceva parte del complesso feudale dei Centelles, conti di Oliva.
E' quindi verosimile che il Satta, al servizio dei Centelles, si fosse trasferito dal Monteacuto all'Anglona, regioni appartenenti allo stesso complesso feudale (c.d. Stati di Oliva). Avvalora la tesi il fatto che il di lui cognato Salvatore Tola, alcayde di Porto Torres, sposerà Maria de Centelles.
In buona sostanza, detto Angelo potrebbe fondatamente ritenersi il capostipite dei Satta di Ozieri e del Monteacuto (Buddusò e Pattada).
Se detto Angelo Satta, genero di Leonardo de Tola, era effettivamente generoso come si pretenderebbe da parte di qualcuno, potrebbe ritenersi che sia un suo diretto discendente quel Giovanni Satta del Monteacuto ammesso di diritto alle Cortes Bayona nel 1626 nonché quel Francesco Satta del Mestre di Ozieri ammesso alle Cortes Avellano del 1643 che non risulta parimenti sia stato beneficiario di privilegi, ciò che lascia presumere che sia stato ammesso di diritto.
Meno probabile che sia un suo discendente quello Stefano Satta Aquenza che viene creato cavaliere nel 1640 e nobile nel 1644 e pare un "homo novus", iniziatore di una nuova stirpe nobiliare. Costui porta peraltro un secondo cognome compatibile dal punto di vista onomastico sia con Ozieri che con Tempio, sennonché nei QL libri di Tempio non vi è traccia di lui neppure come padrino.


Grazie, considerazioni interessanti, anche se secondo il mio modesto parere a tali ipotesi dovresti concedere una maggior flessibilità spaziale, imputabile agli spostamenti dei Satta, cui già tu stesso hai accennato... Ma perchè Stefano Satta Aquenza, che in ultimo ci risultava figlio di Salvatore Satta Del Mestre, a sua volta fratello di Francesco Satta Del Mestre (figli di Giovanni Maria Satta, di Antonio) dovrebbe essere così copiosamente presente nei QL di Tempio anziche' in quelli di Ozieri? :P Sai qualcosa che noi non sappiamo su quest' homo novus ? Il Floris si è inventato di sana pianta queste parentele (che SE NON RICORDO MALE, NON LINCIATEMI, sono confermate nelle ammissioni alle cortes)?

Aggiunta: PS: le pretese sulla presunta generosità concessa alla famiglia Satta sono naturalmente di un genealogista sardo: Don Enrico Tola Grixoni.
Saluti [zzsoft.gif]
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

SATTA AQUENZA

Messaggioda leone passante » martedì 14 febbraio 2012, 18:04

Non mi sono spiegato a sufficienza. Sto ragionando sulle risultanze delle fonti senza una tesi preconcetta da dimostrare e prescindendo dal Floris per vedere se si arriva alle sue stesse conclusioni.
E' indubbio che Stefano Satta Aquenza jr. sia lo stipite dei Satta di Nulvi, quelli più antichi, non quelli attuali: ma lui donde proveniva?
Come dicevo i cognomi potrebbero denunziarlo come tempiese e tale lo credeva il Floris nella sua prima edizione. In Tempio ha origine infatti l'unica famiglia Aquenza nobilitata, discendente dal famoso medico don Pietro Aquenza Mossa, privilegiato nel 1695, e trasferitosi di lì a poco in Sassari. Eravi in Tempio anche un'altra famiglia Aquenza in condizione sociale elevata cui appartiene il Dr. Luis Aquenza Riccio, procuratore di Corte, nobile solo di madre e che sposerà una nobile Valentino, la cui discendenza amministrerà il feudo del Mandrolisai per conto dei cugini conti Valentino che ne erano titolari, radicandosi in quella regione.
Sennonché, come dicevo, nei QL di Tempio non si ha alcuna traccia di uno Stefano Satta Aquenza.
Allora bisogna rivolgersi altrove. Una famiglia Aquenza all'epoca è in buona posizione sociale a Ozieri, dove si imparenta con diverse nobili famiglie del posto e dove viene reputata per nobile senza esserlo, tanto da venire diffidata dall'usare abusivamente titoli che mai aveva conseguito.
D'altronde anche questi Satta Aquenza sono interessati all'amministrazione dei feudi dei Centelles, coprendo ereditariamente l'ufficialia dell'Anglona. Quindi anche questi Satta, al pari dei Satta discendenti da don Angelo, genero di Leonardo Tola, potrebbero essersi trasferiti dal Moteacuto all'Anglona per assolvere alle loro funzioni amministrative.
E' ragionevole quindi ipotizzare che appartengano alla stessa famiglia Satta e porsi l'obiettivo di accertare se sono dei collaterali o dei discendenti diretti di don Angelo.
A questo punto sorge spontanea una domanda: perché mai un discendente diretto del presunto generoso don Angelo Satta (conc. 1498-1502), del cavaliere Antonio (conc. 1599), nonché nipote ex fratre del Francesco Satta del Mestre ammesso di diritto alle Cortes del 1643 dovrebbe essere armato cavaliere nel 1640? Ogni discendente di Antonio era cavaliere di diritto.
Tutto fa dunque pensare che il nostro Stefano Satta d'origine ozierese ed acquisito nulvese sia un "homo novus" ovvero "primus posteritatis suae armatus eques".
Ultima modifica di leone passante il martedì 6 marzo 2012, 2:10, modificato 6 volte in totale.
leone passante
 
Messaggi: 299
Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19

Satta e Achenza

Messaggioda Destavara » domenica 19 febbraio 2012, 0:16

Salve,
in merito all'ultimo messaggio di leone passante: io non so molto sugli Achenza di Ozieri; secondo Floris (vecchia ed.ne) discesero dalla stessa persona citata qua sopra (Pietro); non so cosa egli affermi nella seconda edizione. Il fatto delle diffide ad usare titoli non deve stupirci, sappiamo ormai che succedeva piuttosto spesso a quanto pare, e se i malcapitati (nobili in verità) sborsavano il giusto, stranamente i titoli tanto abusivamente sfoggiati venivano riconfermati in poco tempo... Parlammo già del caso di alcuni Carta e dei Gaias.
Stefano Satta Achenza: stando dunque all'ultima genealogia pubblicata sarebbe di Ozieri e da lui (secondo "Origen del callerado y nobleza.....") discesero dei Satta di Tempio (e perchè no, magari si spostarono anche a Nulvi).

Da ultimo:
sui motivi che spingessero persone di nobile asendenza a chiedere nuovi titoli avevamo accennato a pag. 2 e 3 del presente topic, e potremmo dire anche che il fenomeno forse poteva essere legato a motivi anche banali:
1) il fatto che il diploma originario era uno soltanto, e in caso di famiglia prolifica certo esso non veniva spezzettato tra gli eredi: nel giro anche di una sola generazione tutti i rami familiari tranne uno non lo possedevano più; allora si potevano avviare pratiche di riconoscimento o di nuova richiesta... Figurarsi dopo uno o due secoli...
2) ancora più semplice: l'apparente homo novus che in realtà non lo era affatto, poteva avere personalmente investitura per via di suoi meriti personali (servigli allo Stato e via dicendo...).
Non credo che quello dei Satta sia caso unico né raro, anzi... Credo gli homines novi siano da ricercare con molto successo tra quelli che ottennero i titoli nel XVIII secolo, specie nella seconda metà, appartenenti a famiglie prima assolutamente sconosciute nella cerchia dell'aristocrazia sarda, cioè di origine di sicuro "plebea", come le definirebbe leone passante medesimo :-)
Saluto tutti, D.
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:27, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Aquenza e rinnovo privilegi

Messaggioda leone passante » lunedì 20 febbraio 2012, 1:28

Per Destavara
L'osservazione ha un vizio cronologico di fondo: il celebre medico Pietro Aquenza Mossa viene nobilitato nel 1695 mentre Stefano Satta al momento della della sua nobilitazione (1640-1644) doveva essere minimo venticinquenne, con il che si arriva minimo al 1615. La madre/ava paterna del nostro Stefano Satta era dunque una donna nata nel '500, ciò che esclude decisamente che potesse essere discendente del celebre medico Aquenza. Senza contare poi che nessuna fonte documenta un trasferimento di detti Aquenza nobili nel Monteacuto (essendo noto solo il trasferimento da Tempio a Sassari) e che si tratta di cognome all'epoca diffuso in quasi tutte le località corsofone della Sardegna. Insomma la madre del nostro non era certamente nobile. Ma è altamente improbabile che lo fosse anche il padre.
Le ipotesi che fai sul rinnovo dei privilegi non calzano nel nostro caso. Qui parliamo di una concessione che sarebbe intervenuta a distanza di soli 40 anni da quella a favore del supposto bisavo Antonio Satta (1599). L'esborso da sostenere anche per la sola concessione/rinnovo del privilegio di cavaliere era piuttosto oneroso e il risultato del riconoscimento si sarebbe potuto ottenere in maniera molto più economica chiedendo l'ammissione alle Cortes mediante esibizione delle fedi di battesimo, facilmente reperibili perché nel caso in esame occorreva risalire a sole due generazioni e quindi indietro di pochi decenni.
I casi di autentico rinnovo di privilegi acquisiti in capo ad un avo storicamente documentati (e non supposti dal Floris collegando infondatamente ad una stessa stirpe diversi insigniti) sono davvero pochi: quello dei Serra di Gesturi, che ottengono il rinnovo nel 1780 a distanza di ben tre secoli dal conferimento del privilegio originario di generosità; quello dei Martinez Aragonez, ramo cadetto dei Marchesi di Montemuros che a distanza di due secoli (1825) non erano più in grado di documentare la loro nobiltà; quello di Antonio Guiso di Orosei, che a distanza addirittura di tre secoli dal primo conferimento non sapendo dove reperire le prove documentali si accontenta di una manutenzione nel possesso dello stato nobiliare di cui godeva. A parte ovviamente i casi anomali: quello delle famiglie che ebbero il rilascio di concessioni a buon mercato durante il viceregno Chacòn, costrette ad una nuova richiesta a seguito del diniego di exequatur da parte della R. Udienza; quello dei Quesada decaduti per indegnità e poi reintegrati nei privilegi; infine quello dei Serafino che persero il diploma in un incendio.
Da ultimo, non si deve trascurare che quando il sovrano riteneva di dover premiare per particolari meriti personali un soggetto già nobile gli conferiva sempre privilegio diverso da quello già in godimento. E' emblematico il caso di don Giovanni Valentino di Tempio, reggidore del Marchesato di Orani, che dopo aver sgominato la banda di Monte Cuccaru nel 1749 ebbe in premio la carica di Governatore del Goceano in sopravvivenza di don Carlo Manca " se effettivamente nobile altrimenti ottenga la nobiltà"
Ultima modifica di leone passante il lunedì 27 febbraio 2012, 20:03, modificato 2 volte in totale.
leone passante
 
Messaggi: 299
Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19

Satta- Aquenza

Messaggioda Destavara » lunedì 20 febbraio 2012, 22:19

Buonasera,
leone passante ha scritto:Per Destavara
L'osservazione ha un vizio cronologico di fondo: il celebre medico Pietro Aquenza Mossa viene nobilitato nel 1695 mentre Stefano Satta Aquenza al momento della della sua nobilitazione (1640-1644) doveva essere minimo venticinquenne, con il che si arriva minimo al 1615. La madre del nostro Stefano Satta era dunque una donna nata nel '500, ciò che esclude decisamente che potesse essere discendente del celebre medico Aquenza. Senza contare poi che nessuna fonte documenta un trasferimento di detti Aquenza nobili nel Monteacuto (essendo noto solo il trasferimento da Tempio a Sassari) e che si tratta di cognome all'epoca diffuso in quasi tutte le località corsofone della Sardegna. Insomma la madre del nostro non era certamente nobile.

Le tue osservazioni cronologiche sono ovviamnte incontestabili, solo che a me risultava da altra fonte (che stavolta non è F. Floris), che la concessione agli Achenza del 1695 fu un riconoscimento; la qual cosa farebbe pensare a una famiglia più antica, anche se comunque non ho detto da nessuna parte che la madre di Stefano Satta fosse nobile, nè tantomeno che fosse ozierese anche lei. (Destavara)
Ma è altamente improbabile che lo fosse anche il padre:
Se sei a conoscenza di qualche dato concreto in proposito avremmo piacere di conoscerlo, altrimenti è inutile battere questo tasto e per me resta legittimo fare considerazioni attenendomi alle ultime genealogie pubblicate, almeno finchè non salterà fuori nuova pubblicazione discordante, o finchè non avrò la possibilità di fare ricerca diretta. (Destavara)
Le ipotesi che fai sul rinnovo dei privilegi non calzano nel nostro caso. Qui parliamo di una concessione che sarebbe intervenuta a distanza di soli 40 anni da quella a favore del supposto bisavo Antonio Satta (1599). L'esborso da sostenere anche per la sola concessione/rinnovo del privilegio di cavaliere era piuttosto oneroso e il risultato del riconoscimento si sarebbe potuto ottenere in maniera molto più economica chiedendo l'ammissione alle Cortes mediante esibizione delle fedi di battesimo, facilmente reperibili perché nel caso in esame occorreva risalire a sole due generazioni e quindi indietro di pochi decenni.
I casi di autentico rinnovo di privilegi acquisiti in capo ad un avo storicamente documentati (e non supposti dal Floris collegando infondatamente ad una stessa stirpe diversi insigniti) sono davvero pochi: quello dei Serra di Gesturi, che ottengono il rinnovo nel 1780 a distanza di ben tre secoli dal conferimento del privilegio originario di generosità; quello dei Martinez Aragonez, ramo cadetto dei Marchesi di Montemuros che a distanza di due secoli (1825) non erano più in grado di documentare la loro nobiltà; quello di Antonio Guiso di Orosei, che a distanza addirittura di tre secoli dal primo conferimento non sapendo dove reperire le prove documentali si accontenta di una manutenzione nel possesso dello stato nobiliare di cui godeva. A parte ovviamente i casi anomali: quello delle famiglie che ebbero il rilascio di concessioni a buon mercato durante il viceregno Chacòn, costrette ad una nuova richiesta a seguito del diniego di exequatur da parte della R. Udienza; quello dei Quesada decaduti per indegnità e poi reintegrati nei privilegi; infine quello dei Serafino che persero il diploma in un incendio.
A questo elenco che tu ci proponi quasi come chiuso mancano per esempio i casi che conosco io: non fraintendiamoci, sottolineo che alcuni casi sono noti a me che certo non sono un esperto in de quibus, figuriamoci quanti ne potrebbero saltar fuori dai fondi archivistici :P . (Destavara)
Da ultimo, non si deve trascurare che quando il sovrano riteneva di dover premiare per particolari meriti personali un soggetto già nobile gli conferiva sempre privilegio diverso da quello già in godimento.
Infatti ciò può essere imputabile al fatto che da un primo insignito cav. nob. don. discendevano dei rami che non so per quale motivio finivano a perdere il don, quindi erano reputati solo cavalieri, e con le "nuove concessioni" tornavano a riacquisire il nob.don, rielevandosi col titolo di nobile sardo. (Destavara)

E' emblematico il caso di don Giovanni Valentino di Tempio, reggidore del Marchesato di Orani, che dopo aver sgominato la banda di Monte Cuccaru nel 1749 ebbe in premio la carica di Governatore del Goceano in sopravvivenza di don Carlo Manca " se effettivamente nobile altrimenti ottenga la nobiltà"


Un saluto a tutti, D.
AGGIUNTA: a proposito, qulcuno sa chi siano stati gli Ayraldo? Erano mercanti genovesi di cui si presentano tracce in zona Ghilarza (GRAZIE ANCORA LIDIA!!! :P ) Come mai compare quasta famiglia in araldicasardegna (ramo di Cagliari presumo)... furono nobilitati anch'essi? Grazie in anticipo, e in ogni caso.
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:27, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

Aquenza, cav e nob(?) di Ozieri

Messaggioda Destavara » martedì 21 febbraio 2012, 0:08

Salve,
intervengo ancora perchè ho appena ricevuto notizie che mi confermano invece che famiglia aristocratica denominata Aquenza visse ad Ozieri, e non soltanto là; alcuni esponenti figurano come cav., altri come don., quindi ebbe titoli di nobiltà, verosimilmente cav. nob. don. Confermerei altresì la mia ipotesi fatta nel post precedente: alcuni Achenza di Ozieri furono accusati di abuso del titolo di nobilità in quanto essi già erano cavalieri, ma non borghesi. Alcuni probabilmente si sottomisero (=pagarono) per riottenere la nobiltà, altri no, restando presumibilmente col solo titolo di cavalierato.
Gli Achenza sono citati in serissime pubblicazioni quali esponenti di famiglia nobile tra quelle del ducato di Monte Acuto, in persona di don Sebastano; ne sono documentati in quel feudo dagli ultimi anni del '600 almeno. Ignoro se sussistano dopo il XIX sec. o se siano estinti.
Ri-saluti a tutti,D.
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:28, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

il Dr. Aquenza di Tempio e gli Aquenza di Ozieri - Ayraldo

Messaggioda leone passante » martedì 21 febbraio 2012, 1:55

per Destavara

1. Il Dr. Pietro Aquenza ebbe la nobiltà per meriti personali e non per conferma. Egli era pacificamente tempiese e nei QL di Tempio mai gli Aquenza figurano come cavalieri e tantomeno nobili. Neppure quelli appartenenti al ramo più dovizioso che dal '700 prendono a contrarre nozze con donne nobili (Riccio, Valentino).

2. Ho affrontato l'argomento Aquenza per dimostrare la mia tesi che il nostro Stefano Satta era homo novus e non nobile neppure per parte materna. Una volta che tu mi replichi e obbietti, è legittimo che io possa ritenere che lo faccia al fine contrario. Prendo atto che invece parlavi di tale famiglia in generale.

3.La casistica da me riportata sul rinnovo di privilegi non aveva la pretesa di essere esaustiva ma esemplificativa del presupposto: l'impossibilità di documentare secoli interi di nessi genealogici. In nessun caso documentato è riscontrabile un rinnovo in capo al nipote a soli 40 anni di distanza dalla concessione in capo all'avo.

4.La "perdita" del trattamento del don nei documenti, spesso dovuto all'estro del parroco o del notaio, non incide dal punto di vista strettamente giuridico sullo status nobiliare.

5. Il Sebastiano Aquenza di Ozieri che citi è un semplice maggiore di giustizia in carica al tempo dei torbidi del 1720-1730 che negli atti governativi è sempre indicato senza titoli di sorta ma che in atti privati potrà ricevere a volte un titolo di riguardo. Gli Aquenza ozieresi appartenevano alla fazione della "Plaza" e partecipavano alla faida personalmente ed in armi. Ciò che contribuisce ad escludere la loro origine nobiliare. Come saprai bene le nobili famiglie ozieresi (Grixoni, Roych, Sequi ecc.) fomentavano e sostenevano le fazioni sempre dietro le quinte ma non prendevano mai le armi. Ribadisco che i suoi membri nel 1738 furono diffidati dall'uso di qualsivoglia titolo proprio perché si facevano abusivamente accreditare come cavalieri e/o nobili in atti pubblici (mai governativi). Non stupisce dunque che recenti pubblicazioni li considerino tali, attenendosi appunto a quanto figura in quegli atti.

6. Gli Ayraldo di Cagliari erano semplici borghesi legati ai Marty, con cui condividevano l'origine mercantile e la provenienza da Alassio. Mentre i Marty si nobilitarono, per gli Ayraldo non risulta alcuna concessione.
Altro ceppo Ayraldo, sempre di estrazione mercantile, è attestato ad Alghero tra '700 e '800. Ad Alghero abitavano in quella bella casa all'angolo tra la piazza Duomo e la via Santa Barbara, di fronte al pou salit, che presenta delle aperture gotico-catalane.
Ultima modifica di leone passante il lunedì 27 febbraio 2012, 20:06, modificato 4 volte in totale.
leone passante
 
Messaggi: 299
Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19

Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 24 febbraio 2012, 15:29

L'approccio scientifico di questo forum è fuori discussione, resta il fatto che era ed è una piazza virtuale, una palestra dove gli appassionati delle nostre materie confrontano le loro opinioni ed i loro studi .
Quando non sono sufficienti le prove documentarie è lecito formulare delle ipotesi , se ne leggevano allora e ne ho anche letto oggi , tutte da prendere con beneficio d'inventario, è lecito, direi doveroso confrontarsi, tenendo ben presente che le ipotesi in campo genealogico rimangono solo ipotesi anche quando formulate da persone autorevoli .

A mio avviso queste ipotesi genealogiche sono state formulate tutte in buona fede, fino a che non venga provato il contrario ( con solide prove documentarie ), è lecito metterle in dubbio, tuttavia senza accusare nessuno di malafede, soprattutto chi non può (più) controbattere.

Cordiali saluti
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 24 febbraio 2012, 16:34

Cari amici, alcuni messaggi inseriti tra ieri e oggi non andavano bene.
Infatti, sono state tirate in ballo delle persone e dei siti con aggettivi poco simpatici.
Nel forum si può discutere di genealogia, si possono riportare fonti e ricerche personali ma non si può dire "tizio è un ciarlatano" o "quel sito è truffaldino" perchè ci esponiamo a inutili rischi di querele, cosa tra l'altro successa.
Non abbiamo interesse a perdere tempo nei tribunali! Magari vinceremmo anche, ma ci porterebbe via troppo tempo prezioso!
Per questo motivo vi chiedo gentilmente di non riferirvi più a persone o siti in termini così negativi.
Siate più cauti. Usate parole che possano farci stare tutti più tranquilli. Grazie e segnalate se ho dimenticato di togliere qualcosa!


Un'altra questione: il topic è diventato mostruoso!
Se fra un anno o cinque anni, qualcuno volesse partecipare e contribuire con nuovi interventi avrebbe molte difficoltà nel leggerlo tutto!
Perchè non lo dividiamo?
Vorrei, magari con l'aiuto di qualcuno di buona volontà, cominciare a dividere in vari topic diversi: "famiglia Spanu", "famiglia Satta", "Famiglia Marini" ecc ecc.
Che ne pensate?
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7451
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

SATTA AQUENZA

Messaggioda leone passante » venerdì 24 febbraio 2012, 18:16

Riprendo il filo del ragionamento sui Satta Aquenza lasciato a metà.
Esclusa l'ipotesi tempiese abbiamo preso in considerazione la pista ozierese che pareva dare buoni frutti.
Sennonché un dato documentale certo ci è di grave ostacolo.Nei repertori dei consiglieri di Castello nonché scolpito nel marmo in almeno due lapidi ancora in opera in edifici del Castello di Cagliari relative alla edificazione di fontane (convento di Santa Lucia e scalone di palazzo Azara) figura tra i magnifici consoli in carica negli anni 1603-1604 uno STEFANO SATTA QUENZA. Insomma l'ufficiale dell'incontrada di Anglona attestato alla fine del '500 dopo qualche anno si trova impegnato nell'amministrazione della capitale. D'altronde la sua presenza è confermata anche nei QL Castello, dove pacificamente abitavano in quel periodo degli Aquenza o Quenza.
Insomma l'Ufficiale dell'Anglona sembra essere cagliaritano.
Ecco che allora lo Stefano Satta nobilitato nel 1640-44 da cui discendono i Satta di Nulvi se effettivamente è di lui figlio (e ribadisco il se) non ha niente a che vedere neppure con Ozieri.
leone passante
 
Messaggi: 299
Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19

Satta-Aquenza, Cagliari

Messaggioda Destavara » venerdì 24 febbraio 2012, 22:57

Buonasera,
ringrazio i moderatori per i loro saggi consigli, staremo più attenti a formulare qualsivoglia giudizio; personalmente mi scuso se qualche mia frase è sembrata eccessiva e ad ogni modo grazie per aver tagliato ciò che è "pericoloso".

Per Alessio Bruno Bedini: purtroppo già da tanto siamo consapevoli della lunghezza del topic; io nel mio piccolo avevo cercato di dargli ordine e chiarezza cambiando i titoli ai singoli messaggi ai fini di descriverne gli aspetti toccati; io sarei comunque d'accordo a suddividere se lo ritenete opportuno, si trova il modo di "spezzettare" una discussione di così ampio carattere? Grazie, D.

Per leone passante: del Satta Aquenza di Cagliari ci aveva messo al corrente Salvennor; io non saprei dire se sia lo stesso, il figlio, un parente, o un'omonimia casuale.
PS: non vedo l'ora di piombare ad Ozieri comunque! :D
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:29, modificato 1 volta in totale.
Destavara
 
Messaggi: 453
Iscritto il: mercoledì 19 maggio 2010, 20:57

SATTA "Picculeddi"

Messaggioda leone passante » sabato 25 febbraio 2012, 2:26

Tra le falsificazioni storiche di titoli nobiliari ce n'è una che riguarda i Satta.
Una famiglia di poveri legnaioli tempiesi cognominati Satta e soprannominati per la loro bassa statura "Frati picculeddi" raccontavano nella prima metà dell'800 la leggenda della nobilitazione di un loro antenato, il quale, gran conoscitore del territorio gallurese, durante i fatti del 1708 avrebbe guidato le truppe spagnole per le intricate campagne galluresi, meritandosi i privilegi.
Questa storiella purtroppo ha incontrato l'avallo del padre Angius e quindi è stata riportata dal Casalis nel suo Dizionario.
Ma c'è di più. Nell' ASC, Archivio Feudale, XIX, si conservano delle minute di liste feudali compilate intorno al 1836 in cui compaiono tra i soggetti esenti alcuni Satta Picculeddi, indicati con tanto di trattamento del don.
Insomma la leggenda era così radicata che il ministro baronale incaricato della redazione delle liste aveva inizialmente ritenuto di inserirli anche se poi li ha espunti dalla lista definitiva.
Ultima modifica di leone passante il lunedì 27 febbraio 2012, 20:08, modificato 1 volta in totale.
leone passante
 
Messaggi: 299
Iscritto il: domenica 29 gennaio 2012, 1:19

PrecedenteProssimo

Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: dmoscati e 10 ospiti