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Ambro ha scritto:Avendo manifestato il Conte di Caserta nei suoi codicilli testamentari, che la sua successione si reggesse a norma delle Leggi del Codice Civile italiano, sia lo Stato italiano sia tutti i Principi di Borbone delle Due Sicilie, figli del Conte di Caserta, dovettero riconoscere nel 1941 l'Infante Don Carlo (nonno) di Borbone, come legittimo erede di suo padre, il Conte di Caserta, nel contratto di transazione con lo Stato Italiano, in cui sia il Governo Italiano, sia la totalità dei Principi delle Due Sicilie (tra cui la stessa figlia di D.Ferdinando Pio, Donna Urraca) considerarono del tutto senza valore l'Atto di Cannes e non lo tennero per nulla in conto (Atto che ricomparirà solo alla morte di D.Ferdinando Pio)....si noti bene che in essa (Atto di rinuncia)non si fa mai alcuna menzione dell'Ordine Costantiniano, il cui Gran Magistero riservato negli Statuti del 1934/43 al primogenito agnato legittimo vivo alla morte del'ultimo Gran Maestro".



Milesxpi ha scritto:Concentrandoci esclusivamente sugli statuti del Costantiniano dopo la dichiarata "novazione" dell'Ordine da parte dei Farnese, cosa prevedevano gli articoli originari riguardanti l'elezione del Gran Maestro nel XVI secolo?
In particolare: è o non è strettamente collegato il Gran Magistero al pretendente al trono delle due Sicilie, oppure la reggenza del Costantiniano può essere deputata ad altri membri della casa reale o dell'Ordine in caso di rinuncia o di abdicazione?
E cosa prevedeva la Regola seicentesca del Costantiniano in caso di scomparsa di tutti gli eredi al trono della casa reale?
Chi avrebbe avuto, in quel caso, diritto alla rivendicazione del Gran Magistero?
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GENS VALERIA ha scritto: dal punto di vista legislativo a quello del buon senso non c'è altro d'aggiungere
GENS VALERIA ha scritto:(...) nella speranza che la discussione abbia almeno chiarito le idee ai dubbiosi.

Ambro ha scritto:Chiedo nuovamente scusa ma chi ha sollevato l'argomento di discussione ha almeno capito quanto è emerso sulla intricata questione
Ambro ha scritto:Chiedo nuovamente scusa ma chi ha sollevato l'argomento di discussione ha almeno capito quanto è emerso sulla intricata questione, per la quale segnalo ancora che oltre alla citazione del Borgia ho sentito testimonianza su Napoli che la principessa Urraca cercò di convincere, ormai negli ultimi tempi della sua vita, il cugino del ramo francese a rinunciare alla pretesa del Gran Magistero dell'Ordine a favore del Borbone ramo Spagna,di cui condivise la legittima successione primogenita.
grazie
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