Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Fabio Gig » sabato 14 gennaio 2012, 16:18

Alessio, perdonami.

Ammettiamo, per un istante, il dovere di onorare la parola data.

Tua zia rinunciò all'eredità (che ancora non aveva avuto) in cambio di una certa somma di denaro; in pratica le si è anticipato la futura eredità. Lei, una volta venutole a mancare il genitore, mantenne la parola (anche se non era obbligata a farlo) e si comportò onorevolmente. Tuttavia, occorre precisare che: ella si comportò onorevolmente mantenendo la parola data e in caso contrario ella sarebbe stata una "ladra" (non semplicemente una persona che manca alla parola) in quanto avrebbe preteso (legittimamente) cose che le erano già state anticipare, sottraendole, di fatto, ai fratelli.

Bene, ora dimmi: Carlo Tancredi avrebbe rinunciato (con certezza in qualsiasi caso), non alle sue pretese, ai suoi diritti (e di quali diritti stiamo parlando !!!!!!!) in cambio di cosa? In sostanza: che cosa è stato dato a Carlo Tancredi per convincerlo a sottoscrivere quell'atto, impegnandolo sull'onore?

Un'altra cosa: tu sai se nell'atto di Cannes vi è una data?
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Ambro » sabato 14 gennaio 2012, 19:00

Ringrazio ancora per la segnalazione delle notizie sul marchese Pezzana,che ho trovato quale opinionista in diverse pubblicazioni cavalleresche.La mia curiosità era legata alla possibilità di intervistarlo e per tale motivo mi ero attivata nel raccogliere varie informazioni anche personali.Unico punto interrogativo era la titolatura che non ho trovato nei manuali istituzionali di araldica familiare.
Grazie
Ambra
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » sabato 14 gennaio 2012, 20:35

Fabio Gig ha scritto:Alessio, perdonami.

Ammettiamo, per un istante, il dovere di onorare la parola data.

Tua zia rinunciò all'eredità (che ancora non aveva avuto) in cambio di una certa somma di denaro; in pratica le si è anticipato la futura eredità. Lei, una volta venutole a mancare il genitore, mantenne la parola (anche se non era obbligata a farlo) e si comportò onorevolmente. Tuttavia, occorre precisare che: ella si comportò onorevolmente mantenendo la parola data e in caso contrario ella sarebbe stata una "ladra" (non semplicemente una persona che manca alla parola) in quanto avrebbe preteso (legittimamente) cose che le erano già state anticipare, sottraendole, di fatto, ai fratelli.

Bene, ora dimmi: Carlo Tancredi avrebbe rinunciato (con certezza in qualsiasi caso), non alle sue pretese, ai suoi diritti (e di quali diritti stiamo parlando !!!!!!!) in cambio di cosa? In sostanza: che cosa è stato dato a Carlo Tancredi per convincerlo a sottoscrivere quell'atto, impegnandolo sull'onore?

Un'altra cosa: tu sai se nell'atto di Cannes vi è una data?


Caro Fabio,

Carlo Tancredi, sposando Maria de las Mercedes di Borbone-Spagna, principessa delle Asturie, divenne Infante di Spagna. Mica male come prospettiva.
Certo... gli eventi hanno poi preso una piega diversa... però, all'atto della firma del documento, le prospettive erano molto concrete e ben più "invitanti" della pretensione al trono delle Due Sicilie... un trono ormai irrecuperabile.

Carlo Tancredi ci avrà ben pensato a lungo su, prima di accettare... (spero) ;)

Per quanto riguarda la mia (oggi) ottantaquattrenne zia... quando ha accettato la liquidazione della sua parte di eredità rinunciando ai beni immobili, ha con essa accettato il rischio che l'inflazione polverizzasse la cifra accantonata! Non per questo, anni e anni dopo, è venuta a reclamare il suo "terzo".

Per quanto riguarda la data del documento, è il 14 dicembre 1900.

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Ultima modifica di cassinelli il sabato 14 gennaio 2012, 21:28, modificato 1 volta in totale.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda contegufo » sabato 14 gennaio 2012, 20:38

Salve

Nell'atto di Cannes si fa cenno a beni indebitamenti ritenuti dallo stato Italiano.
Di cosa si tratta nello specifico?

Saluti
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » sabato 14 gennaio 2012, 21:35

Qualcosa d'interessante può essere consultato a questo indirizzo:

http://www.altrestorie.net/libri/Ressa-Sud-Unita.italia.Briganti.%20Sud.Italia.pdf

Eccone un estratto:

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Oppure a questo indirizzo:

http://www.vho.org/aaargh/fran/livres10/RESSA.pdf

Eccone un particolare:

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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Fabio Gig » domenica 15 gennaio 2012, 0:53

Alessio,

e' un po lungo, pero' e' veramente esaustivo. Buona lettura.

http://www.constantinianorder.org/index ... &Itemid=45
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » domenica 15 gennaio 2012, 1:06

Ti ringrazio... avevo già letto il testo.

Ricambio con un documento analogo...

http://www.ordinecostantiniano.it/?page_id=34
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Fabio Gig » domenica 15 gennaio 2012, 20:48

Caro Alessio, apprezzo molto quello che fai per il tuo Ordine; tuttavia, la pagina che mi hai indicato contiene molte inesattezze, puntualmente evidenziate nella pagina da me indicata. Inoltre vi rifate sempre a Ettore Gallo, illustre giurista, non v'e' dubbio, le cui argomentazioni sono state tuttavia demolite dal Dettina proprio sul piano del diritto.

Non importa dire: Gallo e' morto e non puo' replicare al Dettina. Il punto e' che, in diritto, nessuno sta replicando a Dettina. Questi sono i fatti.

Inoltre, ritengo sia probante cio' che hanno sentenziato in Spagna (dove, secondo voi, Don Carlos di Borbone dovrebbe essere un principe spagnolo):

“Altezza:

Nell'interesse della verità storica e con l'intenzione di chiarire il problema relativo a chi spetti la carica di Capo della Real Casa di Borbone-Due Sicilie ed il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, d'ordine di Sua Maestà il Re, e come Capo della Sua Casa, ho ricevuto i pareri e rapporti del Ministero di Giustizia e della Reale Accademia di Giurisprudenza e Legislazione, per l'aspetto storico della questione; del Ministero degli Affari Esteri, per quello internazionale; dell'Istituto "Salazar y Castro" del Consiglio Superiore di Investigazioni Scientifiche, per quello genealogico, e del Consiglio di Stato per quello storico-giuridico.

La coincidenza unanime dei pareri e rapporti emessi dai più alti organismi e corporazioni dello Stato Spagnolo competenti nella materia, riconoscono alla persona di Vostra Altezza Reale la dignità di Capo della Casa di Borbone - Due Sicilie ed il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio”.

La posizione di Don Carlos è stata ulteriormente riconosciuta e definita col Regio Decreto 16 dicembre 1994 n. 2412 [32], che stabilisce:

“SUPREMO REGGIMENTO DELLO STATO

Le circostanze eccezionali che concorrono il Sua Altezza Reale Don Carlo di Borbone Due Sicilie e Borbone Parma, come rappresentante di una linea dinastica vincolata storicamente alla Corona spagnola, costituiscono ragioni per le quali Lo giudico degno della mercede e Dignità di Infante di Spagna, ai sensi di quanto stabilito dall'art. 3.0,2 del Real Decreto 1368/1987, del 6 novembre.

DISPONGO

Articolo unico. - Si concede la Dignità di Infante di Spagna a Sua Altezza Reale Don Carlo di Borbone Due Sicilie e Borbone Parma con gli onori e trattamenti annessi alla citata Dignità.

Dato in Madrid il 16 di dicembre del 1994.

JUAN CARLOS RE / Il Presidente del Governo FELIPE GONZALEZ MARQUEZ,”

È importante fare attenzione alle parole usate nel decreto. S.A.R. Don Carlos è chiamato “di Borbone Due Sicilie”, ciò che conferma come questo ramo non abbia mai cessato di far parte della Real Casa delle Due Sicilie, come invece sostenuto dalla linea cadetta. È, inoltre, indicato come “rappresentante di una linea dinastica” e questo in quanto discendente maschio primogenito della Famiglia, il che spiega perché in lui e solo in lui concorrano quelle “circostanze eccezionali” che hanno motivato la concessione regia, che quindi può essere considerata un riconoscimento della sua qualità di Capo di questa linea.

Caro Alessio, per poter smentire tali circostante occorrerebbe il parere di organismi aventi pari dignita' e competenza rispetto a quelli qui citati. Ogni altra strada non muoverebbe di un micron la realta' dei fatti, che individua in don Carlos di Borbone il capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro Costantiniano.

Ricordo che la corona spagnola e' parte in causa della questione (per via della prammatica); inoltre, se la stessa corona dichiara che don Carlos non e' un principe spagnolo, ma un principe delle Due Sicilie, nessuno al mondo ha il potere di smentire questa realta'.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » domenica 15 gennaio 2012, 21:17

Il documento da te citato non ha alcun valore se quello non di parere... autorevole ma ovviamente di parte... lo conosco, è presente praticamente in tutti i volumi e siti internet della parte spagnola.

Da lì traggo sempre la mia battutina riguardante la verdad histórica... ;)

Il titolo di Infante di Spagna viene concesso da S.M. il Re ai Principi del sangue della Famiglia reale: è la prova schiacciante che S.A.R. Don Carlo di Borbone non può essere "Borbón-Dos Sicilias" ma "Borbón y Borbón".

Così è, infatti, come da documento da me postato alcuni interventi orsono, riguardante il suo Avo Carlo Tancredi...

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Carlo Tancredi aveva nel 1901 giurato fedeltà al Re di Spagna Alfonso XIII, rinunciando alla sua antica nazionalità e accettando quella spagnola, divenendo membro della Reale Casa e Famiglia di Borbone-Spagna, come d'altronde i suoi attuali discendenti, tra i quali S.A.R. Don Carlo di Borbone.

Le Due Case sono sempre state separate... ogni atto di natura opposta va contro la Prammatica del 1759.

Ecco perché S.A.R. Don Carlo di Borbone, Duca di Castro, è oggi legittimamente Capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Fabio Gig » domenica 15 gennaio 2012, 21:24

Cavolo Alessio ..... questa notizia e' potente, dobbiamo subito informare SM Juan Carlos, pensa, non sa che suo cugino fa parte della sua linea dinastica, il poverino e' convinto che sia un Due Sicilie. Bisogna avvisarlo subito, prima che faccia qualche figuraccia, lo chiami tu o lo chiamo io?
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Ambro » domenica 15 gennaio 2012, 22:14

Ma se taluni,e credetemi la mia è osservazione da profana, sostengono l'infante Don Carlos non appartenente al ramo Duosiciliano, perchè ha anche rinunciato a vivere in Italia (osservazione quanto strana!!) per una vita di corte madrilena, mi domando il principe Carlo, allora, è italiano? E' nato in Italia, a Napoli?, e risiede a Roma o a Montecarlo (visto che ho letto essere ivi presente)?Ma costoro non hanno territorialità francese? E quindi le obiezioni sollevate allo spagnolo non dovrebbero essere le stesse per quest'ultimo principe?
Altra osservazione, il principe non è titolato come duca di Castro? I re di Napoli, da quanto risaputo, non avevano riconosciuto il titolo di Duca di Calabria? Tale titolo non è tenuto da Don Carlos?
Grazie per le delucidazioni
Ambra
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda adj » domenica 15 gennaio 2012, 22:23

Beh, se per questo i Savoia risiedevano a Ginevra (forse non del tutto volontariamente [angel] ), ma non mi risulta che appartenessero alla Casa Reale Svizzera. ;)
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » lunedì 16 gennaio 2012, 0:36

Capo della Casa Borbone Due Sicilie e, contemporantamente, principe spagnolo e Infante di Spagna...

Chissà perchè... la cosa non quadra... [hmm.gif]

Lasciamo spazio a Ettore Gallo, una delle figure più insigni della giurisprudenza italiana...

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Non esiste un "ramo spagnolo" della famiglia di Borbone delle Due Sicilie; esiste un ramo spagnolo della Casa di Borbone.

Carlo di Borbone, Duca di Castro, è il Capo della Casa di Borbone Due Sicilie, senza "rami"...
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 16 gennaio 2012, 10:57

cassinelli ha scritto:Il titolo di Infante di Spagna viene concesso da S.M. il Re ai Principi del sangue della Famiglia reale: è la prova schiacciante che S.A.R. Don Carlo di Borbone non può essere "Borbón-Dos Sicilias" ma "Borbón y Borbón".


No, questa affermazione è imprecisa. Il titolo di "Infante di Spagna" non è consesso solo ai "principi del sangue", ma assai spesso - come in fondo è il senso della concessione a SAR don Carlos dicendente per via femminile da Alfondo XII e quindi NON principe del sangue - ai mariti di principesse spagnole, una sorta di equiparazione "maritali nomine" quindi: in una lunga lista di "Infanti di Spagna" NON principi del sangue si trovano Borbone Due Sicilie, Wittelsbach, Borbone-Orleans, Borbone Parma.

Ricordo inoltre che anche Gabriele Maria fratello di Carlo e Ranieri, ottenne con il figlio da Alfonso XIII il titolo di principe in Spagna con annessa cittadinanza spagnola. Non mi pare che i loro discendenti siano considerati principi spagnoli dovendo essere in un lontano futuro i prossimi gran maestri castristi :D

«19 Aug 1920: Don Gabriel de Borbón
Atendiendo a la petición de Me ha dirigido Don Gabriel de Borbón y Borbón, de acuerdo con Mi Consejo de Ministros y a propuesto de su Presidente, Vengo en otogarle la nacionalidad española, autorizándole a usar, así como a los hijos que tuviese de matrimonio contraído con Mi Real licencia, el título de Príncipe de Borbón, con el tratamiento de Alteza Real.
».

È assurdo quindi ritenere che Don Carlos che non sia più un Borbone Due Sicilie piegando non solo il diritto, ma addirittura la genealogia alle proprie ragioni cancellando un cognome.

F.
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » lunedì 16 gennaio 2012, 20:54

Questo documento del 1930 può aiutarci a comprendere la differenza...

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