Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 14 gennaio 2012, 12:26

cassinelli ha scritto: (...) E veniamo all'Atto di Cannes.

Si continua a sottolineare la nullità dei patti successori. Siamo così sicuri che diritto dinastico e diritto privato convergano su tale teoria?

Ammettiamo di sì... quindi Carlo Tancredi di Borbone-Due Sicilie avrebbe sottoscritto un patto pur essendo al corrente della sua nullità? Quale orrenda truffa potrebbe aver mai architettato. Non posso crederlo... [nonono.gif]

Oppure... Carlo Tancredi di Borbone-Due Sicilie è stato vittima di un raggiro... quindi era sostanzialmente un minus habens... non mi pare, a giudicare dall'aspetto e dalla qualità delle azioni da lui compiute... [nonono.gif]

Ma allora... Carlo Tancredi di Borbone-Due Sicilie ha semplicemente agito da Principe, seguendo l'onore e le consuetudini della sua augusta Famiglia.

Meno nobili sono state le azioni di coloro i quali hanno "contestato" questi Accordi... posseggo diverse, vibrate, lettere di protesta ad opera di membri della Famiglia Borbone delle Due Sicile per tale atto, che definire piratesco è poco... :o (...)



Caro Alessio , ti propongo quanto postato in altra parte del forum .
viewtopic.php?f=3&t=14295
Uno studio completo ed autorevole del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è stato recentemente fatto è senza dubbio quello scritto dall' Avv. Alfonso Marini Dettina .
Il taglio dato è scientifico , ovvero giuridico non inflenzato da sentimenti e preconcetti veri o presunti.
La parola che risponde alle tue peraltro legittime domande è una sola :

estorsione

" La “rinuncia” di Cannes non menzionava l'Ordine Costantiniano; non contemplava alcun ufficio tanto meno ecclesiastico quale è il Gran Magistero Costantiniano, era basata su erronei presupposti e condizionata all'avverarsi di molte condizioni; fu estorta al figlio di colui che in quel momento era titolare dell'Ufficio di Gran Maestro, e quindi a qualcuno che a tale uffici secondo il diritto canonico non avrebbe potuto ancora rinunciare .
La "rinuncia" di Cannes non è mai stata accettata dalla Santa Sede, né avrebbe potuto esserlo , sia perché proviene da qualcuno che non possedeva ciò ciò cui rinunciava, sia perché non contempla l'Ordine Costantiniano né l'ufficio del Gran Maestro, sia perché i presupposti erano errati e le condizione a cui era sottoposta non si avverarono, sia perché non essendo basata su di una causa giusta e proporzionata, manca di ogni valore, “omnit vi caret”.


“ Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio “
Alfonso Marini Dettina . Libreria Editrice Vaticana


Secondo Marini Dettina, oltre che in il codice di diritto canonico, l' "Atto" secondo il principio Tempus regit actum è contrario ai codici legislativi romano, francese, italiano, duosiciliano in vigore nel periodo nel quale fu redatto.
Ultima modifica di GENS VALERIA il sabato 14 gennaio 2012, 12:38, modificato 1 volta in totale.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Fabio Gig » sabato 14 gennaio 2012, 12:36

Intervengo velocemente solo per dire che tale atto fu redatto, ma non "completato" in tutte le sue parti, in quanto si era inteso anticipare un'eventualità: quella che il rinunciatario ai diritti sulla corona delle Due Sicilie diventasse re di Spagna. Tale evento non si concretò e l'atto rimase quello che era: una bozza in attesa che si compisse un determinato evento e che, quindi, l'interessato fosse entrato legittimamente in possesso dei diritti ai quali rinunciava con quello stesso atto, che, comunque, non riguardavano in alcun modo il Costantiniano, dal moneto che tale Ordine non è nella disponibilità del suo Gran Maestro. Altro che promesse tra Principi.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 14 gennaio 2012, 12:36

Caro Alessio,

In addenda a quanto sopra esposto da Gens Valeria e Fabio Gig, grazie per la ricca serie di contributi documentari (anche solo per il trafficare nell'inserirli :D) che già conoscevo per buona parte essendo corredo iconografico al volume di Gallo. Devo dirti che per farmi un opinione in merito a suo tempo, oltre ad altre cose, avevo compulsato entrambe le opere di Gallo e del Marini Dettina e, a dispetto dell'illustre "autorità" giuridica ricoperta da Gallo, più "autorevole", completa e, alla fine, convincente, mi è sembrata l'analisi del Marini Dettina che stronca senza possibilità di dubbio qualsiasi pretesa di validità dell'atto di Cannes che, tra l'altro, come già detto allo sfinimento, non cita minimamente il Gran Magistero Costantiniano tra i beni a cui, senza alcuna validità effettiva, si diceva di rinunciare. Insomma, non sempre e non in tutte le occasioni "autorità" e "autorevolezza" vanno a braccetto. Questo per le mie valutazioni sull'opera di Gallo che ho trovato assolutamente omissiva su punti fondamentali.

Quanto al "poi", al punto "morale" che Lei sembra evocare, fuor di diritto - "ma la promessa è una promessa...", promessa che nulla prometteva sul Gran Magistero - con mere intese familiari e così via, se da un lato comprendo un poco l'obiezione posso anche comprendere la sensazione dell'erede del "rinunciatario" oggettivamente danneggiato da una rinuncia illegittima dove non si poteva disporre di quei beni e diritti e del conseguente, inevitabile e giustissimo rifiuto di aderirvi facendo valere i propri legittimi diritti giuridici, storici e dinastici di Capo della Casa e di Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano.

Un caro saluto :D,

F.
Ultima modifica di Franz Joseph von Trotta il sabato 14 gennaio 2012, 12:53, modificato 3 volte in totale.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Fabio Gig » sabato 14 gennaio 2012, 12:49

Inoltre, occorre anche ribadire il fatto che un Capo di un casato Reale non può decidere chi sia il suo erede, che, invece, è ben identificabile, nel nostro caso, nel figlio maschio primogenito. Inoltre, sono convinto del disappunto espresso per lettera dai familiari; infatti, con la disattenzione del trattato di Cannes, avrebbero avuto (come poi è puntualmente (e legittimamente) avvenuto) un altro parente con cui dividere l'eredità.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » sabato 14 gennaio 2012, 13:04

GENS VALERIA ha scritto:Uno studio completo ed autorevole del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è stato recentemente fatto è senza dubbio quello scritto dall' Avv. Alfonso Marini Dettina.Il taglio dato è scientifico , ovvero giuridico non inflenzato da sentimenti e preconcetti veri o presunti.


L'Avv. Alfonso Marini Dettina, della cui tesi di laurea stiamo parlando, è Cavaliere Jure Sanguinis del cosiddetto "ramo spagnolo"... quindi qualche preconcetto lo possiamo ammettere...

GENS VALERIA ha scritto: La parola che risponde alle tue peraltro legittime domande è una sola :
estorsione


No... è truffa alla Totò (principe anch'egli, d'altronde): firmare una rinuncia pensandola comunque invalida e incompleta (senza riferimenti al Costantiniano)... Credo comunque che Carlo fosse in buona fede... e che la mala fede sia giunta qualche decennio dopo... da ispanici lidi.

GENS VALERIA ha scritto: La "rinuncia" di Cannes non è mai stata accettata dalla Santa Sede, né avrebbe potuto esserlo , sia perché proviene da qualcuno che non possedeva ciò ciò cui rinunciava, sia perché non contempla l'Ordine Costantiniano né l'ufficio del Gran Maestro, sia perché i presupposti erano errati e le condizione a cui era sottoposta non si avverarono, sia perché non essendo basata su di una causa giusta e proporzionata, manca di ogni valore, “omnit vi caret”.[/i]


La Santa Sede avrebbe forse dovuto accettare un patto interno a una casata, peraltro non pià regnante da quasi quarant'anni?

GENS VALERIA ha scritto: “ Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio “
Alfonso Marini Dettina . Libreria Editrice Vaticana


Sto anch'io studiando alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale... vorrà dire che la mia tesi di laurea in diritto canonico sarà incentrata sull'Ordine Costantiniano. In questo modo riequilibreremo le cose... tesi versus tesi. Visto che i pareri di illustri giuristi non contano nulla... riprendiamo la consuetudine delle disputationes tra studenti.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » sabato 14 gennaio 2012, 13:19

Fabio Gig ha scritto: infatti, con la disattenzione del trattato di Cannes, avrebbero avuto (come poi è puntualmente (e legittimamente) avvenuto) un altro parente con cui dividere l'eredità.


Nell'Atto di Cannes, che pubblico integralmente, si fa riferimento alla conservazione dei diritti di Carlo sui beni lasciatigli da S.M. Francesco II.

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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » sabato 14 gennaio 2012, 13:26

Franz Joseph von Trotta ha scritto: Quanto al "poi", al punto "morale" che Lei sembra evocare, fuor di diritto - "ma la promessa è una promessa...", promessa che nulla prometteva sul Gran Magistero - con mere intese familiari e così via, se da un lato comprendo un poco l'obiezione posso anche comprendere la sensazione dell'erede del "rinunciatario" oggettivamente danneggiato da una rinuncia illegittima dove non si poteva disporre di quei beni e diritti e del conseguente, inevitabile e giustissimo rifiuto di aderirvi facendo valere i propri legittimi diritti giuridici, storici e dinastici di Capo della Casa e di Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano.


Per me è la cosa più importante... è dignità, è onore, è autentica nobiltà.

In famiglia, nel nostro piccolo, abbiamo vissuto un mini "Atto di Cannes".

Mio nonno paterno aveva tre figli: mio papà, mio zio e mia zia. Con una "dichiarazione", peraltro scritta a matita su un foglio di carta, mia zia rinunciò alla sua legittima quota di beni immobili in cambio di una compensazione in denaro da parte di mio padre e di mio zio. Mio nonno, all'epoca, era ancora vivo.

Anni e anni dopo, mia zia e i suoi eredi non si sono mai sognati di contestare il patto. Ed erano dei piccolo-borghesi di Mezzanego (entroterra ligure).

Mia zia è stata, forse, più "principessa" degli eredi di un Principe? ;)
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 14 gennaio 2012, 13:28

cassinelli ha scritto: (...) Visto che i pareri di illustri giuristi non contano nulla... riprendiamo la consuetudine delle disputationes tra studenti.

Nessun illustre giurista può mettere in dubbio il diritto canonico, romano , italiano , francese , duosiciliano all'epoca in vigore.
Nessun illustre giurista può ritenere valido un "patto" in contrasto alle norme giuridiche all'epoca in vigore.

Queste sono pietre miliari non discutibili né trattabili, altrimenti ritorniamo alla legge della jungla o al diritto del più forte ( dove vige l'estorsione... appunto ).
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Mario Volpe » sabato 14 gennaio 2012, 13:30

Equitem ha scritto:
Mario Volpe ha scritto:
più autorevole non saprei, più influente ai fini della legittimazione dell'ordine nei confronti dello Stato Italiano senz'altro...


Detto così, gentile Sig.Volpe, è come se si volesse, "tra le righe", far notare come il Pezzana abbia in tal senso avuto un ruolo di parte, al di là delle fondamenta giuridiche del concetto stesso di "ordine non nazonale". Credo che, checonsiderando l'età del Pezzana - intorno ai 90 -, i Suoi incarichi nei diversi ed illustri Ordini, nonchè le varie funzioni "giurisdizionali" svolte dallo stesso, senza voler peccare di presunzione, e senza alcuna posizione di parto preso, la Sua dottrina sia piu' che autorevole.

non va dimenticato che all'epoca del famoso parere del CdS, Pezzana era già Gran Croce del ramo franco-napoletano...


Altro rafforzativo questo a sostegno che il Pezzana abbia avuto un ruolo di parte nell'emanazione del Parere del C.D.S.?

Gentile moderatore, in questi termini, ed in tutta franchezza, anche se ciò sia lecito pensarlo, dal canto mio è altrettanto lecito è difficile non credere che oggi i Consiglieri del C.D.S in virtu' del " doppio mandato", si pensi ad esempio all'ex Ministro Affari Esteri Frattini che era anche Consigliere, non abbiano potuto assumere scelte e decisioni per "partito preso" , e sempre a titolo esemplificativo, si pensi ai diversi ricorsi al Capo dello Stato avverso i diversi dinieghi all'autorizzazione del porto di onori da parte del MAE, dove l'ente stesso preposto al rilascio/diniego di dette autorizzazioni viene poi chiamato a "decidere" in qualche modo avverso l'impugnazione di un atto da Lui stesso emanato. Il mio è solo uno dei tanti esempi che potremmo chiamare in causa ove quella trasparenza ed imparzialità alla quale sovente si grida è solo utopia.


Io riporto semplicemente dei dati di fatto, le conclusioni "tra le righe" le lascio fare agli altri. Aggiungo inoltre che il Pezzana fu anche membro della Commissione consultiva sugli ordini cavallereschi istituita presso il Cerimoniale Diplomatico tra il 2001 e il 2003, che, sempre sulla base del suddetto parere del 1981 e di successive considerazioni, ribadi la legittimazione del ramo franco-napoletano del Costantiniano e confermò l'autorizzabilità al fregio anche ad altri ordini cavallereschi non nazionali di origine preunitaria.
Per arrivare a vedere l'allargamento dell'autorizzabilità da parte del MAE anche del ramo spagnolo del Costantiniano, bisognerà attendere il 2005, quando un avvicendamento al vertice del Cerimoniale Diplomatico consentirà - dopo oltre vent'anni di orientamenti unilaterali - il cambio decisivo di rotta (ed all'epoca il Pezzana era ormai in pensione).
Per quanto mi risulta, il Consiglio di Stato dal 1981 ad oggi si è pronunciato solo quattro volte su questioni realtive agli ordini cavallereschi, gliene fornisco il riepilogo per sua informazione:
- Parere n.1869 del 26 novembre 1981 (attribuzione dello status di ordine non nazionale al Costantiniano franco-napolatano);
- Parere n. 813 del 11 luglio 2001 (sospensione delle autorizzazioni al fregio dell'Ordine della Corona Ferrea);
- Parere n. 367 del 26 marzo 2003 (definitiva delegittimazione dell'Ordine della Corona Ferrea e annullamento delle autorizzazioni concesse);
- Parere n. 2443/08 del 29 ottobre 2008 (sulla non autorizzabilità di ordini cavallereschi dinastici ex-sovrani stranieri).
Se una decisione avversa al MAE c'è stata - quella realtiva alla Corona Ferrea - ben venga se è servita a porre fine alla più clamorosa truffa cavalleresca degli ultimi decenni.
In merito alla disputa dinastica in atto nell'Ordine Costantiniano, non troverà un soggetto più imparziale ed obiettivo di me, avendo declinato ripetute offerte di cooptazione sia da un ramo che dall'altro del sodalizio cavalleresco. ;)
Anche sul quando e come l'Ordine sia riuscito ad ottenere in tempi di repubblica quello che non era riuscito a fare in epoca monarchica, grazie agli oltre otto anni di servizio prestati al Cerimoniale Diplomatico del MAE (ed al prolungato accesso ai suoi archivi storici), difficilmente potrà trovare una persona più informata e imparziale di me.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » sabato 14 gennaio 2012, 13:36

GENS VALERIA ha scritto:
cassinelli ha scritto: (...) Visto che i pareri di illustri giuristi non contano nulla... riprendiamo la consuetudine delle disputationes tra studenti.

Nessun illustre giurista può mettere in dubbio il diritto canonico, romano , italiano , francese , duosiciliano all'epoca in vigore.
Nessun illustre giurista può ritenere valido un "patto" in contrasto alle norme giuridiche all'epoca in vigore.

Queste sono pietre miliari non discutibili né trattabili, altrimenti ritorniamo alla legge della jungla o al diritto del più forte ( dove vige l'estorsione... appunto ).


O ai "diritti" del più scemo, ovvero del rinunziante...

Ripeto: credo molto più alla buona fede di Carlo... che intendeva semplicemente appellarsi alle consuetudini della sua illustre Famiglia.

Le "azzeccagarbugliate" disonorevoli sono giunte dopo...
Ultima modifica di cassinelli il sabato 14 gennaio 2012, 14:32, modificato 1 volta in totale.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Equitem » sabato 14 gennaio 2012, 14:22

Mario Volpe ha scritto:
Io riporto semplicemente dei dati di fatto....



Io pure....


le conclusioni "tra le righe" le lascio fare agli altri.


Indubbiamente, ma nel caso "de quo" ne è palese l'indirizzo.....

Se una decisione avversa al MAE c'è stata - quella realtiva alla Corona Ferrea - ben venga se è servita a porre fine alla più clamorosa truffa cavalleresca degli ultimi decenni.


Condivido pienamente!

Anche sul quando e come l'Ordine sia riuscito ad ottenere in tempi di repubblica quello che non era riuscito a fare in epoca monarchica, grazie agli oltre otto anni di servizio prestati al Cerimoniale Diplomatico del MAE (ed al prolungato accesso ai suoi archivi storici), difficilmente potrà trovare una persona più informata di me.


In merito a questo suo ultimo punto mi piacerebbe avere lumi sul "COME" il SMOCSG in tempi di Repubblica abbia ottenuto tale riconoscimento.
Per il resto la ringrazio per l'attenzione. ;)
Matteo 6,1-6.16-18
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Fabio Gig » sabato 14 gennaio 2012, 14:57

cassinelli ha scritto:Sto anch'io studiando alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale... vorrà dire che la mia tesi di laurea in diritto canonico sarà incentrata sull'Ordine Costantiniano. In questo modo riequilibreremo le cose... tesi versus tesi. Visto che i pareri di illustri giuristi non contano nulla... riprendiamo la consuetudine delle disputationes tra studenti.


Alessio, ben venga una tua pubblicazione, ma attento: Dettina ha conseguito il dottorato in Diritto Canonico, non la laurea in teologia. ;)

Comunque, in ogni caso, ribadisco che: l'Atto di Cannes costituiva un accordo in base a quanto sarebbe dovuto succedere e poi non è successo: il medesimo atto non contemplava il Costantiniano, che, ripeto, non è nelle disponibilità di alcuno se non della Santa Sede.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 14 gennaio 2012, 15:02

cassinelli ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto:
Queste sono pietre miliari non discutibili né trattabili, altrimenti ritorniamo alla legge della jungla o al diritto del più forte ( dove vige l'estorsione... appunto ).


O ai "diritti" del più scemo, ovvero del rinunziante...

Ripeto: credo molto più alla buona fede di Carlo... che intendeva semplicemente appellarsi alle consuetudini della sua illustre Famiglia.

Le "azzeccagarbugliate" disonorevoli sono giunte dopo...


Se fuor di diritto rinuncio ai miei diritti sono scemo e se a norma di diritto li rivendico son senza onore... ergo fesso il padre e ignominoso il figlio... Beh non male :D...
No troppe acrobazie, equilibrismi e valutazioni soggettive incrociate per i miei gusti. Sono d'accordo cone Gens Valeria, l'invalidità assoluta dell'atto di Cannes poggia su fondamenta giuridiche imprescindibili e inoppugnabili. Il resto, pur piacevole, è solo conversazione.
F.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda cassinelli » sabato 14 gennaio 2012, 15:28

Si strumentalizza quanto da me scritto... ho solo affermato che non oso immaginare Carlo "scemo" o "troppo furbo"... si è solo comportato onorevolmente, in linea con i propri Avi, rinunciando. Solo dopo la situazione si è "complicata"... diciamo così.
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Re: Riunificazione delle due obbedienze. Sogno possibile?

Messaggioda Mario Volpe » sabato 14 gennaio 2012, 16:03

Equitem ha scritto:In merito a questo suo ultimo punto mi piacerebbe avere lumi sul "COME" il SMOCSG in tempi di Repubblica abbia ottenuto tale riconoscimento.


Se ne potrebbe ricavare un libro, ma non credo che sia questa la sede ideale per dilungarsi troppo sull'argomento (e temo che talune conclusioni potrebbero non piacere più di tanto alle rispettive Cancellerie - peraltro molto ben informate sulla vicenda - né alla massa degli attuali affiliati dell'Ordine, già così impegnati a ribattere colpo su colpo le mosse dei reciproci avversari in quella che ormai è diventata una vera e propria "guerra dei rami").
Le basti sapere che dalla proclamazione della Repubblica fino agli anni sessanta (proprio quando si accese la disputa interna della casata con la morte dell'ultimo Gran Maestro "in solitaria", Ferdinando Pio) nessun ordine non nazionale veniva autorizzato in Italia. Anzi, fin dal 1953 il Costantiniano era rimasto incluso nella famosa lista degli ordini illegittimi del MAE (si vada a cercare i precedenti nel Forum).
Fu proprio da allora che iniziò la lenta e costante ascesa del Costantiniano verso i contesti istituzionali italiani, parlo del ramo franco-napoletano naturalmente, dato che in Spagna - dove c'era ancora Franco e ci resterà fino al 1975 - Don Carlos non aveva ancora molte possibilità di farsi sentire (e dovrà attendere almeno fino agli anni novanta per ottenere i primi importanti riconoscimenti dinastici in casa).
Fu infatti in quel periodo che l'abile iniziativa della Cancelleria franco-napoletana dell'Ordine (la cui titolarità era nel frattempo passata da Ranieri a Ferdinando Maria), riuscì ad ottenere i primi importanti successi, come il conferimento della Gran Croce al Presidente Segni e ad altre cariche repubblicane, la creazione dell’Associazione Nazionale dei Cavalieri Costantiniani, che poi fu riconosciuta come ente morale dal Presidente Giovanni Leone (DPR del 30.3.1973). Infine, come già accennato, il famoso parere al CdS del 1981, che consacrerà definitivamente la legittimità dell'Ordine nella Repubblica Italiana.
Attribuirei il merito e la responsabilità principali dell'operazione sostanzialmente a tre persone, una l'abbiamo già citata nel Presidente della I Sezione del CdS, l'altra fu il Capo del Cerimoniale Diplomatico di allora, l’Amb. Emanuele Scammacca del Murgo, e l'ultima, naturalmente, fu il principale artefice materiale della vicenda, il Balì di Gran Croce dell'Ordine Don Achille di Lorenzo.
Tutto ciò che è seguito, ossia le commissioni consultive in materia, i pareri del CdS, e le tante altre relazioni, rapporti, studi, ricerche e consulenze, poco o nulla hanno modificato, se non l'effetto indotto che l'autorizzabilità del Costantiniano ha prodotto anche su altri ordini preunitari, ed il più recente - già accennato - allargamento al ramo spagnolo.
Non entro – non rientrando nelle mie competenze né nelle mie capacità - nel merito della correttezza delle decisioni prese dalle istituzioni repubblicane nei confronti dell'Ordine, per il quale, da storico e appassionato del mondo onorifico e cavalleresco, non posso non rispettare le tradizioni, le vicende secolari ed i principi ideali.
Indipendentemente dai modi e dai tempi con cui l’ordine ha ottenuto questi successi, è però innegabile che nell'arco di soli trent'anni - dopo un lungo periodo di declino protrattosi dall'Unità fino alla fine del Regno d'Italia - il Costantiniano sia riuscito a divenire oggi (soprattutto grazie all'iniziativa di quei pochi, ai quali - parafrasando Churchill - tanti devono così tanto) l'ordine non nazionale più presente in Italia (il cui nastrino azzurro è tra l’altro il più diffuso sui medaglieri dei nostri militari e rappresentanti delle Forze dell'Ordine repubblicane).
Queste vicende comunque, a quanto pare, interessano ben poco gli appassionati della materia ed i membri del sodalizio, che preferiscono continuare a dibattere all'infinito sul merito della questione dinastica (irrisolvibile ovviamente finchè qualcuno dei vertici non prenderà una decisione in merito). Si continua a guardare al passato remoto e si sorvola sulle ultime vicende che riguardano l'Ordine, inclusi purtoppo, e questo è ciò che mi rammarica maggiormente, i già accennati recenti colpi più o meno bassi che i rispettivi rami si stanno scambiando per prevalere l’uno sull’altro… [hmm.gif]
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