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GENS VALERIA ha scritto:Avrai notato , Riccardo, che anch'io ho semplificato un bel po'.
In molte città Toscane ( soprattutto sette ) e nello Stato Pontificio tale differenza esisteva, ma è pur vero che il Pontefice Leone XII Motu Proprio di Leone XII del 1827 riformò l’amministrazione dello Stato per le importanti implicazioni in campo nobiliare nei quali era prevista, oltre alla trasformazione della gestione delle Città con reggenza trasformata in due soli Ceti ( Nobile e Civico, rimanendo abolita la distinzione fra Patrizio e Nobile), anche la prerogativa di nuove ammissioni, nonché di aggregazioni, riservata direttamente alla Sovrana Santità.
Ciò spiega perché eventuali elenchi dell’epoca compilati nelle varie Delegazioni e Legazioni pontificie non fanno menzione del titolo di Patrizio.
Dal 1827 , spesso i membri delle famiglie già patrizie presero a farsi chiamare Conti in quanto il "titolo" di nobile andava loro un pochino "stretto".
GENS VALERIA ha scritto:a Venezia, la denominazione " titolo" di Patrizio veneto, mera qualifica d'uso, riscontrabile sporadicamente dall’epigrafia cinquecentesca in poi, fu imposta soltanto dalla Consulta regnicola, ad indicazione della millenaria nobiltà civica. La qualifica usuale dei nobili cittadini veneziani era quella di Nobilis Vir , Nobil Homo, nobilomo ser. Ciò bastava, avanzava e non ingenerava affatto sentimenti di ... inferiorità.
Franco Benucci ha scritto: (...) Vero, ma anche no... la qualifica di P.V. (patrizio veneto) si trova sistematicamente impiegata quanto meno per distinguere i membri dei rami familiari che appartenevano (o erano stati ascritti per soldo, da Candia in poi) al patriziato, da quelli che ne erano decaduti (per difetto di nascita o altro, recedendo a cittadini originari: Alvise Corner/Cornaro, quello di Falconetto, Ruzante, ecc. ne è un esempio ben noto) o che non vi erano stati ammessi (rimanendo perciò semplicemente membri delle varie nobiltà di T.F. da cui provenivano).(...)
GENS VALERIA ha scritto:nei libri dell'Avogaria di Comun nell' A.d.S.Ve ( ma non li ho certo spulciati tutti...) dove si trovavano i " sacri testi ufficiali della nobiltà veneziana " , (processi nobiltà , matrimoni ecc.. ) non ho mai riscontrato il termine "patrizio"
Che ti devo dire ... ho visionato ed a volte digitalizzato una discreta quantità di atti parrocchiali oltre agli atti tratti dal Libro d'oro dei matrimoni con notizie dei figli , dei Secoli XVI , XVII , XIII , ma tra i diretti interessati ed i testimoni , non ho mai trovato un P.V.( patrizio Veneto ) ma tutti N.H o N.V. ( Nobil Homo e Nobilis Vir) ed ovviamente N.D. ( nobil donna ).
Franco Benucci ha scritto:(...) Viceversa: (...)
Franco Benucci ha scritto: (...) In entrambi i casi era un'esigenza che si poneva in T.F., non a Venezia, dove tutti e soli i patrizi (legittimamente nati e registrati al libro d'oro) erano n.h. (...)
Alla fine, Franco, ripensandoci, il nostro pensiero, coincide :GENS VALERIA ha scritto: Lo stemma esisteva quasi sempre, ma non era affatto prerogativa nobiliare, talvolta però non è giunto fino a noi, per incuria o sfortuna.
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