Storia del Ducato di Urbino

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Storia del Ducato di Urbino

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 2 maggio 2005, 21:23

Seguendo la storia della mia famiglia, mi sto ponendo delle domande di carettere storico-geografico che forse possono aver influenzato i miei avi ..

In particolare (come molti sanno) mi sto interesando al territorio della valle della Misa che comprende Corinaldo - Ostra Vetere - Ostra

http://212.11.63.103/mapsgene/dm/LOmHf-e15TAjFHUey_UCxlxbXifwpeheQISEhQqAlmIN=lETUihhbrjOQHeYUok7XmCjamNgrqRQGZos6xbKJLixi07S40mWJqrSknF--74yN_q_8j_xqYLYeb3TG32Y-zaGk3Ar1vluFfMIeNhmXdqVU_BgNbKguYUcL_L9ouMdNnPrhUH21FrWcOR4awQq6qXTXj510IzSPtufW3hI=bffxA8iMmW3mYSZwPRBsC7LB91LWj18XaLaD

Oggi questi tre paesi fanno tutti parte della provincia di Ancona .. ma un tempo?

Ho guardato diverse cartine antiche (Interessante http://www.provincia.ps.it/urbanistica/1-pianif/1-1antep.htm ) ma questa del 1627 dovrebbe essere la piu chiara:

http://www.provincia.ps.it/urbanistica/1-pianif/siut-cart/carta_HONDIO.jpg

Il confine doveva essere sul fiume Nivola prima fino alla Misa ..
dunque Ostra Vetere (all'epoca si chiamava Monte Novo) e Ostra (si chiamava Montalboddo) erano nello stato della chiesa..
... mentre Corinaldo era sicuramente nel ducato di Urbino ...

Mi date conferma? In altre mappe sembra che anche Corinaldo sia fuori dal ducato .. :roll:

Inoltre ho un avo che si trasferì verso il 1570/80 da Corinaldo a Montalboddo varcando il confine .. perchè? Vi risulta qualche fatto che possa aver determinato questo spostamento? :D
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Alessio Bruno Bedini
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Messaggioda antonio_conti » martedì 3 maggio 2005, 11:25

Caro Bedini, questo suo appello suona alle mie orecchie come un rimprovero... lei sa perché... :oops:
Riguardo ad Ostra (l'antica Montalboddo), non ho ancora avuto modo di chiarire i miei dubbi... Come lei sa la località venne conquistata dai Montefeltro nel XV secolo, ma venne da questa ceduta nel giro di poco tempo ai Paganelli (1443).
Il Ducato di Urbino divenne una realtà unificata di diritto solo nel XVI secolo, prima di allora (ma anche dopo, dal punto di vista amministrativo e giurisdizionale) i territori denominati comunemente Ducato di Urbino, erano in realtà una serie di entità istituzionali e territoriali autonome dei Montefeltro prima (fino al 1508) e dei Della Rovere poi (fino al 1631).
Il Montefeltro, la Massa Trabaria, le città di Urbino, Casteldurante, Fossombrone, Cagli, Gubbio con il loro contado, ed altri feudi, erano stati acquisiti in tempi diversi e i duchi di Urbino ne avevano la titolarità sotto molteplici forme (per lo più attraverso la formula del vicariato apostolico in temporalibus).
I territori che le stanno a cuore furono per lo più interessati dalla signoria dei Della Rovere che ottennero con Giovanni (nel 1474) il vicariato apostolico su Senigallia e sul cosiddetto Vicariato di Mondavio. Nel 1508 perfezionatasi la successione della casata dei Della Rovere a quella dei Montefeltro nel "Ducato" di Urbino, i feudi rovereschi vennero uniti agli altri nello stato del duca di Urbino. Stato che poi s'ingrandì con l'ulteriore acquisizione di Pesaro.
Nella bolla con cui Sisto IV concesse a Giovanni Della Rovere Senigallia e Mondavio, Montalboddo non è compresa.
Salvo eventuali -temporanee- aggregazioni, che non mi risultano, Montalboddo non fece parte del Ducato di Urbino.
Quanto avvenne tra il 1631 ed i primi anni sessanta del 1800, quando le Marche vennero divise in Province nell'ambito del Regno d'Italia (la Delegazione di Urbino e Pesaro trasformata in Provincia perse Gubbio e Senigallia), non mi è noto per Montalboddo.
Per quanto riguarda Corinaldo, posso dire che certamente non fece mai parte dei Ducato di Urbino.
Curiosamente questa località venne attribuita alla duchessa Livia Della Rovere (moglie e cugina dell'ultimo duca di Urbino Francesco Maria II) da papa Urbano VIII nel 1623 -?-, assieme al governo di Rocca Contrada (l'attuale Arcevia). Dopo la morte di Francesco Maria II, devoluto il Ducato di Urbino alla Sede Apostolica, Livia ottenne il governo di San Lorenzo in Campo nel 1638 (già feudo della sua famiglia) e di Gradara nel 1639 (il cui governo era graziosamente affidato alle consorti dagli ultimi duchi rovereschi). Credo che nel 1641, con la morte di Livia Della Rovere, Corinaldo sia tornata all'immediata soggezione del governo ecclesiastico.

La storia istituzionale di quella parte d'Italia è piuttosto frammentata e per saperne di più occorre sovente fare riferimento a testi di storia locale redatti da benemeriti storici ed eruditi, testi che purtroppo sono spesso reperibili solo localmente :roll: .

In questo momento, mentre stavo per accomiatarmi senza averle potuto offrire nulla di particolarmente concreto, mi è venuto in mente Moroni e la sua opera enciclopedica :P .
Tornerò sull'argomento questa sera... o al più tardi domani a pranzo!

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda antonio_conti » mercoledì 4 maggio 2005, 14:12

Questa mattina ho solo potuto ordinare il pezzo in biblioteca... a domani la consultazione, vedremo se vien fuori qualcosa.
Poi sono permesso di scrivere alla Biblioteca di Ostra.

Antonio Conti
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Messaggioda antonio_conti » giovedì 5 maggio 2005, 11:57

Purtroppo nel Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica del cav. Gaetano Moroni, nel vol. XLVI edito nel 1847, laddove la voce Montalboddo o Monte Alboddo poteva trovarsi, non ho trovato nulla.
E' probabile che l'autore ne abbia trattato altrove all'interno di un'altra voce della sua enciclopedia. Peccato.
Sono certo che dalla biblioteca di Ostra arriveranno notizie certe.


A presto

Antonio Conti
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 10 maggio 2005, 13:50

Grazie Antonio .. speravo in un tuo intervento :D

hai confermato quanto già sospettavo ..

Sul sito del comune di Ostra avevo trovato una storia abbastanza dettagliata che escludeva completamente Montalboddo dal Ducato di Urbino:

l dominio di Francesco Sforza durò pochi mesi, perché‚ Roberto da Montalboddo, ritornato in patria, guidò la ribellione e gli Sforzeschi furono ben presto scacciati.
Morto Roberto da Montalboddo, la signoria di Ostra passò al figlio Onofrio e ad altri Paganelli, che però chiesero la protezione dei fratelli Sigismondo Pandolfo e Malatesta Novello dei Malatesti, mediante la sottoscrizione di un capitoletto.
Presto i nuovi signori non stettero ai patti e gli abitanti di Ostra cacciarono sia i Paganelli, sia gli stessi ufficiali dei Malatesti, per porsi, con un capitolato sotto l'amministrazione diretta della chiesa (1454).
Gli abitanti, in quella circostanza, decisero di abbattere la loro rocca, che era stato "il nido di tanti tiranni", affinché‚ non venisse più in mente a qualche signore di impadronirsene nuovamente.

L'avvicendarsi di così tante signorie in un periodo così breve aveva provocato gravissimi danni all'economia della città, la cui popolazione era ormai ridotta ad un terzo.
Sotto il diretto dominio della Chiesa Ostra registrò, invece, una sensibile ripresa economica e demografica.
Nonostante alcuni flagelli, come pestilenze, siccità, carestie ed addirittura "il diluvio delle cavallette", la popolazione ritornò a crescere e, nello spazio di un secolo, dai 200 "fuochi" che si registravano alla fine del periodo delle signorie, si passò a 500 "fuochi".
La cinta delle mura e il territorio più vicino e più sicuro non erano ormai più sufficienti per accogliere e sfamare tutti.
Si misero perciò a coltura terre più lontane, strappandole ai boschi, ed iniziò l'insediamento rurale, cioè la costruzione di case coloniche nei singoli poderi, che caratterizzano ancora oggi il paesaggio.
L'economia cittadina, prevalentemente agricola, conobbe un lungo periodo di floridezza, come in genere tutto il territorio marchigiano, che costituiva "il granaio" non solo di Roma, ma anche di Venezia.
Nel '500 aumentarono sensibilmente le famiglie nobili che s'impadronirono delle terre vendute dal Comune e degli incarichi pubblici, fonte di sicuri guadagni.
Proprio la ricerca del pubblico potere finì per rompere l'armonia esistente tra le varie famiglie nobiliari: nacquero così inimicizie, rivalità, vere e proprie faide.
Si conobbero giorni di sangue segnati da omicidi, ferimenti e stragi, fino a quando nel 1574 non fu definitivamente sancita una pace tra tutte le famiglie nobili di Ostra.


Dunque le date salienti sono il 1454 (distruzione della rocca da parte degli abitanti) e il 1574 (pace siglata tra le famiglie di Ostra)

Un mio antenato si trasferì a Motalboddo proprio tra il 1575 e il 1585 (nascita di suo figlio)... dunque la "Pace" potrebbe essere il motivo di tale trasferimento ... dovrei anche consultare gli atti notarili e catastali per capire se ha acquistato in quel periodo qualche terra o cose del genere ..

Per Corinaldo invece non ho trovato nulla di quel periodo (esattamente fine '500) ..

Nella carta del 1606 di A. Ortelio "Ducatus Urbini nova ed exacta descriptio" e in quella del 1626 di F . Mingucci "Carta Ducato di Urbino" Corinaldo però è nel Ducato ... che ne pensi?
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Messaggioda antonio_conti » giovedì 12 maggio 2005, 15:10

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Grazie Antonio .. speravo in un tuo intervento :D

Grazie a te, ma come vedi non ho fatto un gran che... dallabiblioteca ancora nulla... :roll:

hai confermato quanto già sospettavo ..
Sul sito del comune di Ostra avevo trovato una storia abbastanza dettagliata che escludeva completamente Montalboddo dal Ducato di Urbino:

l dominio di Francesco Sforza durò pochi mesi, perché‚ Roberto da Montalboddo, ritornato in patria, guidò la ribellione e gli Sforzeschi furono ben presto scacciati.
Morto Roberto da Montalboddo, la signoria di Ostra passò al figlio Onofrio e ad altri Paganelli, che però chiesero la protezione dei fratelli Sigismondo Pandolfo e Malatesta Novello dei Malatesti, mediante la sottoscrizione di un capitoletto.
Presto i nuovi signori non stettero ai patti e gli abitanti di Ostra cacciarono sia i Paganelli, sia gli stessi ufficiali dei Malatesti, per porsi, con un capitolato sotto l'amministrazione diretta della chiesa (1454).
Gli abitanti, in quella circostanza, decisero di abbattere la loro rocca, che era stato "il nido di tanti tiranni", affinché‚ non venisse più in mente a qualche signore di impadronirsene nuovamente.

L'avvicendarsi di così tante signorie in un periodo così breve aveva provocato gravissimi danni all'economia della città, la cui popolazione era ormai ridotta ad un terzo.
Sotto il diretto dominio della Chiesa Ostra registrò, invece, una sensibile ripresa economica e demografica.
Nonostante alcuni flagelli, come pestilenze, siccità, carestie ed addirittura "il diluvio delle cavallette", la popolazione ritornò a crescere e, nello spazio di un secolo, dai 200 "fuochi" che si registravano alla fine del periodo delle signorie, si passò a 500 "fuochi".
La cinta delle mura e il territorio più vicino e più sicuro non erano ormai più sufficienti per accogliere e sfamare tutti.
Si misero perciò a coltura terre più lontane, strappandole ai boschi, ed iniziò l'insediamento rurale, cioè la costruzione di case coloniche nei singoli poderi, che caratterizzano ancora oggi il paesaggio.
L'economia cittadina, prevalentemente agricola, conobbe un lungo periodo di floridezza, come in genere tutto il territorio marchigiano, che costituiva "il granaio" non solo di Roma, ma anche di Venezia.
Nel '500 aumentarono sensibilmente le famiglie nobili che s'impadronirono delle terre vendute dal Comune e degli incarichi pubblici, fonte di sicuri guadagni.
Proprio la ricerca del pubblico potere finì per rompere l'armonia esistente tra le varie famiglie nobiliari: nacquero così inimicizie, rivalità, vere e proprie faide.
Si conobbero giorni di sangue segnati da omicidi, ferimenti e stragi, fino a quando nel 1574 non fu definitivamente sancita una pace tra tutte le famiglie nobili di Ostra.


Dunque le date salienti sono il 1454 (distruzione della rocca da parte degli abitanti) e il 1574 (pace siglata tra le famiglie di Ostra)

Un mio antenato si trasferì a Motalboddo proprio tra il 1575 e il 1585 (nascita di suo figlio)... dunque la "Pace" potrebbe essere il motivo di tale trasferimento ... dovrei anche consultare gli atti notarili e catastali per capire se ha acquistato in quel periodo qualche terra o cose del genere ..

Per Corinaldo invece non ho trovato nulla di quel periodo (esattamente fine '500) ..

Nella carta del 1606 di A. Ortelio "Ducatus Urbini nova ed exacta descriptio" e in quella del 1626 di F . Mingucci "Carta Ducato di Urbino" Corinaldo però è nel Ducato ... che ne pensi?


Circa la carta del 1606 non saprei dirti, devo guardare cosa si riesce a verere, ma davvero l'aggragazione di Corinaldo al Ducato di Urbino mi giunge nuova, lo escluderei!

Se guardi con attenzione noterai che nella carta di Mingucci Corinaldo appare quasi come un enclave, ma noterai che la collina ove si ergono le case che la simboleggiano è su sfondo rosa, quindi non del Ducato (come Fano, per esempio.
In quel punto fa da confine il fiume Cesano che a tutt'oggi, dopo la separazione del contado di Senigallia, funge da confine tra le province di Pesaro Urbino ed Ancona.


La carta di Mingucci venne realizzata per ordine di papa Urbano VIII dopo la conclusione degli accordi sulla devoluzione del Ducato di Urbino alla Sede Apostolica (1624), prima del perfezionamento formale di questo passaggio avvenuto con la morte dell'ultimo duca Francesco Maria II Della Rovere nel 1631.
La carta fa parte di un vero e proprio atlante con le raffigurazione delle città, delle Terre, delle Ville e dei Castelli del Ducato. Un opera magnifica di cui si possono trovare alcune immagini in rete (molte nel sito della Provincia di Pesaro e Urbino, rintracciabile dal mio
http://www.ducatodiurbino.it ).
Io ne ho comprato una ristampa a cura della ERI, una pazzia per cultori pazzi.

Ho visto il tuo sito... bello! Graficamente poderoso... come ci hai abituato anche qui nel forum :P ... e ricco di informazioni!

Anche io ho pensato di fare un sito sulla storia della mia famiglia, ho del materiale, ma mi piacerebbe fare un bel lavoro ed ora non ho davvero il tempo... però ho registrato il sito: http://www.contidiacqualagna.info ... ho scritto "sito in costruzione" come si suole fare... ma più che in costruzione è ancora da progettare :roll:

Ciao :wink:

Antonio
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Messaggioda antonio_conti » giovedì 12 maggio 2005, 15:31

Ho guardato la carta del 1606, sì, il confine disegnato in giallo pone Corinaldo all'interno del Ducato, ma io mi permetto di dire che si tratta di un errore...
Forse il realizzatore della carta non era molto pratico nell'uso dei colori (vedi il carnevalesco stemma ducale :shock: ), oltre a sbagliare i colori, forse ha sbagliato anche nell'apposizione di quel confine che nell'area di Corinaldo doveva attestarsi al Cesano e non al torrente Fenella (affluente di sinistra del Misa) come appare dalla carta.
L'errore araldico è certo... quello geografico-istituzionale andrebbe verificato. Come ho già scritto sopra, a parte il caso di Livia Della Rovere, escluderei l'inclusione di Corinaldo nel Ducato.
Tieni conto che la situazione politico-istituzionale dell'area era piuttosto fluida (se così si può dire).
Si direbbe che Fano (conquistata ai Malatesti da Federico da Montefeltro in nome e per conto del papa, non sia mai stata sotto i duchi di Urbino, ma poi si scopre che nel 1550 il governo della città venne affidato a Guidobaldo II Della Rovere, un'esperienza breve e fallimentare.

Ho letto che Corinaldo ottenne il titolo di Città da papa Leone X per aver resistito all'assedio di Francesco Maria I Della Rovere duca di Urbino nel 1517 (durante le guerre conseguenti alla spogliazione del Ducato operata da quel papa ai danni dei Della Rovere ed a favore di suo nipote)!

Ciao

Antonio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 13 maggio 2005, 15:24

antonio_conti ha scritto:Ho guardato la carta del 1606, sì, il confine disegnato in giallo pone Corinaldo all'interno del Ducato, ma io mi permetto di dire che si tratta di un errore... Forse il realizzatore della carta non era molto pratico nell'uso dei colori (vedi il carnevalesco stemma ducale :shock: ), oltre a sbagliare i colori, forse ha sbagliato anche nell'apposizione di quel confine che nell'area di Corinaldo doveva attestarsi al Cesano e non al torrente Fenella (affluente di sinistra del Misa) come appare dalla carta. L'errore araldico è certo...(omissis)...


Caro Antonio,
tieni presente che la coloritura non è :twisted: affatto detto sia coeva al disegno, anzi... :roll:

...molti anni or sono, e forse :? tuttora, i ragattieri ed i venditori di antichità mettevano in vendita riproduzioni di stampe d'epoca le quali, onde maggiorarne il costo, erano state assoggettate a coloriture tanto recenti, quanto :evil: fantasiose...

...credimi, il prezzo rispetto alla riproduzione "in bianco" lievitava :oops: assai...

...sulla qualità della coloritura, in specie negli stemmi, ti lascio :4: immaginare...

...e il bello è che alcuni venditori si vantavano di aver compiuto personalmente siffatte :cry: meraviglie!

Bene :roll: vale
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Messaggioda antonio_conti » venerdì 13 maggio 2005, 18:40

Caro frà Eusanio, un'osservazione che calza a pennello, io ultimamente mi son lasciato prendere la mano della critica su altro genere di stemmi, diciamo più attuali..., lei giustamente mantiene la posizione :wink:
Ho confrontato la cartina pubblicata su internet con quella usata come immagine di copertina di una pubblicazione...
Sì, più che un cartografo carnevalesco mi sa davvero che abbiamo dei collezionisti, degli antiquari o dei rigattieri (senza voler generalizzare... si intende!) un po' birichini :? :evil:

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Birichini è naturalmente un'appellativo benevolo... codice alla mano... a dare del ladro al ladro si rischia la galera 8)

Cordialità :D

Antonio Conti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 13 maggio 2005, 18:57

Il vecchio frate non è più in :oops: età da carcerazione... :twisted:

...ma non per questo :1: trascende, anche se in quei due pali di Gonfaloniere della Chiesa ce ne fosse uno coi colori giusti :3: !

Bene :D vale
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