Tilius ha scritto:Si può ironizzare finché si vuole.
I decreti di Carlo non-ancora-III in materia però rimangono.
Furono un abuso?
Probabile.
Ma fu un abuso (decisamente peggiore...) anche il portarsi a Napoli un certo qual ordine da Parma... abuso poi sanato (molto tempo dopo, per'altro) con bolle e controbolle pontificie.
Diciamo che questo re non era nuovo a questo genere di molteplici abusi.
Alcuni di questi abusi sono oggi comunemente accettati come cristallino esempio del trionfo del diritto, per altri di converso tutt'oggi ci si straccia le vesti.
Trovo tutto questo meravigliosamente ironico.
Ma certo, lo spirito polemico è duro da smussare.
Carlo di Spagna era il primogenito farnesiano e Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano, il quale si trasmette per effetto della sola primogenitura farnesiana e non del titolo di Duca di Parma. Egli portò l'Ordine prima a Napoli, poi in Spagna ed, infine, lo rispedì a Napoli. Il tutto con l'assenso dei soli che sull'argomento in questione possono avere voce in capitolo: i Papi.
Se Carlo di Spagna commise un abuso con la Confraternita in oggetto, era e rimane un abuso non sanabile da alcuno, se non dal Sovrano Consiglio del SMOM e dal suo Gran Maestro.
Carlo di Spagna si riferì sicuramente all'Ordine di Malra, ma giocando sulla sua autorità feudale del territorio, per buona pace dei Cavalieri ad Honorem, che non sono certo Cavalieri, tantomeno di Malta (in questo caso neppure ad honorem).


