da Cristiano Ciani » venerdì 6 agosto 2010, 14:26
Le righe che seguono sono tratte da un volumetto che credo abbiano in pochi (spero sia gradita la pubblicazione)
Salvatore Gerbino - Pontificia Croce d'oro lateranense -
Cenni Storici sul Reale Ordine Militare della Mercede d'Aragona Ente Giuridico dello Stato del Missouri, legalmente riconosciuto in Italia a norma della Legge 18.6.1949 - Stampato a Catania nel Marzo 1950 (ovvero quando le giurisdizioni "legittimiste" erano state ormai disciolte)
Pagg. 22 e 23
Dal 1317 in poi, avendo i chierici la prevalenza sui Cavalieri, Giovanni XXII Pontefice Romano raccomanda (in realtà impone ndr) che l'Ordine abbia per Capo un religioso.
A questo punto sorge una duplice figura: quella di Maestro Generale dei Mercedari monaci mendicanti (grossolanamente errato: i Mercedari non sono mai stati monaci e l'ordine divenne ANCHE mendicante solo molto dopo ndr), con giurisdizione religiosa su tutti coloro che sono investiti dell'Ordine Sacro e dei terziari e quella di Maestro Generale dell'Ordine Equestre, con giurisdizione laica sui Cavalieri.
Tale duplice figura si perpetuò fino al Maestro Generale Fra Garrido Blanco, il quale, preso interamente dal braccio sacerdotale Mercedario, rinunciò alla carica di Gran Maestro Generale dell'Ordine Equestre, ed in ossequio al Real Fondatore (si noti che si tenta di avvalorare Giacomo I come fondatore del capitolo laico e San Pietro Nolasco di quello religioso, cosa falsa e soprattutto prescindente dal fatto che lo stesso Nolasco era laico ndr), restituì l'Ordine alla figura laica ed indipendente dal braccio religioso, prevedendo, con facile intuito, il futuro deliberato della Commissione Cardinalizia dell'Agosto 1936 che vieta ai religiosi mercedari l'esercizio laico della potestà mercedaria equestre.
omissis
Tale restituzione fu fatta al Prof. Pasquale Romeo Lazzarino, titolare della Commenda Maggiore di S. Serapione Cavaliere e Martire negli Stati Uniti d'America, il 24.11. 1934, in Roma, mediante la stesura di un concordato chiamato "concordia".
A partire da tale data il Prof. Romeo Lazzarino assume il titolo di Gran Maestro dell'Ordine, con diritto di successione ereditario in perpetuo (quindi è ancora in circolazione un Gran Maestro... ndr), senza alcuna partecipazione spirituale religiosa, riservandosi questa prerogativa al Magistero religioso il quale rinunciava alla subordinazione del Magistero laico, che conserva così completa autonomia innanzi a qualsiasi autorità.
I titoli ed onori concessi dai Sovrani Spagnoli ed inscindibili con la carica di Capo dell'Ordine equestre vengono assunti (ci mancherebbe ndr) dal Prof. Romeo Lazzarino, unitamente al trattamento di Principe del sangue e cioè: Principe Gran Maestro, Principe Grande di Spagna, Signore delle Baronie di Algar ed Escales.
E questo è quanto.
Alcune precisazioni:
1- L'atto di rinuncia è quasi certamente retrodatato, in quanto nel 1934 il capitolo cavalleresco era al massimo fulgore, ben incardinato nelle alte gerarchie della Chiesa (cardinali e la sorella del papa) nonchè nel regime (Starace, Egilberto Martire), il P. Garrido non avrebbe avuto motivo di spogliarsi del magistero.
2- Perchè il beneficiario sarebbe stato Lazzarino, e non altri dignitari più importanti di lui a partire da Pavan Colonna, da Gorga Soderini, da Strazzera Perniciani? O addirittura perchè non a favore del Commendatore Maggiore Alfonso XIII, che, lui si, avrebbe potuto garantire una continuità "in ossequio al real fondatore" (certo il Re aveva altro per la testa in quel periodo)?
In realtà la vera storia delle "disgrazie" dell'Ordine ce la racconta il povero Mons. Cenci, che rischiò di lasciarci le penne. in un suo memoriale.
I Cavalieri Mercedari avevano incontrato troppo successo e stavano limitando l'espansione dell'OESSG. Malgrado fosse incontestabile la prassi dell'Ordine di concedere onori, quando ciò avvenne su larga scala suscitò un pandemonio.
Ecco qui Mons. Cenci
Nel 1894 ebbi contatti con l'Ordine della Mercede. Avvenne che quando i cardinali presero ad esaminare quell'Ordine. Io fui il teologo del card. Canali. La cosa finì però col riconoscimento dell'Ordine solo come Ordine religioso . Conclusione errata che derivò, a quanto sembra, da un attrito fra i padri e il cancelliere della Mercede e mons. Pizzardo perché i religiosi si erano rifiutati di dare a lui delle nomine. Pizzardo influì sul Papa e tutto concorse ai danni del carattere cavalleresco di quell'Ordine.
La commissione era composta dal primate di Spagna, il card. Segura y Sanz, dal card. Marchetti, dal card. Canali. Relatore era mons. Serafini, ostile alla Mercede. I cardinali decisero «non esser conveniente che i frati conferiscano gradi cavallereschi, che non ne conferiscano più, che però quelli già nominati venissero ritenuti per validi». Ci eran de le nomine già fatte, prive dei diplomi. Presi io a conferirli, ma tali diplomi erano per nomine già fatte. La collazione dei diplomi e qualche nuova nomina fu fatta da me col consenso del Maestro Generale.
Il fatto sta che a Milano, dove era tanto apprezzato l'Ordine del Santo Sepolcro, xxxx, una triste figura, fece appello al card. Schuster e questi al Papa, contro di me. Ne ebbi un danno assai grave. Attraverso un mio amico, Giulianelli, io riuscii a scampare gravissime conseguenze. Il mons. Serafini che era stato contro l'Ordine si mise al mio fianco. Col 1947 fu chiusa ogni attività dell'Ordine
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