Gentile Kiodos,
la fonte è l' Enciclopedia storico-nobiliare del marchese Vittorio Spreti.
(DALLA) ROSA PRATIArma :
Partito : nel 1°di rosso alla fascia d'argento accompagnata da 3 rose dello stesso, poste 2, 1 (DALLA ROSA) ;
nel 2°troncato : a) di verde caricato di un sole raggiante ; b) d'azzurro alla banda scaccata di nero e d'argento di due file (PRATI). (Arma esistente nella cappella dell' Immacolata nel Duomo di Parma).
Dimora : Parma e Modena

Antica famiglia di origine modenese, la quale, secondo lo storico Lodovico Vedriani, ebbe anticamente la signoria del castello di Sassuolo.
Primo nella storia appare ROLANDO Sassuoli, che giurò fedeltà all'imperatore Federico I dopo la pace di Costanza. Prode cavaliere combattè in Palestina e fece
< del sangue pagan strage e ruina >.
Così cantò di lui il Tassoni (canto VIII) e poichè il Sassuoli, secondo il poeta :
< Sparse di rose e di fiammelle d'oro - Haveva l'insegna azzurra e purpurina >, è facile dedurre che da essa insegna traessero il cognome attuale.
Rolando ebbe due figli : MANFREDO e TOMASINO. Di quest'ultimo, il Vedriani afferma che fu inviato con altri notabili dalla città di Modena all'imperatore Enrico VI.
Manfredo fu podestà di Parma, indi di Reggio, secondo l' Angeli e l' Affarosi. Parteggiarono da prima coi guelfi, ma poi per antagonismo coi Rangone passarono al partito ghibellino.
In lotta coi Rangone ed i Boschetti, i Sassuoli, soccombenti in città,, dovettero ritirarsi nel castello di Sassuolo ed ivi fortificarsi.
Nel 1306 un MANFREDO coi figli AZZO e GIOVANNI ed altri potenti ghibellini s'impadronirono di Modena facendo prigioniera la milizia guelfa.
Il primogenito di Manfredo, SASSUOLO, fu capitano generale delle milizie ghibelline in Parma, ove nel 1308 umiliò la fazione guelfa. Egli divenne poi podestà di Reggio.
Suo figlio GUIDONE Manfredo
dalla Rosa fu celebre giurista, esplicando la sua attività in Piacenza, intorno al 1334.
FRANCESCO, suo figlio, detto Sassuolo, nel 1393 ricuperò i castelli di Sassuolo e Fiorana tolti al padre da altri membri della famiglia incitati dagli Estensi.
Alleato col conte di Barbiano conquistò la rocca di Vignola. Nel 1408, seguace di Ottobono Terzi, fece la pace col marchese d' Este, ma dopo varie vicende finì prigioniero a Ferrara.
PIETRO dalla Rosa, alias Sassuoli, suo figlio, privato dei castelli, passò a Parma, ove i suoi discendenti rimasero definitivamente, secondo un rogito Boroni del 27 settembre 1439, visto dallo storico Affò nell'Archivio Notarile di Parma, ove è stato cercato invano.
MATTEO, suo figlio, fu nel 1470 decurione in Parma, ove nella chiesa del Carmine costruì una cappella dedicata a S. Girolamo.
Il figlio SCIPIONE fu creato cavaliere con privilegio dell' 8 dicembre 1515 dal re Francesco I di Francia ; fu ambasciatore di Parma a Clemente VII negli anni 1521, 1524, a Paolo III nel 1536.
Da lui nacquero BARTOLOMEO e LORENZO, che formarono due rami :
1) dei quali uno ebbe l'investitura del feudo di Vianino (Piacenza) in persona di PAPINIANO con atto del notaio G.B. Giordani il 14 gennaio 1648 col titolo marchionale
2) l'altro fu investito del feudo di Belforte col titolo medesimo il 4 agosto 1733 in persona di CARLO, in cui si estinse.
Da Papiniano nacque PIER LUIGI (1641-1725) ; nel 1665 fu iscritto nel Collegio dei Giudici di Parma assieme a due suoi fratelli : SCIPIONE e GIULIO.
Egli fu avvocato fiscale del duca Ranuccio II e suo consigliere ; ebbe l'incarico delle trattative nelle controversie dei confini sorte col duca di Modena e col granduca di Toscana.
Ebbe una missione a Vienna per trattare le nozze del principe Francesco Farnese con Dorotea Sofia di Neoburgo e fu inviato nel 1697 alla Dieta di Riswich, ove trattò a nome del duca intorno all'isola di Ponza, accordata in quel trattato di pace.
Fu tesoriere dell'Ordine Costantiniano e cavaliere gran croce del medesimo.
PIER MARIA (1671-1751) fu pastore Arcade e membro della Società Albrizziana ; egli sposò la marchesa Marianna PRATI, figlia unica del marchese Marcello, investito del feudo di Neviano dei Rossi e Monte Pallero con rogito del notaio Orazio Linati il 22 ottobre 1631 ; come erede il Dalla Rosa aggiunse al proprio il cognome Prati.
Suo figlio, SCIPIONE MARCELLO, sposò la marchesa Clara PALLAVICINO, da cui nacque PIER LUIGI (+ 1800) sposo della marchesa Barbara MALASPINA di Liciana (+ 1807).
Dalla Malaspina passò ai Dalla Rosa il titolo di marchese di Montese, Monteforte, Salto, Riva.
Pier Luigi nel 1777 ebbe l'investitura del marchesato di Collecchio con Collecchiello e Madregolo.
Da questi nacque FILIPPO (1763-1827), che fu preside della Facoltà legale in patria, capo dell' Accademia di Belle Arti, nel 1815 podestà di Parma.
Sotto Maria Luigia d'Austria fu preside dell'Università e suo consigliere intimo.
La famiglia è iscritta nell' El. Uff. Ital. coi titoli di
Marchese di Collecchio con Collecchiello e Madregolo (m), in persona dei discendenti da Pier Luigi (1777), ed è rappresentata da
Giulio, di Lodovico Maria, di Filippo.
Figlio :
- FRANCESCO +
Figli di Francesco, di Giulio :
- LODOVICO
- MARIANNA
Figli di Filippo, di Pier Maria, di Filippo :
- ROLANDO +
- CARMELA MARIA
- ISABELLA
- MARIA DOLORES
- MARIA MERCEDES
Figlie di Rolando, di Pier Maria, di Filippo :
- VALENTINA in
GUIDELLI- LAURA in
SPADAFigli di Rolando, di Filippo, di Pier Maria :
- ROLANDO
- SISTO
- PAOLO
Cordiali saluti