Cari lettori,
in miei precedenti post credo di essermi espresso male a proposito dei nobili Satta presenti a Buddusò, quando affermavo che in realtà sembravano identificarsi più come Pinna che come Satta. E' vero che in molti casi sono presenti inversioni e alternanze dei cognomi, ma è pure evidente che le famiglie, seppur molto legate, sono comunque entrambe presenti (non sono molto numerose però mi pare), ed è quindi più che lecito ipotizzare che esistessero sia la famiglia Pinna Satta che Satta Pinna, come ho potuto verificare la presenza dei Satta Murgia e dei Murgia Satta, Pinna Stara e Stara Pinna, Ledda Satta e forse Satta Ledda, Tola Satta e forse Satta Tola...ed altre... Sono nuclei familiari distinti ma parenti, poichè si tratta per lo più di matrimoni fra consanguinei piuttosto stretti (credo fosse molto diffusa l'attitudine di sposarsi tra parenti in generale, non solo tra nobili).
Quindi volendo fare una sorta di riepilogo:
nel secolo XVII i Satta erano presenti sicuramente, e sono perlomenocitati nella bibliografia di settore.
nel sec. XVIII esistono i Satta "autoctoni" (li definisco tali in quanto non ci sono documenti secenteschi in quella parrocchia che possano far dedurre il contrario); compaiono dei Satta di Ozieri ed altri del nuorese; ci sono i Pinna.
nel sec. XIX continuano ad essere presenti delle famiglie Satta e Pinna di possidenti, molto presenti negli atti assieme ad altre. Verso metà del secolo giunge un'altra famiglia Satta dal nuorese (mi risulta nobile), i cui discendenti non ci sono più (vanno via tra la fine del secolo ed la pima metà del XX); questa è una famiglia che non esiste però negli elenchi ufficiali.
Stesso discorso dicasi dei nobili Pinna: non ho mai trovato notizie concrete su questa famiglia prima di "scoprirla" in archivio, eppure è presente per tutto il settecento... Non saprei a quale ramo (fra i tanti Pinna) ricollegarla. Anche l'ultima dei Quesada di Buddusò visse nella seconda metà del '700, quindi non è vero che essi lasciarono tutti il paese nella prima metà del '600 per "andare ad estinguersi"

a Sassari.