Conoscete questo sito?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Adriana » venerdì 25 febbraio 2005, 18:19

Ciao a tutti, conoscete il sito http://www.oxfordancestors.com? Qualche anno fa un amico mi ha fatto una sorpresa regalandomi il loro "MatriLine test", ed in seguito ho letto i libri pubblicati dal prof. Sykes, fondatore della Oxford Ancestors Ltd., il quale ha partecipato anche alle note indagini sui resti dei membri della famiglia Romanov.

I dati ottenuti con questo tipo di ricerche sono secondo voi validi per una ricerca genealogica?

A presto, grazie :D

Adriana
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 25 febbraio 2005, 18:25

Signora Adriana
lei ci chede se questi dati sono validi per una ricerca genealogica?
A prima vista mi sembra che il sito da lei indicato si occupi di ricerche sul DNA.
Si tratterebbe dunque di una ricerca genetica.
Per una ricerca genealogica il sito in questone dovrebbe prima aver archiviato i dati dello Stato Civile del comune (comuni) dove la sua famiglia ha vissuto, per non parlare poi degli atti dal '700 a risalire che dovrebbero risultare da archivi parrochiali informatizzati!
Alla fine di questo teorico e monumentale lavoro resterebbero però solo dati non ufficiali.
Credo quindi si tratti della prima ipotesi.
Cordiali saluti
Grimaldi
 

Messaggioda Adriana » lunedì 28 febbraio 2005, 9:54

Buongiorno a tutti,

grazie al Sig. Grimaldi per avermi risposto, ma forse la mia domanda non era ben posta e pertanto ricorro di nuovo alla Sua cortesia e a quella degli altri amici del forum per chiarirmi alcuni dubbi.

Scusatemi se la domanda Vi parrà assurda, ma tenete conto della mia ignoranza in materia... :cry:

Vorrei sapere questo: c'è un punto in cui le ricerche genetiche possono incontrarsi con le ricerche genealogiche? Mi spiego: poniamo che, ricorrendo alle metodologie citate nel sito di cui sopra (e ponendo che le stesse diano risultati attendibili!), si verifiche questo caso: risulta che io ed un'altra persona siamo parenti, che so io, per esempio fratelli, anche se ciò non risulta dagli atti dello stato civile. Questo può verificarsi per qualsiasi motivo: ad esempio, io o l'altra persona possiamo essere stati adottati, ci può essere stato un errore o una falsa dichiarazione allo Stato Civile...

In questo caso, come ci si dovrebe comportare? Posto che ciò che fa fede sono i registri dello stati civile, immagino che ottenere una variazione sugli stessi sia abbastanza difficile; ma nella costruzione del mio albero genealogico devo tenere conto o no della nuova parentela scoperta, ad esempio, a mezzo analisi del DNA? Ovviamente parlo sempre di "costruzione di albero genealogico" a puri fini di ricerca privata, non per provare parentele a fini diversi (eredità o altro).

Penso che si tratti di un problema relativamente nuovo per i genealogisti, ma credo anche che grazie ai costanti progressi scientifici queste "scoperte" di parentele, per così dire, occulte, saranno sempre più frequenti ed alla portata di tutti... Che ne pensate?

Grazie,

Adriana
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 28 febbraio 2005, 12:16

Cara signora Adriana,
è interessante la questone che lei pone.
Lei si chiede: "... nella costruzione del mio albero genealogico devo tenere conto o no della nuova parentela scoperta, ad esempio, a mezzo analisi del DNA?..."
Premesso che tutto ciò che è una prova certa è di fondamento ed utilizzo in una ricerca genealogica credo che certamente la prova genetica del DNA costituisca una "documentazione" degna di questo nome.
Anzi la genetica è la nuova frontiera della ricerca genealogica. Veda ad, esempio, casi celebri moderni, come le genealogie di faraoni ricostruite dalla genetica, il caso Romanov, le spoglie di Colombo, ecc....
Nel suo caso, ad esempio, se studiando l'albero genealogico dei discendenti di suo nonno trova una linea illegittima che magari abbia altro cognome potrà aggiungerla al suo albero specificando gli estremi della prova del DNA (data, clinica, ev. medico ecc.).
Ma trattandosi di dati personali e riservati bisognerebbe che l'interessato autorizzasse la pubblicità degli stessi (un illegittimo spesso non è così entusiasta di far conoscere la questione) e occorrerebbe capire come lei abbia dunque scoperto questa linea illegittima.
La questione, quindi, è semplice dal punto di vista del valore probatorio della prova del DNA e della sua utilità in una ricerca genealogica, ma incontra altri problemi quando si interseca con il diritto alla riservatezza dei soggetti. E dunque bisogna distinguere e procedere con attenzione.

Cordiali saluti.
Grimaldi
 

Messaggioda Marcello Cantone » venerdì 4 marzo 2005, 19:41

Genealogia e genetica ……. Interessante ma …… può essere imbarazzante.

Personalmente non mi sono mai interessato di medicina legale e di riconoscimento e disconoscimento di paternità,
ma ho lavorato per nove anni in un Centro per lo studio e la ricerca della talassemia e delle emoglobinopatie.
La talassemia è una malattia genetica a carattere autosomico recessivo, detta in parole semplici, la patologia si manifesta solo se i due genitori sono entrambi portatori sani.
Eseguendo lo screening si ci può trovare di fronte ai seguenti casi:

bambino malato, madre portatrice sana, padre sano > il padre anagrafico non coincide con quello biologico;

oppure:

bambino portatore sano, padre e madre sani > il padre anagrafico non coincide con quello biologico.

………… Imbarazzante … vai a dire….. “Signore lei non è il padre di suo figlio” – Che fare?

Genealogia e genetica ……. Un consiglio meglio lasciare perdere, al mio paese si dice: “Occhi nan’vidi cori nan’doli”.

Scusate la mia impertinenza ……. lasciamo gironzolare il signorino nelle sale del palazzo ignaro di essere il figlio del cocchiere, e lasciamo aggirarsi tra gli ortaggi la bambina nata dalla moglie del giardiniere e ignara di essere la figlia del conte.

Meglio non sapere che logorarsi come Manzoni.

Altra indiscrezione (questa vera, quella di sopra solo frutto della mia immaginazione), in un paese vicino Montelusa, anni fa, muore un anziano sacerdote che da anni era accudito da una perpetua sposata con figlio. La buonanima apparteneva ad una famiglia di notabili ed era molto molto facoltoso, praticamente miliardario; nelle sue ultime volontà aveva pensato di ricompensare lautamente la perpetua e la sua famiglia. Ma….. un giorno il figlio della donna dichiarò pubblicamente di esse “figghiu do’parinu” e di avere diritto a tutta l’eredità. La famiglia del defunto chiese di sottoporre l’uomo al test del DNA.
Risultato: non era figlio del prete;
conseguenze: era figlio di Bu…ona donna e il padre trovava difficoltà nel pettinarsi.

Comunque bando alle chiacchiere: “Il rischio di una falsa paternità é più grande di quanto si pensi. Solo in Germania gli esperti stimano che siano dai 35.000 ai 40.000 i bambini che diventano adulti con un padre che non sia quello biologico”. ( Cfr. http://www.bj-diagnostik.de/url/www.dna ... rnita.html )

Io personalmente penso che uno nel proprio albero genealogico ci può infilare chiunque, del resto ci sono quelli che ci mettono personaggi mai esistiti o mitologici, perché non metterci anche i figli naturali, i fratelli geneticamente compatibili ecc. ecc.

Poi tutto sta al buon gusto del compilatore.

Cordialmente Marcello
Marcello Cantone
 
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 10 marzo 2005, 15:22

Caro Marcello,
sono daccordissimo con te!
La celebre "incognita C", la possibilità che una signora antenata non sia stata fedele al marito, ci ricorda sempre che che qualcuno potrebbe oggi portare un cognome non suo; ma la stessa "incognita C" può aiutare a rendere meno arroganti gli snob ed i pomposi.
Insomma più indietro nel tempo si va con una genealogia e più aumentano le possibilità di una "incognita C" che alteri la genetica di un casato.
Ma ricordiamo però che la genetica non è sinonimo di genealogia e che quest'ultima è in massima parte una questione sociale, familiare, ecc...
Che il figlio del conte magrolino ed emaciato sia stato in realtà rampollo del rubizzo stalliere importa poco.... sarà stato quel bambino "adulterino" a diventare poi il nuovo conte, socialmente, pubblicamente, economicamente...
Insomma tutto cerca un equilibrio....
E per concludere: credo che la famigerata "incognita C" resti sempre sulla testa del nobile borioso, dello snob e del genealogista "nobiliarista" come una spada di Damocle..... anzi due.... a forma di scimitarra.... :D

Saluti a tutti
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » giovedì 10 marzo 2005, 16:33

A Roma c'era anche l'uso, in tempi lontani, di scamiare le figlie femmine con i maschi... poco dopo il parto per evitare problemi successori e di integrità patrimoniale ed evitare l'eventuale estinzione e successiva surrogazione... c'è anche un famoso film in cui si raccontavano fi rapimenti di infanti ebrei...

...ma per la maggior parte sono racconti romantici! :wink:


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Messaggioda Grimaldi » giovedì 10 marzo 2005, 17:26

Io ricordo addirittura la storia di un "vero" erede al trono di Vittorio Emanuele che morì in fascie, nel rogo della sua culla........ e per non far trapelare la verità fu sostituito con un bambino che poi fu re Umberto!
Insomma in certi casi di storie se ne raccontano tante.... fra figli illegittimi, adulterini, il campionario è vasto....
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Messaggioda Cottoneum » giovedì 10 marzo 2005, 18:11

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:A Roma c'era anche l'uso, in tempi lontani, di scamiare le figlie femmine con i maschi... poco dopo il parto per evitare problemi successori e di integrità patrimoniale ed evitare l'eventuale estinzione e successiva surrogazione... c'è anche un famoso film in cui si raccontavano fi rapimenti di infanti ebrei...

...ma per la maggior parte sono racconti romantici! :wink:



Questa cosa invece succedeva realmente in Australia, fino agli anni '20 e '30: i figli degli aborigeni"con la pelle più chiara" venivano rapiti in fasce e dati in adozione a famiglie d'origine europea...



P.s.: persino mia madre, quand'ero ancora piccolo mi raccontava di essere stato rapito da un venditore ambulante e poi salvato da mio padre...:wink:
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Messaggioda MMT » giovedì 10 marzo 2005, 20:07

:shock: :shock: :shock: :shock:


Michele. :wink:
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 10 marzo 2005, 21:00

Gio Cairo ha scritto:...P.s.: persino mia madre, quand'ero ancora piccolo mi raccontava di essere stato rapito da un venditore ambulante e poi salvato da mio padre...:wink:


Ha per caso la pelle scura? :lol: :lol:
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Messaggioda Cottoneum » giovedì 10 marzo 2005, 21:05

No, no: il racconto è preciso: venni rapito da un venditore ambulante di cocco e anguria a Forte dei Marmi in spiaggia...
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Messaggioda danti73 » giovedì 10 marzo 2005, 21:21

In realtà si fà un pò di confusione con la storia di re Vittorio Emanuele.
Non era stato Umberto il piccolo scampato al rogo ma lo stesso Vittorio Emanuele.
Le cose andarono così: i principi di Carignano si recarono a Firenze a trovare Ferdinando III di Toscana, padre della sposa. Durante la residenza nella villa di Poggio Imperiale una sera la balia del piccolo Vittorio Emanuele mentre cercava di scacciare le zanzare col lume diede inavvertitamente fuoco alla zanzariera che proteggeva la culla del principino, nel tentativo di spegnere il fuoco prese fuoco anche la vestaglia e in poco tempo l'intera culla. Grazie all'intervento di altri servitori, accorsi alle urla della balia, il fuoco venne domato. Il rapporto del commissario di S. Spirito segnalava meticolosamente il danno, non era rimasto che mezzo materasso, inoltre la balia morì pochi giorni dopo per le bruciature. Il piccolo invece ne uscì completamente indenne e la cosa aveva del miracoloso, anche troppo, ed infatti si sparse subito la voce che il bimbo perito nell'incendio venne sostituito "prontamente" con un altro della stessa età, perfino Massimo d'Azeglio sostenne insistentemente che in realtà re Vittorio Emanuele era figlio di Tanaca, un macellaio di Porta Romana a Firenze.
Inutile dire che il buon Toriu, come i torinesi amavano chiamare re Vittorio, fisicamente non aveva proprio nulla a che fare con i suoi antenati, ne materni che paterni. La somiglianza con il padre, il bel Carlo Alberto, o con fratello era praticamente nulla, più cresceva e più assomigliava ad un rozzo e tarchiato macellaio.
Non facit nobilem atrium plenum fumosis imaginibus
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Messaggioda Cottoneum » giovedì 10 marzo 2005, 21:27

danti73 ha scritto:perfino Massimo d'Azeglio sostenne insistentemente che in realtà re Vittorio Emanuele era figlio di Tanaca, un macellaio di Porta Romana a Firenze.


E' da riconoscere però che D'Azeglio era famoso per i suoi pettegolezzi allucinanti...
Mi domando: ma perchè avrebbero dovuto sostituire il bambino?
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 10 marzo 2005, 21:29

Bè la leggenda è notissima solo che allora non c'erano prove oggettive della veridicità di tali affermazioni... chissa se in futuro faranno mai l'esame del DNA ...
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