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Mario Volpe ha scritto:Per farvi un esempio pratico della questione, vi riferisco come alcuni mesi or sono al mio Ufficio del MAE sia pervenuta da parte dell’Ambasciata di un Paese scandinavo, la richiesta di restituire le insegne di Cavaliere di Gran Croce del loro principale Ordine Cavalleresco nazionale, a suo tempo conferite ad un nostro Presidente della Repubblica, nel frattempo deceduto da alcuni anni.
Tale richiesta veniva giustificata dal fatto che gli statuti di quell’Ordine – per l’appunto – prescrivono che le insegne conferite debbano essere restituite alla Cancelleria dell’Ordine dopo la morte dell’insignito.
Inviata quindi alla famiglia dell’ex Presidente (di cui ometto il nome per ovvi motivi di riservatezza) una richiesta in tal senso, abbiamo ricevuto nel giro di alcune settimane le suddette insegne, ritrovate dai parenti dopo diversi giorni di ricerche nei cassetti e nei ripostigli di casa. Insegne che si è poi provveduto ad inviare con una comunicazione ufficiale alla suddetta Ambasciata.
Nella circostanza, devo confessare, nel restituire quella Gran Croce ho provato la sensazione che non solo la suddetta famiglia ma tutto il nostro Paese sia stato in qualche modo privato di un significativo “segno d’onore” ricevuto.



Tilius ha scritto:Presumo (ipotizzo) che il Paese scandinavo in questione sia la Svezia (che so per certo prevedere la restituzione obbligatoria delle insegne alla morte degli insigniti, e questo dobrebbe valere per ogni ordine e grado).
No, si trattava della Danimarca.
Già questo implicitamente vuol dire che in quel Paese le insegne le caccia sempre lo Stato (non penso che si possa ragionevolmente pretendere da qualcuno la restituzione di qualcosa che questo qualcuno si é pagato di tasca propria).
Beh questo lo facciamo anche noi, i conferimenti ai cittadini stranieri prevedono sempre la consegna delle insegne da parte dello Stato (e la grande maggioranza è a carico del MAE).
Che sia norma di non facilissima applicazione, specie se il conferimento avviene all'estero, é cosa che va da sé.
Verso il mondo del collezionismo é ovvio che norme del genere risultino esiziali.
Se spesso una insegna, specie se di provenienza illustre, prende la via di una collezione adeguata magari con passaggio intermedio di un negoziante adeguato o d'una casa d'aste adeguata, altrettanto spesso cose di gran valore (storico e venale) prendono le vie molto meno nobili dei mercatini e dei rigattieri, con un ritorno economico per la famiglia originaria assolutamente inadeguato, e con uno svilimento notevole della memoria storica che questi oggetti recano con sé. Altre volte per trascuratezza o ignoranza questi oggetti vengono irrimediabilmente danneggiati o manomessi... proprio per rimanere in ambito svedese, tempo addietro ho visto una antica placca dell'Ordine della Stella Polare trasformata in un osceno oggetto di bigiotteria tramite la saldatura a casaccio di alcuni castoni di tolla contenenti degli strass che probabilmente eran fatti di plastica. Pretendere il rientro delle insegne penso che vada anche nella direzione di salvaguardare la dignità simbolica che l'insegna reca con sé.
Cose che capitano. Ricordo una discussione di qualche tempo fa nella quale citammo la messa all'asta (se non sbaglio si trattava di una nota casa tedesca) di un Collare del Cristo asseritamente appartenuto ad un nostro Presidente della Repubblica. Alto esempio di "patrimoni storici" che vanno a sparire in collezioni private...
Personalmente, ad una simile richiesta proveniente dalla Federazione Russa piuttosto che dal Regno di Svezia, avrei comunque risposto con un signorile gesto dell'ombrello... ma io sono un collezionista (ergo affetto da ipertricosi gastrica by definition)
Immagino che durante il Regno d'Italia sia più volte capitato al nostro Ministero degli Esteri di attivare i canali diplomatici per chiedere la restituzione di qualche Collare dell'Annunziata assegnato a Capi di Stato stranieri nel frattempo deceduti... Non credo che in quelle occasioni ci si facesse rispondere dalla controparte straniera con il gesto dell'ombrello. E comunque meno male che oggi non si deve chiedere di restituire i Collari dell'OMRI...
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Elmar Lang ha scritto:Come sappiamo, nel corso del 2009 il mercato delle onorificenze ex-Unione Sovietica si è molto affievolito, pur mantenendo alte valutazioni per le rarità. Si è anche affievolito -per ora- l'interesse da parte delle autorità Russe per queste vestigia del passato.
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Mario Volpe ha scritto:
Immagino che durante il Regno d'Italia sia più volte capitato al nostro Ministero degli Esteri di attivare i canali diplomatici per chiedere la restituzione di qualche Collare dell'Annunziata assegnato a Capi di Stato stranieri nel frattempo deceduti... Non credo che in quelle occasioni ci si facesse rispondere dalla controparte straniera con il gesto dell'ombrello. E comunque meno male che oggi non si deve chiedere di restituire i Collari dell'OMRI...
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