U.N.I.C.I.

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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U.N.I.C.I.

Messaggioda Tilius » martedì 28 luglio 2009, 13:33

(Ri)pubblico un esemplare di insegna da commendatore (appartenente alla collezione di Simone Lansotti, che ringrazio per il gentile permesso di pubblicare le fotografie), nella quale sono di particolare interesse il distintivo da asola (che fa le veci della rosetta) e il tesserino associativo che accompagna il tutto.

Per la tipologia della scatola (di forme abbastanza inusuali per l'anteguerra), qualità della manifattura e ipotizzando che il distintivo sia pienamente coerente e pertinente all'insieme, penso che la realizzazione vada collocata nell'immediato dopoguerra. In particolare, l'acronimo U.N.I.C.I. che compare sul distintivo smaltato viene sciolto nella allegata tessera dell' Unione Nazionale Insigniti della Corona d'Italia, nella quale é facile immaginare una associazione filo-monarchica. Ma non necessariamente: forse erano solo cavalieri della CdI associatisi al fine di tutelare la propria appartenenza all'ordine, in opposizione al far west legislativo in materia premiale che si ebbe fra la fine degli anni '40 e gli anni '50.
La persona insignita cui apparteneva la tessera era nata nel 1890. La tessere reca una data di registrazione al 3 marzo 1953, e vi è apposto un rinnovo datato 1954.
Probabile che l'insegna sia stata fabbricata negli anni immediatamente precedenti (se si trattò di un conferimento in tempore belli, niente di più facile che non fosse accompagnato dalla decorazione, procurata quindi privatamente, finita la buriana, a cura e spese dell'insignito).
Il tutto, nonostante dia fortemente un'impressione "post-bellica", non é completamente esente da raffinatezze, come ad esempio la miniatura metallica dell'insegna applicata sulla copertina della tessera.

Qualcuno di Lor Sigg. ha notizie dettagliate su questa U.N.I.C.I. ?

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Re: U.N.I.C.I.

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 22 settembre 2009, 15:35

Caro Tilius,
volendo prestar fede a quello che scrive Luciano Pelliccioni di Poli, “l'On. Conte Luigi Filippo Benedettini, fondatore nel 1946 dell'U.M.I (Unione Monarchica Italiana), subito dopo la caduta della Monarchia istituì un'Associazione, l'U.N.I.C.I. appunto, per la tutela dei diritti all'uso delle Onorificenze della Corona d'Italia da parte di coloro che avevano ricevuto una lettera di nomina” a firma del Ministro della Real Casa, Falcone Lucifero, con la quale si comunicava l'avvenuta concessione del titolo cavalleresco, ma, per le ragioni più svariate ( indirizzo cambiato, assenza dalla residenza abituale, timore di eventuali conseguenze se la Monarchia fosse caduta), non avevano restituito il modulo rosa allegato, che bisognava riempire e rispedire al mittente per poi ottenere l'agognato diploma. Sempre secondo Pelliccioni, “numerose sentenze pretorili confermarono il diritto di coloro che fossero in possesso della sola lettera di nomina a fregiarsi della relativa onorificenza, essendo la lettera la manifestazione della volontà del Sovrano allora regnante”.
Questo per quanto riguarda l’Ordine della Corona d’Italia, in quanto Pelliccioni afferma di ignorare l'esistenza di sentenze in favore anche di persone in possesso delle similari lettere di nomina nell’Ordine dei SS.Maurizio e Lazzaro.
Comunque la parte più interessante è la seguente, soprattutto se messa confronto con la testimonianza di un dipendente della Real Casa
che parla del trafugamento di migliaia di queste lettere di nomina in bianco (cfr. viewtopic.php?f=2&t=9612&start=30#p117194 ).
Secondo Pelliccioni, “erano invece evidentemente falsi, perché ne furono stampati a migliaia anche molti anni dopo la caduta della Monarchia, i diplomi di coloro che possedevano il diploma e non la lettera di nomina e dei quali non esisteva la scheda presso l’archivio dell’Ordine, ugualmente privi di valore erano gli eventuali diplomi autentici (ve n’erano in giro numerosi in bianco), se ad essi non corrispondeva una scheda dell’archivio predetto”.
Pelliccioni conclude dicendo che “l’Unione Nazionale Insigniti Corona d’Italia ebbe numerosissimi iscritti e rilasciò tessere e diplomi di attestazione di validità delle lettere stesse”. (cfr. Luciano Pelliccioni di Poli, Gli Ordini Cavallereschi di uso legittimo in Italia, Roma 1991, pp. 61-2).
Grazie per l’attenzione.

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Re: U.N.I.C.I.

Messaggioda Tilius » mercoledì 23 settembre 2009, 9:45

Grazie per la pertinentissima integrazione. [thumb_yello.gif]
La buon'anima del Pelliccioni non sarà stato uno stinco di santo, ma era infinitamente più addentro all'argomento rispetto a molti fra i suoi detrattori, e soprattutto si rivela sempra straordinariamente prodigo di informazioni. ;)
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Re: U.N.I.C.I.

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 settembre 2009, 9:53

Mi sembra che le onorificenze in argomento ed il fregiarsene siano stati autorizzati dalla nostra Repubblica. Per gli insigniti in epoca di Regno, naturalmente, fregio successivamente autorizzato anche dalla Repubblica. Stando così le cose, non sarebbe spettato alle Autorità repubblicane il controllo? E qual'è la natura giuridica dell'U.N.I.C.I.? Ciao,
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Re: U.N.I.C.I.

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 23 settembre 2009, 14:16

Caro Tilius,
perfettamente d'accordo su quello che dici di Pelliccioni; aggiungerei che le sue fantagenealogie erano fortemente influenzate dall'adesione ad una corrente esoterica della massoneria.
Per Fabrizio Guinzio, ritengo che l'U.N.I.C.I. fosse un'associazione privata di stampo monarchico.
A presto.

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Re: U.N.I.C.I.

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 settembre 2009, 14:36

Grazie! Io però le chiamerei pseudogenealogie, poichè il termine fanta mi fa pensare alla fantascienza(quanta fantascienza è divenuta poi realtà!). A meno che queste genealogie "discusse" non possano essere confermate da nuovi mezzi scientifici di documentazione. Ciao, a presto,
fabrizio guinzio
 
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Re: U.N.I.C.I.

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 23 settembre 2009, 14:59

fabrizio guinzio ha scritto:A meno che queste genealogie "discusse" non possano essere confermate da nuovi mezzi scientifici di documentazione. Ciao, a presto,


Gentile Fabrizio Guinzio,
personalmente credo che non verranno mai confermate. Qualche tempo fa, per esempio, mi capitò fra le mani un suo "studio" su una famiglia romana di origine "imperiale bizantina" il cui capostipite sarebbe stato addirittura Demogorgone, l'essere mitologico, con caratteristiche simili a quelle di Satana, descritto dal Boccaccio come il padre di tutti gli dei.
A presto.

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