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pierfe ha scritto:La distinta figura di re Umberto II è fuori discussione, era un sovrano senza macchia e subì con dignità un esilio che sempre rispetto.
Ho amato e rispettato la figura dell'ultimo re d'Italia e mai ho dimenticato di scrivere almeno una lettera nelle occasioni importanti dell'anno, insegnamento ricevuto in famiglia.
La repubblica fu insensibile alla richiesta di un vecchio ammalato che voleva morire nel suo Paese, e questo è un atto che la storia saprà ben giudicare.
Per azione d'interesse comune non intendevo certo parlare delle azioni di beneficenza che vengono svolte attraverso gli ordini dinastici dai discendenti delle Dinastie che regnarono in Italia.
Ma per fare beneficenza non è necessario appartenere ad una Casa già Sovrana, ci sono tanti privati ed enti che fanno lo stesso.
A dire il vero questa azione di beneficenza attuata dai discendenti di queste dinastie utilizzando gli ordini dinastici è fatta non con il loro patrimonio personale, ma con le libere offerte di coloro che si sentono vicini a loro per motivi storici o per il semplice fatto di amare le onorificenze.
Esistono già due ordini per far beneficenza: il Sovrano Militare Ordine di Malta e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
L'azione che intendo e che avrebbero dovuto attuare è quella di essere un faro che illuminasse la strada e fosse di esempio per tutta la comunità.
Partendo magari da organizzazioni internazionali, svolgendo una attività politica come ad esempio ha fatto l'ultimo re di Bulgaria.
Ecco quello che è il mio privato pensiero.
Pier Felice degli Uberti
equites ha scritto:pierfe ha scritto:La distinta figura di re Umberto II è fuori discussione, era un sovrano senza macchia e subì con dignità un esilio che sempre rispetto.
Ho amato e rispettato la figura dell'ultimo re d'Italia e mai ho dimenticato di scrivere almeno una lettera nelle occasioni importanti dell'anno, insegnamento ricevuto in famiglia.
La repubblica fu insensibile alla richiesta di un vecchio ammalato che voleva morire nel suo Paese, e questo è un atto che la storia saprà ben giudicare.
Per azione d'interesse comune non intendevo certo parlare delle azioni di beneficenza che vengono svolte attraverso gli ordini dinastici dai discendenti delle Dinastie che regnarono in Italia.
Ma per fare beneficenza non è necessario appartenere ad una Casa già Sovrana, ci sono tanti privati ed enti che fanno lo stesso.
A dire il vero questa azione di beneficenza attuata dai discendenti di queste dinastie utilizzando gli ordini dinastici è fatta non con il loro patrimonio personale, ma con le libere offerte di coloro che si sentono vicini a loro per motivi storici o per il semplice fatto di amare le onorificenze.
Esistono già due ordini per far beneficenza: il Sovrano Militare Ordine di Malta e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
L'azione che intendo e che avrebbero dovuto attuare è quella di essere un faro che illuminasse la strada e fosse di esempio per tutta la comunità.
Partendo magari da organizzazioni internazionali, svolgendo una attività politica come ad esempio ha fatto l'ultimo re di Bulgaria.
Ecco quello che è il mio privato pensiero.
Pier Felice degli Uberti
E' vero, la beneficenza la fanno gli ordini cavallereschi. Soprattutto quelli che lei ha citato, ma anche altri.
pierfe scrive: ci tengo a precisare che gli ordini della Real Casa d'Italia conferiti da Umberto II dall'esilio erano un regalo del re, e non avevano quote di ammissione o quote annuali.
Tuttavia è noto che Re Umberto abbia donato tanto del suo patrimonio personale.
pierfe scrive: re Umberto II ha donato solo alcune cose del suo patrimonio personale, quelle legate alla storia della sua dinastia e a quella italiana. Il suo patrimonio personale è andato ai figli, compresi i regali che ha ricevuto dagli italiani durante i lunghi anni d'esilio (per esempio Villa Italia a Cascais). Quanto dico non vuole sminuire la fugura dell'ultimo sovrano d'Italia, ma dare il giusto valore alle affermazioni fatte su questo forum.
Ad ogni modo è anche altrettanto vero che non solo di elargizioni liberali si è trattato, ma anche di indicazioni politiche, rese note agli italiani attraverso i famosi messaggi dall'esilio, che erano ampiamente divulgati nonostante l'ostracismo (comprensibile ma non condivisibile) repubblicano. Ed in effeti proprio a questo aspetto della figura del Re in esilio mi riferivo, aspetto non secondario che altri due re con lui imparentati hanno riconosciuto come formativo ed illuminante di quella che deve essere la figura del monarca.
pierfe scrive: perchè scrive dinuovo questo dopo che ho scritto che la figura di Umberto II è fuori discussione?
Nel mio intervento ho parlato della situazione attuale e non del passato.
Umberto II ha fatto politica per tutta la sua vita, e si è sempre comportato come se fosse realmente ancora il re d'Italia, ed ha sempre tenuto fede alla sua parola, cosa non sempre comune fra i sovrani.
Condivido la sua valutazione del compianto ed amatissimo Re Baldovino, mentre sarei più indulgente con Re Juan Carlos: in fondo, stante il passato ed il presente, è già tanto se in la Spagna è ancora una monarchia...
Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, ho scarse competenze e poco interesse per il tema trattato in questo topic, ma mi piace imparare e dunque leggo...E questa sera, dopo aver letto diligentemente tutti gli interventi, mi vien da rispolverare un'espressione cara ad una collega che pare averci abbandonati: Chapeau bas, caro Presidente!
pierfe ha scritto:Ora non voglio che lei pensi che sono un codino tipo Ancien Regime, perchè sebbene non condivida tutto quello che attua Zapatero, ci sono cose che meritano una seria attenzione, per esempio il fatto che ha portato la moderna Spagna a livelli superiori di crescita di quanto sia l'Italia.[/b]
Pier Felice degli Uberti
Cronista di Livonia ha scritto:Restando in tema e' posibile che mi sfugga qualcosa, ma mentre il matrimonio del defunto Don Ferdinando era chiaramente ineguale (con una nobildonna di famiglia non regnante), mi risulta che sia il matrimonio di Don Carlos che quelli di tutti i suoi antenati (Re Ferdinando II, Don Alfonso Conte di Caserta, Don Carlos, Don Alfonso) siano stati eguali, quindi mi sfugge un po' come possano essere in rotta con la Pranmmatica Sanzione del 1759 (non ho il testo sottomano e quindi potrei errare, am il punto mi sembra rilevante). Al limite dovrebbe essere il matrimonio di Don Pedro a non essere in linea cone regole dinastiche.
Ha tirato in ballo il solito "problema" mai risolto perchè nessuno è andato a fondo al problema leggendo obiettivamente le carte. Quando uno legge la rinuncia di Cannes dovrebbe andare a vedere quali erano le concezioni e regole della famiglia in quel momento e capirebbe bene il problema.
Nel 1960 ed anni successivi i partigiani dell'uno e dell'altro ramo non furono obiettivi e non lo sono ancora oggi perchè i cortigiani sono più realisti dei re.
Poi vorrei ricordare che una rinuncia e sempre una rinuncia, e per etica se io rinuncio a qualcosa certamente non ritorno sui miei passi.
Lei non conosce cosa c'è davvero dietro alla questione spagnola Due Sicilie, e non è ancora il momento per pubblicare cosa realmente accadde all'interno della Casa Reale di Spagna nel 1960, anche se Juan Balansò accennò a qualcosa nei suoi libri.
Non si può valutare un problema senza le fonti.
Esulando invece dal tema principale ci terrei a precisare che la crescita' economica della Spagna e' iniziata ben prima che il Signor Zapatero assumesse la carica di Primo Ministro.
Mi sono basato su dati pubblicati ora da pubblicazioni economiche e finanziarie.
Infine mi trovo in totale disaccordo con la seguente frase:
PF degli Uberti: vengo da una famiglia che ha votato per la monarchia durante il referendum, ma con certezza posso dirle che io se fossi vissuto allora e avessi previsto gli eventi, avrei votato senza alcun dubbio per la repubblica, e mi creda sono felice che esista, perchè almeno dopo 7 anni abbiamo la speranza di cambiare le cose... anche se puo essere solo utopia.
Personalmente se avessi votato per il referendum avrei optato per la monarchia, ieri, oggi e domani. Quali eventi avrebbe uno potuto prevedere all'epoca ? La disgrazia di principi in esilio ? Ma se la monarchia avesse vinto le cose, le scelte e le persone non sarebbero state diverse ?
La frase sopra mi ricorda (anche se spero di aver solo frainteso) la sciagurata espressione di un giornalista RAI che nel giugno 2006 disse in TV "per fortuna quest'uomo non e' diventato il nostro Re" la trovai allora, come oggi, assolutamente oltraggiosa, infame e fuoriluogo. Ripeto, spero che la frase da me riportata non intendesse dire le stesse cose e che l'accostamento sia dovuto ad un mio semplice fraintendimento, proprio per questo gradirei, ove possibile un chiarimento in materia.
PF degli Uberti: perchè va pensare che io mi riferissi all'attualità della ex Casa Reale d'Italia? Perchè inizia una polemica su Vittorio Emanuele di Savoia? Lei pensa che io giudichi qualcosa o qualcuno senza documenti?
C'è una sola parola che può far pensare a quello che lei ha tirato fuori? Mi sembra proprio di no.
Lei da giudizi sulle mie parole senza leggerle bene e capirle, inoltre cosa c'entra la frase del giornalista TV.
Lei in tutti questi anni mi ha visto usare la lingua per dire certe cose?
Voglio essere breve su questo punto.
Penso che nonostante che tutto, lei si è reso conto che il mondo dal 1946 ad oggi ha avuto una evoluzione politico sociale come non avviene dal medioevo e con una velocità che mai è stata così grande.
Intendo dire che oggi parlare di una monarchia in un mondo con un vortice così grande di evoluzione non ha senso in quanto la monarchia è statica, ci vuole tempo per cambiare la monarchia, mentre per una società dinamica che evolve in forma esponenziale geometrica e per questa società va bene una repubblica dove si può cambiare tutto in poco tempo.
I paesi attuali dove c'è una monarchia non fanno testo nell'evoluzione mondiale, solo ricordi del passato e la monarchia è solo qualcosa di rappresentativo.
Oggi per andare avanti non abbiamo bisogno di sogni ma di concrete realtà.
Pier Felice degli Uberti
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
pierfe ha scritto:Penso che nonostante che tutto, lei si è reso conto che il mondo dal 1946 ad oggi ha avuto una evoluzione politico sociale come non avviene dal medioevo e con una velocità che mai è stata così grande.
pierfe ha scritto:Ha tirato in ballo il solito "problema" mai risolto perchè nessuno è andato a fondo al problema leggendo obiettivamente le carte. Quando uno legge la rinuncia di Cannes dovrebbe andare a vedere quali erano le concezioni e regole della famiglia in quel momento e capirebbe bene il problema.
Nel 1960 ed anni successivi i partigiani dell'uno e dell'altro ramo non furono obiettivi e non lo sono ancora oggi perchè i cortigiani sono più realisti dei re.
Poi vorrei ricordare che una rinuncia e sempre una rinuncia, e per etica se io rinuncio a qualcosa certamente non ritorno sui miei passi.
Lei non conosce cosa c'è davvero dietro alla questione spagnola Due Sicilie, e non è ancora il momento per pubblicare cosa realmente accadde all'interno della Casa Reale di Spagna nel 1960, anche se Juan Balansò accennò a qualcosa nei suoi libri.
Non si può valutare un problema senza le fonti.
equites ha scritto:Non ci sono dubbi sul fatto che qualunque monarchia democratica
L.A.S. ha scritto:equites ha scritto:Non ci sono dubbi sul fatto che qualunque monarchia democratica
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