Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, Lambertini, Alessio Bruno Bedini


Sigillum1 ha scritto:...e l'unica peraltro che contenga una bibliografia degna di questo nome, anche se purtroppo solo a piè di pagina... Silvia
Sigillum1 ha scritto:a Lorenzo poi, confermo il purtroppo: il volume di Bascapè e del Piazzo ha almeno un paio di difetti, per quel che riguarda la metodologia e la consultabilità: manca, nell'ordine, una bibliografia finale, normalmente presente in questo genere di volumi (e in genere sistematica, come quella di Pastoureau, per intenderci) e ciò rende onerosa la ricerca delle opere citate all'interno; manca poi di un indice... Un cordiale saluto. Silvia


Alessio Bruno Bedini ha scritto:Questa parte è molto vasta occupando circa 500 pagine del libro e corredata da moltissime immagini, forse anche troppe dato che in alcune parti vi sono più immagini che testo.
si arriva in cieloSigillum1 ha scritto:Cari tutti, solo ora mi accorgo che i frequentatori del forum hanno a disposizione una “recensione" del Bascapè Del Piazzo, e mi permetto di aggiungere qualche personale considerazione che potrebbe, se volete, in prima istanza, configurarsi come una recensione della recensione:
Ottimo!
1. L'opera recensita non è proprio fresca di stampa
Anno 1983, ricordiamolo a tutti.
e deve perciò essere valutata nel contesto storico culturale entro il quale è stata prodotta e più precisamente deve essere valutato lo stato degli studi che sulla disciplina erano disponibili all'epoca in cui due persone di grande cultura ed esperienza nel campo specifico, nella ricerca storico iconografica e storica,oltre che documentaria e archivistica,
Certo, e non solo: anche di grande esperienza nella divulgazione.
Anche per questo sorprende (ad esempio) che, a p. 17, non sia detto da dove è tratta l'immagine della copia del famoso affresco lateranense di Giotto raffigurante Bonifacio VIII.
decisero di fornire agli studiosi il loro contributo; con l'occasione credo che non sarebbe stato inutile proseguire e fornire una qualche indicazione relativa agli autori e alle opere che nel frattempo hanno contribuito al superamento del lavoro, per quel che attiene all'Araldica italiana...
2. Il dizionario araldico che completa il volume è sostenuto dall’intero manuale e, all’interno di esso, da diversi capitoli collegati e introduttivi, fra i quali uno interamente dedicato alla blasonatura, fornito di bibliografia italiana e internazionale e con profilo scientifico-didattico
Al recensore.
Sono felice che abbia abbandonato le sue spasmodiche ricerche su internet e si dedichi ora alla bibliografia; attendo con fiducia il suo contributo al tema (meglio se in molti volumi), e sono certa che la sua grande cultura e la sua esperienza specifica le consentiranno di evitare gli errori in cui sono incorsi due grandi studiosi che, nel frattempo, mi conserntirà di continuare a rispettare ed ammirare per un lavoro che ha contribuito a fondare una disciplina, e sul quale fatico proprio a tollerare i suoi eleganti confronti con le grigliate miste…Se non è in grado di recensire un’opera nel suo contesto e neppure di valutarne l’apparato bibliografico, insomma, caro moderatore per la bibliografia, ci risparmi almeno questo suo linguaggio insipiente e banale, oltre che gravemente irrispettoso del lavoro altrui….
Ai colleghi forumisti che desiderino meglio conoscere la disciplina, e in attesa di nuovi vangeli e di didascalie scientifiche, consiglio di leggere quel poco che, di qualità, la letteratura ci offre sull’Araldica, il Bascapè Del Piazzo e la Zug Tucci (insieme a molte altre opere più specifiche, naturalmente).
si arriva in cielo

Sigillum1 ha scritto:Cari entrambi, sono sempre stata ben conscia dei "difetti" del Bascapè Del Piazzo, tanto che, per prima, ne avevo rilevato le lacune, che sono, a mio avviso, innumerevoli e non soltanto in relazione all'apparato iconografico; quel che mi ha irritata è stato soprattutto lo stile della "recensione" che non credo debba essere impiegato per nessun libro e per nessun autore...e l'assenza di una ben che minima collocazione dell'opera all'interno della storia della disciplina (informazione, a mio avviso essenziale per coloro che non la conoscono).Mi scuso tuttavia per aver a mia volta usato toni che ritengo dovrebbero essere in genere evitati.
So davvero pochissimo dell'Araldica più recente e sarei grata al dott. Bedini se volesse fornirmi indicazioni sugli stemmi "non certificati" cui accennava e che non sono in grado di individuare. Un cordiale saluto. Silvia
deve perciò essere valutata nel contesto storico culturale entro il quale è stata prodotta e più precisamente deve essere valutato lo stato degli studi che sulla disciplina erano disponibili all'epoca
si arriva in cielo

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