La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

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La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 15 giugno 2008, 17:35

Ho trovato un titolo interessante :

Titolo: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell'albero genealogico
Autore: Schützenberger Anne A.
Prezzo: € 13,50
Anno: 2004
pagine. 232
Editore: Di Renzo Editore (collana Psiche)

Ecco la recensione che da http://www.ibs.it del libro:
In questo libro, Anne Ancelin Schützenberger, terapista e analista con oltre quarant'anni di esperienza, spiega e fornisce esempi clinici del suo originale approccio psicogenealogico alla psicoterapia. Siamo semplici anelli in una catena di generazioni, e spesso non abbiamo scelta e diventiamo vittime di eventi e traumi già vissuti dai nostri antenati. Il libro, giunto in Francia alla 15° edizione, contiene interessanti casi-studio ed esempi di "genosociogrammi" che illustrano come i pazienti abbiano acquisito paure all'apparenza irrazionali, difficoltà psicologiche o persino fisiche scoprendo e cercando di comprendere i parallelismi tra la propria vita e quella dei propri avi.


Ne sapete qualcosa in più?

Se le tesi fossero reali, la ricerca genealogica sarebbe davvero pericolosa! :twisted:
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 15 giugno 2008, 19:54

Un altra recensione da una versione diversa:

Anne Ancelin Schützenberger, terapista ed analista con oltre 30 anni di esperienza, spiega e fornisce esempi clinici del suo particolarissimo approccio psicogenealogico alla psicoterapia. Siamo solo anelli in una catena di generazioni e può capitarci di non avere altra scelta se non quella di subire eventi e traumi dei nostri antenati. Il testo comprende affascinanti casi e numerosi "genosociogrammi", ovvero alberi genealogici che illustrano come, attraverso la storia della propria famiglia, è possibile comprendere le proprie paure, e le difficoltà psicologiche e fisiche, semplicemente scoprendo interessanti paralleli con i nostri avi. (In Francia già alla sedicesima ristampa!)

Anne Ancelin Schützenberger, psicoterapista di fama internazionale è professore emerito di Psicologia all'Università di Nizza e co-fondatrice del "International Association of Group Psicotherapy".


Fonte: Italiadonna

In questa versione la tesi è che la ricerca genealogica aiuterebbe a risolvere le proprie paure
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda MMT » lunedì 16 giugno 2008, 20:44

Non capisco però come possano scaturire delle paure dallo studio della vita dei propri avi. No capisco in realtà se si tratti della teoria della reincarnazione, secondo cui le persone si comportano così perchè l'han fatto nella precedente vita in cui erano un'altra persona. Teoria che a mio avviso, modesto in quanto non sono un tecnico della psicologia, lascia il tempo che trova. Tuttavia io ho sempre sentito che la storia è maestra di vita, non vedo quindi come lo studio della propria genealogia possa portare a patologie di carattere psicologico. Anzi semmai potrebbe insegnare a comportarsi in certi modi seguendo un certo esempio. Non capisco per altro come si possano fare dei parallelismi con delle persone che sono vissute in un'epoca storica differente e antecedente alla nostra, decontestualizzando quindi ogni singola scelta di quel preciso avo. Come se la paura fosse quella di immedesimarsi troppo in un atenato e di vivere come facendo scelte anche importanti come se si fosse un'altra persona. Ma questo credo che rientri in un altro tipo di patologia psicologia e dubito che sia riconducibile specialemente a chi fa una ricerca genealogica, o si interessa del carattere dei propi avi. Cosa sicuramente diversa da questa è quella particolare patologia, la megalomania, che invece può essere alla base dell'inizio di una ricerca genealogica mirata soltanto al necessario ritrovamento della nobiltà.

Spero di aver modo di approfondire questo argomento.


Michele T.
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda MMT » martedì 17 giugno 2008, 11:30

aggiungo che questa teoria si basa su determinati punti abbastanza discutibili:

- la coincidenza di giorni e di mesi che abbiamo in comune con i nostri predecessori (date di nascita morte e di eventi rilevanti magari drammatici)
- trasmissione incoscia di eventi attraverso le generazioni successive
- le malattie ereditarie troverebbero le loro cause oltre che nella getica anche in questa componente inconsia
- un'ipotesi all'interno della teoria è che si verifichino questi stati psicologici a causa di impegni e doveri non portati avanti (i vari "se") che però rimangono in questa memoria incoscia
- nei casi in studio il non poter elaborare un evento traumatico vissuto da un genitore o nonno, perchè non raccontato e volutamente nascosto porterebbe nei casi più gravi alla psicosi
- con questa teoria si cerca di favorire uno scambio di ruoli tra i pazienti e i loro antenati

Con tutto il rispetto per la famosa psicologa, chiarissima professoressa, credo che questa teoria sia alla stregua di altre che rientrano quasi più sul "paranormale" che su basi scientifiche.

Comunque sia sarei interessato all'opinione di chi avesse letto il libro, che senza dubbio potrà essere di grande interesse.

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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 18 giugno 2008, 16:47

Ho sempre amato quadro di Klimt "Vita e morte" perché rappresenta bene la continuità della vita di una persona attraverso i suoi discendenti e in fondo in fondo sono convinto che quanto hanno fatto i nostri antenati, tanti tanti anni fa, può in qualche modo influenzare la nostra vita di oggi.

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Tecnicamente si chiama genosociogramma

E' chiamata così la presunta possibilità di stabilire un diagramma personale - carattere, psicologia, predisposizioni, talenti - in base alla propria storia familiare, a quella dei propri antenati e genitori diretti. Una misteriosa forza, iscritta nei geni, che ci porta a compiere atti e omissioni, circostanze e cose che già furono messi in opera dai nostri antenati, nello stesso ordine.

Naturalmente a livello scientifico non sia hanno ancora riscontri ma chissà che un giorno una mappatura più profonda del DNA umano non troverà qualcosa di interessante... :wink:
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda MMT » giovedì 19 giugno 2008, 12:18

A livello genetico è decisamente più speigabile il fatto di ereditare dei particolari caratteri somatici o inclinazioni (artistica o pittorica) dai proprio antenati. Ma questa è cosa ben diversa dalla memoria che viene trasmessa di eventi! :wink:

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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 19 giugno 2008, 13:04

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:A livello genetico è decisamente più speigabile il fatto di ereditare dei particolari caratteri somatici o inclinazioni (artistica o pittorica) dai proprio antenati. Ma questa è cosa ben diversa dalla memoria che viene trasmessa di eventi! :wink:

Michele


Hai ragione :wink: infatti come dicevamo più su la scienza ancora non ha trovato riscontri su tali argomenti.

Devi ammettere però che oltre il genosociogramma anche teorie come quella della "memoria genetica" sono molto affascinanti. D'altra parte nessuno può ancora nemmeno escludere l'ipotesi che il DNA di ognuno di noi possa contenere oltre alla struttura dell'organismo fisico e chimico anche informazioni relative alla storia dell'umanità, con i "ricordi" del singolo uomo. :wink:
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda MMT » giovedì 19 giugno 2008, 16:17

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Hai ragione :wink: infatti come dicevamo più su la scienza ancora non ha trovato riscontri su tali argomenti.

Devi ammettere però che oltre il genosociogramma anche teorie come quella della "memoria genetica" sono molto affascinanti. D'altra parte nessuno può ancora nemmeno escludere l'ipotesi che il DNA di ognuno di noi possa contenere oltre alla struttura dell'organismo fisico e chimico anche informazioni relative alla storia dell'umanità, con i "ricordi" del singolo uomo. :wink:


Affascinante si... ma ammetti che qui esuliamo anche ai confini della fantascienza! :mrgreen:

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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 19 giugno 2008, 17:35

Fantascienza è qualcosa di falso.

Qui la questione è diversa. Il genosociogramma o la "memoria genetica" sono teorie non provate scientificamente ma nessuno può dire, per ora, se siano cose vere o false dato che non è stato provato nemmeno il contrario. :wink:

Come dicevo più su solo una mappatura più approfondita del DNA potrà stabilire la veridicità di queste teorie.

Ci sono però fenomeni ancora non spiegati come il déjà vu che potrebbero trovare una soluzione con la teoria della memoria genetica.
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda adj » giovedì 19 giugno 2008, 23:19

Da un punto di vista scientifico non basta che una teoria non sia stata provata falsa, perché possa godere di una certa credibilità, o almeno plausibilità.
Tra l'altro, come sostenuto da Karl Popper, perché una teoria abbia valore scientifico deve essere "falsificabile", deve cioè consentire esperimenti empirici che possano eventualmente smentirla. Altrimenti si rimane nel campo del puramente opinabile, come quando si parla di reincarnazione o di astrologia: ognuno può sostenere quello che gli pare, in quanto ogni dato anche apparentemente contrario può venire "assorbito" dal sistema, giustificato in qualche modo. La scienza non ha bisogno di dimostrare la falsità di tali ipotesi; semplicemente non sono scientifiche.
Si noti che questo vale anche per la religione, quindi non si tratta di per sé di un giudizio di valore, ma semplicemente di campi di competenza. Quando però una cosa intrinsecamente non scientifica pretende invece di esserlo, si configura un'indebita invasione di campo: è in genere il caso di tutte le teorie parapsicologiche. Sarebbe come se la Chiesa pretendesse di dimostrare anatomicamente l'esistenza dell'anima (sia detto per inciso: l'invasione di campo può avvenire anche al contario; è appunto il caso di quei medici atei che negavano l'anima perché non la trovavano facendo a fettine vivi o morti).
Venendo al caso specifico, la conoscenza attuale sul DNA non è poi così scarsa. In particolare tutta la conoscenza scientifica esclude la possibilità di un influsso dal somatico al genetico (per intenderci: se mi taglio una mano, non avrò figli monchi): il patrimonio genetico personale deriva dalla ricombinazione di quello dei genitori, più modifiche casuali (errori al momeno della trascrizione). Sostenere un influsso a livello genetico della storia degli avi è come credere che il risultato di un lancio di dadi sia correlato a cosa ha mangiato a colazione il giocatore.
adj
 

Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 19 giugno 2008, 23:38

Evidentemente procediamo per metodi diversi.

Per contro potrei dirle che non è detto che non esista qualcosa che non riesco a provare: la forza di gravità esisteva ben prima di Newton.

Allo stesso tempo non posso provare empiricamente l'esistenza di Dio ma non vuol dire che non esiste. :wink:

Per quanto riguarda Il genosociogramma o la "memoria genetica" non mi sento di escludere a priori la loro esistenza.

Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio. (Bertolt Brecht)
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda adj » venerdì 20 giugno 2008, 9:25

Nessuno, anche prima di Newton, metteva in discussione l'esistenza della "gravità", che era constatabile in ogni istante: semplicemente le spiegazioni date erano meno soddisfacenti (oggi diremmo meno scientifiche). Nel nostro caso (genosociogramma) siamo invece in presenza di una teoria, ma in assenza (o quanto meno presenza molto, molto dubbia) del fenomeno da spiegare. La scienza parte da dati, e dati sicuri: se no si costruisce sulla sabbia.

Circa l'esistenza di Dio e la sua dimostrabilità, forse sono stato poco chiaro, ma credo di aver detto sostanzialmente la stessa cosa (cioè che non riguarda la scienza).

Per quanto riguarda la questione specifica. Il DNA di una persona resta invariato per tutta la vita, se no perderebbe totalmente di senso il suo utilizzo, sia in campo genealogico che criminale. Anche senza entrare nella distinzione tra il DNA che potremmo chiamare somatico e quello genetico, le eventuali mutazioni avvengono a causa di fattori che agiscono direttamente sul DNA (per esempio esposizione a radioattività) e in maniera non uniforme (cioè l'esposizione alla radiottività potrà facilmente causare la nascita di figli affetti tutti da patologie genetiche, ma non tutti dalla stessa patologia).
Questi due fattori, ormai chiaramente acquisiti dalla scienza non sono compatibili con la "memoria genetica" come qui intesa.
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda MMT » venerdì 20 giugno 2008, 12:18

adj ha scritto:Nessuno, anche prima di Newton, metteva in discussione l'esistenza della "gravità", che era constatabile in ogni istante: semplicemente le spiegazioni date erano meno soddisfacenti (oggi diremmo meno scientifiche). Nel nostro caso (genosociogramma) siamo invece in presenza di una teoria, ma in assenza (o quanto meno presenza molto, molto dubbia) del fenomeno da spiegare. La scienza parte da dati, e dati sicuri: se no si costruisce sulla sabbia.


Concordo pienamente.
Le teorie scientifiche devono avere alla loro base dei dati verificabili, che poi saranno analizzati nel corso del tempo. Una teoria campata per aria non è scientifica anche se dichiarata da un premio Nobel.
Altro discorso è quello della correlazione tra scienza e fede, ma non vorrei uscire dal tracciato, che possono coesistere ma l'una non può, per forza di cose, invadere il campo dell'altra, anche perchè entrambe sono in realtà limitate: la fede è qualcosa che l'uomo accetta anche se non riesce a spiegarne i motivi, la scienza progredisce passo passo e non potrà mai essere finita.

Per concludere: la teoria sulla sindrome degli antenati è qualcosa, un'intuizione, di una persona sulla base di alcune esperienze vissute da persone affetti da patologie psichiche. Già così sembra partire male... una teoria scientifca, ancor più una legge scientifica, deve esserlo e valere oggettivamente e non soggettivamente. La stessa autrice del libro, nella sua intervista (la trovate su youtube), è molto evasiva nello spiegare come funziona questa "trasmissione di dati": "è così ne sono sicura ma non chiedetemi il perchè"... :| Insomma mancano le basi per questa intuizione.

Alessio tu citi il dejavù... sono procedimenti mentali non ancora spiegati e di cui non si sa nulla, che pertengono alla nostra mente, come i sogni. Insomma ora non si può certo ricollegare tutto a questa teoria :mrgreen: sennò si fa la fine di certe trasmissioni televisive che ricollegano sempre tutto ad Atlantide o ai Templari, a seconda della moda del momento!!! :wink:
Non sono poi d'accordo: fantascienza non è necessariamente qualcosa di falso ma qualcosa che va al di là della scienza, siceramente mi sembra il termine preciso per una teoria che per ora non trova alcun riscontro o dato oggettivamente provabile.

Michele
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 20 giugno 2008, 13:28

Come detto in principio è qualcosa di non provato scientificamente.

Come già detto però non mi sento di escludere ogni veridicità a priori come non sono d'accordo nello stabilire che del DNA umano sappiamo già tutto.

Anche nel Seicento si credeva di sapere tutto di astronomia...

Ma perché da questo S. Off.io, per aver io, dopo d'essermi stato con precetto dall'istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il sole sia centro del mondo e che non si muova e che la terra non sia il centro del mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere né insegnare in qualsivoglia modo, né in voce né in scritto, la detta falsa dottrina, e dopo d'essermi notificato che detta dottrina è contraria alla Sacra Scrittura, scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto l'istessa dottrina già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo e imobile e che la terra non sia centro e che si muova;
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Re: La sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale

Messaggioda adj » venerdì 20 giugno 2008, 17:44

Del DNA umano non sappiamo già tutto, ma sappiamo con precisione alcuna cose, e queste paiono incompatibili con alcune teorie.

Parimenti nel Seicento non si sapeva tutto di astronomia (e non so se si presumesse di sapere tutto), ma certo si sapevano alcune cose già con precisione: per esempio si poteva predire con precisione la posizione futura dei pianeti. Come nel caso di Newton e della gravità, quello che mancava era una teoria che spiegasse meglio i fenomeni quotidianamente osservati.

Non si può ricorrere a Galileo per giustificare la plausibilità di qualsivoglia teoria, senza che queste abbiano né un riscontro oggettivo, né offrano una possibilità di verificarne la veridicità (o meglio, seguendo Popper, che ne consentano la falsificazione).

Detto tra parentesi, nel caso Galileo chi veramente dimostrò una mentalità scientifica moderna fu proprio il cardinal Bellarmino, che suggerì di considerare l'eliocentrismo come pura ipotesi matematica, non essendo le prove addotte irrefutabili. E in effetti quella delle maree sostenuta da Galileo risultò falsa, come sappiamo oggi.
Inoltre Galileo nel caso delle comete, che non si adattavano bene alla sua teoria, sostenne trattarsi di illusioni ottiche, contro la giusta ipotesi del gesuita Orazio Grassi. Quindi anche lui "si rifutò di guardare per non vedere quello che non poteva esistere".
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