DIRITTI FEUDALI E TITOLI NOBILIARI

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DIRITTI FEUDALI E TITOLI NOBILIARI

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 27 ottobre 2004, 21:01

Ragionavo giorni or sono con un amico, a riguardo di Dirittti Feudali e titoli nobiliari dei tempi passati.

Un sovrano concedeva autonomamente tali diritti, titolo nobiliare (e magari anche lo stemma) con atti pubblici e fin qui nulla di anormale.

Tali diritti però insieme ai titoli venivano spesso venduti da chi li riceveva o dai suoi discendenti. Come avveniva tutto ciò? Con atto notarile? Oppure chiedendo l'assenso del sovrano (da cui si erano ricevuti i diritti e i titoli) e con atto pubblico di quest'ultimo?

Con l'abolizione dei diritti feudali è comunque continuata la compravendita dei titoli nobiliari. Addirittura anche al giorno d'oggi. In che modo è possibile ed ha senso secondo voi, nel nostro presente, comprare un titolo di Principe o Duca?
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Alessio Bruno Bedini
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Messaggioda Grimaldi » martedì 21 dicembre 2004, 11:56

Egr. signori,
girovagando per i vecchi post del forum ho notato questo vs topic al quale volevo aggiungere qualcosa.....
Vorrei far notare che purtroppo i titoli nobiliari si vendevano! E in particolar modo nel citato Regno di Napoli dal sec. XVII ci fu un decadimento tale che molte famiglie borghesi arricchite si elevarono comprandosi un titolone (venduto da nobili decaduti, con conseguente intercessione di alti uffici per il regio assenso oppure venduti dallo stesso governo vicereale o da intermediatori)..... e questo in particolar modo dal periodo della guerra dei trent'anni, quando il Regno di Napoli fu spremuto come un limone per finanziare la costosissima guerra...
Il paradosso fu che grandi famiglie di antica nobiltà decaddero e furono sconfitte dal sec. XVI dalla reazione annichilente del governo spagnolo (valga per tutti l'esempio del Sanseverino Principe di Salerno), restando di esse spesso solo cadetti e/o rami minori... mentre famiglie di piccola nobiltà o di estrazione borghese (nobili di toga, ovvero giuristi, magistrati o avvocati o nobili di "robe", cioè borghesi arrichiti) si elevarono socialmente comprando titoli, facendo matrimoni prestigiosi ecc.....
Altra considerazione poi quella sull'acquisto di un bene feudale senza titolo feudale. Fino alle leggi borgoniche nel Regno di Napoli il termine "Barone" non era considerato titolo nobiliare ma solo "onorifico".
Inoltre in tale epoca venne poi fatto l'espresso divieto di commerciare i titoli nobiliari.
Queste a grandi linee le note che volevo aggiungere.
Grazie.
Grimaldi
 

Messaggioda Marcello Cantone » giovedì 23 dicembre 2004, 13:13

Grimaldi ha scritto:Egr. signori,
girovagando per i vecchi post del forum ho notato questo vs topic al quale volevo aggiungere qualcosa.....
Vorrei far notare che purtroppo i titoli nobiliari si vendevano! E in particolar modo nel citato Regno di Napoli dal sec. XVII ci fu un decadimento tale che molte famiglie borghesi arricchite si elevarono comprandosi un titolone (venduto da nobili decaduti, con conseguente intercessione di alti uffici per il regio assenso oppure venduti dallo stesso governo vicereale o da intermediatori)..... e questo in particolar modo dal periodo della guerra dei trent'anni, quando il Regno di Napoli fu spremuto come un limone per finanziare la costosissima guerra...
Il paradosso fu che grandi famiglie di antica nobiltà decaddero e furono sconfitte dal sec. XVI dalla reazione annichilente del governo spagnolo (valga per tutti l'esempio del Sanseverino Principe di Salerno), restando di esse spesso solo cadetti e/o rami minori... mentre famiglie di piccola nobiltà o di estrazione borghese (nobili di toga, ovvero giuristi, magistrati o avvocati o nobili di "robe", cioè borghesi arrichiti) si elevarono socialmente comprando titoli, facendo matrimoni prestigiosi ecc.....
Altra considerazione poi quella sull'acquisto di un bene feudale senza titolo feudale. Fino alle leggi borgoniche nel Regno di Napoli il termine "Barone" non era considerato titolo nobiliare ma solo "onorifico".
Inoltre in tale epoca venne poi fatto l'espresso divieto di commerciare i titoli nobiliari.
Queste a grandi linee le note che volevo aggiungere.
Grazie.


È proprio così i titoli nobiliari si vendevano! Almeno in Sicilia.
Li vendeva sia il Re che il privato. Quando la corona vendeva una città, una Università o una Terra si dava la possibilità agli abitanti di poter riscattare il proprio paese versando il corrispettivo (o qualcosa di più) alle casse dello stato, ma questo, di fatto non risolveva il problema, lo rinviava nel tempo, solo poche città non furono rivendute (vedi Acireale).
Il feudo di solito veniva venduto con un semplice atto notarile, si faceva domanda di investitura presso la Conservatoria del Regno, o la Camera Reginale, o il Protonotaro del regno e il Sovrano dava “ESECUTORIA” dietro versamento di relativa tassa di investitura. A ogni passaggio di proprietà o per vendita o per morte dell’investito si doveva versare la tassa di successione, lo stesso accadeva anche quando cambiava il sovrano i possessori di feudo se ne dovevano reinvestire versando relativa tassa.
Quindi più passaggi di mano più soldi per il Sovrano.

Molte famiglie siciliane diventarono Principi di….. Duchi di…., Marchesi di…., acquistando il titolo nobiliare col vil denaro.

Cordialmente Marcello
Marcello Cantone
 
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 23 dicembre 2004, 14:17

Appunto!
La città dove vivo più di una volta si riscattò dal regio demanio (come uno schiavo che si compra da solo per diventare libero!) per non cadere preda dei voraci e boriosi feudatari........ ma il governo spagnolo puntualmente tradì questo riscatto (anche se esso era stato sancito con tanto di atto, lauto pagamento ecc.) concedendo la città ad altri feudatari.....
Le radici della diffidenza verso il governo sono remote...... ma ancora radicate... purtroppo!
I grandi "titoloni" moderni furono attribuiti in massima parte proprio nei secoli della dominazione spagnola (ad esempio nel Regno di Napoli...) e come ho già detto molti borghesi o rami nobili cadetti riuscirono così a comprarsi un titolone che diede loro il lustro sociale che non avevano....
Insomma come scrive il De Lellis l'inflazione moderna e l'esclalation dei titoli fu inversamente proporzionale al loro valore politico effettivo.... In sostanza un conte di epoca angioina era spesso molto di più in un duca o di un principe di fine '600....
E non parliamo poi di come tante famiglie fecero i soldi in tali epoche per potersi permettere poi l'acquisto di titoli nobiliari (un investimento che ricorda un pò come oggi si comprano azioni e titoli finanziari)....
Sic fuit et sic transeat gloria mundi......
Grimaldi
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 28 dicembre 2004, 13:18

Il titolo non si acquistava esclusivamente per compravendità, ma anche con l'adozione.

Dite che si è abusato anche di ciò?
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