fra' Eusanio da Ocre ha scritto:La documentazione richiesta viene fornita da D. L. Galbreath che, nel suo Papal Heraldry, gli attribuisce:
a) un d'argento, a due fasce ondate di rosso;
b) menzionando il Ciaccionio (Vitæ et res gestæ...), un d'argento, a due fasce ondate, la superiore di rosso, l'altra d'azzurro;
c) lo stemma sopra postato dall'amico Alessio, che l'Autore ipotizza sia stato adottato "per modestia" dal pontefice.
Sì, caro Frate. Ho controllato sull'edizione del 1972 riveduta da Geoffrey Briggs (pp. 83-84). Egli parla dello stemma dei Parentucelli descrivendolo come "
silver two bends wavy gules (according to Ciacconius, one bend is gules and the other azure)", e aggiunge a proposito di esso che "were not used by the Pope who, apparently from a feeeling of humility, replaced them by the arms of St Peter,
Gules a pair of crossed keys silver". Il Galbreath elenca dunque i luoghi dove l'arma petrina utilizzata dal pontefice appare: monete di Nicola V, medaglia dell'uditore generale della camera apostolica, un rilievo sulle mura romane vicino la Porta Ardeatina, ecc.
Interessante è la precisazione circa lo smalto delle chiavi nell'arma di papa Parentucelli. "Occasionalmente le chiavi sono d'oro, e nelle pitture nella Sala dei Notari a Perugia (che fu meta di una visita araldica del nostro Istituto... purtroppo io non vi appartenevo ancora) non solo le chiavi sono d'oro, ma il campo è d'argento, probabilmente un tentativo di differenziare l'arma del Papa da quella della Chiesa".