fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...e poi, caro Michele, mica tutti i cristiani sono anche genealogisti!
La maggioranza, di solito, si rivolge anzi alle strutture ecclesiastiche per altri motivi, trovando normalmente buona o ottima accoglienza, e non certo ricambiandola
ritagliando con la lametta i documenti antichi, e scatenando così le giuste ritrosie di molti...
Bene

vale
Egregio Fra Eusanio
se non la conoscessi quasi quasi potrei pensare che si riferisse a me....
Però a scanso di equivoci forse è meglio specificarlo altrimenti la gente chissà cosa può pensare.
Caro Tuccimei
forse ci sono andato un pò pesante, e non potrei cambiare religione neanche a volerlo dato che è difficle trovare una persona più credente di me.
Però appunto per le mia grande fede non è possibile tollerare comportamenti di questo tipo proprio da chi dovrebbe essere il servo di Dio e invece si comporta il padrone di un patrimonio culturale di tutti e non solo della Chesa! Lo so sono cose scomode da dire, ma purtroppo questa è la verità; anch'io mi sono imbattuto in parroci non solo disponibili ma anche molto preparati e gentile ( ricordo in particolare un prete venezuelano di S. Andrea del Garigliano - persona dalla cultura immensa, molto severo a geloso delle cose della parrocchia - che mi ha ricordato che loro hanno il dovere sia morale che legislativo - secondo la legge ecclesiastica - di dare il massimo aiuto a chiunque abbia bisogno di loro in qualsiasi situazione); la mia polemica era solo rivolta a quei pochi che rovinano la reputazione degli altri; però con ciò voglio dire che se il Vaticano, non rimedia a questa defaillance sarà dura per tutti coloro che vorranno ritrovare le loro origini.
Dirò di più: consiglio a tutti di non rivolgersi ad un genealogista e non perchè è disonesto, ma perchè è più bello ricercare le proprie origini da soli.
Riguardo lo IAGI spero che possa adoperarsi in questo senso ma essendo realisti non credo sia una cosa semplice e soprattutto realizzabile a breve.
Caro Signor Bedini
mi scusi ma non sono d'accordo con lei: vuol dire che chi non è raccomandato da vescovi, alti prealti o VIP non potrebbe svolgere ricerche genealogiche per lavoro o per la propria famiglia?
E chi non può o non vuole essere presentato da nessuno cosa fa? Alla faccia della carità cristiana! Invece sarebbe molto ma molto più semplice e pratico se anche il prete o una persona di fiducia assistesse alla ricerca verfificando che qualcuno non "tagli i documenti" e se li porti a casa. Non trova?
Ricordiamoci che fare il prete non significa "comandare" una parrocchia ma servire i fedeli in tutto e per tutto e se la Chiesa vorrà continuare ad esistere è bene che se lo ricordi; se non si ha la vocazione è meglio cambiare mestiere o magari religione.
Ma la cosa comica è che in un momento in cui l'Unione Europea sta dando il benservito alla Chiesa, in cui l'islam è ormai alle porte (se non vene siate accorti datevi una svegliata), la vocazione ecclesiastica è ai minimi storici e tutti i paesi "civilizzati" si apprestano a legalizzare le coppie gay in tutto e per tutto, i preti di oggi fanno anche i sostenuti nel voler aiutare gl'interessati nello svolgere ricerche genealogiche! Se questi registri non si possono consultare che ci sono a fare?
Saluti.