Biglietti da visita nobiliari

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda MMT » mercoledì 17 ottobre 2007, 22:52

Io pure so che la corona si sbarra per deferenza

Michele Tuccimei
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Messaggioda FML » mercoledì 17 ottobre 2007, 23:37

GM Pd'A ha scritto:Un tratto di penna sopra il "dott", l' "avv", l' "ing" .....invece si usa ed è cortese. Lo si fa solo quando si usano carte o biglietti per gli amici ,cui si da poi del tu. E' come dire " scusa, se uso con te una carta professionale".
Sciocco sarebbe invece il tratto di penna con persone con cui si hanno rapporti con il "lei". Ma sono proprio le "piccole cose" quelle da cui si distinguono a prima vista le persone.
Mai si cancella uno stemma o una corona !

Concordo pienamente!
Stampati su un biglietto di visita (o su una carta intestata) i titoli di studio (o simili) andrebbero utilizzati solo in ambito professionale. I titoli nobiliari, al contrario, sempre.
Essi rappresentano, infatti, uno "stato di vita" (imprescindibile...come essere uomo o donna) e non una "qualifica" da specificare in ambito lavorativo.
Provate ad immaginare, a tal proposito, un religioso che nel momento di darvi il proprio biglietto di visita, ne sbarri :roll: lo stato ecclesiastico riportato (don, monsignore, cardinale), o l'eventuale ordine di appartenenza.

Cordialmente,
Ferrante
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Messaggioda GM Pd'A » giovedì 18 ottobre 2007, 9:40

Giusto!
Infatti il motivo è che stemma e corona fanno parte dell'identità, che non si cancella mai, come il nome ( anche se capita che vi sia chi barra persino il nome .....).
In effetti sarebbe opportuno avere almeno due tipi di carte e biglietti.
Un tipo per uso professionale e rapporti sociali impersonali, con recapiti e qualifiche e un tipo con solo nome e cognome ,eventaule corona o stemma per rapporti sociali personali.
Amici e conoscenti sanno dove trovarvi e presumibilmente faranno parte di un simile ceto sociale, che deferenza mai si dovrebbe usare?
Il biglietto da visita serve oggi praticamente a scopo professionale.
Altrimenti basta un biglietto con il nome ,soprattutto da inviare per risposte a inviti,condolianze, comunicazioni,auguri,partecipazioni ...ecc. : si scrive a mano , sul fronte , come se quanto stampato non esistesse,pur senza sovrastarlo, e si firma.
E' chic un cartoncino crema con lo stemma in alto a sinistra e nient'altro.

Ultima cosa a proposito di "snob": come saprete deriva da "sine nobilitate"
e indica l'atteggiamento di chi ,essendo nobile, si atteggia a tale.

Cordialità.

GM Pd'A

PS
Non mi avete detto come vi presentereste a un invito con "cravatta bianca
e piccole decorazioni".
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Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 18 ottobre 2007, 9:58

Cravatta bianca e piccole decorazioni ?

Frac e miniature, anche se non mettere le grandi decorazioni con il frac mi sembra un pò ... ? riduttivo ?

Cordialmente,

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Messaggioda marcoluca » giovedì 18 ottobre 2007, 10:08

GM Pd'A ha scritto: E' chic un cartoncino crema con lo stemma in alto a sinistra e nient'altro ... Non mi avete detto come vi presentereste a un invito con "cravatta bianca e piccole decorazioni".


Su questo potrei concordare, ma oggi in Italia soprattutto, l'uso dello stemma è quanto mai vario nelle diverse classi sociali. Semplici borghesi ormai si dotano di uno stemma ex novo e ciononostante non aspirano ad essere paragonati ai nobili, nè essere considerati tali... almeno nella forma...
Dovrebbero rinunciarvi del tutto...

Rispondo alla sua domanda, ora :wink: ! Ad un invito con cravatta bianca ci si presenta in frac, la specificazione "piccole decorazioni" credo voglia intendersi solo le miniature, in quanto sono escluse le rosette sul frac.
Ho visto indossare frac con miniature in Vaticano, durante alcune celebrazioni pontificie forse di non eccessivo rigore.
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Messaggioda GM Pd'A » giovedì 18 ottobre 2007, 10:24

Cosa sarebbero "le miniature"?
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Messaggioda FML » giovedì 18 ottobre 2007, 10:24

marcoluca ha scritto:(...) oggi in Italia soprattutto, l'uso dello stemma è quanto mai vario nelle diverse classi sociali. Semplici borghesi ormai si dotano di uno stemma ex novo e ciononostante non aspirano ad essere paragonati ai nobili, nè essere considerati tali... almeno nella forma...
Dovrebbero rinunciarvi del tutto...

...perchè, :wink: caro amico?

Sai bene come la penso: lo stemma araldico è un "diritto" di tutti.
Trovo che faccia benissimo chi, pur non essendo nobile titolato, utilizzi il proprio stemma araldico su biglietti da visita, carta intestata, ecc.
Unica condizione....la sobrietà ed il buon gusto.

Buona giornata :D!

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Messaggioda marcoluca » giovedì 18 ottobre 2007, 10:29

GM Pd'A ha scritto:Cosa sarebbero "le miniature"?

Sono delle decorazioni in formato più piccolo rispetto a quelle in formato regolamentare che si indossano comunque sull'abito da cerimonia, cioè il frac, e precisamente all'occhiello della marsina. Sarebbe auspicabile non più di tre, io ne prediligo il porto solo di una, però.
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Messaggioda GM Pd'A » giovedì 18 ottobre 2007, 11:03

La cravatta bianca è il frac, ma le piccole decorazioni sono sì quelle in formato piccolo ma fascietta e collare ,quelle all'occhiello non si portano.
Il formato grande è composto di fascia e placca.
Le piccole si portano per feste e balli privati.
Fascia e placca per cerimonie e occasioni ufficiali di rappresentanza .

Ha presente ne " Il Gattopardo" quando il principe di Salina fa togliere la decorazione all'occhiello al padre di Angelica prima del ballo?

Cordialità.

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Messaggioda marcoluca » giovedì 18 ottobre 2007, 11:32

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:...Sai bene come la penso: lo stemma araldico è un "diritto" di tutti.
Trovo che faccia benissimo chi, pur non essendo nobile titolato, utilizzi il proprio stemma araldico su biglietti da visita, carta intestata, ecc.
Unica condizione....la sobrietà ed il buon gusto.

So come la pensi Ferrante, ma la mia perplessità nasceva dal fatto che l'uso seppur del solo scudo, non potesse indicare un vezzo un po' snob di chi lo presenta.
Rimane ovvia la regola del buon gusto e della sobrietà, che però come vedi ha dei confini molto labili...
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Messaggioda marcoluca » giovedì 18 ottobre 2007, 11:41

GM Pd'A ha scritto:La cravatta bianca è il frac, ma le piccole decorazioni sono sì quelle in formato piccolo ma fascietta e collare ,quelle all'occhiello non si portano.
Il formato grande è composto di fascia e placca.
Le piccole si portano per feste e balli privati.
Fascia e placca per cerimonie e occasioni ufficiali di rappresentanza .

Ha presente ne " Il Gattopardo" quando il principe di Salina fa togliere la decorazione all'occhiello al padre di Angelica prima del ballo?

Cordialità.

GM Pd'A


L'uso delle miniature sul frac l'ho visto in Vaticano in occasione di Celebrazioni pontificie forse di non essessivo rigore. Sul frac, in quell'occasione, non si portavano altre decorazioni.
Lei poi fa riferimento alla decorazione di Gran Croce ed in genere Cavaliere e Commendatore non fanno uso nè di fascia nè di placca... vorrebbe spiegarmi meglio? gliene sarei grato, davvero...
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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 18 ottobre 2007, 11:52

marcoluca ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto: Sai bene come la penso: lo stemma araldico è un "diritto" di tutti.
Trovo che faccia benissimo chi, pur non essendo nobile titolato, utilizzi il proprio stemma araldico su biglietti da visita, carta intestata, ecc.
Unica condizione....la sobrietà ed il buon gusto.

So come la pensi Ferrante, ma la mia perplessità nasceva dal fatto che l'uso seppur del solo scudo, non potesse indicare un vezzo un po' snob di chi lo presenta.
Rimane ovvia la regola del buon gusto e della sobrietà, che però come vedi ha dei confini molto labili...

Labili... ma ci sono, carissimo Marco questi confini. E se uno li vuol vedere e rispettare ciò è ben possibile.
Ad ogni modo, anche sulla scia di quello che aveva precedentemente detto il nostro Frate circa le poche possibilità odierne di usare il proprio stemma e l'opportunità di non eliminarlo quindi troppo facilmente anche dai biglietti da visita (oltre che da carta da lettere e simili), credo che un simile uso non solo sia lecito a tutti ma sia anche un modo per contribuire oggi a far vivere l'araldica. Se questa nobile disciplina rimanesse chiusa nei trattati specialistici o nelle discussioni di pochi interessati, non avrebbe grande futuro davanti a sè. :wink:
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Messaggioda MMT » giovedì 18 ottobre 2007, 13:05

Da quanto ho capito sembra che si sia ancora gente che si basa su vecchi manuali di bon ton come quelli della Morozzo della Rocca, percarità buonissimi ma aggiornati a 50anni fa :roll:

Michele :|
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Messaggioda GM Pd'A » giovedì 18 ottobre 2007, 17:19

Per Marcoluca:

E' semplice le decorazioni importanti sono fornite in due formati. Formato piccolo e formato grande. Il piccolo consiste in un collare di seta (generalmente) con i colori dell'Ordine cui è appesa la decorazione: si porta con il frac al collo (ovviamente la decorazione maggiore che si ha ) e la decorazione cade sullo sparato sotto il papillon. Il formato grande è costituito da una fascia di seta con i colori dell'Ordine ,che si porta sotto la giacca e sopra il panciotto dalla spalla destra al fianco sinistro, e da una placca che si porta sulla giacca sul petto a sinistra ( fino a tre placche).
Il frac è abito da gran sera o da gran cerimonia. Le piccole decorazioni si portano a ricevimenti ,feste,balli privati. Le grandi a cerimonie o ricevimenti ufficiali ,da Enti e con inviti a dignitari.
Le decorazioni che non hanno questi formati non si portano. All'occhiello non si porta niente, neanche con lo smoking, tutt'al più un fiore bianco con il frac (gardenia) bianco o rosso con lo smoking (rosa o garofano), solo nelle occasioni private.

Non si tratta di seguire manuali. Si tratta di seguire forme tradizionali che si sono raffinate nel tempo a costituire "regole".
Penso che assumere modi tradizionali (niente affatto obbligatori) senza seguirli come si deve, tradisca ridicolmente lo snob in un esito paradossale: la vanità si rivela davvero vana e ridicola.

Era un gioco peraltro quello del frac, per mostrare come ci siano regole che si possono conoscere o no.
Nelle cose tradizionali non c'è un "secondo me", chi non sa bene consiglierei si informasse da chi meglio sa, prima di procedere.

Meno "cav. don Calogero" (è una citazione) si vedono meglio è.

Cordialità, e mi scusino se sentissero qualche suono di arroganza, che non vorrei ci fosse.

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Messaggioda marcoluca » giovedì 18 ottobre 2007, 17:38

La ringrazio per la disponibilità e per le delucidazioni fornitemi! non c'è stata arroganza nei suoi toni, non si preoccupi.

Mi lascia un po' perplesso come certe regole tradizionali non corrispondano a certi usi prescritti da particolari regolamenti sul porto delle decorazioni... chi non è addentro a certe usanze purtroppo finisce per fare la figura del cav. don Calogero!....

Grazie comunque!
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