Biglietti da visita nobiliari

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda FedericoF » mercoledì 10 ottobre 2007, 20:23

Se mi è permesso un intervento, volevo riflettere sull'uso proprio del biglietto da visita. Occorre innanzi tutto prendere le distanze, come qualcuno ha già ricordato, dal biglietto "professionale": sarei quindi per l'abolizione di qualsiasi titolo accademico(decisamente triste vederli cancellati con un tratto a penna). Inoltre, assodato che non si consegnino più ai servitori all'ingresso, ritengo che l'uso principale sia quello di vero e proprio biglietto: risposte brevi, mazzi di fiori, condoglianze, congratulazioni, e così via.
Essendo una pratica privata e che va ormai scomparendo, credo che ognuno possa coltivare un proprio gusto personale: questo potrebbe anche essere ciò che caratterizza la persona, che la contraddistingue: la carta, il carattere, la disposizione; qui si possono veramente curare sobrietà, eleganza, funzionalità, senza aggiungere una lista sterminata di titoli o un'arma stampigliata così minutamente da non riuscire a distinguere nemmeno i quarti! Lasciamo che a parlare della "nobiltà" (di cui non c'è più e non può più esserci una funzione "socialmente" e legalmente riconosciuta) lo stile, il gusto, e soprattutto il nome. Buon compromesso mi pare la coroncina impressa. Allego l'immagine del biglietto da visita del Kaiser Guglielmo.
Grazie per l'attenzione, Federico.

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FedericoF
 
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Messaggioda Roberto Filo della Torre » mercoledì 10 ottobre 2007, 21:03

FedericoF ha scritto:Se mi è permesso un intervento, volevo riflettere sull'uso proprio del biglietto da visita. Occorre innanzi tutto prendere le distanze, come qualcuno ha già ricordato, dal biglietto "professionale": sarei quindi per l'abolizione di qualsiasi titolo accademico(decisamente triste vederli cancellati con un tratto a penna). Inoltre, assodato che non si consegnino più ai servitori all'ingresso, ritengo che l'uso principale sia quello di vero e proprio biglietto: risposte brevi, mazzi di fiori, condoglianze, congratulazioni, e così via.
Essendo una pratica privata e che va ormai scomparendo, credo che ognuno possa coltivare un proprio gusto personale: questo potrebbe anche essere ciò che caratterizza la persona, che la contraddistingue: la carta, il carattere, la disposizione; qui si possono veramente curare sobrietà, eleganza, funzionalità, senza aggiungere una lista sterminata di titoli o un'arma stampigliata così minutamente da non riuscire a distinguere nemmeno i quarti! Lasciamo che a parlare della "nobiltà" (di cui non c'è più e non può più esserci una funzione "socialmente" e legalmente riconosciuta) lo stile, il gusto, e soprattutto il nome. Buon compromesso mi pare la coroncina impressa. Allego l'immagine del biglietto da visita del Kaiser Guglielmo.
Grazie per l'attenzione, Federico.


Concordo Pienamente
Roberto Filo della Torre
 

Messaggioda Roberto Filo della Torre » mercoledì 10 ottobre 2007, 21:23

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:
Roberto Filo della Torre ha scritto:Circa lo stemma è di cattivissimo gusto, non bisogna ostentare il proprio titolo è tanto meno il proprio stemma.


Scusa Roberto, ma alla fine mettere la corona o lo stemma coronato, indica comunque il rango di una persona, anzi la corona ribadisce molto di più e in modo più specifico il titolo!

Michele


Caro Michele,
Lo stemma nobiliare è uno strumento da usare con prudenza, sul biglietto da visita (oltre a sembrare"chic") fa l'uomo che lo porge un arrampicatore sociale, una persona che per entrare nei salotti “bene” di Roma,Milano. Montecarlo ecc.ecc. è disposto a sembrare quello che non è.
Se una persona si chiama per esempio Borghese,Ruspoli,della Rovere,Romanoff,de Merod,Furstenberg ecc ecc non serve inserire nel biglietto uno stemma (che continuo a definire pacchiano volgare e di cattivo gusto)poiché il cognome che ha precede la persona che si presenta con il cognome si dice tutto,faccio un esempio. Se io domani vado a Crans sur Sierre nello Chalet Roa dei Principi Borghese duchi di Bomarzo e Paolo Borghese si presenta non serve null'altro il suo cognome dice tutto
Riciclo una frase che diceva sempre mia nonna "la semplicità fa l'uomo elegante.
Dopo questa perla di saggezza 8) 8) ti saluto cordialmente :) :)
Roberto Filo della Torre
 

Messaggioda MMT » mercoledì 10 ottobre 2007, 22:11

Ma infatti mi riferivo alla tua allusione di ostentare un titolo, con lo stemma, cosa che viene comunque fatta tramite la corona, che tu preferisci! :wink:

Michele
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » mercoledì 10 ottobre 2007, 22:23

Signori,
credo che la discussione verta sugli odierni biglietti di visita nobiliari, in quanto ho letto l'assoluta assenza dello stemma di famiglia su quelli attuali, preferendo la corona o altro.
Nelle mie ricerche ho trovato dei biglitti di visita nobiliari, ma essi immancabilmente erano completi di stemma di famiglia.
Anzi per talune famiglie vi era il doppio stemma ossia lo stemma usato nell'antichità affiancato a quello attuale.
Certamente mi riferisco a cento anni fa ed anche oltre e non a tempi recenti.
Ricordo che una mia lontana parente acquisita, di nobili natali, conservava un piccolo clichè con inpresso lo stemma che veniva "stampato" dal tipografo sui biglietti di visita. Esso era bianco nero con il tratteggio come già riferito.
Saluti
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 11 ottobre 2007, 10:01

FedericoF ha scritto:Se mi è permesso un intervento, volevo riflettere sull'uso proprio del biglietto da visita. Occorre innanzi tutto prendere le distanze, come qualcuno ha già ricordato, dal biglietto "professionale": sarei quindi per l'abolizione di qualsiasi titolo accademico(decisamente triste vederli cancellati con un tratto a penna). Inoltre, assodato che non si consegnino più ai servitori all'ingresso, ritengo che l'uso principale sia quello di vero e proprio biglietto: risposte brevi, mazzi di fiori, condoglianze, congratulazioni, e così via.


Questo era il motivo per cui suggerivo di predisporne di tre tipi: uno professionale, uno privato con i propri indirizzi ed uno per le comunicazioni, con il solo nome e cognome. Anche eprchè quello usato per le comunicazioni dovrà avere dimensioni leggermente più grandi rispetto ai biglietti di visita professionali.
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Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 11 ottobre 2007, 12:16

Roberto Filo della Torre ha scritto:Caro Michele,
Lo stemma nobiliare è uno strumento da usare con prudenza, sul biglietto da visita (oltre a sembrare"chic") fa l'uomo che lo porge un arrampicatore sociale, una persona che per entrare nei salotti “bene” di Roma,Milano. Montecarlo ecc.ecc. è disposto a sembrare quello che non è.
Se una persona si chiama per esempio Borghese,Ruspoli,della Rovere,Romanoff,de Merod,Furstenberg ecc ecc non serve inserire nel biglietto uno stemma (che continuo a definire pacchiano volgare e di cattivo gusto)poiché il cognome che ha precede la persona che si presenta con il cognome si dice tutto,faccio un esempio. Se io domani vado a Crans sur Sierre nello Chalet Roa dei Principi Borghese duchi di Bomarzo e Paolo Borghese si presenta non serve null'altro il suo cognome dice tutto
Riciclo una frase che diceva sempre mia nonna "la semplicità fa l'uomo elegante.
Dopo questa perla di saggezza 8) 8) ti saluto cordialmente :) :)


Non concordo con l’idea di associare inesorabilmente prestigio ad un cognome, infatti, come è già stato detto esitsono molte famiglie (che non sono nobili) e hanno cognomi “altisonanti”. Vi sono diversi Savoia, ma non sono (anzi erano) tutti Re d’Italia.

Chiedo scusa per la domanda, ma cosa si intende per “predicato” ? potreste farmi un esempio ?

Tornando in argomento, suggerisco per i più esigenti un porta biglietti da visita, trovo sia bruttino estrarlo dal portafoglio :wink: .

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Saluti,
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » giovedì 11 ottobre 2007, 13:14

Camillo Benso era conte di Cavour; Alessandro Ferrero era marchese di la Marmora. I predicati sono, in tal caso, Cavour e La Marmora, ossia - di norma - le località dove si appoggiano i titoli nobiliari.
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Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 11 ottobre 2007, 14:23

Giorgio Aldrighetti ha scritto:Camillo Benso era conte di Cavour; Alessandro Ferrero era marchese di la Marmora. I predicati sono, in tal caso, Cavour e La Marmora, ossia - di norma - le località dove si appoggiano i titoli nobiliari.

In tal caso in un biglietto da vista, un ipotetico Marco Rossi Conte di Montecristo (il cui predicato è Motecristo) dovrebbe scrivere:

- Marco Rossi di Montecristo

oppure

- Marco Rossi Conte di Motecristo
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » giovedì 11 ottobre 2007, 14:48

Proprio così.
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Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 11 ottobre 2007, 14:55

Giorgio Aldrighetti ha scritto:Proprio così.

Ma lei quale delle due opzioni da me proposte intendeva ? Io eviterei il titolo e metterei la corna, entrambe sarebbe superfluo.
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Messaggioda Guido5 » giovedì 11 ottobre 2007, 18:07

Caro Andrea,
il "lapsus digitationis" mi sembra piuttosto stuzzicante... Ti pregherei di non correggerlo!

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda Carfi » giovedì 11 ottobre 2007, 20:24

[quote="Guido5"]Caro Andrea,
il "lapsus digitationis" mi sembra piuttosto stuzzicante... Ti pregherei di non correggerlo!

Caro Guido,
ma Tu stuzzichi proprio?
Perchè è vietato, a qualcuno che ci tiene, mettere il proprio stemma con la CORNUCOPIA?
(Lo so, la cornucopia è un'altra cosa, ma l'assonanza è evidente).
Oppure vuoi aprire un altro Topic per sapere se su qualcche stemma ci sono raffigurate "Le corna" (chiedo scusa).
Sono sicuro che qualche stemma con qualche cervo ci sarà.
Ci sono anche sullo "stemma" dell'amaro Jagermeister.
Stammi bene.

Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
"per Aspera Ardua"

“Ho bisogno di Soldi, non di Consigli” (1865 – 1931)
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bigliettini

Messaggioda Carfi » giovedì 11 ottobre 2007, 21:08

Al di fuori delle boutades precedenti, mi sia consentito esprimere la mia opinione.

- Bigliettino del Kaiser Guglielmo. Trovo quanto di più ridicolo ci sia al mondo, un bigliettino di tal genere; oltre tutto con la specificazione di Kaiser e di Imperatore dei Prussiani.
Senza riferirmi a tempi moderni, ma al periodo di Guglielmo, vi immaginate un biglietto da visita del Papa, di Vittorio Emanuele, della Regina d'Inghilterra? Non credo che ce l'avessero proprio, anche perchè chi aveva contatti con loro non aveva affatto bisogno di avere un suo biglietto da visita. Considerando inoltre che personaggi di quel livello non frequentano sconosciuti, ma solo persone al loro livello, o al massimo qualche Ambasciatore, o Generali di Corpo d'Armata, non credo proprio che Guglielmo (o altri per lui), porgesse ai suoi interlocutori il suo biglietto da visita. Non ce n'era bisogno. Forse, o al massimo, poteva servire, CON L'AUTOGRAFO, per lasciare un ricordo, un present.
E ammesso che servisse per inviare un bouquet di fiori, bastava solamente la scritta A PENNA: Guglielmo.
- Andiamo ai biglietti dell'800 e del secolo scorso. Fino al 1960 circa , il colore, anche sui giornali (vero Guido?) era una cosa rara e costosa, lo stesso dicasi per i bigliettini da visita, anzi inimmaginabile. Quindi era quasi impossibile farsi fare un bigliettino con lo stemma a colori, anzi si dovevano spendere molti soldini solo per farselo fare in bianco e nero, senza dire poi che in rilievo era un sogno, in quanto si doveva fare un solo stampo (con relativo clichè) per una sola persona. In effetti per le tipografie era molto più semplice utilizzare solo la coroncina, e non tutte avevano la giusta coroncina con le esatte relative perle.
Oggi la tecnologia permette di mettere dei colori, e quindi perchè non sfruttarla? Voi mi insegnate che le norme in materia di Araldica, nel corso dei secoli, variano da secolo a secolo. Quello che andava bene nel 1600 (non avevano le tipografie moderne) non andava già bene nel 1700.
Sono molto d'accordo con il fatto che si debbano avere diversi tipi di bigliettini, a seconda delle occasioni:
- agli amici, per ricordare il mio telefono, consegnerei un bigliettino con la sola scritta Pino Carfì ed il numero di telefono;
- per motivi professionali, metterei più dati possibili, e scriverei per intero il mio cognome anagrafico, scrivendo Giuseppe (e non Pino) Carfì di Serra Rovetto Boscopiano, premettendo i miei titoli professionali e/o accademici.
- per motivi un pò più "salottieri", userei raramente e con parsimonia un bigliettino con coroncina e con stemmi.

Il bigliettino giusto, al posto giusto; oltre tutto siamo nel terzo millennio e quindi ritengo "doveroso" approfittare della moderna tecnologia, senza strafare.

Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
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Messaggioda Michele Baroncini » giovedì 11 ottobre 2007, 21:30

- Bigliettino del Kaiser Guglielmo. Trovo quanto di più ridicolo ci sia al mondo, un bigliettino di tal genere; oltre tutto con la specificazione di Kaiser e di Imperatore dei Prussiani.



Gentile Giuseppe, :P

si sa che "de gustibus non disputandum est". :wink:

Ma da una prospettiva squisitamente personale trovo quel biglietto in un certo qual modo "affascinante".

Non so bene perchè... forse per la sottile umiltà sottesa al presentare l'attività di "Deutscher Kaiser und Konig von Preulsen"... in guisa d'un lavoro come un altro. 8)

Così, teutonicamente, senza troppe cerimonie nè stemmi nè coroncine. :wink:

saluti a tutti

MB
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