da Carfi » giovedì 11 ottobre 2007, 21:08
Al di fuori delle boutades precedenti, mi sia consentito esprimere la mia opinione.
- Bigliettino del Kaiser Guglielmo. Trovo quanto di più ridicolo ci sia al mondo, un bigliettino di tal genere; oltre tutto con la specificazione di Kaiser e di Imperatore dei Prussiani.
Senza riferirmi a tempi moderni, ma al periodo di Guglielmo, vi immaginate un biglietto da visita del Papa, di Vittorio Emanuele, della Regina d'Inghilterra? Non credo che ce l'avessero proprio, anche perchè chi aveva contatti con loro non aveva affatto bisogno di avere un suo biglietto da visita. Considerando inoltre che personaggi di quel livello non frequentano sconosciuti, ma solo persone al loro livello, o al massimo qualche Ambasciatore, o Generali di Corpo d'Armata, non credo proprio che Guglielmo (o altri per lui), porgesse ai suoi interlocutori il suo biglietto da visita. Non ce n'era bisogno. Forse, o al massimo, poteva servire, CON L'AUTOGRAFO, per lasciare un ricordo, un present.
E ammesso che servisse per inviare un bouquet di fiori, bastava solamente la scritta A PENNA: Guglielmo.
- Andiamo ai biglietti dell'800 e del secolo scorso. Fino al 1960 circa , il colore, anche sui giornali (vero Guido?) era una cosa rara e costosa, lo stesso dicasi per i bigliettini da visita, anzi inimmaginabile. Quindi era quasi impossibile farsi fare un bigliettino con lo stemma a colori, anzi si dovevano spendere molti soldini solo per farselo fare in bianco e nero, senza dire poi che in rilievo era un sogno, in quanto si doveva fare un solo stampo (con relativo clichè) per una sola persona. In effetti per le tipografie era molto più semplice utilizzare solo la coroncina, e non tutte avevano la giusta coroncina con le esatte relative perle.
Oggi la tecnologia permette di mettere dei colori, e quindi perchè non sfruttarla? Voi mi insegnate che le norme in materia di Araldica, nel corso dei secoli, variano da secolo a secolo. Quello che andava bene nel 1600 (non avevano le tipografie moderne) non andava già bene nel 1700.
Sono molto d'accordo con il fatto che si debbano avere diversi tipi di bigliettini, a seconda delle occasioni:
- agli amici, per ricordare il mio telefono, consegnerei un bigliettino con la sola scritta Pino Carfì ed il numero di telefono;
- per motivi professionali, metterei più dati possibili, e scriverei per intero il mio cognome anagrafico, scrivendo Giuseppe (e non Pino) Carfì di Serra Rovetto Boscopiano, premettendo i miei titoli professionali e/o accademici.
- per motivi un pò più "salottieri", userei raramente e con parsimonia un bigliettino con coroncina e con stemmi.
Il bigliettino giusto, al posto giusto; oltre tutto siamo nel terzo millennio e quindi ritengo "doveroso" approfittare della moderna tecnologia, senza strafare.
Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
per Aspera Ardua
“Ho bisogno di Soldi, non di Consigli” (1865 – 1931)