Ordini militari marittimi

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda nicolad72 » martedì 26 giugno 2007, 15:58

Mi ero riproposto di fare una ricerca sul sito SMOM nei momenti di pausa in ufficio... ma noto (con piacere) che il celerissimo Tomaso Cravarezza, mi ha battuto sul tempo... non so se potrò perdonarti per lo sgarro :wink: .

Non immaginavo che l'Ordine avesse pubblicato così tanti francobolli in materia... 8)

Saluti a tutti!
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Messaggioda alfabravo » martedì 26 giugno 2007, 17:15

L'Ordine Mauriziano, nonostante i pochi scontri navali sostenuti, mantenne sempre un rapporto con l'Armata Sarda prima e la Regia Marina dopo.
La carica di Grande Ammiraglio fu abolita da Carlo Alberto soltanto nel 1831 e il RD 20 febbraio 1868, per quanto riguarda la Marina, stabiliva che avevano facoltà di diventare:
Cavalieri: capitani di fregata
Cavalieri Ufficiali. capitani di vascello e, dopo cinque anni di servizio, i
capitani di fregata
Commendatori: contrammiragli e, dopo cinque anni di servizio, i capitani di
vascello
Grandi Ufficiali: vice ammiragli e, dopo dieci anni di servizio, i contrammiragli
Gran Croce: ammiragli e, dopo otto anni di servizio, i vice ammiragli
Da marittimo, quale doveva essere, si era trasformato in Ordine di Merito, ma è innegabile che gli insigniti, sia in pace che in guerra, lo hanno ampiamente onorato.

Ritter
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Messaggioda nicolad72 » martedì 26 giugno 2007, 17:28

Ritter ha scritto:L'Ordine Mauriziano, nonostante i pochi scontri navali sostenuti, mantenne sempre un rapporto con l'Armata Sarda prima e la Regia Marina dopo.
La carica di Grande Ammiraglio fu abolita da Carlo Alberto soltanto nel 1831 e il RD 20 febbraio 1868, per quanto riguarda la Marina, stabiliva che avevano facoltà di diventare:
Cavalieri: capitani di fregata
Cavalieri Ufficiali. capitani di vascello e, dopo cinque anni di servizio, i
capitani di fregata
Commendatori: contrammiragli e, dopo cinque anni di servizio, i capitani di
vascello
Grandi Ufficiali: vice ammiragli e, dopo dieci anni di servizio, i contrammiragli
Gran Croce: ammiragli e, dopo otto anni di servizio, i vice ammiragli
Da marittimo, quale doveva essere, si era trasformato in Ordine di Merito, ma è innegabile che gli insigniti, sia in pace che in guerra, lo hanno ampiamente onorato.

Ritter


Come citazione non mi pare sufficiente a dimostrare uno stretto rapporto tra la marineria Mauriziana e quella Sarda (poi Italiana) anche perchè gli stessi privilegi erano riconosciuti a tutti i funzionari di pari grado dell'amministrazione pubblica:

Riporto la parte integrale dell'art. 5 del RD 20 febbraio 1868 (data in cui fu anche creato l'Ordine della Corona d'Italia)

a) La gran croce: gli ambasciatori, i ministri di Stato, i ministri segretari di Stato, il Presidente del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, i primi presidenti ed i procuratori generali delle Corti di cassazione, i generali d'armata, gli ammiragli, il presidente e l'avvocato generale del Tribunale supremo di guerra. Dopo otto anni di servizio effettivo nelle seguenti cariche: i primi presidenti delle Corti di appello, i luogotenenti generali, i viceammiragli, gli inviati straordinari e ministri plenipotenziari di prima classe, i presidenti di sezione del Consiglio di Stato, delle Corti di cassazione e della Corte dei conti;
b) La croce di grande uffiziale: i primi presidenti ed i procuratori generali delle Corti d'appello, i luogotenenti generali, i viceammiragli, gli inviati straordinari e ministri plenipotenziari di prima classe, i presidenti di sezione del Consiglio di Stato, delle Corti di cassazione e della Corte dei conti; e dopo dieci anni di servizio effettivo nella loro carica, i prefetti, i consiglieri di Stato, della Corte dei conti e di cassazione, i presidenti di sezione di Corti d'appello, i segretari generali, i direttori superiori ed ispettori generali dei Ministeri, i maggiori generali, i contrammiragli, i ministri plenipotenziari di seconda classe, i sindaci di Torino, Genova, Milano, Venezia, Parma, Modena, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Cagliari;
c) La croce di commendatore: i prefetti, i consiglieri di Stato, della Corte dei conti e d'appello, i segretari generali ed i direttori generali, i direttori superiori ed ispettori generali dei Ministeri, i maggiori generali, i contrammiragli, i ministri plenipotenziari di seconda classe, i sindaci di Torino, Genova, Milano, Venezia, Parma, Modena, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Cagliari. I sindaci delle città capoluoghi di provincia dopo una conferma, e dopo cinque anni di grado i colonnelli, i capitani di vascello ed i direttori capi di divisione dei Ministeri e del Gran magistero mauriziano.
D'ora in poi la croce che i commendatori portano al collo sarà sormontata dalla corona Reale;
d) La croce d'uffiziale: i colonnelli, i capitani di vascello, i consiglieri d'appello, i referendari al Consiglio di Stato, i ragionieri alla Corte dei conti; e dopo cinque anni di servizio nella rispettiva carica i luogotenenti colonnelli, i capitani di fregata di prima classe, i sottoprefetti ed i capi sezione nei Ministeri, i presidenti dei tribunali di circondario ed i procuratori del Re. I sindaci delle città capoluoghi di circondano dopo una conferma.
Nella croce di uffiziale sarà d'ora in poi surrogata alla ghirlanda di quercia e d'alloro la corona Reale;
e) La croce di cavaliere: i presidenti e procuratori del Re presso i tribunali di circondario, i sottoprefetti, i capi di sezione dei Ministeri, i maggiori nell'esercito, i capitani di fregata di seconda classe. Dopo dieci anni di servizio nei gradi seguenti: i consiglieri di prefettura, i giudici dei tribunali di circondario, i pretori delle città capoluoghi di provincia. Dopo quindici anni di servizio in quel grado i pretori delle città capoluoghi di circondario. I consiglieri ed i sindaci delle città dopo una conferma. I Capitani similmente dopo dodici anni di grado.
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Messaggioda alfabravo » martedì 26 giugno 2007, 17:34

Egr. Sig. Nicola,

lei ha ragione, ma come ho scritto, pur non tralasciando il lato assistenziale il mauriziano era una sorta di Legion d'Onore sabauda (e per le anzianità di servizio mi pare simile al Sant'Ermenegidlo spagnolo)ed è ovvio che tra i dipendenti pubblici vi fossero anche quelli della Regia Marina.

Distinti saluti da Ritter
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Messaggioda nicolad72 » martedì 26 giugno 2007, 17:42

... forse ho male inteso il suo post precedente, ma mi ha dato l'impressione che tali "privilegi" fossero riservati esclusivamente ai marinai... da qui la precisazione!

Non me ne voglia!
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Messaggioda cassinelli » mercoledì 27 giugno 2007, 22:26

Alcune riproduzioni di galee del S.M.O. di Santo Stefano Papa e Martire (a cura dell'Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano).

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Messaggioda alfabravo » sabato 30 giugno 2007, 16:06

Vi presento alcune immagini della fortezza di Villafranca (Villefranche), base navale dei cavalieri mauriziani.
Per la fortezza di Sant’Elmo, sul monte Alban, furono stanziati 20.000 scudi: “fortezza formidabile” l’aveva definita Emanuele Filiberto e il conte Provana di Leynì, oltre che abile ammiraglio dimostrò le sue capacità anche come architetto militare.
Fin dalla prima metà del XV secolo era avvenuto un cambiamento nel campo delle costruzioni militari con l’avvento e il rapido sviluppo dell’artiglieria
Esempio di “fortificazione alla moderna” che sarà perfezionato da Vauban, al posto di alte mura facilmente perforabili, la fortezza era circondata da bastioni privi di angoli morti alternati a terrapieni studiati per assorbire o deviare la forza delle palle di cannone.

Villafranca in una stampa dell’epoca
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disegno di Forte Sant’Elmo
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Forte Sant’Elmo visto dall’alto
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altre immagini di forte Sant’Elmo
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plastico di forte Sant’Elmo: è collocato nell’atrio della fortezza tra gli altri cimeli storici.
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La Cittadella in una veduta di costa sulla carta "The harbour of Villa-Franca" di
W. H. Smyth per l'incisione di J. & C. Walker, 1:13.500 circa, Londra, 1833 (Istituto Idrografico della Marina Militare Italiana)
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la darsena di Villafranca
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molo della vecchia darsena
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spazi per piazzuole d’artiglieria
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attracco per le galee
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Messaggioda alfabravo » sabato 7 luglio 2007, 15:18

ORDINE DI SAN LAZZARO DI GERUSALEMME E DI NOSTRA SIGNORA DEL MONTE CARMELO

Nel 1608 Enrico IV, Re di Francia, fuse gli ordini di San Lazzaro di Gerusalemme e di Nostra Signora del Monte Carmelo sempre con le tre finalità: religiosa, ospitaliera e militare.
Nel contesto statale in cui operavano ai cavalieri lazzariti non era certo concessa l’indipendenza territoriale come ai gioanniti, ma l’autonomia d’azione; la stessa cosa accadeva agli stefaniani. Per cui, assicurando sempre la sua lealtà al Trono e nella certezza di agire in tal senso per servirlo meglio, sulle navi dell’Ordine sventolavano il vessillo del Re e quello con la croce verde di San Lazzaro
Nel 1612, alcuni vascelli da guerra innalzanti le insegne reale e lazzarita presero parte al alcune spedizioni al fiume Niger, nel golfo di Guinea.
I cavalieri parteciparono anche ad operazioni contro i barbareschi nel golfo del Leone e nei mari Ligure e Tirreno.
Nel 1666, nel piano di ristrutturazione della Marina francese voluto da Re Luigi XIV, l’Ordine costituì una squadra di dieci fregate battenti le proprie insegne nel porto di Saint Malò
Le azioni marittime dell’Ordine furono rivolte anche alla caccia dei corsari inglesi, tanto che Luigi XIV affidò la carica di “Guardacoste di Bretagna” all’ammiraglio di Coudray, cavaliere lazzarita.
Queste navi armate dagli stessi cavalieri sono subito impiegate contro quelle inglesi.
Nel maggio 1666, il cavaliere de Groslieu, comandante la fregata Saint Lazare, muore in combattimento dopo avere respinto parecchi abbordaggi di tre fregate inglesi.
Nell’aprile 1667, il cavaliere de Cicé prende il comando di una squadra di quattro fregate; nel mese di maggio durante una sortita si scontra con un corsaro inglese. Dopo un combattimento di due ore e avere ucciso il capitano inglese è egli stesso ucciso
Infine, nel dicembre 1667, l’Ordine fonda a Parigi un’Accademia di Marina
Nel 1773 viene eletto Gran Maestro Luigi Stanislao di Borbone conte di Provenza (futuro re Luigi XVIII) che vuole riorganizzare l’Ordine affidandogli l’addestramento degli allievi ufficiali del Regno.
Per decreto del 21 gennaio 1779, il Gran Maestro separa l’ammissione negli Ordini. L’ Ordine di Nostra Signora del Monte Carmelo d’ora innanzi è riservato ai soli allievi dell’Accademia Militare. Ogni anno i tre allievi meglio qualificati ai corsi saranno insigniti dell’Ordine. Le ultime promozioni e nomine sono del luglio 1787 e l’Accademia è soppressa nel 1788
Con RR LL PP del settembre 1788, Re Luigi XVI assegna le navi dell’Accademia Militare all’ordine di San Lazzaro
Scoppiata la Rivoluzione, il decreto dell’Assemblea Nazionale del 30 luglio 1791 soppresse l’Ordine espropriando i suoi beni e perseguitando i cavalieri come nemici della Rivoluzione.

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Messaggioda Elendil » martedì 21 agosto 2007, 11:50

Qualche informazione sull'ordine messinese della stella

in "fatti memorabili delle istorie messinesi", di G. Crescenti, il 2 settembre 1595, giunse a Messina la notizia che una flotta turca era ancorata sulle rive della Calabria, e si accingeva a compiere scorrerie nelle coste vicine. Dodicimila uomini allora, dalla città e dai villaggi, presero le armi e si prepararono alla difesa della città, difesa che "per antichi ordinamenti era commessa agli stessi cittadini". Questi preparativi da soli bastarono a spaventare i turchi e a convincerli a tornare in patria dopo aver saccheggiato la Calabria, senza toccare Messina.
Cessata la minaccia, lo Stradigò, principe di Geraci (una sorta di carica militare-giuridica) ebbe l'idea di istituire un corpo armato permanente che fosse pronto in qualunque momento alla difesa della città. L'ordine si chiamò dei "Cavalieri della Stella", in onore probabilmente alla Vergine, il "gran maestro" aveva il titolo di principe (non titolo nobiliare, ritengo, ma solo la denominazione), e durava in carica un anno; i componenti dell'ordine avevano una serie di privilegi, come seggi particolari in cattedrale, titoli e altro di simile, ed il loro numero inizialmente era di 70, poi via via aumentò fino a 100. Non so se la carica fosse ereditaria, ma sicuramente si mantenne sempre nello stesso giro di famiglie nobili cittadine. Altrove (ossia qui ) ci sono altre notizie. in particolare: diploma reale concesso da Filippo II di Spagna il 5 ottobre 1586, e alcune informazioni sull'attività dell'ordine, e sulla sua soppressione, dopo la rivolta antispagnola del 1674-78.
Non credo che l'ordine abbia mai avuto davvero un ruolo militare. Innanzitutto perché dopo Lepanto di pirati turchi in giro ce n'erano pochini, e poi perché "ordine cavalleresco" nel '600, aveva un significato totalmente diverso da quello che aveva un paio di secoli prima. Infatti, sempre Crescenti, narra di come la principale occupazione di questi cavalieri fossero le parate del 6 gennaio (sempre in onore della Vergine) e l'organizzazione di tornei. Nel libro di Crescenti se ne descrive uno, che è quanto di più fastoso, barocco e pacchiano (;)) si possa immaginare...

Oggi dei cavalieri della stella non resta quasi più niente a Messina, se non una via loro dedicata in centro
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Re: Ordini militari marittimi

Messaggioda alfabravo » martedì 6 maggio 2008, 19:41

ORDINE DI CRISTO (Portogallo)

L’ Ordem de Cristo fu fondato da Re Dionigi di Portogallo nel 1319 trasferendo ad esso le proprietà portoghesi dell’Ordine templare, sciolto dal Papa Clemente V sette anni prima. Mantenne la croce rossa dei templari, ma in segno di purificazione , le fu sovrapposta una croce bianca.
La sede originaria fu Castro Marin (Algarve), ma dal 1356 fu portata a Tomar (Santarem) nel monastero-fortezza che per gli ampliamenti e abbellimenti nei secoli seguenti divenne uno dei più importanti monumenti storici e artistici del Portogallo tanto da nel 1983 l’UNESCO lo dichiarò Patrimonio dell’Umanità
L’Ordine non mancò di dare il suo contributo alla liberazione del Portogallo dai musulmani combattendo come forza di terra ma la grande svolta avvenne il 25 maggio 1420 quando fu eletto Gran Maestro l’Infante don Enrico di Aviz, duca di Viseu, conosciuto come Enrico il Navigatore. Figlio del Re Giovanni I di Portogallo, è una figura fondamentale agli albori dell’era delle scoperte geografiche. Con lui l’Ordine di Cristo apre una nuova pagina della propria storia: le sue vaste rendite non sono tesaurizzate ma servono a finanziare studi oceanografici ed esplorazioni marittime gettando così le basi del futuro impero coloniale portoghese.
Nel 1433 Enrico ottenne la giurisdizione del villaggio di Sagres, all'estremità sud occidentale del Portogallo. e iniziò la costruzione di una sua villa: la Vila do Infante che avrebbe dovuto essere il nucleo di un futuro grande porto mercantile in grado di fare concorrenza alla spagnola Cadice e al tempo stesso un cenacolo scientifico dotato di un arsenale, un osservatorio astronomico e una scuola di nautica e cartografia
La scarsità d'acqua costrinse Enrico a modificare i suoi progetti tanto che l’arsenale venne spostato a Lagos, un porto a pochi chilometri di distanza e una cattedra di astronomia fu istituita all’Università di Coimbra.
La Fondazione della cosiddetta Scuola di Sagres è uno dei punti fermi della storia marittima del Portogallo anche se alcuni storici attuali tendono a negarla o ridimensionarla.
Comunque sia i risultati dell’attività di Enrico non si fecero attendere.
Nel 1427 Gonçalo Velho scoprì le isole Azzorre (che furono presto colonizzate)
Nel 1433, il nuovo Re, Duarte I, fratello di Enrico, concesse all’Ordine di Cristo uno status di sovranità su ogni futura conquista, un quinto dei proventi commerciali ottenuti dalle zone appena scoperte, assieme all'esclusiva del diritto di esplorazione oltre Capo Bojador. che era il punto più meridionale sulla costa atlantica dell'Africa conosciuto in Europa e l’anno successivo, 1434, Gil Eanes fu il primo navigatore a oltrepassare questo punto e già nel 1436 le navi portoghesi arrivarono al Rio do Ouro, aprendo la strada a un'ulteriore esplorazione verso sud della costa africana. Enrico, infatti, sperava trovare un passaggio per raggiungere l’oriente aggirando il Sahara, controllato dagli arabi.
Tra il 1440 e il 1448, durante la reggenza di Pietro di Aviz, duca di Coimbra e fratello di Enrico, l’Ordine ricevette la conferma dei suoi privilegi e a partire dagli anni 40 del XV secolo le spedizioni conobbero un nuovo impulso soprattutto per lo sviluppo di un nuovo tipo di nave, la caravella, che essendo più leggera della caracca, ma più robusta e veloce, reggeva meglio un mare burrascoso come l’Atlantico
Enrico morì a Sagres il 13 novembre 1460 e in quel momento la costa africana era stata esplorata fino all'attuale Sierra Leone
Dopo la sua morte gli Aviz non trascurarono l’Ordine e già nello stesso 1460, Re Alfonso V attribuì ai cavalieri di Cristo il 5% su tutte le mercanzie provenienti dalle nuove terre africane, mentre il principe Ferdinando di Aviz divenne nuovo Gran Maestro
Sotto il regno di Giovanni II le navi dell’Ordine arrivarono a Capo di Buona Speranza
Nel 1484 Emanuele di Aviz duca di Beja divenne XI Gran Maestro e il 30 giugno 1516 lo stesso Re Manuel I ottenne il titolo di Gran Maestro con la Bolla “Constante fide” di Papa Leone X. Sotto il suo Gran Magistero, il 20 maggio 1498, Vasco da Gama raggiunse l’India sbarcando a Calicut: il sogno di Enrico il Navigatore si era avverato.
Alla fine del regno di Manuel I, l’Ordine possedeva 454 commende tra Portogallo, Africa e India.
Purtroppo col Re Giovanni III (figlio di Manuel I), l’Ordine di Cristo concluse la sua grande epopea marittima e nel 1529 fu trasformato in semplice congregazione religiosa; infine, con le riforme del 1789 e del 1834 fu completamente secolarizzato.

I cavalieri più famosi
Gil Eanes, il primo europeo a superare il capo Bojador
Joao Gonçalves Zarco, scopritore dell’isola di Madera
Pedro Alvaes Cabral, uno degli scopritori del Brasile
Bartolomeu Dias, primo europeo a doppiare Capo di Buona Speranza
Vasco da Gama, primo europeo a giungere in India direttamente dall’Europa
Frei Gonçalo Velho, scopritore delle isole Azzorre
Diogo Cao, scopritore della foce del fiume Congo ed esploratore delle coste della Namibia


Croce dell’Ordine di Cristo
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Enrico il Navigatore
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La nave di Vasco da Gama. Acquarello di Ernesto Casanova, 1845
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Vasco da Gama con la croce dell’Ordine
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