Il concetto di cittadino. Quale significato ?

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Il concetto di cittadino. Quale significato ?

Messaggioda Principe Gallo » martedì 22 maggio 2007, 17:37

Carissimi,

nello studio di antiche famiglie venete ho trovato spesso le seguenti diciture:

- bono cittadino;
- nobile cittadino;
- antichi et cittadini;
- cittadini.

ora, notando che la classificazione appartiene a famiglie che vanno dal XI fino al XVI secolo, come va interpretato il termine cittadino ? Nel senso di cittadinanza o nel senso di nobiltà ? Sottolineo il fatto che negli stemmi riferiti alle famiglie, non sono presenti corone tranne nel caso di famiglie con origini "dogali" e "principesche". In attesa di un riscontro, porgo i miei più distinti saluti.

NHAB.
Principe Gallo
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 23 maggio 2007, 17:10

L'ascrizione e i godimenti dei diritti di "cittadinanza" in epoca di Antico Regime era tutt'altro che dettata che da meri riconoscimenti di "residenza", il "prender (o aver) casa" all'interno delle mura cittadine, ( "abito a ... e sono cittadino di ..." concetto moderno, legato all'anagrafe); al contrario molte stirpi pur vivendo da molti decenni e, in alcune realtà, anche da più secoli, pagavano al comune la tassa del "forestatico" non essendo stati ricevuti appunto tra i "cives".
L'ascrizione alla cittadinanza comportava generalmente la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica della comunità, tra cui, ad esempio, il ricoprire magistrature e uffici cittadini.

Certo ogni realtà geografica (e a seconda degli ambiti cronologici), aveva consuetudini e dinamiche sociali ben differenti in questa materia.
Nel nostro caso è lecito quindi chiedersi, come fa Principe Gallo, in ambito veneziano, quale valore avesse per i cronisti ricordare costantemente la "cittadinanza", segnalazione che, se ritenuta degna di menzione anche per le stirpi più illustri quali quelle dogali, probabilmente aveva un reale valore sociale per la "Casada" riconosciuta come cittadina: si potrebbe pensare che questa fosse sinonimo dell'ascrizione al Maggior Consiglio?

L'assenza di corone negli stemmi è a mio avviso poco significativa, almeno sino al 500, quando la nobiltà veneziana molto pragmatica e poco propensa alla pompa retorica, essendo un consesso di "pares inter pares" ove solo il Doge emergeva quale Principe, raramente usava cimare lo stemma da una corona nobiliare.

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Cittadinanza onoraria

Messaggioda Principe Gallo » venerdì 25 maggio 2007, 12:50

Pregiatissimi Signori,

In merito a quanto scritto, si sente spesso parlare al giorno d'oggi di cittadinanza onoraria. La concessione della suddetta cittadinanza, può essere fatta dal comune di nascita e/o residenza, oppure solo da un comune estraneo alla cittadinanza del candidato. In particolare, mi chiedo se non sia incoerente dare la cittadinanza di un comune tipo Sempronio a Caio abitante a Sempronio. Nei fatti Caio è già cittadino di Sempronio.

Distinti saluti, NHAB.
Principe Gallo
 

Messaggioda Guido5 » venerdì 25 maggio 2007, 14:38

Caro il mio Nobl Huomo,
mai porre limiti alla fantasia dei nostri tanti Primi Cittadini... ma hai qualche esempio concreto di conferimento della cittadinanza onoraria a qualche cittadino (leggi persona iscritta all'anagrafe) dello stesso comune?

Ciao a tutti!
Guido5
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Titoli belli solo sulle carte.

Messaggioda Principe Gallo » venerdì 25 maggio 2007, 15:22

Guido5 ha scritto:Caro il mio Nobl Huomo,
mai porre limiti alla fantasia dei nostri tanti Primi Cittadini... ma hai qualche esempio concreto di conferimento della cittadinanza onoraria a qualche cittadino (leggi persona iscritta all'anagrafe) dello stesso comune?

Ciao a tutti!
Guido5


Carissimo Guido,

a parte che NH...non si scrive così.... :lol: mi chiami pure Sigismondo.
Non ho esempi di quanto da Lei richiesto. Ma, visto che si tratta di una libera concessione presa dal consiglio comunale, mi chiedevo se in alcuni comuni per premiare i propri cittadini particolarmente meritevoli non fosse possibile fare questa concessione, in fondo come dico sempre ai miei concittadini, i titoli sono belli ...."si ma solo sulle carte nulla più".

Saluti, NHAB.
Principe Gallo
 

Messaggioda dpascale » giovedì 21 giugno 2007, 16:20

Franz Joseph von Trotta ha scritto:L'ascrizione e i godimenti dei diritti di "cittadinanza" in epoca di Antico Regime era tutt'altro che dettata che da meri riconoscimenti di "residenza" [...]
L'ascrizione alla cittadinanza comportava generalmente la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica della comunità, tra cui, ad esempio, il ricoprire magistrature e uffici cittadini.


Gentili signori,
con grande ingenuità :oops: , mi sto chiedendo anch'io se l'ascrizione alla cittadinanza comportava anche l'ammissione al patriziato di quella città. Nello specifico vorrei ampliare geograficamente e temporalmente il discorso: conosco il caso di Tizio (chiamiamolo così :)) che nel 1788 divenne cameriere del Duca di Parma e contemporaneamente fu ascritto alla cittadinanza di quella città. Ciò significa che divenne automaticamente anche "nobile di Parma", o "Patrizio di Parma"? In questo caso si tratterebbe di cittadinanza puramente onorifica, dal momento che Tizio non visse mai a Parma, né vi esercitò pubblici uffici.

Qualcuno sa dirmi dove si possono trovare elenchi (se mai furono compilati :? ) delle famiglie iscritte alla nobiltà civica, non solo di Parma, ma anche di altre città? O quantomeno sapere in quali città italiane esistettero una classe nobile, una patrizia, o entrambe? E quali di queste nobiltà sono state poi riconosciute all'avvento del Regno d'Italia?

Grazie :D

Daniele
Ultima modifica di dpascale il mercoledì 25 luglio 2007, 12:53, modificato 1 volta in totale.
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