da Guido5 » lunedì 16 aprile 2007, 14:02
Caro Lorenzo,
quello che chiami "punto di rottura" (e che gli esperti di onomastica definiscono usando un discutibile "cognomizzazione") varia da luogo a luogo; direi quasi da famiglia a famiglia: tutto sta nel capire quando il parroco o chi per lui ha ritenuto non più sufficiente, per un'identificazione univoca, il solo nome del padre.
Conclusione: devi armarti di pazienza e costruirti, passo dopo passo, il tuo albero genealogico. Dal 1866 in qua non avrai grosse difficoltà grazie ai registri di stato civile dei Comuni (fatti fare sempre copie integrali o fotocopie, non certificati "per estratto"). Per il periodo precedente in Toscana troverai ancora qualcosa, poi ci saranno solo i registri parrocchiali (dalla seconda metà del Cinquecento) e gli eventuali atti notarili. In bocca al lupo!
Ciao a tutti!
Guido5