Faleristica e aste milionarie

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Faleristica e aste milionarie

Messaggioda Mario Volpe » sabato 13 gennaio 2007, 21:14

Il collezionismo di medaglie, o meglio di “Faleristica”, come è oggi d’uso chiamare questo tipo di attività, è un fenomeno relativamente recente che ha preso avvio nei paesi di lingua anglosassone per poi diffondersi progressivamente anche in molti altri paesi, tra i quali l’Italia.
E’ difficile risalire al momento preciso in cui la faleristica cominciò a svilupparsi qui da noi, ma non credo di sbagliare di molto ipotizzando che esso fu poco dopo il “periodo della contestazione”, che alla fine degli anni sessanta aveva visto diffondersi in tutto il mondo tra le generazioni dei più giovani la moda di procurarsi ed indossare oggetti di “militaria”.
Quelli di voi che come me hanno ormai una certa età, ricorderanno bene quanto fosse diffuso tra i giovani di quel periodo l’uso di indossare - naturalmente in chiave antimilitarista - casacche, cinturoni, scarponi o copricapi militari, spesso con tanto di gradi, distintivi e medaglie appese. Del resto si era allora in piena Guerra Fredda ed in piena contestazione per la Guerra del Vietnam…

D’altra parte, la caccia al “souvenir” di guerra è stata una consuetudine diffusa sia durante che dopo ogni conflitto militare di una certa importanza. Essa si è puntualmente manifestata per la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, per la Guerra di Corea, per il Vietnam, per le Guerre Arabo-Israeliane e, da ultimo, per le Guerre del Golfo.
I “cimeli” di guerra sono quindi diventati l’oggetto della bramosia dei musei specializzati e dei collezionisti privati di tutto il mondo, dalla spada da samurai appartenuta a qualche ufficiale giapponese, alla Luger di qualche ufficiale tedesco, dall’elmetto arrugginito di qualche soldato americano al pugnale della Milizia appartenuto a qualche gerarca fascista.

Il settore delle decorazioni e dei distintivi non ha fatto eccezione e, anche se ancora limitato numericamente rispetto ad altre branche del collezionismo, esiste oggi un fervente ed attivo mercato di questi articoli che vengono scambiati in tutto il mondo da preparatissimi collezionisti, continuamente alla caccia del pezzo mancante per arricchire la propria raccolta.

Anche per le medaglie ogni conflitto ha rappresentato un picco di interesse ed un’impennata negli scambi, benché talune “tematiche” storiche, come il periodo nazifascista della seconda Guerra Mondiale, o di tipo “geografico”, come la raccolta delle principali distinzioni nazionali del proprio Paese, continuino a focalizzare l’interesse dei collezionisti.

Il maggiore impulso che il collezionismo di faleristica ha ricevuto nel corso dell’ultimo mezzo secolo, è certamente stato la conclusione della “Guerra Fredda”, avvenuto tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta, quando sul mercato dei collezionisti di tutto il mondo si riversarono improvvisamente migliaia e migliaia di decorazioni sovietiche e dei Paesi d’oltre Cortina a basso costo.
Ciò ha certamente creato numerosi nuovi appassionati collezionisti che si sono progressivamente lanciati nella raccolta di queste decorazioni, per accaparrarsene una “serie” da aggiungere alla propria collezione.

Il fenomeno, anche grazie alla nuove possibilità offerte da internet, è certamente molto cresciuto negli ultimi anni, e con l’aumento della domanda anche i prezzi tendono progressivamente a salire. Ciò ha determinato il fatto che l’acquisto di una determinata medaglia che vent’anni fa poteva essere finalizzato con poche migliaia di lire, richiede oggi per la stessa decorazione un esborso molto più consistente.
Inoltre, la forte domanda concentrata su determinate categorie di articoli, ha determinato non solo una paurosa lievitazione dei prezzi, ma anche il rapido esaurimento del numero di esemplari disponibili sul mercato. Questo ha alimentato la produzione delle copie, con la nascita di un mercato parallelo riservato allo scambio di queste riproduzioni, la cui valutazione – in mancanza degli originali – è diventato a sua volta oggetto di una “escalation” da parte dei collezionisti.

Il collezionismo di faleristica può essere diviso nel collezionismo “anonimo”, ossia quello relativo a quelle decorazioni per le quali non è possibile (o non interessa) risalire al possessore originario, e quello “nominativo”, ossia quello in cui – invece - si cerca con ogni mezzo di ricostruire ogni particolare “matricolare” e di servizio del possessore (quest’ultimo è particolarmente seguito in Gran Bretagna, dove ogni documento, foto o accessorio riconducibile alla decorazione e al suo proprietario, aumentano il valore collezionistico della medaglia stessa).

Per farvi un’esempio dell’importanza anche economica che questo settore collezionistico ha ormai raggiunto, vi segnalo che in un’asta svoltasi lo scorso luglio a Sydney è stata aggiudicata la vendita della Victoria Cross britannica conferita al Capitano dell’esercito australiano Alfred Shout nella battaglia di Lone Pine a Gallipoli nel 1915, per la cifra record di un milione di dollari ! ( http://www.abc.net.au/am/content/2006/s1696032.htm ).

Esiste però una differenza tra la faleristica e le altre forme di collezionismo convenzionali, come la numismatica o la filatelia: ossia il fatto che, generalmente parlando, qui si tratta di oggetti che sono appartenuti “personalmente” a qualcuno. Oggetti che simboleggiano la prestazione da parte del titolare che li ha posseduti di un particolare merito verso la propria nazione, di un servizio straordinario reso alla comunità, o che testimoniano la sua attiva partecipazione ad una determinata operazione civile o militare. O magari la sua appartenenza ad un determinato ordine (di merito o cavalleresco), nel quale il titolare è stato accolto in virtù di particolari benemerenze acquisite o di speciali titoli posseduti.

Molti quindi criticano i collezionisti di medaglie perché, appunto, in questo modo essi tenderebbero indirettamente a raccogliere presso di sé i meriti conseguiti da altri.
I faleristi a loro volta si difendono affermando che, tramite la propria raccolta, essi svolgono un’opera di recupero e conservazione di queste testimonianze storiche che, altrimenti andrebbero irrimediabilmente perdute.

Chiedo venia per la forse eccessiva prolissità di questo mio intervento, ma sarei molto interessato a conoscere i vostri commenti sulla questione e a sapere voi che ne pensate ?

Cordialmente,

Mario Volpe
Ultima modifica di Mario Volpe il domenica 14 gennaio 2007, 1:32, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 13 gennaio 2007, 21:22

Tempo fa cercai di acquistare una medaglia su ebay ma il prezzo lievitò veramente alle stelle e dovetti rinunciare :wink:

In effetti però un'onoreficienza è proprio qualcosa di personale e sarebbe meglio guadagnarsela piuttosto che comprare quella di un altro :roll:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 14 gennaio 2007, 16:11

Non è una novità di oggi che tutto possa diventare merce.

Il fatto è che oggi tutto lo sta davvero diventando.

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Messaggioda Guido5 » lunedì 15 gennaio 2007, 20:10

Cari amici,
in argomento - prescindendo però dall'aspetto commerciale - una richiesta di aiuto. Fra i ricordi bellici di mio babbo ci sono alcune medaglie austriache fra le quali quella che segue
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La dicitura sul retro spiega tutto: "LAESO MILITI MCMXVIII", al soldato ferito 1918. La mia domanda è: il nastro vi risulta essere quello giusto o può esserci stato uno scambio? Sono arrivato a quello per esclusione, ma l'alternativa potrebbe essere un nastro come questo
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Grazie e ciao a tutti!
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Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 17 gennaio 2007, 12:22

L'amico Guido mi ha informato di aver già trovato da sè - navigando con pazienza sulla rete - la risposta al suo stesso quesito.
A beneficio dei nostri frequentatori, riporto le informazioni e le immagini che Guido ha trovato sulla suddetta medaglia austriaca, e che confermano la corretteza del nastro da abbinare alla medaglia stessa.

"Verwundetenmedaille (Wound Medal) Awarded to members of the Army or Navy who were wounded in battle. This medal in grey metal bears, on the obverse, the head of Emperor Karl and has along the upper rim his name 'CAROLVS'. The reverse (shown in the enlargement) has the text "LAESO / MILITI" (to the military wounded) and below "MCMXVIII" (1918 in Roman figures). The medal was instituted on 12 August 1917 but only struck in 1918 which explains the year on the reverse. According to the number of wounds received, the ribbon has 1 to 5 central red stripes, bordered black".

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